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Discussione: Te lo do io il PIL!

  1. #1
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    Predefinito Te lo do io il PIL!

    La tesi secondo cui si può giudicare la politica economica di un Governo in base ai risultati sul PIL, è da più parti ritenuta, per vari motivi, per nulla attendibile.
    Tra le ragioni che, a tal fine, determinano lo scarso valore del dato, c’è la bassa incidenza, sul valore finale, derivante dalle politiche economiche dei governi (pochi decimali) ma, soprattutto, il metodo utilizzato per ricavarlo.
    La variazione, in termini percentuali, si ottiene, infatti, dal confronto tra la quantità (PIL in termini reali) ed i prezzi (PIL nominale), in rapporto al numero indice dei prezzi, oppure, al numero indice delle quantità prodotte. Indici che, nell’impossibilità di essere determinati con precisione, introducono una sostanziale approssimazione al valore ottenuto.
    Inoltre bisogna tener conto che, secondo alcune stime, il 30% del PIL Italiano non è misurato dalla contabilità ufficiale. Sono le transazioni illegali - per principio non considerate nel calcolo del PIL - di norma pagate in contanti, il cui rapporto, evidentemente, aumenta, quanto più grande é la quota di economia sommersa.

    Senza considerare che non sempre meno PIL significa meno benessere o, viceversa, più PIL equivale a più progresso (e quindi più benessere). Affermazione che trova riscontro nel confronto tra i grafici (che ad alcuni piacciono tanto), riferiti al periodo 2000-2008, sull’andamento del PIL e quello dei Consumi delle famiglie.

    Si noterà che i consumi aumentano in controtendenza con l’andamento del PIL e che quindi le famiglie, in periodo di “apparente” depressione, spendono di più.
    Come è possibile?

    La risposta è meno difficile di quanto possa apparire e senza bisogno di scomodare economisti di mestiere e della domenica. Allo scopo bastano i “conti della serva”: un semplice confronto tra l’andamento della pressione fiscale e il PIL.

    Da questi dati si ricava che, durante i governi della sinistra, c’è una certa crescita del PIL ma, nel contempo, cresce la pressione fiscale.
    E’ importante precisare che il valore di quest’ultima, si ottiene dal rapporto tra le entrate dello Stato (fisco) e la ricchezza prodotta (PIL).
    Tornando ai conti della serva, ci si aspetterebbe che se il PIL aumenta, a parità di gettito fiscale (tasse pagate), la pressione diminuisca e viceversa.

    Tra la fine del 1994 e il 2001, governati dal Centro Sinistra, la pressione fiscale, rispetto agli anni precedenti, è costantemente più elevata, con un picco del 43,67% (!) nel 1997: Governo Prodi (17 maggio1996 - 21ottobre1998) con Vincenzo Visco alle Finanze (sorpresi?).
    Nel periodo 1995-2000, il PIL ha un incremento medio del 2,06% certamente migliore dello striminzito 0,88%, ottenuto dal Centro Destra, tra il 2001 e il 2005.
    Perché, allora, l’aumento della pressione fiscale?
    Qualche ritocchino alle aliquote e l’introduzione di nuovi balzelli ed il gioco è fatto.

    Già, ma com’è che nel 2009 con il Centro Destra, malgrado le promesse di riduzione, la pressione aumenta?
    Facciamo ancora i conti della serva.

    Il PIL (sempre lui) nel 2008 registra un calo di quasi un punto e nel 2009 di circa 5 punti.
    Già questo (con uguale livello d’imposizione) porterebbe all’aumento del valore della pressione fiscale.
    Ricordate la “Robin Hood Tax” (2008)? E lo “Scudo fiscale” del 2009?
    Bene, se ricordate, saprete anche che da tali “manovre” il Fisco ha incassato qualche “migliaio di milioni” di euro, contabilizzati,evidentemente, tra le entrate dello Stato.
    Devo aggiungere altro?

    Alla fine della fiera, durante i governi di CSX, il PIL aumenta ma aumentano (e di tanto) anche le tasse: il cittadino medio ha meno soldi in tasca e quindi spende meno.
    Dovrebbe stare meglio perché il PIL è più alto? Mi pare proprio di no. Vuoi mettere?

    "Fiato alle trombe, Turchetti!"
    Ultima modifica di Ironman; 26-03-10 alle 12:56
    Ironman

    La differenza tra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti. - Albert Einstein

  2. #2
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    si stava meglio con Prodi
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  3. #3
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    Citazione Originariamente Scritto da Ironman Visualizza Messaggio
    La tesi secondo cui si può giudicare la politica economica di un Governo in base ai risultati sul PIL, è da più parti ritenuta, per vari motivi, per nulla attendibile.
    Tra le ragioni che, a tal fine, determinano lo scarso valore del dato, c’è la bassa incidenza, sul valore finale, derivante dalle politiche economiche dei governi (pochi decimali) ma, soprattutto, il metodo utilizzato per ricavarlo.
    La variazione, in termini percentuali, si ottiene, infatti, dal confronto tra la quantità (PIL in termini reali) ed i prezzi (PIL nominale), in rapporto al numero indice dei prezzi, oppure, al numero indice delle quantità prodotte. Indici che, nell’impossibilità di essere determinati con precisione, introducono una sostanziale approssimazione al valore ottenuto.
    Inoltre bisogna tener conto che, secondo alcune stime, il 30% del PIL Italiano non è misurato dalla contabilità ufficiale. Sono le transazioni illegali - per principio non considerate nel calcolo del PIL - di norma pagate in contanti, il cui rapporto, evidentemente, aumenta, quanto più grande é la quota di economia sommersa.

    Senza considerare che non sempre meno PIL significa meno benessere o, viceversa, più PIL equivale a più progresso (e quindi più benessere). Affermazione che trova riscontro nel confronto tra i grafici (che ad alcuni piacciono tanto), riferiti al periodo 2000-2008, sull’andamento del PIL e quello dei Consumi delle famiglie.

    Si noterà che i consumi aumentano in controtendenza con l’andamento del PIL e che quindi le famiglie, in periodo di “apparente” depressione, spendono di più.
    Come è possibile?

    La risposta è meno difficile di quanto possa apparire e senza bisogno di scomodare economisti di mestiere e della domenica. Allo scopo bastano i “conti della serva”: un semplice confronto tra l’andamento della pressione fiscale e il PIL.

    Da questi dati si ricava che, durante i governi della sinistra, c’è una certa crescita del PIL ma, nel contempo, cresce la pressione fiscale.
    E’ importante precisare che il valore di quest’ultima, si ottiene dal rapporto tra le entrate dello Stato (fisco) e la ricchezza prodotta (PIL).
    Tornando ai conti della serva, ci si aspetterebbe che se il PIL aumenta, a parità di gettito fiscale (tasse pagate), la pressione diminuisca e viceversa.

    Tra la fine del 1994 e il 2001, governati dal Centro Sinistra, la pressione fiscale, rispetto agli anni precedenti, è costantemente più elevata, con un picco del 43,67% (!) nel 1997: Governo Prodi (17 maggio1996 - 21ottobre1998) con Vincenzo Visco alle Finanze (sorpresi?).
    Nel periodo 1995-2000, il PIL ha un incremento medio del 2,06% certamente migliore dello striminzito 0,88%, ottenuto dal Centro Destra, tra il 2001 e il 2005.
    Perché, allora, l’aumento della pressione fiscale?
    Qualche ritocchino alle aliquote e l’introduzione di nuovi balzelli ed il gioco è fatto.

    Già, ma com’è che nel 2009 con il Centro Destra, malgrado le promesse di riduzione, la pressione aumenta?
    Facciamo ancora i conti della serva.

    Il PIL (sempre lui) nel 2008 registra un calo di quasi un punto e nel 2009 di circa 5 punti.
    Già questo (con uguale livello d’imposizione) porterebbe all’aumento del valore della pressione fiscale.
    Ricordate la “Robin Hood Tax” (2008)? E lo “Scudo fiscale” del 2009?
    Bene, se ricordate, saprete anche che da tali “manovre” il Fisco ha incassato qualche “migliaio di milioni” di euro, contabilizzati,evidentemente, tra le entrate dello Stato.
    Devo aggiungere altro?

    Alla fine della fiera, durante i governi di CSX, il PIL aumenta ma aumentano (e di tanto) anche le tasse: il cittadino medio ha meno soldi in tasca e quindi spende meno.
    Dovrebbe stare meglio perché il PIL è più alto? Mi pare proprio di no. Vuoi mettere?

    "Fiato alle trombe, Turchetti!"
    ahahahaha ma da dov'è uscita sta marea di boiate?

  4. #4
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    si stava meglio con Prodi

    Si, con Prodi c'era la vera lotta all'evasione fiscale. Eravamo tutti uguali e tutti ricchi.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  5. #5
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  6. #6
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    Citazione Originariamente Scritto da Ironman Visualizza Messaggio
    Inoltre bisogna tener conto che, secondo alcune stime, il 30% del PIL Italiano non è misurato dalla contabilità ufficiale. Sono le transazioni illegali - per principio non considerate nel calcolo del PIL - di norma pagate in contanti, il cui rapporto, evidentemente, aumenta, quanto più grande é la quota di economia sommersa.

    Mi fermo a questa STRONZATA per capire il tipo di articolo che è..
    Ultima modifica di Razionalista; 26-03-10 alle 13:45
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  7. #7
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    si stava meglio con Prodi
    Vuoi mettere i tempi della "Malano da bere"?!?

    Scusate, ma abbiamo ancora territorio da cementificare, acqua e aria da inquinare, energia a basso costo per produrre beni di consumo e altro PIL ?

    Spesso sento la sinistra pretendere una casa popolare per tutti, compresi i "migranti" sempre più numerosi e senza un tetto limite... però nello stesso intervento vorrebbero bloccare la cementificazione del territorio.

    Hanno forse in progetto case sotterranee?
    ... e dove conferirebbero la terra da scavo?
    Ultima modifica di ugolupo; 26-03-10 alle 13:45
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    LINK!!!!!!!!
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  9. #9
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!


    Questa è una critica ragionata al PIL.. Rimane il fatto che è l'indicatore che approssima maggiormente (ma non completamente) lo stato economico di un paese.. Senza produzione non puoi fornire servizi pubblici... due paesi POSSONO e DEVONO essere comparati per PIL e PIL pro capite, ben consci che non è TUTTO, ma comunque è MOLTO.
    Ultima modifica di Razionalista; 26-03-10 alle 13:51
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  10. #10
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    Predefinito Rif: Te lo do io il PIL!

    "Ci avevano insegnato ad occuparci solo del prodotto interno lordo perché poi quest’ultimo si sarebbe preso cura della povertà. Ribaltiamo questa opinione, occupiamoci della povertà perché ciò, a sua volta, si prenderà cura del prodotto interno lordo. In altri termini, preoccupiamoci del contenuto del prodotto lordo, ancor più che del suo tasso di incremento", scriveva l'economista pakistano Mahbub ul Haq nel 1971, mettendo in dicussione l'idea comunemente accettata che la ricchezza e lo sviluppo di una comunità fossero basati unicamente sulla quantità di merci e servizi prodotti e messi a disposizione dei suoi componenti.
    "A rising tide lifts all boats", affermò il presidente degli USA John Kennedy in un discorso del 1963. Il mare in questione è la produzione nazionale, e le barche rappresentano il destino dei singoli: può non migliorare la condizione di ogni individuo, quando aumenta la ricchezza collettiva?
    Economisti come Streeten, Stewart, Mahbub ul Haq e Amartya Sen, hanno fatto compiere al pensiero economico un percorso tale da portarci oggi a rispondere decisamente di si.
    La condizione dei componenti di una comunità non è legata unicamente all'andamento del prodotto interno lordo, cioè del valore monetario totale delle merci e dei servizi prodotti in un dato lasso di tempo. <...>
    NON SOLO DI PIL
    Ironman

    La differenza tra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti. - Albert Einstein

 

 
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