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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Che cos'è che dà, a un nostro obbiettivo che sta nel nostro futuro, la capacità di diventare una nostra realtà o che rimanga solamente una chimera?

    Qual'è quella cosa così POTENTE da far sì che i nostri sogni, le nostre aspettative, diventino reali nella nostra vita ?

    E' il PRESENTE !
    E' il presente che da la potenza a tutto quello che accade nella nostra vita.

    Il futuro e il passato non esistono in quanto tali: esistono solo nella nostra mente, sotto forma di ricordi o come aspettative.

    Questa potenza che c'è nel nostro presente riusciamo veramente a percepirla?
    Quel godimento che abbiamo quando si realizza un sogno, non viene dal sogno in se stesso:viene dal presente.
    Questo è il fraintendimento che c'è nella nostra mente .
    Noi confondiamo il godimento che abbiamo attraverso i nostri desideri con la fonte del godimento.

    Riusciamo a sentire da dove viene quel godimento nel nostro presente ?

    Alcune filosofie dicono che l'appagamento viene dall'assenza dei desideri.

    Questa frase non è completa e molti non riescono a capirla, perchè non spiega che, il godimento, viene prima del desiderio appagato ed è intrinseco al fatto che siamo VIVI.

    Tutto quello che facciamo lo possiamo fare perchè siamo vivi.
    Quindi ogni godimento viene dal fatto che siamo vivi.
    E questa vita è indissolubilmente legata al presente.

    Il tempo è prezioso nella misura in cui riusciamo a calarci nella realtà di questo nostro presente.

    Molte persone fanno degli sport estremi, e in quelle condizioni devono per forza essere molto presenti a quello che fanno , altrimenti sono guai. Quando tornano a casa dichiarano che in quei momenti si sentivano VIVI.
    Erano un tutt'uno con la vita.

    Ho una buona notizia per tutti quelli che amano il divano: non c'è bisogno di fare del free climbing per sentirsi vivi.

    Basta agganciarsi alla nostra vita e lo saremo.

    Saluti
    Z4rdoz
    Non siamo mai tanto così vivi..come quando siamo vicini alla morte...
    e molti sono i modi di starci vicino..che vanno dagli sport estremi agli estremi vizi..
    anche la noia ..o l'inattività..quando giunge ai suoi estremi confini...quando basta un passo per precipitare nell'infraumano..quando giungiamo al momento della scelta se vivere o morire...dicevo..anche l'inattività o il vizio che conduce a perdizione..può essere la strada che ci riconduce alla vita..
    Una storiella..da Osho..
    Un predicatore e un autista di autobus.. muoiono...
    Arrivati davanti alla porta del Paradiso..bussano..
    apre S. Pietro..e domanda chi sono...
    Io sono un famoso predicatore..
    bene..dice S.Pietro..per te il Purgatorio...
    IO sono un semplice autista di autobus..dice l'altro...
    bene..per te..il Paradiso..
    Come..?! Si inalbera il predicatore...
    io ho parlato per anni e anni di Dio..e mi mandi in Purgatorio..mentre questo autista..sempre ubriaco..lo tieni in Paradiso..
    non c'è giustizia..!!
    Vedi ..dice S.Pietro..quando parlavi tu...tutti si addormentavano..ma quando guidava lui...tutti pregavano......
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #12
    simposiante
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    Anche il tempo in quanto è è un eterno, e così il futuro indipendentemente dalla volontà dell'uomo di permearlo già è, pur non apparendo

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    E' il presente che da la potenza a tutto quello che accade nella nostra vita.
    Il futuro e il passato non esistono in quanto tali: esistono solo nella nostra mente, sotto forma di ricordi o come aspettative.
    giusto! questo forse é il punto più caldo di tutti. fibrilliamo continuamente tra questi due poli: per quanti millisecondi si riesce a 'essere ora' prima di rifiondarsi tra prima-e-dopo?
    Credo che non possa esistere 'un modo' per smettere: quando la mente razionale si accorge di questo fatto si mette a cercare strategie per uscirne: ma la strategia é un percorso, si muove nel tempo: visto che finora ho fatto cosi', allora adesso decido che devo stare nel presente.. dal prossimo secondo. ....e come se ne esce (a parte il free climbing) ?

  4. #14
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da balduinus Visualizza Messaggio
    giusto! questo forse é il punto più caldo di tutti. fibrilliamo continuamente tra questi due poli: per quanti millisecondi si riesce a 'essere ora' prima di rifiondarsi tra prima-e-dopo?
    Credo che non possa esistere 'un modo' per smettere: quando la mente razionale si accorge di questo fatto si mette a cercare strategie per uscirne: ma la strategia é un percorso, si muove nel tempo: visto che finora ho fatto cosi', allora adesso decido che devo stare nel presente.. dal prossimo secondo. ....e come se ne esce (a parte il free climbing) ?
    Tutto ciò ha senso nel momento in cui il tempo è visto cm il progressivo svolgersi di stati che prima nn erano, ora sono, poi non saranno.
    Nel momento in cui si guarda al tempo cm il progressivo manifestarsi di tali stati (ossia cm il loro progressivo apparire dal nulla e celarsi in esso piuttosto che cm il venire e il tornare nel nulla di tali stati) le cose cambiano radicalmente: allora ciò che noi chiamiamo futuro (intendendo ciò che ancora deve essere) in realtà già è da sempre pur nn apparendo, così cm il passato.
    A qst punto il significato stesso di ciò di cui si stava parlando, cioè della possibilità di vivere intensamente il presente perde totalmente, e qst perchè la possibilità (la libertà) stessa nn è ammissibile

  5. #15
    utente
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    A qst punto il significato stesso di ciò di cui si stava parlando, cioè della possibilità di vivere intensamente il presente perde totalmente, e qst perchè la possibilità (la libertà) stessa nn è ammissibile

    si, ma questo vale solo per la parte che é nel tempo e percorre ' l'ologramma della propria vita'. se quella parte é l'unica esistente, siamo solo una perturbazione temporanea con braccia e gambe e possiamo sederci tranquilli a aspettare la fine del film. se invece c'e' un centro focale che é fuori dal tempo (nel senso che vede i vari tempi) non escluderei d'amblé che abbia facoltà creatrici e quindi esprima - da quello stato - scelte non vincolate.

  6. #16
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    Il problema si risolve facilmente se non c'è identificazione tra esistenza e possibilità..
    Le possibilità sono indefinite..ma non tutte hanno l'esistenza..e quelle che non l'hanno...non sono un nulla..
    Spetta all'uomo..nel suo potere di dare la vita..spostare dal piano possibile a quello esistente le possibilità..
    fermo restando il fatto..che la non esistenza non implica la nullità..
    La realtà quindi non appartiene al futuro..ma solo al presente..
    ed è la libertà dell'uomo..quando sia esercitata..a trasformare una possibilità che non ha il dono dell'esistenza..in qualcosa di reale..
    Dare la vita a ciò che prima esisteva come possibile..e nel far questo..ripercorrere al nostro livello ciò che la Creazione..ha fatto .., e sta facendo..tramite noi..nel creare il mondo...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #17
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da balduinus Visualizza Messaggio
    si, ma questo vale solo per la parte che é nel tempo e percorre ' l'ologramma della propria vita'. se quella parte é l'unica esistente, siamo solo una perturbazione temporanea con braccia e gambe e possiamo sederci tranquilli a aspettare la fine del film. se invece c'e' un centro focale che é fuori dal tempo (nel senso che vede i vari tempi) non escluderei d'amblé che abbia facoltà creatrici e quindi esprima - da quello stato - scelte non vincolate.
    Penso che stiamo parlando di cose differenti: se il tempo (e la storia) altro nn sono che il progressivo dis-velarsi degli essenti allora il loro venire e andarsene e ogni differenza tra un'istante e quello successivo che li caratterizza altro nn sono che l'apparire e il celarsi dei loro stati, così cm la vita rappresenta l'inizio dell'apparire dell'essente e la morte il modo in cui esso si porta stabilmente al di fuori dall'orizzonte dell'esperienza.
    Il centro focale (a cui tu fai riferimento) è l'essente stesso, al di là del suo velarsi e dis-velarsi, e l'essente in quanto tale gode contemporaneamente di tutti gli stati che esso mostra e cela nel percorso dell'apparire temporale della storia.
    E' cm la pellicola di un film: ogni diverso fotogramma mostra progressivamente i diversi stati dell'essente ma i fotogrammi già apparsi e quelli non ancora svelati ancora sono e già sono, pur nn apparendo.

    "Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano nè suppongono"..

  8. #18
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Le possibilità sono indefinite..ma non tutte hanno l'esistenza.. quelle che non l'hanno...non sono un nulla..
    Mi sembra abbastanza contraddittorio

    Spetta all'uomo..nel suo potere di dare la vita..spostare dal piano possibile a quello esistente le possibilità..
    Qst è vero innanzitutto se si ammette che l'uomo possa dare la vita, ossia creare, ossia portare ad essere ciò che prima non era.
    tu fai qst differenza fondamentale tra essere in potenza ed essere in atto, ma ciò che è in potenza non è, cm è possibile che ciò che non è poi sia?

    La realtà quindi non appartiene al futuro..ma solo al presente..
    Dipende da cosa intendi tu per realtà

    ed è la libertà dell'uomo..quando sia esercitata..a trasformare una possibilità che non ha il dono dell'esistenza..in qualcosa di reale..
    Questo ammettendo l'esistenza della libertà, ed ammettendola si ammette la fede nel divenire

    Dare la vita a ciò che prima esisteva come possibile..e nel far questo..ripercorrere al nostro livello ciò che la Creazione..ha fatto .., e sta facendo..tramite noi..nel creare il mondo...
    Ma è la creazione stessa a contenere dentro se la contraddizione

  9. #19
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    Cita:
    Scritto in origine da testadiprazzo
    Le possibilità sono indefinite..ma non tutte hanno l'esistenza.. quelle che non l'hanno...non sono un nulla..

    Mi sembra abbastanza contraddittorio
    Tutto il punto è qui..
    nella comprensione che nulla e Non Essere..sono cose differenti...
    L'Essere è solo una possibilità..per noi molto importante perchè è la base nel nostro piano di esistenza..ma nell'economia del Tutto..l'Essere..è solo un aspetto..e pure illusorio..in quanto qualificato e quindi determinato e finito..
    Ridurre l'ontologia all'Essere..tralasciando il Non essere..è un limite della filosofia occidentale..che si condanna così a non comprendere l'Infinito..che per definizione non può che essere oltre l'Essere e il Non Essere..in quanto ambedue qualificati.....
    Pensare l'Essere come un aspetto ..una qualificazione..ma non come la Realtà..in quanto non può essere reale ciò che è una qualificazione e cioè un sogno di Maya..o dell'Infinito..che non si qualifica realmente ma solo illusoriamente..per impossibilità che ha il Tutto ad entrare in una sua parte..
    dicevo..pensare l'Essere come un aspetto..significa dare valore a ciò che c'è oltre all'Essere..che non è un nulla..in quanto il nulla..è solamente l'impossibile e non il possibile che a modo suo..esiste come possibilità..
    Il Non Essere è il luogo..e qui il linguaggio è simbolico..dove sono le cose che non hanno la qualificazione dell'esistere..
    spetta a noi..portare queste possibilità nell'Essere..e darli per così dire la vita...creandole appunto..ma non dal nulla...che dal nulla non potremo trarre alcunchè..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  10. #20
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    Essere o non Essere.... limite della filosofia occidentale... e non solo.

    Un medico cinese davanti a un moribondo non dirà mai : "Sta morendo..."
    L'allocuzione : "Sta morendo" nella lingua cinese non esiste.
    Non esiste concettualmente.
    Dentro alla loro mente esiste solo: è viva/ è morta.
    In Cina, quella 'persona moribonda', è una 'persona viva'.
    In Italia è una 'persona che sta morendo'.
    Questo la dice lunga su cosa può produrre una lingua anche dal punto di vista filosofico.

    Z4rdoz

 

 
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