

Cosa vuoi che ti dica? E' stato condannato?
Leggi cosa scrive Russo-Spena
Mer 22 Nov 2006
Maj e Czeppel libertà vigilata
Interrogazione a risposta orale
RUSSO SPENA, BOCCIA Maria Luisa -
Al Ministro della giustizia -
Risultando agli interroganti che:
http://www.laltralombardia.it/public...repress45.html


In soldoni
a) il procedimento iniziato nel 2001 dalla Procura di Napoli a carico dei cittadini su riferiti si è concluso significativamente nel 2005 con una declaratoria di difetto di competenza, all’esito di innumerevoli perquisizioni e sequestri in Italia, Francia e Svizzera e dopo che le autorità svizzere avevano negato ufficialmente la propria collaborazione, in ragione della “natura politica” del procedimento;
b) Alcuni autorevoli giornalisti, tra i quali in primis Guillaume Perrault del quotidiano “Le Figaro”, con particolare riferimento al suo scritto “Génération Battisti”, hanno sollevato il ragionevole dubbio in merito ad una probabile pretestuosità del procedimento francese, asseritamente carente dei presupposti di legittimazione e meramente funzionale a consentire la restrizione in vinculis degli indagati, in attesa che la magistratura italiana raccogliesse elementi di prova idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
c) Il procedimento risulta ancora pendente, nonostante siano trascorsi ormai da tempo i termini massimi di durata delle indagini preliminari, con ciò ingenerando notevoli perplessità sulla legittimità del procedimento, che si teme meramente strumentale all’esecuzione di ulteriori mandati d’arresto europei.
Conclude Spena dicendo
nonostante l’esito delle innumerevoli indagini sopra citate abbia dimostrato l’innocenza degli indagati e l’assoluta infondatezza delle accuse loro rivolte, la magistratura continua ad aprire nuovi procedimenti per il medesimo titolo di reato nei confronti degli stessi cittadini, prorogandone lo stato di restrizione della libertà in assenza dei presupposti giustificativi di tali misure, a giudizio degli interroganti con una evidente ed inammissibile violazione dei suddetti principi costituzionali, delle garanzie del due process of law e delle norme fondamentali dello Stato di diritto, così ingenerando il ragionevole dubbio che l’imputazione sia sostenuta unicamente dalla volontà di ostacolare la libera e legittima manifestazione del pensiero, la propaganda di idee comuniste e la realizzazione del diritto, costituzionalmente tutelato e dichiarato inviolabile, al libero esercizio dell’attività politica;






I risultati delle perquisizoni di ieri in 6 città
Giuseppe Maj sarebbe già passato in clandestinità
Br, colto e sessantenne
il capo dei fiancheggiatori
Trovato un documento "molto interessante"
Due livelli: uno palese, l'altro occulto
ROMA - Un documento di 39 pagine definito "molto interessante" dagli investigatori e la quasi certezza che i fiancheggiatori delle Br lavoravano da tempo alla costruzione del Partito comunista combattente attraverso strutture palesi come i Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo), ma anche attraverso un'organizzazione occulta in fase neppure "tanto embrionale". Insieme, i nomi di alcuni personaggi che potrebbero essere passati alla clandestinità negli ultimi mesi. Tra loro, un intellettuale milanese sessantenne, Giuseppe Maj, da sempre nei giri dell'eversione di estrema sinistra.*
Sono i risultati più eclatanti delle perquisizioni (abitazioni e centri sociali) compiute ieri in sei città italiane dai carabinieri dei Ros e dalla Digos. Il documento ritrovato contiene una sorta di analisi politica della rivendicazione dell'omicidio del professor Massimo D'Antona opera delle nuove Br esattamente cinque mesi fa.
Insieme al documento sono stati trovati volantini, agende telefoniche, opuscoli e carte varie. Nessuno ufficialmente vuole fare commenti, ma la sensazione è che i magistrati del pool romano - che stanno indagando per associazione sovversiva ed eversiva - abbiano visto confermati i propri sospetti e cioè che il "Nuovo partito comunista in forma clandestina" sia costituito da una struttura palese come i Carc e da una organizzazione occulta maturata negli ultimi mesi in seguito a una scissione interna. In ambienti investigativi, insomma, prende sempre più corpo l'idea che "il livello di clandestinità sia concreto", al punto che più persone, e non solo Giuseppe Maj - considerato uno dei principali dirigenti dei Carc - potrebbero essersi dati alla macchia negli ultimi tempi.
Giuseppe Maj ha compiuto 60 anni, fa attività politica dai primi anni Sessanta e i fascicoli che lo riguardano sono alti un paio di spanne. E' originario di Schilpario (Bergamo), ma da anni vive a Milano. La sua storia è quella di un intellettuale 'contro' e nella sua biografia si trovano tracce di contatti con tutti gli ambienti che gli inquirenti romani stanno monitorando dopo il delitto D'Antona: la colonna veneta delle Brigate Rosse, l'ambiente dell'eversione legata alle frange più estreme dei centri sociali, persino alcuni legami che portano ai terroristi tedeschi della Raf e ai francesi di Action Directe. Suo fratello, Angelo Maj, è stato processato nei primi anni Ottanta a Bergamo come esponente di primo piano di Prima Linea.
Maj, laureato in ingegneria, titolare a Milano di una casa editrice che porta il suo nome e che realizzava un periodico dell'estrema sinistra, 'Il Bollettino', è conosciuto dalle forze dell'ordine per vicende che risalgono fino a 30 anni fa. Reati contro l'ordine pubblico, lesioni, un arresto nel 1981 al valico del Monte Bianco per associazione sovversiva: in auto aveva documenti del 'Comitato per la difesa delle liberta' politiche e socialì, vicino a Prima Linea.
Nel 1985, il salto di qualità: Maj viene arrestato con Annapaola Zonca, moglie del brigatista Marco Fasoli, nell' ambito di un'inchiesta del giudice veneziano Carlo Mastelloni sull'attivita del 'Comitato contro la repressione Veneto-Friuli', un'organizzazione sovversiva vicina alla colonna veneta delle Br 'Ludmann-Alasia'.
Il 20 maggio 1995, Giuseppe Maj ha presieduto in un auditorium a Viareggio (Lucca) la prima assemblea nazionale dei Carc: nel suo discorso ai partecipanti, affrontò una serie di tematiche legate all'atteggiamento che i lavoratori avrebbero dovuto tenere nei confronti della manovra finanziaria e pensionistica.
(20 ottobre 1999)
http://www.repubblica.it/online/cron...traditore.html
*Giuseppe Maj, leader e fondatore dei CARC e tutt'ora latitante.


mmm allora la storia nn vi ha insegnato nulla... come avete appoggiato i brigatisti negli anni 70 ora siete dietro i carc.... ma hai letto il loro delirio? la giustizia soggiata dalla borghesia... ma nn eravate voi il partito della giustizia? nn eravate voi quelli della superiorità morale? e mo quando un giudice condanna un vostro compagno di merende subito parte il soccorso rosso... esattamente come se gli ultimi 30 anni nn fossero mai trascorsi....
I nuovi brigatisti sono una bomba innescata e voi cari compagni nn fate che tenerla nascosta in attesa che esploda... occhio solo a nn fare la fine di Feltrinelli....

