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Discussione: Reggio Emilia SVEGLIA!

  1. #11
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    ieri sera al programma tv della COLO' c'erano varie rappresentanza di etnie residenti in itaglia e due signore di reggio emilia.

    La "bagarre" si è avuta dopo il solito intervento vittimista della zingara-rom che asseriva che siamo noi a non volere la loro integrazione.
    Le ha risposto un Tuzi africano dicendole di smetterla perchè se gli zingari continuano a "rompere le scatole e a non volere integrarsi è ovvio che gli itagliani li tengono alla larga"!!!

    La Colò spingeva molto sui problemi di integrazione intesi come "chi entra deve rispettare i padroni di casa" ottenendo vari consensi soprattutto dai rappresentanti subsahariani.

    Interessante l'intervento delle due signore di REGGIO EMILIA secondo cui i problemi di integrazione ci sono "perchè gli stranieri fanno fatica a pagare le rate condominiali e gli altri si arrabbiano"....

    O MA COME SIETE MESSI!!! il partito vi ha cotto il cervello al microonde? SVEGLIAAAAAA

  2. #12
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    Mi sembra che Reggio stia rischiando di fare la fine che stava facendo Parma a metà anni '90, quando amministrazioni (di centrosinistra, tipicamente le amm.ni Lavagetto) non facevano letteralmente nulla per la città: nessuna infrastruttura, nessun nuovo progetto, accettazione supina dello stato di decadenza civile della città. Nemmeno per il sociale, cavallo di battaglia del centrosx, si è mai fatto nulla. Lo zero assoluto in tutto. Quel poco che si faceva erano dei danni.
    La fermata AV? No, non serve; tangenziali degne di tal nome? no non servono, facciamole a due corsie in mezzo alle case con 10 rotonde in 2 km e nemmeno in tutti i quadranti della città; nessuna nuova idea per la città, anche una semplice pista ciclabile o la razionalizzazione del traffico urbano. Nuovi marciapiedi o semplicmente asfalti? macché. Nessuno sviluppo dei mezzi pubblici, nessuna nuova linea o servizio innovativo.
    Sembrava che il compito delle amministrazioni di quel tempo fosse quello di soffocare le aspirazioni di crescita della città. Anzi, si doveva inculcare alla città una mentalità di grosso paese di provincia, che non poteva permettersi particolari aspirazioni.
    I cittadini di Parma se ne sono accorti, ed è più di 10 anni che non li votano.

    A Reggio le fette di prosciutto sugli occhi sono ancora troppo spesse...tutti si lamentano degli extra che soffocano il centro, del traffico (la tangenziale, almeno il pezzo esistente, finisce in un quartiere industriale dove se ti va bene ci vuole un quarto d'ora per fare 2 km), ecc e poi in cabina non cambia mai niente. Ma c'me ela?

  3. #13
    Mulino Bianco
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    Ciao, paul_01, benvenuto.

    Non conosco personalmente le realtà di Parma e Reggio che hai nominato, ma il tuo ragionamento è ampiamente condivisibile.

    Per molti aspetti la stessa cosa avviene a Bologna

  4. #14
    Emiliano-Luneziano
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    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    Mi sembra che Reggio stia rischiando di fare la fine che stava facendo Parma a metà anni '90, quando amministrazioni (di centrosinistra, tipicamente le amm.ni Lavagetto) non facevano letteralmente nulla per la città: nessuna infrastruttura, nessun nuovo progetto, accettazione supina dello stato di decadenza civile della città. Nemmeno per il sociale, cavallo di battaglia del centrosx, si è mai fatto nulla. Lo zero assoluto in tutto. Quel poco che si faceva erano dei danni.
    La fermata AV? No, non serve; tangenziali degne di tal nome? no non servono, facciamole a due corsie in mezzo alle case con 10 rotonde in 2 km e nemmeno in tutti i quadranti della città; nessuna nuova idea per la città, anche una semplice pista ciclabile o la razionalizzazione del traffico urbano. Nuovi marciapiedi o semplicmente asfalti? macché. Nessuno sviluppo dei mezzi pubblici, nessuna nuova linea o servizio innovativo.
    Sembrava che il compito delle amministrazioni di quel tempo fosse quello di soffocare le aspirazioni di crescita della città. Anzi, si doveva inculcare alla città una mentalità di grosso paese di provincia, che non poteva permettersi particolari aspirazioni.
    I cittadini di Parma se ne sono accorti, ed è più di 10 anni che non li votano.

    A Reggio le fette di prosciutto sugli occhi sono ancora troppo spesse...tutti si lamentano degli extra che soffocano il centro, del traffico (la tangenziale, almeno il pezzo esistente, finisce in un quartiere industriale dove se ti va bene ci vuole un quarto d'ora per fare 2 km), ecc e poi in cabina non cambia mai niente. Ma c'me ela?
    Paul come al solito ci azzecca in pieno. Sono anni che anche il sottoscritto ripete le stesse cose, quindi non posso che condividerle al 100%. A Parma l'abbiamo scampata bella circa 10 anni fa e oggi la città è in piena crescita, più bella e con un futuro davanti. Purtroppo ancora troppa gente ragiona con la tessera in tasca e non con la logica ma per ora sono ancora in minoranza e basta recarsi a Parma per rendersi conto che resteranno minoranza ancora per molto tempo

    A proposito di Reggio vi riporto questa allucinante intervista fatta a Lamberto Rabitti, consulente Sviluppo Distribuzione Confcommercio di Reggio Emilia; Leggetale bene

    Dott. Rabitti, cosa sta succedendo al commercio reggiano?
    Succede che il commercio reggiano soffre di più del commercio nazionale e che quindi guarda le cose in un'ottica piuttosto buia.
    Oggi emerge molto chiaramente che il commercio reggiano sta soffrendo profondamente.
    Se poi, abitando a Sant’Ilario, vado a vedere cosa succede a Parma, non c'è paragone: noi abbiamo un centro storico che fa paura!

    In che senso?
    Nel senso che noi abbiamo una via Emilia Santo Stefano che quando la percorriamo abbiamo la sensazione di entrare a Beirut, non di entrare in una città italiana, non possiamo negarlo.
    Pensi che circa un anno e mezzo fa ho elaborato un video per conto di Confcommercio paragonando Reggio e Parma e da tale lavoro è emerso che la gestione delle due città è decisamente diversa. E da qui i risultati diversi sono ovvi con tanto di guadagno anche per il commercio parmigiano rispetto al nostro.

    Perché a Parma il commercio va meglio rispetto a Reggio Emilia?
    Personalmente sono convinto che in parte sia dovuto ad una situazione storica, nel senso che a Parma c'è da sempre una certa vocazione ai consumi più forte rispetto a Reggio; in parte credo sia dovuto anche al turismo che ha fatto più osmosi muovendo maggiormente le cose.
    Ma c'è un fattore che a mio avviso è molto importante: le scelte di Reggio di tanti anni le stiamo pagando ora: noi abbiamo avuto Stalin a Reggio per cinquant'anni, ora non possiamo certo dire che, per il semplice fatto che oggi si guardano le cose in modo diverso, è cambiato tutto. Per cambiare una città ci vogliono decine di anni.
    Se adesso sono ancora in fase di stallo, indecisi se fare o non fare perché ci sono due anime che tirano da una parte e dall'altra, non si va molto lontano.
    Bisogna fare qualcosa assolutamente.

    Perché secondo lei in centro storico molti negozi a Reggio stanno soffrendo e tanti hanno chiuso o stanno chiudendo?
    Le motivazioni sono diverse. Innanzitutto perché il centro storico di Reggio dal punto di vista dell'accessibilità non è nulla di speciale. Ripeto, se vado a Parma, metto l'auto al parcheggio Toschi, faccio due passi e sono in Ghiaia; se metto la macchina in un altro parcheggio faccio due passi e mi trovo subito in un altro luogo del centro storico.
    A Reggio obiettivamente i problemi relativi ai parcheggi esistono ostacolando l’accesso al centro. Un'altra ragione riguarda la cura che è stata data alla presentazione della nostra città, perché spero che curare il centro non si sia inteso con il piazzare delle panchine qua e là…
    Altra cosa: guardiamo le facciate dei nostri palazzi. Fanno schifo. Se ad esempio il Sindaco di Reggio proponesse di non far pagare l'ICI per dieci anni ai proprietari che ristrutturano le facciate di certi palazzi entro sei mesi, almeno si avrebbe la possibilità di aprire un negozio in un luogo di qualità. Ovvio che un imprenditore ci pensa bene prima di aprire un negozio in un luogo fatiscente.

    Anche gli affitti non aiutano l'apertura di nuovi negozi...
    Certo, anche gli affitti significativi non aiutano e lo dimostrano i buchi che ci sono... ma c’è anche da dire che è l’ambiente proprio che non è attraente.
    Qui è stato tutto lasciato troppo “alla natura”: abbiamo questa street che è “obelisco-grattacielo” e basta. Non c'è nessuna nervatura, mentre se si va a Parma c'è sì la stessa street, ma è tutta innervata da delle piccole vie che sono molto vivaci. La nostra via Farini a Reggio comincia ora ad avere un po' di vivacità, ma è l'unica. Le altre sono vie spesso semivuote, male illuminate, con posti davvero brutti.



    Un nuovo progetto, Reggio in Lunezia! Subito!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lunezia

  5. #15
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    Grazie pramsan...del resto penso che la situazione sia fin troppo ovvia: avevamo al governo della città una cricca di potere asservita a Bologna (intesa come centro politico regionale non come città).
    Non voglio dire che ora sia tutto rose e fiori, ma almeno un merito le ultime amministrazioni l'hanno avuto: ridare fiducia alla città.

    A Reggio c'è un problema: il voto per la sinistra è una religione, un credo che si deve recitare in cabina elettorale e che va aldilà di ogni razionalità. Parma, seppur fondamentalmente di sinistra (a parte che alle ultime elezioni la partita sui comuni è stata vinta 31-15 per il pdl+lega), c'è sempre stato più equilibrio.

  6. #16
    Emiliano-Luneziano
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    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    Grazie pramsan...del resto penso che la situazione sia fin troppo ovvia: avevamo al governo della città una cricca di potere asservita a Bologna (intesa come centro politico regionale non come città).
    Non voglio dire che ora sia tutto rose e fiori, ma almeno un merito le ultime amministrazioni l'hanno avuto: ridare fiducia alla città.
    Giusto e aggiungo "agire in autonomia dalla cricca bolognacentrica", anche se questo ci è costa continue liti con l'"apparato centrale" allo stesso tempo ha fatto aprire gli occhi ai parmigiani. Che ne dici di organizzare un concorso fotografico sulle differenze in termini di estetica, funzionalità, avvenimenti culturali, divertimento, attrattiva turistica, possibilità di impiego, speranze future......rispetto a 10 anni fa?

    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    A Reggio c'è un problema: il voto per la sinistra è una religione, un credo che si deve recitare in cabina elettorale e che va aldilà di ogni razionalità. Parma, seppur fondamentalmente di sinistra (a parte che alle ultime elezioni la partita sui comuni è stata vinta 31-15 per il pdl+lega), c'è sempre stato più equilibrio.
    Aggiungo che a Parma inoltre sono diventati pragmatici e la grande fortuna viene dal fatto che il più contestato dei difetti dei parmigiani (il loro amore storico e senza misura per la propria città), alla fine è risultato essere il più grande alleato al cambiamento. Stanchi di vedere la città deperire è stato sufficiente che qualcuno lavorasse per la città come un "vero" parmigiano e non come un funzionario di partito assoggettato ai dogmi di Bologna per dare la sveglia a tutta la città.

  7. #17
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    guardate sono stato a Parma la settimana scorsa per motivi di lavoro ed ho sostato per tutto il giorno in centro.
    Ciò che ha attirato immediatamente la mia attenzione è stato il "clima sereno" che vedevo sulle facce della gente che camminava.
    Molti giovani, tutti di BELLA PRESENZA (non come a bologna), tutti sorridenti, un centro storico che era un vero vivo camminatoio di gente per bene. Come dovrebbe essere e come era Bologna fino, circa, alla gestione del mezzo ventennio di Vater Vitali.
    Certamente anche Parma avrà i suoi problemi, per carità, ma devo dire, facendo un raffronto con Bologna, che si vede ad occhio la situazione di "autonomia mentale" dei parmensi rispetto all'omologazione partitocratico-PDrasta del resto della nazione.
    Andate avanti così che va bene. Non mi riferisco al colore della giunta, ma al fatto che avete fatto capire ai vostri concittadini cosa significa una mentalità autonomista: amore per la propria terra, le proprie abitudini, tradizioni, costumi. E la capacità anche, a volte, di dire NO quando le cose non vanno come logica vorrebbe.



    INSOMMA IL CONTRARIO DI REGGIO.....

  8. #18
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    Caro FLNE, è proprio così. Non conosco Bologna, ci sono stato solo 3 o 4 volte, quindi non parlo. Conosco 2 o 3 bolognesi: ogni volta che li vedo non fanno altro che parlar male del'attuale sindaco e dello stato di degrado (loro parlano proprio di "degrado") della città. Forse "degrado" è esagerato...cmq ho capito cosa intendono dire.

    In ogni caso a Reggio si respira proprio un'aria di omologazione totale al sistema partitico e alle sue volontà. Nessuno sviluppo, nessuna voglia di far emergere eccellenze o di attirare la gente in città. Nessun amore per la propria terra. Mi sono stupito, un anno fa, quando ho fatto un giro in centro a Reggio di sera: io penso di non aver incontrato neanche un reggiano, ed ero in pieno centro città!

    Il rischio che corre Parma è di credersi più grande di quello che è, la solita grandeur parmense. Tuttavia, era davvero troppo tempo che i parmigiani erano omologati, anche loro, al sistema.
    I parmigiani hanno comunque dimostrato che l'attaccamento al partito passa in secondo piano rispetto all'attaccamento alla città, e che non basta candidare il braccio destro di Errani (Alfredo Peri) o una delle più importanti senatrici del csx (la Soliani) per vincere. Ci si confronta sulla città e sui progetti, cosa che a Reggio vedo ancora molto difficile.
    Arsan, dat 'na mosa! Desdet!

  9. #19
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    notizia da èTg regione di oggi:
    a Reggio Emilia vogliono fare una legge anti-prostituzione e una per limitare la distribuzione illecita di alcol da parte dei kebbab-center.

    Una domanda: nel 2009 per caso si vota anche a Reggio?

  10. #20
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    non vado in centro a Parma da parecchio quindi su quella città non mi posso esprimere, ma a Reggio ci vivo e lavoro, posso dire la mia.

    La situazione non è così tragica come la si descrive (o meglio, è più o meno tragica a seconda della zona che si prende in considerazione), i problemi di Reggio sono essenzialmente questi:

    1) Inaccessibilità del centro: I grandi parcheggi (Zucchi, Polveriera, Boario) sono serviti da minibus gratuiti che traghettano le persone in centro. Tuttavia non sono sufficienti. Inoltre temo che la giunta abbia fatto un errore puntando esclusivamente sulle piste ciclabili danneggiando il trasporto pubblico. Si sarebbero dovute realizzare corsie preferenziali per gli autobus e soprattutto impedire nelle ore di punta a chi non fa una sega di girare liberamente per la circonvallazione e le vie adiacenti (creano traffico e inquinano, quindi allargare il discorso oltre il vigile elettronico messo per la sola Z.T.L.), se vogliono muoversi devono prendere il tram. Io pur avendo una linea quasi diretta con il lavoro non la prendo: tempi di percorrenza troppo lunghi (oltre mezz'ora) rispetto a quanto ci metto in motorino (10/15 minuti), macchina non se ne parla. Bisogna realizzare parcheggi nei pressi dei capolinea degli autobus ed essere più ferrei (perchè ricordo che c'è anche il problema inquinamento) con chi cazzeggia in auto: salvaguardare chi la usa per lavorare e punire chi la usa per i fattacci propri. Infine un bel controllo a tappeto per i permessi ai portatori di handicap, poichè ci sono molti più permessi che portatori di handicap a mio parere.

    2) Percezione di insicurezza: dico percezione, perchè in realtà la città non è così insicura come dicono. Diciamo che sono "le facce" che si vedono in giro a far paura. Girando di sera si ha un po' paura ma a mio modo di vedere se si presta attenzione non c'è nulla di cui preoccuparsi.

    3) Zona stazione: si ricollega al due, essendo abitata al 95% da famiglie immigrate la zona della stazione ferroviaria sarebbe da riqualificare ma lì ovviamente c'è poco da fare, nel senso che non si può di certo espropriare le case. E' una zona dove molti immgrati vivono e rifiutano l'integrazione

    4) Esercizi commerciali: cominciamo col dire che c'è crisi di consumi anche perchè i prezzi sono esagerati, ma il problema è generato dai punti precedenti. In più nel centro oltre ad una ristretta cerchia di famiglie reggiane "storiche" e benestanti il resto sono tutti stranieri (spesso abusivi in casa di reggiani che gliela danno in affitto), e quindi la diretta conseguenza è che i consumi sono ridotti: gli stranieri spesso comprano solo da connazionali (in pratica la zona della stazione è una città a se, chiusa e che rifiuta in massima parte l'integrazione)

    5) Presenza di non-reggiani: chi ha detto che non ha visto un solo reggiano in giro di sera (ma anche di giorno durante l'orario lavorativo) non si è sbagliato: siamo pochi, oltre al 10% di stranieri c'è un'altra buona fetta di popolazione (notoriamente quella più fancazzista che non ha niente da fare ed è sempre in giro) di origine prettamente meridionale. Non voglio generalizzare, ne conosco parecchi che sono ottimi lavoratori e che sono grati a Reggio per averli "accolti" nella fuga dalla miseria del sud, ma ce ne sono altri che "sputano" sulla città, la trattano male, non la amano, non la rispettano... anche qui c'è da fare poco.

    6) Campi nomadi: ce ne sono, ce ne sono. E da come la vedo il problema dell'insicurezza ha origine da qui... molti zingari e rom non hanno un reddito e vivono di non si sa bene cosa. Forse sarebbe opportuno censirli per bene e localizzare quelli che non hanno un reddito con cui vivere e costringerli ad andarsene. Sarebbe l'unica forse, ma la giunta non lo vuole fare.

    Infine, pur essendo di csx, non sono assolutamente soddisfatto di come la giunta affronta (o non affronta) i problemi, difatti non li voterò alle prossime (2009). Però non sono nemmeno soddisfatto di come fanno opposizione i politici del centrodestra (aria fritta, non una proposta alternativa in 4 anni, ZERO, ma sempre la solita tiritera della "mafia rossa", del clientelismo, della malagestione bla bla bla...) quindi penso mi asterrò o voterò una civica perchè la città viene prima.

 

 
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