
Originariamente Scritto da
LegolasFaol
Grazie per l'accoglienza.
Tanto per cominciare, il sistema di caccia Austriaco è radicalmente diverso da quello Italiano. L'Italia segue un modello alla francese, ovvero gli animali appartengono allo stato e chiunque ha il permesso di entrare nei terreni di chiunque per esercitare il proprio diritto di caccia (salvo eccezioni come le riserve di caccia et similia). In Austria in sostanza (non voglio appesantire la discussione con le normative esatte del diritto venatorio) ogni proprietario terriero ha il diritto esclusivo e l'obbligo di caccia sul proprio territorio.
La differenza a prima vista ininfluente, è in realtà molto importante, perchè nel sistema Inglese (adottato in Austria) è il proprietario che sceglie quali cacciatori invitare nelle proprie zone. In questo modo al primo sgarro compiuto CONTRO gli animali, contro l'ambiente, contro il diritto venatorio, contro le norme di sicurezza, il trasgressore non viene più invitato e non può più cacciare nella zona. In Italia invece dovresti chiamare la forestale o le guardie venatorie, sperare che arrivino, dare le prove di quello che ha fatto... una trafila che raramente arriva a una conclusione positiva. Già da questo primo approccio si può capire come l'idiozia venatoria non sia contemplata in Austria. Sinceramente io sono pro-caccia, ma quando mi ritrovo a difendere la caccia italiana, spesso mi tiro fuori dalla discussione perchè mi troverei nell'imbarazzo di alzare le mani in segno di resa quando mi mettono davanti a certe vicende che sono CONTRO LA LEGGE VENATORIA ITALIANA, ma che non vengono sanzionate o represse in nessun modo.
Andando avanti, in Austria, chi ha il diritto/dovere di caccia su un territorio, ha anche l'obbligo di foraggiare gli animali durante i climi rigidi, pagare i danni alle colture causati dagli animali selvatici e deve rispettare rigorosamente il piano di abbattimento che gli viene ordinato dalla regione. Questo piano viene stabilito in base a censimenti quinquennali della popolazione selvatica stanziale e cerca (nel limite delle conoscenze scientifiche attuali) di mantenere la piramide naturale che ci sarebbe in presenza di predatori naturali.
Per fare un esempio, il camoscio viene suddiviso in queste categorie:
1. femmine con più di 12 anni
2. femmine tra i 4 e gli 11 anni
3. femmine tra 1 anno e 3 anni
4. maschi con più di 8 anni
5. maschi tra i 3 e i 7 anni
6. maschi tra l'anno e i 2 anni
7. piccoli con meno di un anno
Ora, non so se voi abbiate una minima idea di cosa voglia distinguere a 200m di distanza le prime 6 categorie, ma vi garantisco che non è facile.
In ogni modo la regione vuole cercare di mantenere una densità di popolazione ottimale di 5-8 camosci ogni 100 ettari (che dipende da innumerevoli fattori, non per ultimo la presenza di specie concorrenti) e gli abbattimenti devono essere effettuati con queste proporzioni: 40% maschi, 40% femmine e 20% piccoli (vedi sopra categoria 7). In più, sempre seguendo il rapporto naturale (che non essendo presenti predatori naturali viene mantenuto artificialmente tramite la caccia) tra predatore e prede. le percentuali di abbattimento devono essere concentrate maggiormente su giovani, deboli e anziani e in misura minore su quelli nel pieno delle forze. In pratica 40% per le categorie 1,3,4 e 6 e 20% per le categorie 2 e 5 che sono nel pieno della loro maturità.
Uhmmmm scusate mi sono lasciato un po' andare e mi sa che ho messo un po' troppi argomenti sul piatto, meglio che discutiamo una cosa alla volta....