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Discussione: Noi

  1. #41
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    Predefinito La spiritualità arcaica

    Nei momenti disastrati bisogna ritrovare l'origine.
    Quando vuoi comprendere pienamente il significato di una parola ritorni all'etimo primo (di solito nella nostra lingua corrente il latino o il greco) .
    Lo stesso "gioco" efficace lo si attua nel mondo della spiritualità.
    I riti arcaici sono stati mantenuti VIVI da sparuti gruppi, in Iran la piccola comunità dei Zoroastriani mantiene da millenni il fuoco sacro come simbolo con la stessa rituaria. Non occorre assolutamente disturbare l'archeologia, perchè i riti(con gli annessi e i connessi) sono giunti inalterati fino a noi. Bisogna solo cercare, imparando a evocare e invocare.
    Le ultime religioni monoteiste sono frutto di alterazioni e inquinamenti che distorgono l'essenza stessa. Quando preghi devi essere consapevole di quello che vai a fare, di quello che vai a muovere, la fonetica deve essere precisa e in equilibrio con il pensiero. Ci sono persone in grado di ripetere gli stessi gesti, le stesse preghiere (con la stessa fonetica ed intonazione) riproponendo fedelmente addirittura salmodie accadiche, o addirittura Coopte che ripredono la precisa 'intonazione della lingua geroglifica egizia.L'archeologia lo sta scoprendo solo ora.
    Devi solo approfondire, questo è un problema tuo.

  2. #42
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Nei momenti disastrati bisogna ritrovare l'origine.
    Quando vuoi comprendere pienamente il significato di una parola ritorni all'etimo primo (di solito nella nostra lingua corrente il latino o il greco) .
    Lo stesso "gioco" efficace lo si attua nel mondo della spiritualità.
    I riti arcaici sono stati mantenuti VIVI da sparuti gruppi, in Iran la piccola comunità dei Zoroastriani mantiene da millenni il fuoco sacro come simbolo con la stessa rituaria. Non occorre assolutamente disturbare l'archeologia, perchè i riti(con gli annessi e i connessi) sono giunti inalterati fino a noi. Bisogna solo cercare, imparando a evocare e invocare.
    Le ultime religioni monoteiste sono frutto di alterazioni e inquinamenti che distorgono l'essenza stessa. Quando preghi devi essere consapevole di quello che vai a fare, di quello che vai a muovere, la fonetica deve essere precisa e in equilibrio con il pensiero. Ci sono persone in grado di ripetere gli stessi gesti, le stesse preghiere (con la stessa fonetica ed intonazione) riproponendo fedelmente addirittura salmodie accadiche, o addirittura Coopte che ripredono la precisa 'intonazione della lingua geroglifica egizia.L'archeologia lo sta scoprendo solo ora.
    Devi solo approfondire, questo è un problema tuo.
    Mi parli di zoroastriani, che non so finquanto siano "puri", e di coopti, che anche loro hanno storpiato l'arcaicità. Potesse essere ancora viva quell'antica sapienza, quanto ne gioverebbe l'intera umanità!
    Guardo a quel sapere con ammirazione e malinconia, ma non dispongo di ciò, non ho, non abbiamo un filo diretto con l'Antichità, a parte i testi che ci sono pervenuti e sui quali lavoriamo ed esercitiamo la nostra ritualità. Ma non sono completi, e molte cose ci sono oscure, tradizioni che pultroppo non riusciremo mai a conoscere.
    Ma la nostra devozione e Pietas nei Numi è autentica, ed è la stessa dei nostri Antenati. Questo sì.

    Vi sono anche qui dei gruppi che hanno continuato per secoli il Corpus rituale Romano, forse esistono (perché non si dichiarino in un mondo che ormai tollera quasi tutto non so) o forse sono soltanto un mito; guardiamoci bene in faccia: qui nessuno di noi fa parte di loro, e nessuno dispone di quel sapere, ergo tutti siamo costretti a cominciare da capo, avendo come riferimento solo quelle poche tracce.

    La purezza Antica è persa per sempre, possiamo rimmaginarla con l'aiuto della nostra devozione e sensibilità, e con l'ispirazione Divina, ma non sarà più come prima.
    A meno che uno di voi ha contatti con una di quelle famiglie, allora sarebbe tutto un'altro discorso...

    Valete Optime.

  3. #43
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    Predefinito Un certo sapere

    Un certo sapere non si perde mai, si inabissa come un fiume carsico per tornare (a chi lo può amere e comprendere) e risale nei momenti quiete

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Alla fine noi stiamo dicendo la stessa cosa: Arjuna nel suo intevento parla di una Romanità arcaica, "pura" e completamente estranea ai concetti che poi il cristianesimo trasformò. Ma io non mi sto rivolgento a quella Romanità, come dissi giorni fa ritengo la Tradizione Romano-italica (che presenta le caratteristiche da voi citate) una cosa legata al passato pre-cristiano, mentre la Tradizione Romana da me descritta è la sintesi di tutta la storia che ha coinvolto culturalmente l'Urbe e l'Occidente. Io sto citando questo tipo di Romanità, non sto per niente toccando la Tradizione arcaica a cui voi siete legati.
    Come ho detto, in questi 2760 anni Roma non ha da insegnare soltanto il suo lato antico.
    Col tutto che riconosco alla Cattolicità un contributo fondamentale sull'aver evoluto quel concetto di Universalità, io non posso comunque dichiararmi cristiano o monoteista (come qualcuno vorrebbe), perché riconoscendo la Natura degli Dei riporto questi concetti a una visione gentile (contaminata dai secoli e non più "pura" certo, ma che comunque percepisce un mondo panteista e politeista, riadattandolo alla contemporaneità).

    Voi vi rifate a un determinato periodo della storia della Gentilità, io racchiudo in una sola dimensione tutta la Storia. Visioni diverse che non devono per forza entrare in collisione.


    Poi sarei curioso di saperne di più sul movimento che Camicianera rappresenta. Fatemi sapere.


    Valete Optime in Pax Deorum!
    Se permetti, io penso che tu della natura degli Dei non abbia capito nulla, se non non potresti fare un simile discorso.
    Quella di cui parli è la tradizione cristiano cattolica, detta appunto romana poichè il papa risiede a Roma, che però non ha nulla a che vedere con quella Romana.
    Come al solito rimani su di un piano puramente retorico senza tentare nemmeno di approfondire la questione (anche perchè non avresti nessuna argomento sostenibile), ovvio che così no ci può essere discussione.
    Per inciso, come ho già scritto altrove, il termine universale, riferito ad un epoca post-gentilitas, è del tutto errato e fuorviante: in latino universus rappresenta un tutto come insieme di parti distinte, che rimangono sempre e comunque distinte, anche se unite assieme. Questo concetto si adatta perfettamente alla gentilitas che può comprendere in sè appartenenti a culture, religioni e culti distinti, unendoli, ma mantenendone intatte e distinte le peculiarità.
    Dall'epoca cristiana in poi io parlerei di "omnità", non "universalità": il cristianesimo non ammette differenze, vuole distruggere tutte le identità e le peculiarità in nome dell'eguaglianza di tutte le creature umane di fronte a Dio. (Non a caso diversi Autori anche contemporanei hanno evidenziato ocme proprio il cristianesimo sia il motore che ha diffuso e fatto trionfare l'egualitarismo, ideologia madre del materialismo e del progressismo democratico.) Per il cristiano la diversità è il Male, per cui è giusto intraprendere una guerra santa contro di essa (da qui le "crociate", la prima delle quali fu intrapresa da Carlo Magno contro i sassoni "pagani", e poi intraprese contro altri europei che osarono professare religioni non riconosciute ed approvate dal papa e solo in seguito esportate in medio oriente) il cristianesimo si lega ad un'idea di tutto rappresentata dal latino omnis tutto come insieme omogeneo e monolitico, senza parti che lo compongono.
    Quindi ti pregherei di rettificare il tuo lessico e di evitare id parlare di universalità e tradizione romana a sproposito

    Tra l'altro di fatto sostenendo la c.d. tradizione cristiano-romana di fatto sostieni l'esatto contrario dei "valori" in cui dici di riconoscerti

  5. #45
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    concedetemi fin da ora una certa durezza espressiva ed ideologica, sebbene sia giunta solo da poco su questo forum- per anni mi sono dedicata quasi esclusivamente alla religione indiana tradizionale, tuttavia considerate che la fonte da cui promanano certe forme di sapienza è la medesima...dunque quando ho letto la frase che dice più o meno 'con i nostri nemici dobbiamo scendere a patti' o cose del genere è sorto in me un grande disgusto- ma dov'è finito il vero spirito dell'aristocrazia antica che credeva in questo semplice ma fondamentale dettame "fare il maggior male possibile ai nemici e favorire al massimo grado gli amici" ?! e in questi tempi infausti c'è ancora bisogno di definire chi siano gli amici e chi i i nemici?! ma davvero credete, o meglio, davvero alcuni credono che con gli eterni nemici si debba scendere a compromessi solo per la grande distanza che intercorre fra noi e gli antichi?
    Sapete come i sacerdoti indiani definiscono coloro che si allontanano dai modelli divini per compromettersi con i nemici degli dei stessi?
    perciò se posso darvi un consiglio che ritengo davvero salutare e saggio, vi dirò innanzi tutto questo: i nemici vanno combattuti non corteggiati e se qualcosa merita la distruzione, sono proprio l'ignoranza e la falsità delle credenze dell'età volgare a meritarla- qualcosa di simile è successo già nell'antichità e mi stupisco che la Memoria o la Devozione non vi suggeriscano il quando e il dove...

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Per inciso, come ho già scritto altrove, il termine universale, riferito ad un epoca post-gentilitas, è del tutto errato e fuorviante: in latino universus rappresenta un tutto come insieme di parti distinte, che rimangono sempre e comunque distinte, anche se unite assieme. Questo concetto si adatta perfettamente alla gentilitas che può comprendere in sè appartenenti a culture, religioni e culti distinti, unendoli, ma mantenendone intatte e distinte le peculiarità.
    Dall'epoca cristiana in poi io parlerei di "omnità", non "universalità": il cristianesimo non ammette differenze, vuole distruggere tutte le identità e le peculiarità in nome dell'eguaglianza di tutte le creature umane di fronte a Dio. (Non a caso diversi Autori anche contemporanei hanno evidenziato ocme proprio il cristianesimo sia il motore che ha diffuso e fatto trionfare l'egualitarismo, ideologia madre del materialismo e del progressismo democratico.) Per il cristiano la diversità è il Male, per cui è giusto intraprendere una guerra santa contro di essa (da qui le "crociate", la prima delle quali fu intrapresa da Carlo Magno contro i sassoni "pagani", e poi intraprese contro altri europei che osarono professare religioni non riconosciute ed approvate dal papa e solo in seguito esportate in medio oriente) il cristianesimo si lega ad un'idea di tutto rappresentata dal latino omnis tutto come insieme omogeneo e monolitico, senza parti che lo compongono.
    Un inciso fondamentale, davvero ben spiegato, ma che non basta mai ripetere, purtroppo.

    Questo 'equivoco' ben sappiamo essere continuamente sfruttato, ed è possibile metterlo in parallelo analogico con la questione dell'Uno, e del 'Unico'(Solo).


    Approfitto per fare gli auguri a tutti per il Solstizio.

    Valete Optime!

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  7. #47
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    concedetemi fin da ora una certa durezza espressiva ed ideologica, sebbene sia giunta solo da poco su questo forum- per anni mi sono dedicata quasi esclusivamente alla religione indiana tradizionale, tuttavia considerate che la fonte da cui promanano certe forme di sapienza è la medesima...dunque quando ho letto la frase che dice più o meno 'con i nostri nemici dobbiamo scendere a patti' o cose del genere è sorto in me un grande disgusto- ma dov'è finito il vero spirito dell'aristocrazia antica che credeva in questo semplice ma fondamentale dettame "fare il maggior male possibile ai nemici e favorire al massimo grado gli amici" ?! e in questi tempi infausti c'è ancora bisogno di definire chi siano gli amici e chi i i nemici?! ma davvero credete, o meglio, davvero alcuni credono che con gli eterni nemici si debba scendere a compromessi solo per la grande distanza che intercorre fra noi e gli antichi?
    Sapete come i sacerdoti indiani definiscono coloro che si allontanano dai modelli divini per compromettersi con i nemici degli dei stessi?
    perciò se posso darvi un consiglio che ritengo davvero salutare e saggio, vi dirò innanzi tutto questo: i nemici vanno combattuti non corteggiati e se qualcosa merita la distruzione, sono proprio l'ignoranza e la falsità delle credenze dell'età volgare a meritarla- qualcosa di simile è successo già nell'antichità e mi stupisco che la Memoria o la Devozione non vi suggeriscano il quando e il dove...
    Solo fiorillo vuole scendere a patti con chi ha tentato di distruggere le nostre tradizioni!

  8. #48
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    Credevo di essere stato chiaro quando ho scritto che esistono mille sfumature della stessa Gentilitas, tante quanto è lunga la sua storia. Ma sembra che quando qualcuno canti fuori dal coro ciò non vi sta bene. Mi domando come pensiate di "aprirvi" al resto della popolazione. Voi avete aperto un libro di storia e ponendo il dito su un età a caso avete detto: "io voglio vivere qui!" Liberissimi di farlo, liberissimi di scegliersi un determinato periodo storico e riviverlo; come io sono liberissimo di seguire la storia e la realtà.

    Io sono cristiano, voi siate cristiani, i nostri genitori, i nostri cari e amici sono cristiani. Il cristianesimo vive in noi e noi siamo cresciuti in una società cristiana. Il cristianesimo non è il mio nemico, i cristiani non sono miei nemici, e se duemila anni fa i cristiani hanno perseguitato uomini che seguivano religioni da cui noi non discediamo (per via continuativa) questo non deve farmi apparire i cristiani come un nemico da eliminare. Io non posso essere contro un popolo per la sua fede, attribuendogli come unica colpa quella di credere a ciò che i loro antenati credevano: io sono contro il suo clero; e la cosa è molto diversa.

    Il cristianesimo quindi vive attorno a noi, e ci siamo cresciuti dentro. Ma da come vi esprimete voi, con questa sfacciata purezza, sembra che viviate fuori dal tempo, come se siate scresciuti in un'altra dimensione, fuori dalla realtà, o che veniate da qualche isola deserta dove non esiste cristianesimo e gli Dei si venerano come millenni fa.
    Io, che seguo il fiume della Storia, non posso che trovare tutto ciò surreale e curioso.

    L'unico che ha espresso un pensiero ottimo è stato Sideros: è vero, è nostro dovere tornare a quella purezza arcaica, tornare alle origini e recuperare ciò che da tempo abbiamo perso.
    Gli altri invece ribadiscono concetti letti da qualche parte, facendosi scudo con parole vuote sfuggono alla realtà della questione: la Storia è una percorso inarrestabile, è impossibile negare ciò ch'è avvenuto. Possiamo tornare a quell'originarietà arcaica e continuare il viaggio, ma non possiamo vivere nel passato e nagare ciò ch'è stato.
    Ripeto: potete fare rivivere un determinato periodo della storia, neo-paganesimo, ma non parlatemi di purezza, non fate con me quei bei discorsi, perché stiamo tutti sullo stesso piano.
    A meno che uno di voi non è spuntato direttamente dal II secolo d.C., allora capisco che mi parli di purezza e ignori il cristianesimo e la storia


    A qualcuno sembra non essere piaciuta la mia idea di "scendere a patti". Come ho gia detto, il cristianesimo non è il nemico, a meno che non siate pronti a dar cortellate alla vostra stessa madre!
    La maggioranza della popolazione è cristiana, e se vogliamo aprirci a loro non possiamo farlo di certo al grido "cristiani tutti appesi!" al massimo grideremo "cloro al clero!"... e qui si vede tutta la mia Universalità, accettare sotto un unico vessillo religioni e culture diverse, e tollerarle per ciò che sono; a differenza del vostro Cosmopolitismo, il nuovo minestrono neo-gentile (da oggi sarebbe meglio parlare di neo-gentilità finquando non mi poratate le prove che discendete ininterrotamente dall'Antichità).
    Questi cattivoni dei cristiani non hanno per nulla distrutto le nostre tradizioni, siamo noi che vogliamo riappropiarci di esse.

    La mia pragmaticità mi fa vedere le cose come sono, e le scelte che faccio tendono a un fine realista e razionale. Anche a me sarebbe piaciuto vivere ai tempi di Romolo, ma sono nato in quest'era, ahimè! e non posso negare tutto ciò ch'è avvenuto prima di me e che ha tanto da insegnarci. Questa è la Storia, è la realtà, non possiamo raggirarla.


    Comunque, vi piaccia o no, questo è il mio pensiero, e fatela finita con tutti quei bei discorsi, che tanto non riuscirete mica a portarmi nella realtà parallela che vi siate creati!
    Adesso sarei curioso di sentire la vostra "visione", su cosa si basa la vostra neo-gentilità, da dove proviene tutto questo "noi siamo duri e puri!" Ora illuminatemi voi!


    Valete Optime in Pax Deorum!




  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Io sono cristiano, voi siate cristiani, i nostri genitori, i nostri cari e amici sono cristiani.


    caro Fiorillo, non trasferire il tuo personale universo sugli altri.

    Innanzitutto, a prescindere da noi, quanto scrivi è irreale.

    C'e' una verniciatura esteriore e consuetudinaria di cristianesimo, solo a chiacchere. Anche chi si dice cristiano, o addirittura lo proclama e si sente, pensa vive ed agisce (e crede) in modo ben diverso dai dettami evangelici o chiesastici. (e non lo dico con tristezza ma con totale indifferenza).

    Quanto al mio essere cristiano, o i miei cari, dici cose davvero divertenti :
    i miei figli non sono battezzati, sono stati riconosciuti e Nominati secondo il rito gentile, vivono tranquillamente come qualsiasi bimbo di famiglia atea, buddista etc. mio figlio mi assiste nei riti familiari come Camillus.. etc. lo stesso altri miei parenti diretti.. senza contare che ho centinaia di amici 'pagani' e non cristiani.

    ti assicuro che viviamo benissimo senza 'Cristo', e sospetto che tu abbia
    scarsa conoscenza diretta della tranquillità e serenità di tante famiglie spiritualmente TOTALMENTE a-cristiane.

    Essere a-cristiano, non significa essere 'anticristiano' o vedere il nemico.
    Le chiese sono mie 'nemiche' esclusivamente quando vogliono imporre la sharia o i dogmi ecclesiastici su tutti, anche su chi non è loro fedele.

    Per il resto ci dovrebbe essere esclusivamente una cordiale indifferenza.

    Non capisco tutto questa focosità, e non capisco il perchè insistere nel fare il 'profeta' di come dovrebbe essere e di cosa dovrebbero 'sentire' i gentili.

    Perchè piuttosto non pensi a risolvere le tue equazioni personali, ed il tuo spazio interiore?

    Magari il Nazareno per te è una figura importante, significativa a livello spirituale, se qui, il galileo per noi non è niente di speciale, invece che continuare a tuonare dovresti guardarti dentro e .. forse, intraprendere altri tipi di contatti a te piu' consoni.


    Vale Optime!

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  10. #50
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    Sono contento che abbiate trovato pace e serenità nelle vostre piccole comunità, ma ciò non toglie il fatto che per ottenere quei "numeri" tanto sognati, prima o poi si dovrà entarare in contatti con il resto del mondo, una massa che non ha mai avuto contatti con la Gentilità.
    Quindi il mio è più un discorso "politico"; sulla Natura degli Dei e la spiritualità vostra non m'intrometto.

    In quanto al Cristo, per mia religiosità panteista e universale, lo riconosco e lo rispetto in quanto un Nume dei cristiani.

    Se io continua a fare qui questi discorsi è perché, lontani da personali idee politiche e di amministrazione, gli Dei e i Riti dei nostri Antenati ci accomunano tutti, e condividere un pensiero con uomini che celebrano le stesse mie festività è una cosa bellissima.

    Valete Optime.

 

 
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