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    Predefinito Fascismo e Nazionalsocialismo

    1. Renzo De Felice credeva che tra fascismo e nazionalsocialismo ci fossero enormi differenze (es. il nazionalsocialismo rifiutava la modernità, mentre il fascismo voleva creare un nuovo tipo d'uomo all'interno della modernità. In questo, se è vero, vedo il fascismo molto più nietzschiano) Voi cosa ne pensate?

    2. Sempre De Felice fece una distinzione tra "fascismo movimento" e "fascismo regime". Pensate che le differenze tra le due concezioni siano davvero significative, o che il "movimento" sia stato realizzato nel "regime"?

  2. #2
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    Predefinito

    Io tutte queste differenze non le vedo. Nell'ottica generale erano entrambi movimenti spirituali e tradizionalisti, anticapitalisti e antiborghesi ma non livellatori. Tradizione e modernità (nei limiti) in entambe le nazioni. L'accusa che venne fatta ai comunisti fu proprio quella di aver prodotto una rivoluzione materialista e quindi moderna.

    Vero anche che i contesti storici erano diversissimi.
    la modernità e l'arte erano concepiti dai due movimenti in maniera differente. Per esempio in Germania si costruivano abitazioni nello stile tradizionale tedesco in legno e a falde spioventi, gli edifici pubblici in stile neoclassico (ritenuto da Hitler immortale) il razionalismo era considerata un'influenza socialista e quindi da abolire (venne chiuso il Bauhaus ).
    In Italia no, la metafisica di De Chirico ed il razionalismo influenzò moltissimo l'architettura. Il futurismo nacque in Italia e in Russia ottene un gran successo.

    Forse è vero quanto dici, la differenza sostanziale è appunto la nascita dell'uomo nuovo. Per il NS doveva avvenire attraverso il razzismo, la purezza biologica (ario-germanica seppur errato come termine) ed il ritorno a valori naturali. Il fascismo invece vedeva nell'uomo nuovo un "futur-ardito": stirpe romana, crescita spirituale, eroismo e comunità di popolo.

    E' pur vero che secondo De Felice il fascismo movimento, da fenomeno socialista e intransigente, scese a compromessi con l'instaurazione del regime.
    Inizialmente era in un certo senso "universalista", molti vedevano Fiume e Mosca come figlie della stessa rivolta di popolo. Su la "Testa di Ferro" del 1920 si legge: "Tra fiume e Mosca c'è un oceano di tenebre. Ma indiscutibilmente Fiume e Mosca sono due rive luminose. Bisogna, al più presto, gettare un ponte tra queste due rive." Senz'altro anticlericale e con una certa simpatia vicinanza di ambienti anarchici-socialisti ma antimarxisti (Marinetti e Sorel sono un esempio). Mussolini stesso si definiva socialista rivoluzionario.

    De Felice però dice anche che tutte le rivoluzioni sono tradite in quanto l'idea originaria necessariamente si modifica con la sua pratica applicazione e non può subire il condizionamento del contesto storico in cui si realizza.

    Come dargli torto?

    Si sarebbe potuto fare di più? se ne può discutere, resta il fatto che cambiamenti sostanziali investirono l'Italia in quegli anni.

  3. #3
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    E' indubbio che esistono molte differenze tra Nazionalsocialismo e Fascismo, anche in parte dovute alla diversa situazione economica in cui gravavano i due Paesi quando videro affermarsi questi due movimenti, inoltre, Il Nazionalsocialismo aveva una visione e si inseriva nel contesto della società anche in certo qual modo spiritualmente; ne abbiamo testimonianza anche dalle migliaia di scritti esoterici riguardanti questo fenomeno, oltre anche alla visione razzista darwiniana (sicuramente una visione che il Nazionalsocialismo, poteva avere grazie anche alle poche mescolanze delle razze nella loro società) , che poi comportava la supremazia e l'elogio della razza "ariana".
    Il Fascismo si può considerare un avanguardia simile ma non uguale, dovuta anche al fatto che il fattore razziale non era minimamente presente nel pensiero Fascista ( se non in alcuni casi come quello del prete Giovanni Preziosi ) in quanto si dava più risalto al fattore politico e socio-economico. Anche la visione religiosa era comunque in gran parte atea, ( è necessario dire che, però, a differenza del Nazismo il fascismo non si volle mai dare una propria coscienza spirituale, tantè che lasciava libera scelta) ma comunque dopo i Patti Lateranensi almeno formalmente dai dati pervenutici troviamo un fascismo legato profondamento al Cristianesimo. Quindi in conclusione, vedrei il Nazionalsocialismo un movimento indissolubilmente legato a problematiche razziali e quindi più spirituali forse da questo anche si ha quell'anti modernismo nazista, vista (la modernità) come esperimento nefasto e tragico per l'esistenza della razza ariana. Il fascismo invece era sicuramente come ho già detto un movimento più attento all'analisi economica e politica, ma comunque contenente valori spirituali, c'e lo dimostra anche il suo filosofo per eccelenza G.Gentile. Da qui, successivamente, non essendoci la questione razziale c'e una visione più modernista sempre però rimanendo ancorati alla Tradizione italica greco-romana.

  4. #4
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    Sto leggendo "Intervista sul fascismo", molto interessante, e infatti devo dare ragione a Roma!TSR quando dice che secondo De Felice "tutte le rivoluzioni sono tradite".

    Comunque per quanto riguarda la questione religiosa il fascismo, sempre secondo De Felice, col passare del tempo avrebbe de-cattolicizzato l'Italia.

    La questione razziale non era presente, ma in effetti a mio parere la posizione del fascismo era "realistica" per quanto concerne la situazione italiana, poiché non si guardava alla "razza", ma a una "stirpe" determinatasi storicamente, il che significa accettare tutti i cittadini come italiani a prescindere dalle differenti origini, ma di certo non accettare la creazione "artificiale" di un popolo, come invece sta accadendo adesso.
    E' pur vero che il discorso puramente razziale ha un suo senso, se si vede la razza come "forma", ma lo ritengo troppo estremista (non nel senso politicamente corretto, voglio dire che è "utopico").
    Il fascismo ha visto l'Italia come un contenitore di differenti etnie (quasi tutte indoeuropee) mescolate ed unite dalla stessa cultura, attraverso la nazione che impone una "forma".

  5. #5
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    SOno due correnti dello stesso pensiero. E' indubbio che esistevano differenze nel campo culturale ed artistico (come esistono tra tutti i popoli di cultura latina con quelli di cultura germanica, celtica e così via), nei rapporti con il cattolicesimo (in Italia era una istituzione capace di influenzare milioni di famiglie mentre la maggioranza dei tedeschi era ed è protestante), nella concezione razziale (perlomeno fino al 1938) e nel rapporto esistente tra partito e stato (in Italia esisteva una monarchia la quale era stata in pratica esautorata dei poteri ma che persisteva nel sentire comune e che in caso di crisi del regime avrebbe potuto riprendere vigore, come in effetti avvenne. La Germania era una repubblica e quindi priva di una figura come quella del re fu quindi facile per Hitler, una volta morto Hindenburg, unire la carica di cancelliere a quello di capo dello stato).

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    Sto leggendo "Intervista sul fascismo", molto interessante, e infatti devo dare ragione a Roma!TSR quando dice che secondo De Felice "tutte le rivoluzioni sono tradite".

    Comunque per quanto riguarda la questione religiosa il fascismo, sempre secondo De Felice, col passare del tempo avrebbe de-cattolicizzato l'Italia.

    La questione razziale non era presente, ma in effetti a mio parere la posizione del fascismo era "realistica" per quanto concerne la situazione italiana, poiché non si guardava alla "razza", ma a una "stirpe" determinatasi storicamente, il che significa accettare tutti i cittadini come italiani a prescindere dalle differenti origini, ma di certo non accettare la creazione "artificiale" di un popolo, come invece sta accadendo adesso.
    E' pur vero che il discorso puramente razziale ha un suo senso, se si vede la razza come "forma", ma lo ritengo troppo estremista (non nel senso politicamente corretto, voglio dire che è "utopico").
    Il fascismo ha visto l'Italia come un contenitore di differenti etnie (quasi tutte indoeuropee) mescolate ed unite dalla stessa cultura, attraverso la nazione che impone una "forma".
    Riproponendo la divisione di De Felice,possiamo dire che il Fascismo regime e alleato di Hitler ha preso in considerazione seriamente e in modo giusto il problema razziale,ma nella fase movimentista e di sinistra del fascismo non si prese in considerazione questo problema che per il Mussolini del primo fascismo non esisteva.Quindi è utile fare distinzione tra il fascismo movimento e il fascismo regime anche parlando di problema razziale.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    1. Renzo De Felice credeva che tra fascismo e nazionalsocialismo ci fossero enormi differenze (es. il nazionalsocialismo rifiutava la modernità, mentre il fascismo voleva creare un nuovo tipo d'uomo all'interno della modernità. In questo, se è vero, vedo il fascismo molto più nietzschiano) Voi cosa ne pensate?

    2. Sempre De Felice fece una distinzione tra "fascismo movimento" e "fascismo regime". Pensate che le differenze tra le due concezioni siano davvero significative, o che il "movimento" sia stato realizzato nel "regime"?

    La differenza fra "regime" e "movimento" è tipica di tutti le rivoluzioni che riescono a prendere il potere. Per conservarlo occorre trovare spesso un compromesso con altri poteri esistenti, a meno che non si riesca a fare "tabula rasa". Ad esempio, il gruppo di potere bolscevico potè cancellare tutto e governare senza compromessi. In Italia c'erano la Monarchia e la Chiesa Cattolica ed anche gli industriali e gli agrari. Mussolini dovette accordarsi con loro, non avendo la forza (e forse neppure l'intenzione) di spazzarli via. La Monarchia aveva l'esercito, i carabinieri, la Chiesa controllava le coscienze della maggior parte degli italiani. Non si poteva che cercare un compromesso, prima con la Monarchia, al momento della presa del potere, e poi pure con la Chiesa, nel 1929.
    Ma, al crepuscolo, tradito dal Re, Mussolini fu repubblicano ed anticapitalista, tornando alle origini del Fascismo "movimento", sia pure in una situazione di decomposizione del Fascismo.

    Il Fascismo è stato razzista solo per compiacere Hitler, che faceva di quello un punto fondamentale della sua politica.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Roma!TSR Visualizza Messaggio
    Io tutte queste differenze non le vedo. Nell'ottica generale erano entrambi movimenti spirituali e tradizionalisti, anticapitalisti e antiborghesi ma non livellatori. Tradizione e modernità (nei limiti) in entambe le nazioni. L'accusa che venne fatta ai comunisti fu proprio quella di aver prodotto una rivoluzione materialista e quindi moderna.
    seppure velata sotto la patina di un'estetica antimoderna, anche la "rivoluzione" nazionalsocialista in Germania è da considerarsi materialista e del tutto moderna.
    Del resto cos'è il razzismo biologico se non una gretta e antispirituale oggettivazione dell'uomo?

  9. #9
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    Secondo me il Fascismo movmento era molto diverso da quello che è stato il Regime Fascista.Per movimento intendo l'idea dei primi Fasci che era Atea,Anticlericale e Repubblicana e che Mussolini modificò dopo le elezioni del '19 e successivamente coi Patti Lateranensi.Per quanto riguarda il rapporto col Nazionalsocialismo credo che la differenza sostanziale fosse che il Fascismo non fosse un regime "Razzista":l'idea di nazionalismo e Imperialismo di Mussolini era molto diversa dalle teoria raziali che Hitler professava.

  10. #10
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    discussione molto interessante..merita di essere riportata sù

 

 
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