STORIA RECENTE
Nel dicembre 1911, a Nanchino viene proclamata la Repubblica, ponendo fine al Celeste Impero.
Due guerre civili fra nazionalisti e comunisti (1927-1937 e 1945-1949) e l'invasione giapponese (1937-1945) termineranno con la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese di Mao Zedong il primo ottobre 1949.
Nella seconda metà del Novecento, si afferma una linea economica che inizialmente segue il modello sovietico e poi tenta un percorso alternativo che porterà al disastro del Grande balzo in avanti. La terribile carestia, la repressione, i lavori forzati e la Rivoluzione Culturale in cui furono protagoniste le Guardie Rosse, provocheranno decine di milioni di morti.
Dopo le diverse carestie nel Paese, gli scontri politici interni del Partito, si afferma Deng Xiaoping, che riorganizza l'economia cinese, favorendo il riconoscimento costituzionale della proprietà privata e l'apertura del mercato ad investimenti esteri.
Le proteste di Tien An Men, non fermano la politica del Partito Comunista, che dopo il ritorno di Hong Kong e Macao, porta l'economia cinese ai primi posti del globo.
LA POLITICA
Repubblica Popolare Cinese è stato un paese sotto regime dittatoriale per gran parte del ventesimo secolo, e da molti è ancora considerato tale, ma non tutti sono concordi con questa visione. Tentare di caratterizzare la struttura politica Cinese in una categoria precisa non è molto semplice. Ciò è dovuto alla storia politica cinese: per oltre duemila anni, fino al 1912, il paese è stato governato da una monarchia imperiale centralista, che ha lasciato una profonda traccia nelle strutture politiche e sociali cinesi. Questo è stato seguito da una caotica serie di governi estremamente autoritari e nazionalisti, sin dalla prima rivoluzione cinese del 1912 (anche detta rivoluzione xinai, da non confondere con la Rivoluzione culturale cinese). Il regime cinese è stato variamente definito come autoritario, comunista, socialista e varie combinazioni di questi termini. Negli ultimi anni la Cina sta lentamente trasformando il suo sistema politico/economico in un sistema capitalistico. Il governo cinese ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni ufficiali, sostenendo che lo stato debba essere governato da strutture democratiche.
Il governo cinese è controllato dal Partito comunista cinese. Viene utilizzata la censura come routine, specialmente su Internet. È abbastanza recente la censura preventiva della stessa enciclopedia online Wikipedia, mentre Google è stato pagato per cancellare le parole come "libertà" e "democrazia"[citazione necessaria].
Il Partito comunista cinese reprime ogni protesta e opposizione che ritiene possa essere o divenire pericolosa, rimane famosa la repressione della protesta di Piazza Tiananmen. C'è comunque un limite alla repressione che il Partito comunista cinese riesce a esercitare. I media continuano ad evidenziare sempre più i problemi sociali causati dalla corruzione e l'inefficienza degli alti livelli del governo. Il Partito ha tentato inizialmente di controllare l'informazione, ma non sempre ha avuto successo ed è stato quindi, a volte, costretto a ridimensionare le repressioni.
Non vengono inoltre tollerate le organizzazioni che si oppongono al Partito, mentre manifestazioni sono a volte consentite. Hu Jintao, il segretario generale del Partito popolare cinese, viene sempre più spesso accusato di repressione nei confronti di giornalisti e reporters, anche di paesi stranieri.
I DIRITTI UMANI
La Repubblica Popolare Cinese, nonostante le riforme e la conversione al libero mercato degli ultimi 15 anni, non ha introdotto alcuna libertà dal punto di vista politico. Essa è considerata responsabile di crimini contro i suoi stessi cittadini[8]. La situazione dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese continua a subire numerose critiche da parte della maggior parte delle associazioni internazionali che si occupano di diritti umani che riportano numerose testimonianze di abusi ben documentati in violazione delle norme internazionali. Da un lato il governo ammette le deficienze, dall'altro parla della situazione dei diritti umani come la migliore di tutti i tempi. Il sistema legale è stato spesso criticato come arbitrario, corrotto e incapace di fornire la salvaguarda delle libertà e dei diritti fondamentali. Nelle carceri laogai ("riforma attraverso il lavoro"), secondo molte fonti, vigerebbero condizioni di vita disumane al limite dello schiavismo e sarebbero applicati sistematicamente tortura e tecniche di lavaggio del cervello.
Amnesty International ha recentemente rilasciato i seguenti dati: nel 2003 l’84% delle esecuzioni capitali del mondo sono state eseguite in Cina, Iran, Stati Uniti d'America e Vietnam. In Cina solo in quell’anno (nonostante i dati limitati e incompleti) vennero documentate 726 esecuzioni capitali riconosciute. Nel 2006, sempre secondo fonti di Amnesty International [9], di 1.591 esecuzioni certificate nel mondo, 1.010 sarebbero cinesi (il 63,48 %). Lo stesso studio ipotizza che il numero effettivo di morti, nel 2006, sarebbe di circa 7.000-8.000 in Cina, contro le 1.000 di tutto il resto del mondo. Si deve tenere presente che da parte governativa cinese non vengono forniti dati ufficiali sul numero di esecuzioni eseguite ogni anno (a differenza di quanto si può dire degli Stati Uniti). Un esponente politico cinese, Chen Zhonglin, delegato della municipalità di Chongqing, giurista e preside della facoltà di legge dell'Università sudorientale cinese, in un'intervista al China Youth Daily ha parlato di 10.000 esecuzioni l’anno. In quell'occasione Chen dichiarava la sua intenzione di lavorare per migliorare la situazione dei diritti umani in Cina. . D’altra parte, il governo cinese assicura di dispensare la pena capitale solo in caso di gravi reati penali (omicidio, strage, terrorismo…), escludendo reati politici o di qualsiasi altro genere, e ha pubblicato sul web [10] una copia del proprio codice penale che conferma questa versione.
Il governo cinese si è frequentemente macchiato di violazioni dei diritti umani nei confronti di minoranze etniche e religiose e dissidenti politici: l’esempio più celebre, per l’opera di sensibilizzazione mondiale in cui si è prodigato il Dalai Lama, è l’occupazione armata del suolo tibetano. Si pensa da più parti, inoltre, che in Cina vengano applicate gravi limitazioni alla libertà di informazione, alla libertà religiosa, quella di parola e persino alla libertà di movimento dei cittadini. Non esistono sindacati indipendenti ed è permesso solo il sindacato statale. Lo stato assicura, comunque, i diritti dei lavoratori; ma la quantità annua di morti sul lavoro ha destato molte preoccupazioni e parecchie critiche e denunce non solo da organizzazioni umanitarie, ma anche dall’interno degli stessi organi di governo cinesi[11].
Recentemente, in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008 la CIO ha espresso forti perplessità sui ritmi di lavoro con cui gli impianti sportivi stanno venendo costruiti, chiedendo di rallentarne l’avanzamento. Sempre in vista delle Olimpiadi la comunità internazionale ha richiesto al governo cinese "un’ulteriore apertura" sul piano delle libertà politiche[10].
L'evento più conosciuto in occidente delle azioni di forza perpetrate dalla Cina nei confronti dei dissidenti politici è rappresentato dalla repressione della Protesta di piazza Tiananmen il 4 giugno 1989, in cui perse la vita un numero imprecisato di manifestanti e soldati (200 secondo il governo cinese, 600-800 secondo la CIA, tra 2 e 7 mila secondo alcuni dissidenti).
Un'altra accusa di lesione dei diritti umani rivolta del governo cinese è la pianificazione familiare obbligatoria, voluta dallo stesso Mao Zedong e tuttora impiegata. La legge che la regola, in vigore dal 1979, è la ‘’“Legge eugenetica e protezione della salute”’’, altrimenti detta ‘’Legge del figlio minore”. La commissione governativa responsabile del progetto è la NPFPC[12], ovvero ‘’National Population and Family Planning Commission’’. Secondo le stesse fonti governative, grazie all’introduzione di questa pratica le nascite evitate nella Repubblica Popolare Cinese sono state 300 milioni. La legge prevede ufficialmente un figlio nelle zone urbane, e due in quelle rurali. I trasgressori potranno portare a termine un’eventuale gravidanza dietro pagamento di un’ingente multa, oppure saranno obbligati a rinunciare al figlio. Le accuse verso questo progetto sono molto pesanti:
Questo genere di politica è in Cina un punto di frizione molto critico nei rapporti fra governo e opinione pubblica; il 68 % dei cinesi, in un sondaggio del China Youth Daily (un giornale del partito), si è dichiarato contrario alla pratica di “comprarsi” il diritto di un altro figlio. Pareri sfavorevoli sono stati espressi anche dall’Accademia Cinese delle Scienze [16]. Zhang Weiging, direttore del NPFPC, assicura comunque che la normativa prevede molte eccezioni, e che si sia molto ammorbidita dai primi anni di applicazioni[17]. Il governo assicura inoltre di aver preso seri provvedimenti contro i membri del Partito che abbiano più figli di quanti ne preveda la normativa[18].
- la lesione della libertà dei genitori [13];
- l’uso massiccio e obbligatorio dell’aborto, per di più in modi particolarmente dolorosi (soprattutto in passato);
- le dure repressioni contro i cittadini che, specialmente in zone rurali o povere, opponevano resistenza al progetto[11];
- la violenza verso le donne, visti i casi certificati di sterilizzazioni forzate, operate in molti casi ai danni delle colpevoli [14];
- discriminazione verso le donne; in moltissime famiglie (dato anche il divieto di diagnosticare il sesso del nascituro), specialmente nelle zone rurali, le neonate sarebbero uccise, oppure non registrate all’anagrafe (costringendole alla totale assenza di diritti politici e alla rinuncia di istruzione e di qualunque assistenza sanitaria) [15];
- discriminazioni sociali, perché il sistema fa in modo che i più facoltosi possano “pagarsi” il diritto al secondo (o al terzo) figlio pagando la sanzione corrispondente (in genere di 50.000 yuan, circa 6.200 dollari).
La privatizzazione del sistema di sanità pubblica è correlato ad un aumento degli infanticidi femminili, poiché l'insicurezza nell'accesso alle cure mediche dopo la pensione è uno dei motivi principali per cui le famiglie rurali preferiscono avere soltanto figli maschi.
wikipedia.org
Ciao a tutti......In questo topic volevo parlare della cina,la sua storia,la politica e tuttò ciò che ne deriva facendo domande ma soprattutto per cercare di capire come vanno eramente le cose dato che i media ci fanno vedere solo ciò che vogliono....
Ho postato dei pezzi da wikipedia in quanto è il mezzo più veloce per ottenere informazioni e su queste vorrei delle precisazioni.
Nel 1949 con Mao Tse Tung venne fondata la Repubblica Popolare cinese.E la prima domanda è :
Quali sono le principali innovazioni(positive e negative)della politica di Mao?Ho sentito parlare di Grande balzo in avanti,di Rivoluzioni Culturale ma non ho mai saputo precisamente cosa sono e quindi vorrei dedicare un paragrafo proprio su questo.
Dopo questo primo punto basato sulla storia della cina degli ultimi 50anni,mi vorrei sofffermare sull'attuale stato della repubblica popolare cinese.La cina è considerato uno stato di stampo comunista e dittatoriale dove la censura(internet inclusa)la fa da padrona.Fa rabbrividire il solo pensiero di una censura così stretta come delle parole libertà e democrazia.
Un'altra grande pecca è sicuramente quella dei diritti umani.Da quanto leggo la pena capitale e i laogai sono le maggiori espressioni di una dittatura spietata.Da notare le cifre rilasciate da Amnesty international(abbastanza affidabili)che afferma che in Cina son stati decapitati solo nel 2006 1.010 persone,il 64% delle capitazioni mondiali.
Non mi soffermo sulla questione tibetana perchè ne abbiamo già parlato nell'altro topic e dove ho capito come ci hanno fatto credere cose che realmente non esistono.
Tuttavia è scritto che la libertà di pensiero,di informazione,di parola e di religione sono vere e proprie utopie.Senza parlare della legge eugeneutica a protezione della salute.
Dopo questo primo pensiero mi viene da pensare come può essere veramente considerata la Cina come comunista,uno stato dove le maggiori libertà sono precluse,dove la pena di morte vige e semina terrore.Come fa un paese che si sta avvicinando al capitalismo considerarsi comunista?Se qualcuno mi può aiutare in questa ricerca mi darebbe una grossa mano.Diciamo che i punti fondamentali della discussione o almeno dove cerco delle risposte sono queste :
A)Narrazione della storia recente cinese con soffermazione sulla figura politica di Mao Tse Tung(innovazioni e ciò che ha fatto,la cina sotto di lui).
B)Censura e diritti umani.Grandi pecche di questo stato.
C)legge eugenetica a protezione della salute(discussione sul materiale raccolto da wiki)
D)come può la cina avvicinarsi al capitalismo?
Qualsiasi cosa voi sappiate,o mi vorreste far notare è ben accetta.Vorrei capirci di più in questa questione perchè attualmente,anche se in modo superficiale,considero la cina come la seconda più grande cazzata del comunismo dopo l'urss di stalin.Un favore,in qualunque vostro post,potreste mettere la relativa bibliografia o comunque il riferimento a precisi documenti?
ciao!




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