





Mappo il punto, secondo me, è che si vuole allargare la Fede ad ambiti che oramai -per il suo bene- non possono più riguardarla. Unitamente alla Fede per il Signore viene chiesta fedeltà a troppe cose, fatti e persone su cui nessuno oggi sente di poter mettere la mano sul fuoco o che comunque non può più legare alla Fede anche desiderandolo.
Oggi forse c'è bisogno di sostanziarla in altro modo questa Fede, un modo che noi ex cattolici romani non vediamo arrivare mai. E probabilmente a qualcuno interesserebbe ancora. A me no, oramai è tardi, ma ad altri chissà..penso ai giovanissimi.
Ridefinire anche in minima parte l'assetto di una religione è una cosa impossibile, sappiamo bene che sarebbe la fine immediata, quindi non rimane che assistere al lento decadimento che voi cattolici andate lamentando. Certo si potrebbe ammodernare e spiegare che l'ammodernamento che si è fatto è per certi versi un ritorno alle origini... ma bisognerebbe prima esserne convinti.
Passi indietro non se ne fanno, Credere con la C maiuscola non può ancora prescindere dalla costola e dalla mela, dall'arca al Mar Rosso che si crepa in due, Dio uno poi Trino ( e oggi, in questo preciso istante?) e poi ancora da ricchissimi papi in trono, il latino, catechismi di 500 anni fa -quando se ne dicevano di cavolate!- concezioni restrittive su sessualità, matrimonio, e poi ancora da stole, pellicce varie, stratagemmi e tormenti di organzino. Tutto ciò può andar bene se coltivi l'orticello nel 1960 e se vai a messa per non sentirti in colpa, non se ogni mattina stacchi sulla scrivania una pagina del calendario 2007 e cominci a far funzionare il cervello. Può andar bene se ti sposi a 16 anni non a 35.
Se per una sostanziale riconferma di cos'è il Limbo è venuto giù mezzo mondo massmediatico figurarsi ad una precisazione tipo ' probabilmente Eva la colpevole non è mai esistita e con lei nessuna mela e nessuna polvere, fermi restando gli insegnamenti del fatto'.
Io direi che siamo pronti per sentire una notizia del genere e se deve cascare il mondo caschi.
La possibilità di una credenza fiduciosa e completa è riservata solo a chi dei fatti ha una comprensione anche volontariamente limitata oppure ai teologi che hanno idea di cosa significhi che Cristo ora siede alla destra del Padre.
Il "resto" delle persone è tagliato fuori. E questo resto sta crescendo.
Ogni tipo di evoluzione (interpretazione) invece di essere presa come una prevedibile maturazione del sentimento viene tacciata di rea eterodossia.
Qualunque cosa dica Iannis io vedo la mia generazione dei trentenni parecchio fredda in tema di fede religiosa. E vivo al Sud, in una città con una chiesa ogni trecento metri, dove il benessere diffuso che offusca le menti non è ancora completamente arrivato.
Tradizione e tesori del passato son cari anche a me ma senza nostalgie.
Si va avanti Mappo, e se non si riesce ad abbandonare tutto ciò che attorno ad un sentimento vero è stato invece macchinosamente costruito nei secoli ( e che infatti non regge l'impatto col tempo!) haivoglia a dare la colpa al modernismo. E in ogni caso sarebbero testate contro un muro di cemento. Accomodatevi.
Scusa la semplicità con cui scrivo ma sono reduce da una notte brava.




In questo periodo sono a Napoli spesso.
Napoli, tra incombenza tellurica - un vulcano, signori miei, un vulcano che è sornionamente attivo e che, quando si deciderà ad esprimersi, farà sfracelli: sono previsti undicimila morti - e seduzione liquida del mare, Napoli lascia andare il suo barocco meraviglioso ad una popolare, aristocratica, silenziosa e sguaiata decadenza. Napoli che coinvolge nella decadenza anche il suo nuovissimo e grattacieloso centro direzionale, progettato dal supremo Kenzo Tange. Napoli porosa come in un libro di Iain Chambers.
Napoli in cui l'ex cattolico Waglione (che mise un punto-e-basta sulla fede osservando le cere del Citarelli e le mostruosità sotto formalina di un museo di Anatomia) si aggira tra strade e vicoli imbattendosi in una chiesa ogni trecento metri. Napoli misericordiosa, che genera trentenni dagli occhi lucidi, dal cervello attivo, ma dal cuore che si riscalda e così commenta una poesia apparsa di recente su questo forum: come metrica lascia a desiderare, ma si vede che è scritta col cuore (quando io, dopo averla letta, avrei preso l'autore e l'avrei gettato in mare in un sacco chiuso con dentro tre o quattro Rottweiler digiuni da giorni :- ) )
Sì, Napoli è un buono specchio della Chiesa. L'apparato dogmatico si sgretola al vento della tardomodernità come i palazzi gentilizi e le chiese. Negli angoli bui - pieni di mistero e di insicurezza, anche di paura e di crimine - risplendono tabernacoli kitsch. Eppure nessuno si sogna di demolire le rovine per farci un polmone verde. Quelle rovine continuano ad ospitare cuori, corpi, anime, aneliti, lacrime, amori, vite. Quelle strutture dogmatiche non sono più adeguate, ma continuano ad essere care. Dire che Eva non ha colto il pomo corrisponde alla demolizione, abitare quella narrazione senza farne discendere una verità fattuale corrisponde al dolce e triste abitare la rovina secentesca. Scienziati, filosofi (e sì, anche teologi) vanno a lavorare al centro direzionale. Ma guardano l'orologio nella speranza che l'orario di lavoro finisca presto, per poter lasciare gli angoli acuti e il vetro cemento e tornare ad immergersi nel dedalo inestricabile dietro via dei Tribunali.
Pare che una aristocratica vecchietta inglese, sentendo le teorie di Darwin, abbia detto: "Discendiamo dalle scimme? Speriamo che non sia vero. Ma se fosse vero, almeno che non si sappia troppo in giro..."
Grazie, Barsanufio

