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  1. #41
    lezioni dal chiapas insorto
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    un ultimo assaggio che ricostruisce il periodo storico.







    A cavallo tra il 1976 e il 1978, la triade Gelli-Berlusconi-Craxi muove la scalata al potere in modo connivente e contestuale. Il Venerabile maestro tesse nell'ombra la sua occulta tela corruttiva infiltrandola nel corpo della Repubblica. L"'apprendista muratore" Silvio Berlusconi è posto a capo della Fininvest e si prepara a dare attuazione alla parte del "Piano" piduista relativa ai mass media. Nel luglio '76, Bettino Craxi conquista a sorpresa la segreteria del Psi (il suo nome è esplicitamente indicato nel "Piano" della P2 quale possibile referente della Loggia gelliana): riesce a conquistare la leadership socialista grazie al determinante appoggio della corrente guidata dal demartiniano Enrico Manca (il cui nome risulterà negli elenchi piduisti).
    All'interno della triade Gelli-Berlusconi-Craxi, le "sinergie" tanto care alla retorica imprenditoriale berlusconiana saranno innumerevoli, non solo nell'ambito della direttrice Gelli-Berlusconi e Craxi-Berlusconi ma anche a chiusura del "triangolo" politicomassonico-affaristico - sul versante Gelli-Craxi. Infatti, l'influenza della Loggia piduista sul Psi si rivelerà decisiva per la leadership craxiana, specialmente quale occulta regia dei massicci finanziamenti al partito da parte del banchiere piduista Roberto Calvi, e dei "conti cifrati" accesi in terra elvetica nell'ambito della corruttela che ha accompagnato e caratterizzato l'epopea craxiana (primo fra tutti il celeberrimo "Conto Protezione"). Non a caso, nel settembre 1979 Craxi propone la cosiddetta "Grande Riforma", cioè la Repubblica presidenziale, radicale modifica costituzionale indicata nel "Piano di rinascita" piduista quale approdo finale. Non a caso, quando il bancarottiere piduista Roberto Calvi, in carcere, rivela di aver versato al Psi sul "Conto Protezione" 16 milioni di dollari, il 10 luglio 1981 parlando alla Camera l'ineffabile Craxi attacca la magistratura per l'arresto del banchiere piduista ("abusi compiuti in nome della legge") e per lo scandalo suscitato dalla scoperta della Loggia P2 ("una campagna che ha cominciato a puzzare di maccartismo").
    Il sodalizio Berlusconi-Craxi - ferreo legame di interessi politico-affaristici tra il rampante imprenditore piduista e lo spregiudicato segretario del Psi - segnerà la ribalta del Potere per tutti gli anni Ottanta.
    "I due si frequentavano da prima ancora che Craxi diventasse segretario del Psi... Si incontravano spessissimo, frequentando le rispettive abitazioni... C'è sempre stata tra loro grande familiarità e confidenza. Craxi ha permesso a Berlusconi l'apertura di molte porte. C'è stato ad esempio un periodo in cui l'imprenditore faticava ad assolvere ai suoi gravosi impegni finanziari: con l'appoggio del segretario socialista, ben introdotto nelle banche, tutto è diventato più facile". A propiziare il loro incontro era stato, nei primi anni Settanta, il faccendiere del Psi Silvano Larini, il quale finirà in carcere nell'ambito dell'inchiesta "Mani pulite" in seguito al suo ruolo di collettore di tangenti in nome e per conto di Bettino Craxi.
    La scalata di Craxi al potere, fino alla presidenza del Consiglio (agosto 1983), è parallela e connessa all'occupazione dell'etere pubblico da parte di Berlusconi. Il potere craxiano si sostenterà per anni, oltre che di corruzione e concussione, dei mezzi di comunicazione berlusconiani, e l'editore piduista si avvarrà per anni della sponda politica "socialista" e del sodalizio di potere con Craxi per muovere il suo attacco al monopolio Rai-Tv e al pluralismo della stampa, egemonizzando il nevralgico mercato pubblicitario.
    Tra il 1983 e il 1986, il governo Craxi rifiuta di procedere al rinnovo del decaduto Consiglio di amministrazione della Rai (in pratica congelandone l'attività); e quando, nell'ottobre '86, il nuovo Consiglio viene finalmente insediato, alla presidenza della Tv di Stato Craxi impone Enrico Manca, il cui nome risultava negli elenchi della Loggia P2, e la cui ambigua e accomodante strategia verso il "concorrente privato" Fininvest darà adito a ricorrenti polemiche. Risulta evidente il disegno craxiano (in sintonia col "Piano" piduista) di indebolire la Tv pubblica, favorendo il monopolio televisivo privato dell'amico-complice Berlusconi. "Al Psi riconosciamo di avere per primo manifestato una significativa apertura verso le Tv private". dichiarerà cori gratitudine un esponente della Fininvest.
    Quando, il 16 ottobre 1984, i pretori di Roma, Torino e Pescara dispongono l"'oscuramento" dei tre illegali networks berlusconiani (Canale 5, Italia 1, Rete Quattro), il presidente del Consiglio Craxi nel volgere di sole 48 ore, quasi si trattasse di un "affare privato", mette a punto il cosiddetto "decreto Berlusconi", e il giorno 20 il governo vara il decreto-legge che rende "transitoriamente legali" i networks dell'editore piduista-craxiano, consentendone la ripresa delle trasmissioni, cioè a dire l'abusiva occupazione di fatto dell'etere pubblico. E quando, il successivo 28 novembre, il "decreto Berlusconi" viene giudicato incostituzionale e respinto dalla Camera, il governo Craxi con un colpo di mano lo reitera (6 dicembre) attraverso un secondo, analogo decreto (il "decreto Berlusconi-bis" verrà poi approvato dai due rami del Parlamento, evitando così la crisi di governo minacciata da Craxi).

  2. #42
    lezioni dal chiapas insorto
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    tutto questo per dire che berlusconi e il liberalismo sono agli antipodi come la merda e la rosa.

  3. #43
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    Vi piace vincer facile con i "liberisti" solo teorici, eh?

  4. #44
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    OK ... di sicuro quella "liberalizzazione" la metteranno nei trattati di liberalismo ... e sarà certamente riconosciuta come un atto di liberalizzazione del mercato da portare quale esempio nella storia.

    Altro che vergogna, per un liberale portare quell'operazione a dimostrazione di certe dottrine. se ti sentissero i veri padri del liberalismo, si rivolterebbero nella tomba ... forse qualche comunista ti potrebbe anche applaudire, infatti il tutto era funzionale alla conservazione del suo potere... esattamente come facevano i dittatori comunisti. in fondo sei comunista, anche se non lo sai.
    Io credo che tu sinceramente sia molto limitato, è più che evidente che hai solo bisogno di sputare veleno e nonostante tu abbia trovato un liberale vero e per niente berlusconiano devi fare commenti fuoriluogo saltando a piè pari le argomentazioni esposte nei miei post... La tua disonestà intellettuale è notevole, sei un vero comunista. Se l'Unità scrive che i coccodrilli volano tu ripeterai "basso, ma volano" fino alla fine dei tuoi giorni. Purtroppo qualche dirigente scimunito del PDS ha ben pensato di mettersi a dare lezioni di liberalismo senza poterlo fare, col risultato che le schiere di comunisti ripetono meccanicamente "Berlusconi non è un liberale" a chiunque cerchi di spiegargli che i decreti che salvarono mediaset furono liberali, anche se non è sicuramente liberale non porre rimedio alla situazione di lesione dei diritti di Europa7 o non lo sono tante altre cose del mondo della TV in italia, o perfino che Berlusconi liberale più di tanto non lo sia. Più che altro a parole e solo per i cazzi suoi.
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  5. #45
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    ripetiamo per l'ennesima volta.

    I due Decreti-berlusconi e la Legge Mammì,che hanno legalizzato la posizione di fininvest,sono stati voluti da Craxi per ricambiare i favori all'amico Berlusconi.L'intento liberista non centra niente.Si tratta di un'operazione condotta da "potenti" in spregio alle norme dello Stato.

    Si può dire che questi provvedimenti hanno una "funzione" liberale,nel senso che hanno permesso l'ampliamento del numero degli operatori televisivi.

    Conclusione: il liberalismo è stato usato come maschera per cammuffare,agli occhi dell'opinione pubblica e di gran parte del ceto politico,gli accordi segreti tra craxi e berlusconi.

    Chi loda questo tipo di operazioni (cioè ronnie) non solo opera un insulto al liberalismo ma si rende complice di questi atti criminali.

  6. #46
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    Si può dire che questi provvedimenti hanno una "funzione" liberale,nel senso che hanno permesso l'ampliamento del numero degli operatori televisivi.
    Alfine si ammette, bene.
    Conclusione: il liberalismo è stato usato come maschera per cammuffare,agli occhi dell'opinione pubblica e di gran parte del ceto politico,gli accordi segreti tra craxi e berlusconi.
    Può darsi, però c'è stata una legge liberale. Essa non è stata "in spregio a norme dello Stato" ma è stata "modifica di norme dello Stato", in quanto tale essa non è un crimine, ma una scelta. Si usino i termini con proprietà di linguaggio... Che poi la scelta sia stata incompleta, insufficiente e abbia portato ad una situazione non bellissima ciò non toglie che la situazione che ci sarebbe stata in sua assenza (ammutolimento delle TV libere da parte dei pretori e continuazione del monopolio Statale) sarebbe stata sicuramente peggiore per i liberali, e solo questo conta.
    Chi loda questo tipo di operazioni (cioè ronnie) non solo opera un insulto al liberalismo ma si rende complice di questi atti criminali.
    Questa è una purissima stronzata, permettiti di definirmi ancora una volta complice di un criminale e vai nei guai.
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  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    quel decreto è un vanto, la legge che vietava la trasmissione era una vergogna

    lo stato non ha diritto nè di costruire e mantenere con le tasse i suoi canali di indottrinamento nè di vietare ad altri di concorrere con essi e in qualsiasi modo il mercato lo pieghi (entro, fuori o tramite la legge) è comunque un'ottima cosa che ciò accada

    bravo Craxi
    Certo, bravo craxi che ha aperto il mercato.

    Peccato che lo abbia poi subito richiuso appena dopo che è entrato berlusconi, peggiorando così una situazione di noioso monopolio in una di devastante rincorsa verso il basso dell'odierno duopolio.

    E si che vi dichiarate liberisti...

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    quel decreto è un vanto, la legge che vietava la trasmissione era una vergogna

    lo stato non ha diritto nè di costruire e mantenere con le tasse i suoi canali di indottrinamento nè di vietare ad altri di concorrere con essi e in qualsiasi modo il mercato lo pieghi (entro, fuori o tramite la legge) è comunque un'ottima cosa che ciò accada

    bravo Craxi
    Lo sai che le frequenze televisive sono limitate?

    Secondo te, nel nome della liberta', io ho il diritto di cominciare a trasmettere SOPRA le frequenze di Canale 5, usando 10 volte la potenza, e di fatto oscurare il loro canale?

  9. #49
    Fiamma dell'Occidente
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Lo sai che le frequenze televisive sono limitate?

    Secondo te, nel nome della liberta', io ho il diritto di cominciare a trasmettere SOPRA le frequenze di Canale 5, usando 10 volte la potenza, e di fatto oscurare il loro canale?
    Mi è noto perfettamente.

    Non hai capito di che stiamo parlando. Si parla del divieto o no di trasmettere in contemporanea su frequenze diverse ma su tutto il territorio nazionale, tale divieto per legge non era previsto ma fu considerato previsto da dei pretori che giudicarono il divieto di legge come teso ad evitare concorrenza alla RAI e non teso a impedire problemi sulle frequenze.
    Certo, bravo craxi che ha aperto il mercato.

    Peccato che lo abbia poi subito richiuso appena dopo che è entrato berlusconi, peggiorando così una situazione di noioso monopolio in una di devastante rincorsa verso il basso dell'odierno duopolio.

    E si che vi dichiarate liberisti...
    Io ho parlato di una cosa precisa: il decreto berlusconi, poi reiterato. Punto. Ho già detto che quel che è successo dopo non è stato liberale abbastanza nè una vera apertura del mercato ed ho parlato anche di duopolio e della necessità di un antitrust che lo distrugge, della totale eliminazione dell'intervento pubblico nel settore televisivo e della giustezza di riconoscere quello che è di Europa7 ad Europa7. Ho detto anche che detesto Berlusconi!

    Se poi la gente è accecata dall'odio politico, ignorante al punto da non saper leggere o priva di cervello e mi attribuisce cose che non ho detto non è colpa mia.
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  10. #50
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    di berlusconi....ormai lo si conosce che basta e avanza, non c'è dire. ma di amato che scriveva a bottino" possiamo puntare sul patteggiamento" e che adesso è ministro ...niente da dire?

 

 
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