spiacente sono evgangelico non ho nessuna intenzione di sbattezarmi


spiacente sono evgangelico non ho nessuna intenzione di sbattezarmi


Perchè forse l' UAAR è un associazione di ATEI e AGNOSTICI?
Articolo 3
Scopi
- L’UAAR si propone i seguenti scopi generali:
- Tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione.
- Contribuire all’affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose. In particolare, pretendere l’abolizione di ogni privilegio accordato, di diritto o di fatto, a qualsiasi religione, in virtù dell’uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali.
- Promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche.
Nel nostro giornale si parla di razionalismo, scienza, laicità, ateismo, agnosticismo ecc...se permetti una associazione di atei e agnostici che sceglie come nome "L'ateo" è abbastanza azzeccata![]()




Nessuno vuole dimostrare scientificamente alcunchè, figuriamoci
Personalmente su Teresa di Calcutta (mia madre si chiama Claudia, non teresa) ho una opinione abbastanza chiara, risultata dalla comparazione delle varie versioni
L' UAAR ha inserito nella sua biblioteca il testo e una recensione http://www.uaar.it/ateismo/opere/47.html
Consiglio la lettura


Faccio presente che l' UAAR fa parte dell' International Humanist and Etical Union, rappresentata anche alle NAZIONI UNITE.


A me pare che l'UAAR sia più atea (e razionalista) che agnostica, per certi versi ha un'impostazione quasi religiosa.




Perché si fonda sulle stesse dinamiche sociali e psicologiche su cui si fondano le sette religiose: ideologia, paranoia, appartenenza esasperata, capacità ridotta di esplorare l'umano che è estraneo, ignoto, diverso da sé. Sono tutte dinamiche prevalentemente emozionali. Vi sfugge che il fatto che parlare della razionalità non vuol dire essere razionali; credete infatti che pronunciando quella parolina magica ciò vi renda automaticamente persone razionali, e ciò vi assimila a qualunque altro adoratore di totem. Esprimete la stessa fiducia cieca (nella ragione, ahah) che le sette esprimono per il loro dio; non capite che, per la mente umana, ciò è esattamente la stessa cosa, è il meccanismo che conta, non il contenuto: la Fiducia nella Ragione, Dio, il Santo Graal, il Sacro Telescopio della Hack (me verrebbe una battutaccia sul telescopio ma non la faccio): sono esattamente la stessa cosa quando prevagono le dinamiche emozionali e si rinuncia al dubbio, alla cautela, al sentimento spiacevole di incertezza: tentate continuamente di scacciare il dolore attraverso attraverso le vostre pratiche atee che vi fanno sentire sicuri, che vi danno quel sentimento che tutto è sotto controllo, che il nemico è stato individuato, e che basta eliminare il nemico per avere un senso nell'esistenza, e combattere per questo vi rende la vita più vivibile e potete dormire sonni più tranquilli.
Invece, ahimé, le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.



