

Caro Florillus,
sinceramente mi sfugge come mai non ti professi cattolico, dati certi presupposti ideologici. Ad ogni modo, in simpatia mi permetto di consigliarti un libro che sono certo apprezzeresti: "La Tradizione Romana" di Guido de Giorgio (ed. Mediterranee).
Vale optime!


A mio parere non si tratta affatto di avere un'idea "radicalizzata" della gentilitas, quanto di avere una reale idea di cosa significhino gentilitas e monoteismo, cosa che dal discorso precedente non appare per nulla.
Personalmente ritengo che tra visione del mondo "gentile", romana, ellena, celta, induista, germanica, ecc... e monoteista esistano differenze essenziali tale da renderle del tutto incompatibili.
Se pure vi sia chi sostiene il contrario basandosi spesso su elementi singoli avulsi da un contesto generale, io ritengo che tali somoglianze siano puramente "estetiche" ovvero relative solo ad aspetti superficiali ei elementi profondi, quando non semplici appropriazioni di temini ed immagini preesistenti da parte del cristianesimo che però ne ha totalmente stravolto il valore originario.
La stessa idea di contrapporre una presunta "universalitas" romana che sarebbe poi traghettata nel cattolicesimo (anche perchè altre forme di cristianesimo, come ad esempio l'Ortodossia, sono abbastanza estranee a quest'idea) al culto elleno o celta, mi pare un colossale fraintendimento, quanto meno! E denuncia una visione del mondo monoteista anzichè "gentile".
Inoltre tale idea mi sembra anche del tutto errata dal punto di vista storico e culturale.
Roma non impose mai i propri culti, nè tentò di costruire un'ecumene attorno alla propria religione, ma al contrario lasciò sempre liberi i popoli assoggettati di mantenere la propria individualità e una notevole indipendenza culturale e cultuale.
Anzi si potrebbe dire che quella che definisci universalità romana di romano aveva ben poco, dato che già nel II a.c. della religione romana arcaica erano sopravvissuti pochi elementi, mentre si erano largamente diffusi sia l'interpretazio greca, sia nuovi culti provenienti da fuori Italia (Grecia in testa).
In sostanza ripeto non basta dirsi politeista e adorare più dei, quando si ha una visione del mondo monoteista.
Del successo nel forum di DR poi non andrei poi così fiero, visto che di utenti che abbiano un'idea chiara di cosa sia la Tradizione romana ve ne sono ormai pochissimi.








Alla fine noi stiamo dicendo la stessa cosa: Arjuna nel suo intevento parla di una Romanità arcaica, "pura" e completamente estranea ai concetti che poi il cristianesimo trasformò. Ma io non mi sto rivolgento a quella Romanità, come dissi giorni fa ritengo la Tradizione Romano-italica (che presenta le caratteristiche da voi citate) una cosa legata al passato pre-cristiano, mentre la Tradizione Romana da me descritta è la sintesi di tutta la storia che ha coinvolto culturalmente l'Urbe e l'Occidente. Io sto citando questo tipo di Romanità, non sto per niente toccando la Tradizione arcaica a cui voi siete legati.
Come ho detto, in questi 2760 anni Roma non ha da insegnare soltanto il suo lato antico.
Col tutto che riconosco alla Cattolicità un contributo fondamentale sull'aver evoluto quel concetto di Universalità, io non posso comunque dichiararmi cristiano o monoteista (come qualcuno vorrebbe), perché riconoscendo la Natura degli Dei riporto questi concetti a una visione gentile (contaminata dai secoli e non più "pura" certo, ma che comunque percepisce un mondo panteista e politeista, riadattandolo alla contemporaneità).
Voi vi rifate a un determinato periodo della storia della Gentilità, io racchiudo in una sola dimensione tutta la Storia. Visioni diverse che non devono per forza entrare in collisione.
Poi sarei curioso di saperne di più sul movimento che Camicianera rappresenta. Fatemi sapere.
Valete Optime in Pax Deorum!
Ed invece capisco molto bene quali sono le tue intenzioni cioè fare un minestrone con la gentilitas e la pestilenza galilea,io guardo l'italia arcaica cioè quella dei galli,degli umbri,dei piceni e dei lucani e dei liguri! visto che sento come mia la loro arcaica spiritualità!


I galilei non sarebbero nulla senza gli insegnamenti avuti dalla Gentilità: come posso io imitare chi ha gia imitato?
Quei popoli da te elencati non esistono più, voi potete rifarvi a loro soltanto su un piano accademico, culturale, ma non c'è una linea diretta che vi unisce, né con certezze potete svolgere quei riti. La mia Romanità invece è un percorso che ebbe inizio con la fondazione dell'Urbe e che non è ancora terminato.
Voi dite che sentite vostra quell'antica spiritualità, ciò significa che state ri-creando una Gentilità basondovi su studi archeologici: un neo-paganesimo quindi?
Anch'io guardo con stima all'Antichità, ma ciò fa parte di un passato che non è più attuabile. Ciò che dobbiamo fare noi è riadattare quei valori a oggi e ricostruire e modificare il Corpus rituale che ci è giunto frammentato. Quindi sempre di reinterpretazione moderna si tratta, nessun legame col mondo antico. Pultroppo.
Valete.