
Originariamente Scritto da
due_calzini
non è un bel momento per me, e non so essere riassuntivo, in questi casi...
e mo' beccateve sta pappardella!
come ho fatto sto' casino? non è una domanda facile, perchè spesso non so nemmeno definirmi.
ad ogni modo, la famiglia mi ha educato in un certo modo. diciamo che mentre mia mamma non c'era, il mi' babbo mi cantava una ninna nanna strana, che solo più di 20 anni dopo ho capito essere "Per i morti di reggio emilia" degli stormy six. Oppure "ecco arrivare uno strano guerrier, vien dall'oriente e non monta destrier...è la guardia rossa...".
Gli estremi mi han fatto prendere la via di mezzo (spero..): madre comunista ma di educazione meridionale, seppur ribelle; padre stalinista, con mio nonno andato a "lavorare" in francia durante le parate dei camerieri neri.
politicizzato fin dalle elementari, cosa di cui mi vergogno. l'unica cosa buona, è che ho sempre avuto coscienza dell'uguaglianza di tutte le genti, del valore della vita, degli animali, della natura.
poi, ho scelto un percorso scientifico, per il mio approccio con la vita. è importante perchè, parallelamente, verso le scuole medie, è venuto fuori il lato peggiore di me. in questo mi volevo sempre porre in modo opposto ai genitori (come tutti, credo..). l'amore per la scienza e la logica con cui ho sempre provato a fare e capire le cose mi hanno aiutato a trovare, stavolta da solo, il comunismo.
difatto per me è, a grandi linee, l'unico modo per avere pace, democrazia vera, giustizia, serenità e sostenibilità. magari si ha poco, è vero. la lettura di alcuni libri, e il rapporto con la gente, mi hanno fatto capire che è meglio esser sereni insieme che felice da solo. Alla Camus.
non saprei definirmi trotskista o stalinista, movimentista o parlamentarista, dentro o fuori dal governo: spesso dò conclusioni affrettate anche per me stesso. è che ci penso troppo, alle cose, e alla fine quando c'ho da dire la mia, è passato tutto!
marxista, prima di tutto, anche se non accetto il positivismo: ognuno è della sua epoca.
il percorso che mi ha portato fin qui, dunque, deve molto alla famiglia, all'ambiente in generale (libri per casa, colline intorno, contadini, la fabbrica dalla quale mio padre tornava sempre con le mani tagliate), al mio carattere (cerco di annullare il mio io per farlo rivivere nel noi), alla passione per la scienza (e il marxismo lo è, così come il leninismo).
ma una cosa su tutte è arrivata all'università: il confronto con la vita (camparmi da solo fuori casa, pagarmi gli studi) e con gli altri, la capacità di analisi dei fatti di ogni giorno in un modo diverso, che non rende sottostante nessun uomo; cosa che mi è solo derivata dal mio essere comunista. e sempre all'università, la Termodinamica mi ha dato la prova irrefutabile (ma sono mie idee..) della validità del materialismo. l'infinito è nel finito. dunque cerco la mia serenità nell'uguaglainza sociale.
se siete arrivati fino in fondo, potete pure dirmi la verità, cioè che non c'ho capito un cacchio nemmeno io...
eheh