



Se non si farà niente per sanare lo stato nel senso del debito pubblico / spesa pubblica e tutti gli aspetti correlati fra qualche anno ci troveremo in una situazione simile a quella Argentina.


Lento declino economico, aumento delle tensioni sociali; situazione che potrà migliorare per l'Italia con l'aumento dei poteri centrali dell'UE (meno decidiamo a casa nostra e meglio é...): il problema più grande è il dissesto planetario!!!


Una delle cause correlate è data dall'elevato costo dell'assenteismo sul posto di lavoro, nel pubblico e un pò meno nel privato. Anche l'assenteismo sul posto di lavoro è una forma di evasione tributaria. Io proporrei di rimediare con ore di recupero di straordinario, naturalmente non retribuito, trattandosi di recupero di ore lavorative non svolte. State pur certi che l'Italia schizzerà in testa alla classifica come paese più produttivo al mondo, dopo i cinesi.
Ovviamente, il sindacato degli pseudolavoratori si opporrà e scenderà in piazza chiedendo che i "padroni" facciano il proprio dovere.
Sì, anche l’assenteismo è un problema molto grave, ma non il problema... il problema è molto più a monte, e molto più grave, il problema è che molta gente che fa parte del pachiderma statale o delle amministrazioni locali non servirebbe a niente all’economia anche se lavorasse; per esempio a che serve la segretaria dell’“Assessore alla Pace e ai Rapporti Internazionali” del Comune di Castelmadero Campidano? Sia che sia una stacanovista che lavora dalle sette del mattino a mezzanotte, sia che sia una assenteista cronica e semianalfabeta, non serve a niente lo stesso... molta gente sta in uffici organismi o istituzioni che andrebbero aboliti tout cour.




Casa Savoia e Padre Pio. Il “mistero” della profezia
C’è forse celata la risposta ad una profezia di Padre Pio nella cripta dove riposa il corpo del Santo di Pietrelcina a San Giovanni Rotondo? Potrebbe essere così. Infatti, nello spoglio sotterraneo dove è seppellito il santo frate francescano è visibile, unica opera d’arte esposta, un insolito basso rilievo bronzeo contenente un possibile segreto.
A guardarla distrattamente l’opera non sembra molto diversa da tante altre a carattere sacro. Attrae, se mai, l’insolito titolo dell’opera: “Maesta’ e bellezza ti stanno intorno”. Soggetto della rappresentazione, stando al titolo, sarebbe Gesù bambino che sarebbe circondato da personaggi che simboleggerebbero “maestà” e “bellezza”. Nel basso rilievo è ritratto Padre Pio che regge in braccio un agnellino. Di fronte al frate vi è scolpita la sacra famiglia composta da San Giuseppe e dalla Madonna con in grembo il bambino Gesù. Compare poi un gruppo di due giovanetti e una ragazzina inginocchiati attorno alla sacra famiglia. Ed è proprio qui che vi è un particolare insolito. Tutti i componenti la sacra raffigurazione sono rappresentati nei tradizionali abiti dell’antichità. Tutti, eccettuati due personaggi: lo stesso Padre Pio, che veste il saio francescano, ed uno dei ragazzi che è ritratto in abito moderno da cerimonia. A guardare bene quest’ultima figura c’è da restare di stucco. Il ragazzo indossa una onorificenza sabauda. Si tratta del Collare della Santissima Annunziata.
Il giovane ritratto è Aimone di Savoia-Aosta, Duca delle Puglie, quando era poco più che bambino.
Ma chi è Aimone di Savoia?
Perché il giovane principe, che all’epoca sarebbe stato solo il quarto nella linea di succcesione dinastica dei Savoia, venne ritratto in quel bassorilievo quale simbolo della regalità?
Quel ruolo, all’epoca, sarebbe dovuto competere ad altri. Si voleva dare un messaggio?
Si è voluto forse dire che un giorno Aimone diverrà Re?
Ed ancora, Padre Pio era uomo umile che si teneva lontano dalle spire del potere, quali rapporti possono essere intercorsi tra Casa Savoia e il frate per giustificare una simbologia così forte nell’opera d’arte esposta nella cripta a San Giovanni Rotondo?
La questione è delicata. A San Giovanni Rotondo qualcuno ricorda che, a ridosso delle seconda guerra mondiale, venne in visita da Padre Pio la futura Regina d’Italia Maria Josè. Durante un toccante incontro il frate profetizzò alla principessa che nel futuro della dinastia ci sarebbero state molte sofferenze, che il trono sarebbe stato perso e che, a seguito di ciò, vi sarebbe stato un amaro esilio. Maria Josè ha più volte confermato la veridicità dell’episodio e della profezia avveratasi sin nei minimi particolari. Secondo molte voci Padre Pio avrebbe aggiunto che il tronco principale della dinastia sarebbe seccato, ma che un altro ramo della pianta avrebbe nuovamente dato dei germogli al casato. Le recenti vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del figlio di Re Umberto e Maria Josè, Vittorio Emanuele, e che hanno visto coinvolto anche il figlio di quest’ultimo, Emanuele Filiberto, sono solo le ultime arrivate di una lunga sequenza di scandali che hanno rivelato volgarità ed avidità. A seguito di questi scandali e di altre questioni dinastiche, secondo Maria Gabriella di Savoia, figlia maggiore di Re Umberto, e secondo il parere della Consulta dei Senatori del Regno, Vittorio Emanuele e suo figlio Emanuele Filiberto avrebbero perso ogni diritto di successione.
Il ramo principale di Casa Savoia, dinasticamente parlando, sarebbe dunque secco. La profezia sarebbe adempiuta! Ma chi potrebbe ridare vita al casato? Forse un suggerimento viene proprio da quel bassorilievo concepito negli ambienti dei figli spirituali di Padre Pio. Forse una speranza per il casato potrebbe essere quel giovane principe che ritratto nel basso rilievo posto nella cripta a San Giovanni Rotondo rappresenta la “regalità” e che, insieme con gli altri personaggi simboleggianti la “bellezza”, rende omaggio a Gesù bambino. Su questo tema c’è grande imbarazzo. Nessuno, compreso l’interessato, vuole esprimere apertamente giudizi. Aimone è il figlio del duca Amedeo di Savoia-Aosta ed è nato nel 1967. Un anno prima della morte di Padre Pio.
La nonna di Aimone, la principessa Irene di Grecia, devotissima di Padre Pio, raccomandò alle preghiere del frate la sorte e il futuro del bambino il quale nacque il 13 ottobre, anniversario dell’ultima apparizione della Madonna di Fatima. Il battesimo, svoltosi a Fiesole in Toscana, vide padrini del bambino il futuro Re di Spagna Juan Carlos ed il Re Costantino di Grecia. Particolare fu l’acqua benedetta con cui fu amministrato il battesimo. Si usarono porzioni d’acqua provenienti da diversi fiumi. Dal Giordano, fiume caro ai cristiani e nelle cui acque Gesù ricevette il battesimo. Dal Piave e dall’Isonzo fiumi sacri all’Italia in ricordo dell’eroismo, delle lacrime e del sangue versato dai poveri soldati durante la prima guerra mondiale. Al raggiungimento del 15 anno di età da parte di Aimone, Re Umberto II insignì il giovane principe dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata.
Oggi Aimone vive in Russia a Mosca dove lavora per la Pirelli. Il prossimo anno dovrebbe sposare la principessa Olga di Grecia. Sarà Aimone il predestinato a ridare un futuro alla dinastia che oltre mille anni fa, dalla terra di Savoia, si affacciò alla storia per opera di Umberto Biancamano?
E PADRE PIO DISSE: AVANTI SAVOIA!
Ma il futuro Re sarebbe Aimone di Savoia, il figlio di Amedeo
Un curioso articolo apparso su un settimanale nelle scorse settimane ha riportato una delle profezie di Padre Pio, il santo da Pietralcina venerato e pregato da milioni di fedeli in tutto il mondo, riguardante la restaurazione della monarchia in Italia.
Che il Santo da Pietralcina avesse simpatie monarchiche e che avesse davvero profetizzato il ritorno in Italia della monarchia è fatto accertato e conosciuto, anche se quasi totalmente sottaciuto da almeno vent’anni. Veniamo ai fatti riportati.
Durante l’esilio ginevrino, la Regina Maria Josè, moglie del Re Umberto II, tenne una corrispondenza con Padre Pio, che la consolava delle sofferenze patite all’estero a causa della lontananza forzata dall’Italia che le era stata imposta.
Su una lettera indirizzata alla Regina, il Santo si espresse con questa frase: “Maestà, la Monarchia tornerà in Italia, e un suo parente diventerà Re”.
A molti sembrerà incredibile, eppure il frate già aveva dato una amara previsione alla stessa Maria Josè, e questa, puntualmente, come aveva avvertito il frate si realizzò.
Sul finire degli anni trenta la Regina si recò in pellegrinaggio a fargli visita, e Padre Pio la sorprese, profetizzandole la fine della monarchia di li a poco e avvertendola di stare pronta, perché non avrebbe avuto quasi neanche il tempo di accorgersene per la velocità con cui si sarebbero susseguiti gli eventi, che, come si sa, la avrebbero destinata all’esilio.
Con tutta probabilità, invece, nella previsione sulla restaurazione monarchica in Italia, Padre Pio individuò anche e con grande probabilità l’identità del futuro Re. Nella lettera scritta dal frate non è indicato un discendente diretto del ramo principale, e quindi della famiglia di Vittorio Emanuele.
Anzi, per quel ramo di Casa Savoia il frate scrisse che sarebbe “rinsecchito come foglie secche su di un albero”. “Un diverso ramo di Casa Savoia restaurerà la monarchia in Italia - continua il Santo nella missiva - e riporterà Casa Savoia alle antiche glorie e agli antichi splendori”.
Sembra netta l’indicazione per il ramo Savoia-Aosta, di cui il Principe Amedeo è Capo, e che è riconosciuto come Capo di Casa Savoia in data 9 luglio 2006 dalla Consulta dei Senatori del Regno, organo creato da Re Umberto II negli anni ‘50.
In occasione dei festeggiamenti tenuti in onore del riconoscimento da parte della Chiesa della santità di Padre Pio, i frati del monastero, interpretando presumibilmente il volere di questi, non invitarono un rappresentante delle autorità statali alle cerimonie religiose, ma vollero e ottennero la presenza di Aimone di Savoia.
Proprio nella cripta del Santo, un bassorilievo riporta l’immagine di Padre Pio intento a predicare.
Di fronte a lui sono rappresentati un gruppo di persone raccolte in preghiera, e, tra di queste, spicca un giovinetto vestito in abiti modesti dell’età apparente di circa quindici anni. Il ragazzo rappresentato lascia increduli chi osserva il bassorilievo in quanto indossa riconoscibilissimo un Collare dell’Annunziata e perché è identico al Principe Aimone di Savoia all’età di quindici anni.
Ma il bassorilievo venne realizzato quando Aimone di Savoia aveva solo un anno, quando il santo morì.
Come poteva l’artista realizzare una raffigurazione così precisa? Si è alluso sulla stampa che ha riportato tali curiosità, sul fatto che il santo avesse in qualche modo ispirato l’opera.
Intanto proprio il luglio scorso il Principe Aimone è stato incaricato dal padre di riorganizzare gli Ordini Dinastici di Casa Savoia dopo i recenti scandali sulla loro gestione da parte di Vittorio Emanuele.
“Intendo eseguire il volere testamentario di Re Umberto II al riguardo, - ha spiegato il Principe in una recente intervista, - e tutti i Collari dell’Annunziata creati da Vittorio Emanuele dopo il 1983 dovranno essere restituiti e portati a Roma dove verranno deposti all’Altare della Patria.




Colpo di Stato per mano di ignoti