Mettiti il preservativo, ora, è un ordine.
Se ti trovano senza, 5.000 yuan di multa.
E’ la rivoluzione cinese verso la modernità, è un po’ di rossetto per fingersi metropolitani, perché ci sono le Olimpiadi e bisogna sembrare quasi occidentali: pieni di progresso e di buone emancipate intenzioni (con misure però inadatte ai turisti, perché pare che i cinesi abbiano un paio di taglie in meno).
Allora un cappuccino da Starbucks vale quanto i profilattici in ogni stanza d’albergo, in ogni bar, nei negozi, ovunque. Distributori obbligatori, palloncini per tutti, vita noiosa da bordello in cui a un certo punto lui tira fuori un coso e morde la plastica per aprirlo, lei intanto si mette lo smalto sulle unghie e sbadiglia, molto molto eccitata.
Dicono: è contro l’Aids, è per la libertà di fare ciò che si vuole senza darsi troppo pensiero. E’ un passo avanti, è una gran cosa (Ambra Angiolini, che interpreta la pubblicità progresso del ministero della Salute, spiegava due settimane fa al Crozza Live, con gli occhi luccicanti, la meravigliosa bellezza e la grande vittoria di pronunciare finalmente in televisione la parola preservativo: ma si vendono al supermercato, vicino ai chewingum, e ogni ragazzino ne tiene uno dentro il portafoglio da secoli, di solito sciolto dal calore delle tasche, però sempre pieno di speranza di venire usato un giorno).
Così adesso, come passo avanti, in Cina c’è l’obbligo di fare sesso gommato insieme con la libertà di non fare niente, nemmeno una figlia femmina. Se nell’ecografia non compare il maschietto, tesoro mi dispiace ma devi abortire, ci sono già troppe femmine come te in giro e le femmine non contano.
Nelle campagne del sud fanno abortire anche con la forza, anche quando è molto tardi, e succedono, sempre, altre cose tremende: politica eugenetica, sterilizzazioni forzate, punizioni corporali per chi vuole fare un secondo figlio, otto milioni di aborti l’anno, tutto nascosto adesso in questa plastica che puzza e che dovrà salvarli tutti.
Soprattutto mostrare quanto in Cina sia rispettato il diritto umano di scopare.

Un atto di sfida equo e solidale
Poi, con i cosi usati, i cinesi fanno bellissimi elastici per capelli, quindi è davvero una fortuna perché a una ragazza potrebbe capitare in sorte per farsi le treccine proprio quello dell’amato, e insomma è un mondo molto romantico, imposto per legge dallo stato, anzi è lo stato in camera da letto (o, più modernamente, nel bagno di una discoteca, in ascensore, al cinema) con la multa pronta in caso di ribellione.
Così, d’ora in poi, il massimo gesto di libertà mondiale, l’atto di sfida più equo e solidale potrebbe consistere, pericolosamente, nel bucare i profilattici.

Annalena www.ilfoglio.it del 7 dic 07

saluti