



«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.














Roma, 7 dic. (Apcom) - "Prima che accada l'irreparabile, a garanzia della mia credibilità personale, professionale e politica, mi vedo costretto a denunciare pubblicamente una gravissima violazione che la Giunta delle Elezioni del Senato si accinge a consumare nella prossima seduta già fissata per il prossimo 10 dicembre alle ore 16, con previsione di proseguimento ad oltranza fino a definitiva decisione. In detta seduta, infatti, la Giunta procederà finalmente a decidere sui numerosi ricorsi pendenti in materia elettorale". E' la denuncia del senatore Roberto Manzione componente della giunta per le elezioni del Senato.
"Per comprendere la gravità dei fatti, occorre ricordare che la Giunta delle Elezioni è l'unico organismo previsto dal nostro ordinamento - aggiunge Manzione - per decidere in merito ai ricorsi presentati da coloro che ritengano di essere stati lesi nei loro diritti essenziali, non essendo prevista altra possibilità di accesso ad organismi giurisdizionali. Svolgendo, quindi, la Giunta funzioni paragiurisdizionali in unico grado (non è possibile alcun appello avverso le decisioni della Giunta), ho più volte evidenziato, formalmente ed a verbale, che nella Giunta esistono gravissime posizioni di conflitto di interesse, atteso che un componente dell'organismo decidente sui ricorsi sarebbe direttamente interessato all'esito degli stessi. Tale macroscopica violazione delle elementari garanzie che ogni stato di diritto dovrebbe prioritariamente assicurare, è stata da me più volte denunciata pubblicamente ai componenti della Giunta, è stata più volte rappresentata ai vertici del senato e segnalata, per quanto di ragione, anche al Capo dello Stato, nella sua qualità di supremo garante dei principi costituzionali. Ma tutto, purtroppo, inutilmente".
"Appare ridicolo che questo Paese, ed il mondo della politica in particolare, si indigni per il comportamento di alcuni magistrati quali De Magistris e la Forleo che, a dire di tanti, avrebbero violato regole comportamentali nel loro operato, minando la credibilità delle istituzioni, e nessuno invece si indigni che, nel mondo della politica, a qualcuno venga invece consentito di amministrare giustizia per se stesso. E mentre il presidente Venezuelano Hugo Chavez - conclude Manzione - ha dovuto rispettare quelle regole costituzionali che non è riuscito a cambiare con il referendum, in Italia la costituzione viene semplicemente sospesa per alcuni. Quello che accadrà lunedì merita le stesse parole usate da Chavez, perché se qualcuno avrà la sua vittoria in Giunta, con gli imbrogli ed i soprusi, quella sarà una vittoria di M..... Ed a perdere non saranno i ricorrenti, ma quella credibilità delle istituzioni che viene svenduta quotidianamente e che, purtroppo, nessuno si preoccupa più di tutelare".
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