La Premessa alle tesi di Fiuggi mi sembra un testo molto suggestivo i nquesto momento in cui AN sembra essersi divincolata dal Berlusconismo e dalla CDL.
CHE NE DITE ?
PENSIAMO L’ITALIA
IL DOMANI C’È GIÀ
Valori, idee e progetti per l’Alleanza Nazionale
TESI POLITICHE APPROVATE DAL CONGRESSO DI FIUGGI - GENNAIO 1995
PREMESSA
Nelle tesi congressuali che il “Secolo” pubblica quest’oggi—e di cui questa premessa è parte integrante—non c’è volutamente alcun riferimento alla situazione politica che del resto evolve rapidamente giorno dopo giorno.
Sarà la mia relazione al Congresso a tracciare le nostre linee di azione a breve e medio termine: le future alleanze, il destino della legislatura, l’azione del governo Berlusconi, il ruolo degli altri partiti. In una parola sola, tutta l’”attualità politica”. Sarà una parte della tesi congressuale importante per continuare a raccogliere il consenso, ma che è impossibile scrivere due mesi prima e che non deve distogliere l’attenzione degli iscritti al MSI-DN e degli osservatori esterni sulla parte delle tesi più progettuale e strategica, meno legata al contingente.
Un Congresso storico, quale quello che andiamo a celebrare per sancire la nascita di Alleanza Nazionale, deve infatti dedicare l’ampio dibattito interno alle ragioni dell’evoluzione-trasformazione del MSI, ai valori di fondo del nuovo soggetto politico, ai suoi contenuti dottrinari, alla sua strategia, alla sua organizzazione. Nell’aprire la sessione del Comitato Centrale del 22 ottobre dissi che il prossimo sarebbe stato l’ultimo congresso del Movimento Sociale Italiano e che esso sarebbe stato un congresso storico, perché chiude la fase del Movimento Sociale e ne apre una nuova, quella di Alleanza Nazionale. Aggiunsi, con l’approvazione pressochè unanime dei componenti del Comitato Centrale, che il vero banco di prova sarebbe stato rappresentato dalle coordinate culturali, e dai valori programmatici delle tesi congressuali, che oggi offriamo al dibattito e all’approvazione degli iscritti, nelle assemblee sezionali, e dei delegati ai Congressi provinciali. Avevo già affermato nella relazione alla Direzione Nazionale del 10 ottobre che abbiamo tutti il dovere di essere chiari e leali tra noi e verso i nostri iscritti, che saranno i veri protagonisti del dibattito e delle scelte. Oggi assolviamo al dovere di coinvolgere tutti, fin dall’assemblea della più piccola e periferica sezione nel dibattito e nelle scelte, informando tutti correttamente, affinchè ognuno possa scegliere liberamente e a ragion veduta.
Confermo oggi quanto dissi allora, con l’approvazione a larghissima maggioranza della Direzione, e cioè che sono comunque certo che ciò accadrà; perché la nostra base, la meravigliosa comunità umana che ha fatto, in mezzo secolo di sacrifici e di lotte, del MSI un protagonista unico ed irripetibile della storia politica italiana, è assai diversa da come per anni è stata presentata.
Il popolo missino è un popolo che ragiona, che ha cuore e cervello in egual misura, che ha dimostrato di sapersi sacrificare per una causa ideale e che ha ben chiaro che l’interesse della nostra Patria viene prima di qualsiasi logica di partito.
Questo è stato del resto l’alto insegnamento dei nostri fondatori, il cui nome—da Almirante a De Marsanich da Romualdi a Michelini—è ormai scritto a pieno titolo nella storia italiana, da grandi protagonisti quali sono stati.
Il popolo missino è un popolo innamorato dell’Italia, non di se stesso. È un popolo generoso e privo di egoismi.
Lo ha dimostrato negli anni dell’isolamento e della criminalizzazione e sono certo che lo dimostrerà ora, dopo il meritato successo elettorale che lo ha finalmente posto nella condizione di realizzare, insieme ad altri italiani che missini non sono mai stati, il sogno di dar vita ad un’Italia migliore, più giusta, più pulita, più rispettata.
Se, come chiedo al partito, è arrivato il momento di far cessare l’esperienza del MSI perché di fatto esso si e già evoluto e trasformato, non solo per il consenso elettorale, in Alleanza Nazionale, saranno proprio e solo gli iscritti a deciderlo. Ai quali tutti si potranno rivolgere ed ai quali io per primo mi rivolgo, fin da ora nella certezza di trovare alla base una larghissima adesione.
A tutti i nostri iscritti spetta dunque il compito di decidere il futuro del MSI. Non certo ai soli dirigenti o ai tanti osservatori esterni che da qualche tempo a questa parte riempiono pagine intere di suggerimenti più o meno disinteressati, arrivando ad auspicare scissioni che—sia ben chiaro—io non voglio e che mi auguro nessuno voglia fare.
Ciò premesso, veniamo alle ragioni per le quali ritengo che il Partito sia di fatto entrato nella terza fase della sua vita recente, evolvendosi compiutamente e trasformandosi con il nostro Congresso, in Alleanza Nazionale.
Dico evoluzione e trasformazione e non scioglimento, perché è evidente che si tatta di due concetti profondamente diversi.
Si scioglie chi è fallito, chi non ha più nulla da dire. Al contrario, si evolve e si trasforma chi è vincente, ha ancora molto da dire e ancor più da fare e proprio nella sua naturale evoluzione trova la via più idonea per raggiungere obiettivi più ambiziosi rispetto ai precedenti.
Dalla trasformazione del MSI in AN nasce un movimento politico nuovo. Non viene meno il rapporto associativo nel MSI-DN, che prosegue nel nuovo movimento politico. Anche i rapporti istituzionali, giuridici e patrimoniali esterni del MSI-DN e delle sue organizzazioni permangono in Alleanza Nazionale, che rispetterà gli impegni con i terzi assunti dal MSI-DN. Alleanza Nazionale nasce dall’impulso determinante del MSI e deve unire ai missini, anche in termini organizzativi, i tanti che missini non sono mai stati, che hanno storie e culture politiche diverse dalla nostra, ma che con noi sono, di fatto, già da tempo: al governo, nei gruppi parlamentari, consiliari e, ancor più numerosi, sul territorio.
La nascita di Alleanza Nazionale come movimento politico e la fase conclusiva del processo iniziato con il cartello elettorale con cui ci presentammo agli elettori alle elezioni politiche ed europee e con la successiva confederazione tra più soggetti distinti. È questo un aspetto importante e su cui è necessario soffermarsi.
Alleanza Nazionale è nata nel gennaio di quest’anno, quando l’assemblea congressuale del MSI accolse la proposta di presentare i nostri candidati nelle liste di Alleanza Nazionale insieme a candidati che provenivano dalla società civile, dalle categorie ed anche da altri partiti.
Già allora dissi chiaramente che la nostra era una scelta strategica, non tattica. Non era una furbizia elettorale, ma l’avvio di un progetto politico ben preciso, basato su un programma e su una “tavola di valori” che ponemmo al centro dell’azione di Alleanza Nazionale.
Fu allora, non oggi, che compimmo lo strappo. Fu allora che nacque il simbolo di Alleanza Nazionale: “cerchio contenente in basso altro cerchio più piccolo in cui figura una fiamma tricolore su base trapezoidale con scritta MSI. Nella parte superiore del cerchio più grande su fondo azzurro dicitura “Alleanza Nazionale”.
Fu allora che decidemmo di chiudere un’epoca della nostra storia politica. Fu allora che solennemente proclamammo che Alleanza Nazionale ripudiava ogni forma di dittatura e di totalitarismo e credeva nella democrazia e nella libertà come valori insopprimibili. Fu allora che ribadimmo la nostra fede nei valori cristiani, la nostra assoluta avversione al razzismo, la nostra visione spiritualista della vita, la nostra identificazione nella tradizione nazionale.
Fu allora che sottoscrivemmo l’impegno di sostenere un‘economia sociale di libero mercato in cui il capitale è lo strumento attraverso cui il lavoro garantisce la giustizia sociale.
Fu allora che il MSI-DN cominciò la sua evoluzione verso Alleanza Nazionale, iniziando a parlare un linguaggio antico e nuovo al tempo stesso, aprendosi alla società civile, mostrandosi agli italiani con un volto diverso rispetto al passato anche recente: la politica delle alleanze e non più l’alternativa al sistema; la ricostruzione dell’Italia e non più la demolizione del regime; la destra di governo e non più la destra di opposizione.
Fu allora che gli italiani iniziarono a credere in Alleanza Nazionale, così come poi dimostrarono a marzo ed a giugno.
Gli italiani ci diedero la loro fiducia perché credettero nella nostra sincerità quando dicemmo che Alleanza Nazionale non era “l’abito buono del MSI”, ma l’unica vera, grande novità della seconda Repubblica, cui il MSI dava un contributo essenziale.
Oggi non possiamo tornare indietro. Oggi non possiamo deludere chi ha creduto nella nostra sincerità. Rendiamo dunque ufficiale e definitivo ciò che gli elettori hanno già fatto: chiudiamo la vicenda politica del MSI-DN ed apriamo quella di Alleanza Nazionale.
Se qualcuno sta sbagliando (o ha sbagliato) è chi non ha creduto, a gennaio 1994, che fossimo davvero sul punto di avviare una profonda trasformazione del MSI. Ha sbagliato chi credeva che Alleanza Nazionale fosse soltanto uno slogan elettorale.
Se quella apertasi a gennaio ‘94 è stata la prima fase di Alleanza Nazionale, la seconda è quella avviata, dopo la vittoria elettorale e il nostro ingresso al governo, con la confederazione e la costituzione dei circoli che hanno rappresentato la verifica della validità del progetto di Alleanza Nazionale.
I circoli ad oggi nati sono circa duemila e testimoniano la grande forza di attrazione che Alleanza Nazionale esercita sulla società civile, ed evidenzia il forte desiderio di partecipazione che anima molti nostri nuovi elettori e sostenitori.
Ora è necessario che i delegati che parteciperanno al Congresso del MSI possano, e nella forma più ampia possibile, esprimersi in questo senso, manifestando la loro adesione alla nostra trasformazione in AN e alla nostra unione con i circoli di AN. Ciò avverrà naturalmente nelle dovute forme, con la preventiva votazione delle modifiche statutarie indispensabili per adeguare alla nuova realtà la originaria struttura giuridico-organizzativa.
E in questo senso, richiamati i poteri statutariamente riconosciuti al Congresso Nazionale, che le Assemblee di Sezione ed i Congressi Federali impegneranno i delegati da loro eletti perché essi, ove chiamati—ai sensi dell’art. 21 dello Statuto—a partecipare ai lavori del Congresso Nazionale, procedano in tale sede alla previa riforma delle necessarie parti dello Statuto (con effetto a valere già dal Congresso in corso), al fine di determinare la fusione con Alleanza Nazionale e che siano quindi proseguiti e completati i lavori congressuali con la unitaria partecipazione, con il diritto di elettorato attivo e passivo, di delegati espressi dai Presidenti dei Circoli di Alleanza Nazionale. Il passo conclusivo di questo itinerario sarà quindi la prosecuzione straordinaria del congresso, cui parteciperanno tutti i delegati della neonata formazione politica, che avrà il compito di approvare le linee-guida anche statutarie, del nuovo movimento politico nonchè di eleggerne gli organi direttivi centrali. Al Congresso sarà chiesta delega per la stesura definitiva dello Statuto di Alleanza Nazionale.
Uno Statuto che dimostri la modernità della destra, la sua capacità di superare la forma partito, di collegarsi in presa diretta con la società e di coinvolgere le energie migliori della medesima. Sotto l’aspetto culturale sindacale, giovanile, del volontariato.
Sapere quale sarà l’anima culturale, politica e sociale di Alleanza Nazionale è quindi assai più importante che immaginare quanto possano dire o fare Buttiglione, Bossi, D’Alema nelle prossime settimane. Le tesi, per quanto ispirate dalla volontà di fare la massima chiarezza sul futuro della Destra, non possono tuttavia essere esaustive dei tanti aspetti che la politica oggi assume, nè devono ritenersi immodificabili. Auspico quindi che i congressi sezionali e provinciali le arricchiscano fino a farne il “contenuto” di una Destra moderna e vincente, finalmente in grado di “ridare l’Italia agli italiani”, quale vogliamo essere ed in parte abbiamo già dimostrato di essere.
Gianfranco Fini




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