La sera del 28 novembre del 1977 a Bari perdeva la vita sotto i colpi di una squadraccia fascista composta da militanti dell’MSI, Benedetto Petrone, detto Benny, operaio diciottenne iscritto alla FGCI. Ad ucciderlo i terribili colpi inferti con mazze, cacciaviti e coltelli dai vigliacchi fascisti. Il dolore e la rabbia che all’epoca questa morte suscitò aprirono una ferita nella città, che ancora oggi fatica a rimarginarsi.
Il riacutizzarsi di episodi di chiaro stampo squadrista, che si traducono in minacce, pestaggi, ormai all’ordine del giorno, riportano alla luce l’orrore e lo sgomento di quei tristi giorni di 30 anni fa.![]()
E’ con uno spirito di rinnovamento, di speranza e di fiducia che tutta la Bari antifascista si riverserà nelle strade, nelle piazze, il prossimo 28 novembre. Per non dimenticare, per dare vita ad un unico grido di denuncia contro ogni forma di fascismo, da quello più esplicito e bestiale a quello più subdolo e silente.
E per portare avanti quegli ideali di uguaglianza e giustizia per cui fu disposto a dare la vita Benedetto. Un compagno, un fratello, un uomo ancora presente nei nostri ricordi e nei nostri cuori.
Alessandro (alias Kunta Kinte)
http://www.fgci.it/modules.php?op=mo...rder=0&thold=0





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