http://www.corriere.it/solferino/sev...7-11-11/07.spm

Alle radici della questione meridionale

Caro Severgnini, cari Italians,
vorrei dare il mio contributo in risposta all'articolo di Erin McCormick (9 novembre) relativo alla questione meridionale. Ovviamente trattasi di un argomento lungo, complesso e molto doloroso per i meridionali e che probabilmente il 90% degli italiani di oggi disconosce. Tengo subito a precisare una cosa: la questione meridionale nasce il giorno successivo l'unità d'Italia; sono passati 147 anni da allora e nulla è cambiato. Infatti giova ricordare che tanti studi storiografici ci insegnano che il Regno delle due Sicilie era tra gli stati più ricchi della penisola italica se non dell'Europa di quel tempo; aveva iniziato un ampio processo di industrializzazione grazie a investimenti interni e provenienti dall'estero con fabbriche, centri industriali, fonderie di acciaio, cantieristica navale, trasporti marittimi e riuscendo a mantenere basso il debito pubblico con riserve auree depositate presso il Banco delle due Sicilie elevatissime; insomma il Borbone, considerato il periodo storico e confrontandolo con gli altri stati, tenuto in debito conto le peculiarità economico-geografiche della parte meridionale della penisola italica, intraprese una politica economica all'avanguardia per quei tempi. Quindi non posso non immaginare che ciò che oggi si trova nel triangolo Genova-Milano-Torino si troverebbe anche nel Meridione perché dal 1860, anno dell'unità d'Italia e della fine del regno bBorbonico tutto cambiò e in peggio per il Meridione.
Da quel momento ogni iniziativa di politica economica presa dal nuovo governo (sabaudo) era posta in essere per aiutare il nascente apparato industriale del nord. Non voglio avventurarmi in dettagliate analisi storiografiche e di politica economica che lascio ad altri, ma basta ricordare che milioni e milioni (3,4? su più di 10 milioni) di siciliani, calabresi, pugliesi, campani, lucani emigrarono nei 40 anni successivi all'unità. Cioè in 40 anni i colonizzatori rovinarono l'economia meridionale e i suoi primi germogli di industrializzazione, e da allora i loro successori non sono piu stati in grado (non hanno voluto?) ricostruirla. Ecco da dove si dovrebbe partire per analizzare la questione meridionale: essa è il frutto della colonizzazione di un popolo con l'inganno, e l'incapacità in 147 anni di offrirgli quello che gli era stato promesso.

Giuseppe Di Modica