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  1. #31
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Arsenio Visualizza Messaggio
    Curricula, si dice curricula, quale plurale (nominativo neutro) di "curriculum"
    anche a me piace molto curricula, ( piace anche logoi come plurale di logo) , ma credo che prevalga il concetto di sostantivo inviaribile ,( come euro) quindi curriculum anche al plurale cfr dizionario degli errori rusconi.
    Curriculi in effetti è un pò imbarazzante

  2. #32
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    . . . Curriculi in effetti è un pò imbarazzante
    Però si dice così in perfetto "ministeriale"

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    anche a me piace molto curricula, ( piace anche logoi come plurale di logo) , ma credo che prevalga il concetto di sostantivo inviaribile ,( come euro) quindi curriculum anche al plurale cfr dizionario degli errori rusconi.
    Curriculi in effetti è un pò imbarazzante
    Io sono dell'idea che le parole straniere rimangano sempre invariabili, anche quelle in latino.

  4. #34
    email non funzionante
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    Alberich:
    Io sono dell'idea che le parole straniere rimangano sempre invariabili, anche quelle in latino.

    Non tutte le lingue hanno uguale grado di foresteria, rispetto all'italiano. Il latino ne è padre (ci si può estraniare al proprio padre, ma non è così in questo caso), il francese cugino influente. Vi sono lingue che contribuiscono alla nostra cultura a tal punto che, se le citi male, sembri incolto.

    E puoi far brutta figura anche se non metti il plurale a parole come "authority": almeno il latino non ti tende il tranello della pronuncia...

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Giovineuropa Visualizza Messaggio
    Alberich:
    Io sono dell'idea che le parole straniere rimangano sempre invariabili, anche quelle in latino.

    Non tutte le lingue hanno uguale grado di foresteria, rispetto all'italiano. Il latino ne è padre (ci si può estraniare al proprio padre, ma non è così in questo caso), il francese cugino influente. Vi sono lingue che contribuiscono alla nostra cultura a tal punto che, se le citi male, sembri incolto.

    E puoi far brutta figura anche se non metti il plurale a parole come "authority": almeno il latino non ti tende il tranello della pronuncia...
    Questione di scelte stilistiche, a mio parere.

  6. #36
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Giovineuropa Visualizza Messaggio
    Alberich:
    [I].

    almeno il latino non ti tende il tranello della pronuncia...
    a me capita praticamente tutte le settimane di sentire qualcuno che pronuncia plus, junior, senior plas, giunior sinior, ho anche sentito chiamare ( da un docente universitario) la rivista limes laims.

    o tempora o mores, anzi what a shame !

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    a me capita praticamente tutte le settimane di sentire qualcuno che pronuncia plus, junior, senior plas, giunior sinior, ho anche sentito chiamare ( da un docente universitario) la rivista limes laims.

    o tempora o mores, anzi what a shame !
    Tra l'altro "lime" (làim...) in inglese esiste, sono più o meno dei limoni verdi...

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Alberich Visualizza Messaggio
    Tra l'altro "lime" (làim...) in inglese esiste, sono più o meno dei limoni verdi...

  9. #39
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    caro Arsenio,
    purtroppo in termini scolastici si usa :
    - curricolo, per indicare la declinazione di un percorso disciplinare e
    il suo plurale, curriculi per intendere l'insieme dei programmi.
    Capisco che il plurale corretto sia curricola, e che comunque, curriculum in italiano
    corretto si possa utilizzare anche al plurale perche rimane invariato, ma nel linguaggio
    scolastico così è e così rimane, nonostante legittime perplessità.
    Come tutti sappiamo nel nostro paese esiste una scuola primaria, segmento elementare, ed una secondaria di primo e secondo grado, ma le indicazioni ministeriali cui facevo riferimento riguardano solo la primaria ed il primo grado.
    Se mi sono persa qualche congiunzione per strada, (la e posta tra il primo ed il secondo segmento) chiedo venia e mi gratterè le pulci che mi hai gentilmente fatto, rimarcando l'errore.
    Cordialità.

  10. #40
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    Predefinito insegnamento di cultura civica

    Il circuito delle associazioni di base aderenti al PD di Bologna ha diffuso questo appello della fondazione critica liberale con richiesta di ulteriore diffusione.

    Aderisco volentieri alla richiesta




    Per un insegnamento di “Cultura civica” nella scuola italiana.
    Su iniziativa della Fondazione Critica liberale è stato promosso questo Appello:
    Nel nostro paese sta maturando una crisi morale e politica assai grave che investe in particolare le nuove generazioni. Si tratta di un fenomeno di cui si avvertono i sintomi anche nel resto d’Europa, ma che in Italia è ormai così pervasivo da avere già provocato una profonda degradazione della convivenza civile e della vita democratica.
    Il peggioramento drammatico della qualità media del ceto politico, la crisi delle istituzioni, lo stato dell’informazione soprattutto televisiva, l’indebolirsi della solidarietà sociale, le tensioni provocate dai problemi derivanti dalle trasformazioni indotte nel mercato del lavoro e dall’accelerata immigrazione di massa generano, da un lato, sfiducia nella partecipazione politica e, dall’altro, forti regressioni di tipo comunitario, ghettizzazioni e manifestazioni di xenofobia.
    La scuola della repubblica, che tutti sono obbligati a frequentare per almeno otto anni, è una delle istituzioni cui compete dare attuazione all’imperativo costituzionale di rimuovere gli ostacoli culturali e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedendo il loro sviluppo umano e la loro partecipazione alla vita democratica del paese.
    L’introduzione negli anni cinquanta dell’insegnamento dell’Educazione civica nei programmi scolastici aveva indicato una forma concreta per assolvere alla funzione di “educare” all’esercizio della sovranità popolare alla quale sono chiamati tutti i cittadini.
    Vari sono stati i motivi per i quali tale insegnamento non ha avuto gli esiti sperati: in particolare ha nuociuto l’assenza di un sua collocazione autonoma nei programmi e di una specifica preparazione professionale dei docenti.
    Invece è urgente introdurre un nuovo insegnamento che proponiamo di definire “Cultura civica”, inteso a favorire una consapevole partecipazione dei giovani alla vita civile e democratica, a promuovere lo spirito di solidarietà, la comprensione delle esigenze di una società sempre più pluralistica e il valore delle diversità, a diffondere la convinzione che diritti umani e democrazia non sono mai conquiste acquisite una volta per tutte, ma rappresentano gli esiti di una storia tormentata e sempre a rischio di essere rimessi in discussione.
    Per conseguire questo obiettivo è necessario che siano garantiti:
    1. un insegnamento specifico e autonomo
    2. tempi e metodi adeguati
    3. una preparazione idonea degli insegnanti, in rapporto ai diversi gradi e ordini di scuola.
    Nei primi anni di scuola s’impartiranno nozioni di comportamento civico, con l’ausilio anche di visite guidate ai luoghi istituzionali locali, di partecipazione a eventi pubblici, di interventi sul territorio, con l’intento di realizzare un maggior coinvolgimento nella tutela dell’ambiente e della vivibilità degli spazi comuni.
    Nella seconda metà degli anni dell’obbligo la Cultura civica sarà sviluppata estendendola a una prima conoscenza dei diritti universali, del significato della cittadinanza italiana ed europea e della carta costituzionale, con particolare riferimento ai principi fondamentali e ai diritti e doveri dei cittadini
    Nel triennio delle scuole superiori si procederà allo studio del testo costituzionale integrato da informazioni sul contesto storico, sul dibattito culturale e sui valori che hanno ispirato la nascita della repubblica italiana, nonché allo studio del processo di integrazione europea, delle sue motivazioni e del comune patrimonio civico e costituzionale.
    Roma 20 dicembre ‘07

    Giovanni Bachelet
    Giulio Ercolessi
    Sergio Lariccia
    Giacomo Marramao
    Enzo Marzo
    Italo Mereu
    Alessandro Pizzorusso
    Clotilde Pontecorvo
    Beatrice Rangoni Machiavelli
    Stefano Rodotà
    Carlo Augusto Viano
    Marcello Vigli
    Gustavo Zagrebelski

    Le associazioni e gli individui che vogliono aderire a questo appello si rivolgano a: info@criticaliberale.it Preghiamo le Associazioni di far proprio questo Appello, di pubblicizzarlo liberamente e di aiutarci a raccogliere le adesioni.

 

 
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