Cari compagni,
confessate i vostri peccati ()....come siete arrivati al comunismo?
Ci seiete arrivati "intellettualmente" oppure per necessità materiale?
Quanto a me, io sono in debito con la mia indole ribelle che, alla fine degli anni ottanta, in un ambiente della medio-alta borghesia e sotto i riflettori della "Milano da bere", mi ha portato a frequentare le realtà della contro-cultura, dei centri sociali e dei collettivi alla Statale.
Poi ovviamente, con il passare degli anni, ho elaborato il mio pensiero politico cercando di leggere il mondo in maniera autonoma rispetto al comune sentire.
Qualcuno mi disse che è assurdo non essere comunisti a ventanni cosi' come è assurdo continuare ad esserlo a quarantanni.
Mi manca veramente poco per sconfessare questa constatazione o, meglio, presagio di sventura.
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p.s. ovviamente il thread è esteso anche a chi, pur non essendo comunista, gravita intorno o dentro realtà materiali o prospettive politiche di sinistra.




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