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  1. #1
    Bieco reazionario colonialista
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    Predefinito Il grande Pasolini contro l'Islam

    Antonio SOCCI
    Pasolini come la Fallaci: la minaccia islamica sulle nostre radici cristiane


    Un curioso precedente... Che ci pone una domanda: perché il nostro popolo ha completamente perduto la sua memoria storica? Perché sembra aver tagliato completamente le sue radici? Com'è possibile cancellare secoli di vita, di fede, di dolore dei nostri padri ?

    Pier Paolo Pasolini come Oriana Fallaci? Anzi, di più: Pasolini come un precursore della Fallaci? Non è una provocazione, come parrà alla cultura ufficiale e a quella di sinistra che hanno realizzato per anni una curiosa rimozione. Infatti, proprio lo scrittore e regista friulano (uno dei simboli della Sinistra intellettuale e cinematografica) è l'autore dell'unica (che io sappia) opera teatrale che racconti la tragedia delle popolazioni italiane per secoli massacrate da scorribande musulmane o ridotte in schiavitù, straziate e minacciate di invasione. I musulmani (nelle loro diverse componenti: arabi, turchi e altro ancora) da quattordici secoli tentano di invadere con gli eserciti l'Europa. Sono arrivati fino ai Pirenei (a Occidente), fino a Vienna (a Oriente) ) e in Sicilia (al Sud), divorandosi Bisanzio e i Balcani (e la Spagna che hanno dominato per quattrocento anni). Per secoli le coste italiane sono state teatro delle razzie islamiche. Non solo la Puglia, ma perfino Roma. Il Friuli poi, terra di confine, ha subito specialmente nel XV secolo atrocità e devastazioni che sono rimaste nella memoria popolare e nella storia.

    Pasolini scrive un dramma teatrale di fortissimo impatto emotivo, "I Turcs tal Friul" (I turchi in Friuli), nel 1944, nei mesi dell'occupazione nazista che ricorda ai friulani l'orrore vissuto 500 anni prima. E anche questa equiparazione, che diventerà tipicamente fallaciana, fra oppressione nazista e oppressione musulmana, dovrebbe far rabbrividire la sinistra politically correct. Così come la conseguente analogia operata da Pasolini fra la Resistenza all'occupante nazista e la Resistenza all'invasore islamico.

    Ma curiosamente a Sinistra sembra non si sia colto questo "fallacismo" ante-litteram di Pasolini. Lo dimostrano vari episodi. Ecco il più curioso. Proprio nei mesi in cui più infuriava la polemica pacifista e progressista contro la Fallaci, nel 2004, è uscito un disco - pubblicizzato nei siti internet della sinistra più vetero - intitolato "Partigiani! Zuf de Zur" con una copertina che in bianco e nero propone un'immagine della Resistenza. Il disco è addirittura introdotto dal parlato di un vecchio partigiano, Giovanni Paddan, commissario politico della Divisione Garibaldi-Natisone. La raccolta contiene vari canti partigiani, ospita una canzone di Ivan Della Mea tratta dalla lettera di un ragazzo ebreo chiuso in un lager nazista, la voce dell'artista ebreo Moni Ovadia che esegue l'inno della resistenza del ghetto di Vilna e infine Giovanna Marini che interpreta "Madonuta", un testo di Pier Paolo Pasolini tratto appunto da "I Turcs tal Friul".

    Il disco si conclude con una poesia di Ivan Della Mea "Contro tutte le guerre senza se e senza ma". Poesia ultrapacifista che suona assai strana fra tutti quegli inni alla resistenza armata e al combattimento. Evidentemente - questa è la filosofia del disco e della Sinistra - l'unica guerra giusta è stata quella al nazismo. E il testo di Pasolini è stato assimilato ai canti partigiani perché considerato solo una metafora della guerra partigiana.

    Sennonché l'oppressione islamica non fu affatto una metafora, fu sanguinaria, storicamente devastante e di una efferatezza che non ha eguali.

    I turchi occupavano la Bosnia dal 1389 e la Slovenia dal 1415. Le loro bande facevano continue razzie in Friuli per saccheggiare le campagne e catturare contadini da vendere come schiavi. Il 31 ottobre 1477 inizia l'invasione dell'esercito turco. Nei paesi fanno strage di uomini, vecchi e bambini, catturando come schiavi ragazzi e donne. Il 28 settembre 1499 poi 30 mila soldati comandati da Iskander Beg dilagano sulla pianura fra Isonzo e Tagliamento (ma spingendosi fino a Treviso), saccheggiando, stuprando e incendiando città e villaggi. La povera gente contadina fugge nei boschi, ma molti vengono catturati e deportati e circa 25 mila saranno gli uccisi. "Il 4 ottobre" scrive Archimede Bontempi "satura di bottino e di schiavi, l'armata ottomana si accinge a ripassare il Tagliamento, ma il fiume è in piena e non tutti i prigionieri stanno sulle zattere. Iskander Beg ne fa sgozzare più di mille sul greto del fiume". L'armata poi "travolge la disperata resistenza dei friulani guidati da Simone Nusso, di San Daniele, che finisce impalato".

    Non a caso verrà proprio da questa insanguinata terra friulana il grande Marco d'Aviano - frate cappuccino recentemente portato agli onori degli altari dalla Chiesa - che dette vita alla resistenza cristiana, durante l'assedio di Vienna del 1683. Grazie alla vittoria di Vienna l'Europa fu salva e il protagonista dell'impresa fu Marco d'Aviano. "Senza di lui oggi le italiane, e non solo loro, porterebbero il burqa" dice Renzo Martinelli, regista del film "Il mercante di pietre", che un Gianfranco Fini conformista e superficiale ha condannato come "becera propaganda" antislamica.

    Le indicibili atrocità degli invasori turchi, le migliaia di vittime e di italiani deportati come schiavi, l'incubo lungo alcuni secoli vissuto dalle nostre popolazioni dal Nord fino al Sud, sembra siano state del tutto cancellate dalla nostra memoria collettiva. Anzi, oggi che l'Unione europea (e per prima l'Italia) sta spalancando le porte alla Turchia (70 milioni di musulmani), si pretende di "censurare" non solo le atrocità del lontano passato, ma pure quelle recentissime come il genocidio degli armeni (che i turchi non tollerano venga loro rinfacciato). Nel sito dell'ambasciata turca in Italia si può leggere una surreale conferenza dell'ambasciatore turco in Italia che, l'8 maggio 2003, a Istanbul, racconta la squisita ospitalità ricevuta a Otranto dove nel 1480 i turchi tagliarono la testa agli 800 superstiti maschi dell'assedio. L'ambasciatore prendeva parte come "ospite d'onore" alle cerimonie per i 520 anni di quell'evento e non si è sprecato in parole di condanna, né in scuse. Poi è stato invitato anche in Friuli perché, spiega eufemisticamente, "i nostri avi erano passati anche da questi luoghi".

    Per la verità hanno lasciato un ricordo orrido, ma l'ambasciatore dice trionfalmente che "l'amicizia fra i turchi e gli italiani ha sempre vinto" e condanna coloro che "si sono specializzati a trarre inimicizia dalla storia".

    Ce l'aveva forse con la Fallaci. Naturalmente è meglio non trarre inimicizia dalla storia, purché però la storia non sia censurata e il giudizio sul male compiuto sia chiaro. Così non sembra oggi visto che la Turchia continua a censurare i crimini del passato e il suo premier Erdogan - dopo la conferenza del papa a Ratisbona - è stato il più arrogante nel pretendere le "scuse" del Pontefice, reo di aver citato il Paleologo che ricordava le atrocità delle invasioni musulmane.

    L'ambasciatore turco in quella conferenza citò anche l'opera di Pasolini, ma solo en passant. Invece proprio quel testo darebbe un prezioso aiuto al recupero della nostra memoria di popolo. Perché - come scrisse Enzo Siciliano - mette in scena, sul modello della tragedia greca, un' "epica contadina, istintivamente cristiana" ed è un "elogio della solidarietà comunitaria".

    Insomma dà voce forte e commovente alle antiche radici cristiane del nostro popolo. Le uniche a resistere. "Cristo, pietà del nostro Paese". Questo è il grido iniziale dell'opera pasoliana. Il popolo semplice e buono della campagna friulana sente la chiesa come la sua casa e il suo cuore. E sarà la preghiera alla fine che salverà il villaggio di Casarsa, propiziando il miracolo di un uragano che allontana i barbari sanguinari.
    Data inserimento: 18/02/2007


    da lerggere anche
    IL TESTAMENTO DI PASOLINI

    carlomartello

  2. #2
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    interessante.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da alpaguer Visualizza Messaggio
    "Senza di lui oggi le italiane, e non solo loro, porterebbero il burqa" dice Renzo Martinelli,

    A me basta sta cazzata per dire che e' la solita troiata!


    leggere una surreale conferenza dell'ambasciatore turco in Italia che, l'8 maggio 2003, a Istanbul, racconta la squisita ospitalità ricevuta a Otranto dove nel 1480 i turchi tagliarono la testa agli 800 superstiti maschi dell'assedio.

    Ancora al 1480 stiamo? .... esticazzi!!!!!!!!!!!!!
    tutto fa brodo...

  4. #4
    Micene
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    fanculo a Pasolini e alla Fallaci.

    antifascisti e di tradizioni partigiane....


    secondo me carlomartello è uno dell'ANPI

  5. #5
    Micene
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    Citazione Originariamente Scritto da Reinhard Visualizza Messaggio
    .
    E anche chi gli da ragione.
    ovvio

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Antonio SOCCI
    Pasolini come la Fallaci: la minaccia islamica sulle nostre radici cristiane


    Un curioso precedente... Che ci pone una domanda: perché il nostro popolo ha completamente perduto la sua memoria storica? Perché sembra aver tagliato completamente le sue radici? Com'è possibile cancellare secoli di vita, di fede, di dolore dei nostri padri ?

    Pier Paolo Pasolini come Oriana Fallaci? Anzi, di più: Pasolini come un precursore della Fallaci? Non è una provocazione, come parrà alla cultura ufficiale e a quella di sinistra che hanno realizzato per anni una curiosa rimozione. Infatti, proprio lo scrittore e regista friulano (uno dei simboli della Sinistra intellettuale e cinematografica) è l'autore dell'unica (che io sappia) opera teatrale che racconti la tragedia delle popolazioni italiane per secoli massacrate da scorribande musulmane o ridotte in schiavitù, straziate e minacciate di invasione. I musulmani (nelle loro diverse componenti: arabi, turchi e altro ancora) da quattordici secoli tentano di invadere con gli eserciti l'Europa. Sono arrivati fino ai Pirenei (a Occidente), fino a Vienna (a Oriente) ) e in Sicilia (al Sud), divorandosi Bisanzio e i Balcani (e la Spagna che hanno dominato per quattrocento anni). Per secoli le coste italiane sono state teatro delle razzie islamiche. Non solo la Puglia, ma perfino Roma. Il Friuli poi, terra di confine, ha subito specialmente nel XV secolo atrocità e devastazioni che sono rimaste nella memoria popolare e nella storia.

    Pasolini scrive un dramma teatrale di fortissimo impatto emotivo, "I Turcs tal Friul" (I turchi in Friuli), nel 1944, nei mesi dell'occupazione nazista che ricorda ai friulani l'orrore vissuto 500 anni prima. E anche questa equiparazione, che diventerà tipicamente fallaciana, fra oppressione nazista e oppressione musulmana, dovrebbe far rabbrividire la sinistra politically correct. Così come la conseguente analogia operata da Pasolini fra la Resistenza all'occupante nazista e la Resistenza all'invasore islamico.

    Ma curiosamente a Sinistra sembra non si sia colto questo "fallacismo" ante-litteram di Pasolini. Lo dimostrano vari episodi. Ecco il più curioso. Proprio nei mesi in cui più infuriava la polemica pacifista e progressista contro la Fallaci, nel 2004, è uscito un disco - pubblicizzato nei siti internet della sinistra più vetero - intitolato "Partigiani! Zuf de Zur" con una copertina che in bianco e nero propone un'immagine della Resistenza. Il disco è addirittura introdotto dal parlato di un vecchio partigiano, Giovanni Paddan, commissario politico della Divisione Garibaldi-Natisone. La raccolta contiene vari canti partigiani, ospita una canzone di Ivan Della Mea tratta dalla lettera di un ragazzo ebreo chiuso in un lager nazista, la voce dell'artista ebreo Moni Ovadia che esegue l'inno della resistenza del ghetto di Vilna e infine Giovanna Marini che interpreta "Madonuta", un testo di Pier Paolo Pasolini tratto appunto da "I Turcs tal Friul".

    Il disco si conclude con una poesia di Ivan Della Mea "Contro tutte le guerre senza se e senza ma". Poesia ultrapacifista che suona assai strana fra tutti quegli inni alla resistenza armata e al combattimento. Evidentemente - questa è la filosofia del disco e della Sinistra - l'unica guerra giusta è stata quella al nazismo. E il testo di Pasolini è stato assimilato ai canti partigiani perché considerato solo una metafora della guerra partigiana.

    Sennonché l'oppressione islamica non fu affatto una metafora, fu sanguinaria, storicamente devastante e di una efferatezza che non ha eguali.

    I turchi occupavano la Bosnia dal 1389 e la Slovenia dal 1415. Le loro bande facevano continue razzie in Friuli per saccheggiare le campagne e catturare contadini da vendere come schiavi. Il 31 ottobre 1477 inizia l'invasione dell'esercito turco. Nei paesi fanno strage di uomini, vecchi e bambini, catturando come schiavi ragazzi e donne. Il 28 settembre 1499 poi 30 mila soldati comandati da Iskander Beg dilagano sulla pianura fra Isonzo e Tagliamento (ma spingendosi fino a Treviso), saccheggiando, stuprando e incendiando città e villaggi. La povera gente contadina fugge nei boschi, ma molti vengono catturati e deportati e circa 25 mila saranno gli uccisi. "Il 4 ottobre" scrive Archimede Bontempi "satura di bottino e di schiavi, l'armata ottomana si accinge a ripassare il Tagliamento, ma il fiume è in piena e non tutti i prigionieri stanno sulle zattere. Iskander Beg ne fa sgozzare più di mille sul greto del fiume". L'armata poi "travolge la disperata resistenza dei friulani guidati da Simone Nusso, di San Daniele, che finisce impalato".

    Non a caso verrà proprio da questa insanguinata terra friulana il grande Marco d'Aviano - frate cappuccino recentemente portato agli onori degli altari dalla Chiesa - che dette vita alla resistenza cristiana, durante l'assedio di Vienna del 1683. Grazie alla vittoria di Vienna l'Europa fu salva e il protagonista dell'impresa fu Marco d'Aviano. "Senza di lui oggi le italiane, e non solo loro, porterebbero il burqa" dice Renzo Martinelli, regista del film "Il mercante di pietre", che un Gianfranco Fini conformista e superficiale ha condannato come "becera propaganda" antislamica.

    Le indicibili atrocità degli invasori turchi, le migliaia di vittime e di italiani deportati come schiavi, l'incubo lungo alcuni secoli vissuto dalle nostre popolazioni dal Nord fino al Sud, sembra siano state del tutto cancellate dalla nostra memoria collettiva. Anzi, oggi che l'Unione europea (e per prima l'Italia) sta spalancando le porte alla Turchia (70 milioni di musulmani), si pretende di "censurare" non solo le atrocità del lontano passato, ma pure quelle recentissime come il genocidio degli armeni (che i turchi non tollerano venga loro rinfacciato). Nel sito dell'ambasciata turca in Italia si può leggere una surreale conferenza dell'ambasciatore turco in Italia che, l'8 maggio 2003, a Istanbul, racconta la squisita ospitalità ricevuta a Otranto dove nel 1480 i turchi tagliarono la testa agli 800 superstiti maschi dell'assedio. L'ambasciatore prendeva parte come "ospite d'onore" alle cerimonie per i 520 anni di quell'evento e non si è sprecato in parole di condanna, né in scuse. Poi è stato invitato anche in Friuli perché, spiega eufemisticamente, "i nostri avi erano passati anche da questi luoghi".

    Per la verità hanno lasciato un ricordo orrido, ma l'ambasciatore dice trionfalmente che "l'amicizia fra i turchi e gli italiani ha sempre vinto" e condanna coloro che "si sono specializzati a trarre inimicizia dalla storia".

    Ce l'aveva forse con la Fallaci. Naturalmente è meglio non trarre inimicizia dalla storia, purché però la storia non sia censurata e il giudizio sul male compiuto sia chiaro. Così non sembra oggi visto che la Turchia continua a censurare i crimini del passato e il suo premier Erdogan - dopo la conferenza del papa a Ratisbona - è stato il più arrogante nel pretendere le "scuse" del Pontefice, reo di aver citato il Paleologo che ricordava le atrocità delle invasioni musulmane.

    L'ambasciatore turco in quella conferenza citò anche l'opera di Pasolini, ma solo en passant. Invece proprio quel testo darebbe un prezioso aiuto al recupero della nostra memoria di popolo. Perché - come scrisse Enzo Siciliano - mette in scena, sul modello della tragedia greca, un' "epica contadina, istintivamente cristiana" ed è un "elogio della solidarietà comunitaria".

    Insomma dà voce forte e commovente alle antiche radici cristiane del nostro popolo. Le uniche a resistere. "Cristo, pietà del nostro Paese". Questo è il grido iniziale dell'opera pasoliana. Il popolo semplice e buono della campagna friulana sente la chiesa come la sua casa e il suo cuore. E sarà la preghiera alla fine che salverà il villaggio di Casarsa, propiziando il miracolo di un uragano che allontana i barbari sanguinari.
    Data inserimento: 18/02/2007


    da lerggere anche
    IL TESTAMENTO DI PASOLINI


    carlomartello


    Il paragone è del tutto improprio.....Socci è il solito "bizzuoco" provocatore.
    Gli invasori islamici dei secoli scorsi avevano un impero, una civiltà. Anche i Romani quando conquistavano facevano razzie, ammazzavano e collezionavano schiavi. Ben altre epoche. I terrroristi islamici sono gente che non hanno uno stato...gente dai molti chiaroscuri dietro la loro attività. Gli immigrati non vengono con la scimitarrae non fanno incetta di schiavi....ma fanno gli schiavi lavorando la terra, vittime al servizio del capitalismo globale.

    A Socci, a cui piace fare le pulci a Pasolini per avvalorare certe sue ridicole tesi, gli manderei le lettere che Khomeini inviava al Papa....e i messaggi di Natale a tutti i cristiani del mondo invitandoli a redimersi dal Grande Satana americano.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Praedur Visualizza Messaggio
    Il paragone è del tutto improprio.....Socci è il solito "bizzuoco" provocatore.
    Gli invasori islamici dei secoli scorsi avevano un impero, una civiltà. Anche i Romani quando conquistavano facevano razzie, ammazzavano e collezionavano schiavi. Ben altre epoche. I terrroristi islamici sono gente che non hanno uno stato...gente dai molti chiaroscuri dietro la loro attività. Gli immigrati non vengono con la scimitarrae non fanno incetta di schiavi....ma fanno gli schiavi lavorando la terra, vittime al servizio del capitalismo globale.

    A Socci, a cui piace fare le pulci a Pasolini per avvalorare certe sue ridicole tesi, gli manderei le lettere che Khomeini inviava al Papa....e i messaggi di Natale a tutti i cristiani del mondo invitandoli a redimersi dal Grande Satana americano.
    Il terrorismo islamico è un movimento che segue le orme di Maometto e dei suoi primi seguaci e vuole rifondare il Califfato cessato con il disfacimento dell'Impero Turco-Ottomano, e non è vero che non ha uno stato, in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, in Cecenia e a Gaza controlla completamente territori in cui vige la scharia. E poi conta che la loro patria è per articolo stesso di fede la Ummah (comunità islamica internazionale).
    Hamas, al-Qaeda in Maghreb e in Algeria, rivogliono l'Andalusia, e in Europa Hizb ut Tahrir pubblica manifesti in cui invoca la conquista di Roma come profetizzato da Maometto. Continuate ad ignorare il problema voi.

    carlomartello

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Il terrorismo islamico è un movimento che segue le orme di Maometto e dei suoi primi seguaci e vuole rifondare il Califfato cessato con il disfacimento dell'Impero Turco-Ottomano, e non è vero che non ha uno stato, in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, in Cecenia e a Gaza controlla completamente territori in cui vige la scharia. E poi conta che la loro patria è per articolo stesso di fede la Ummah (comunità islamica internazionale).
    Hamas, al-Qaeda in Maghreb e in Algeria, rivogliono l'Andalusia, e in Europa Hizb ut Tahrir pubblica manifesti in cui invoca la conquista di Roma come profetizzato da Maometto. Continuate ad ignorare il problema voi.

    carlomartello
    A Gaza non vige la sharia, ed i gruppi islamici che hai citato non sono coordinati tra loro. Hamas ha più volte dichiarato non ha nulla a che vedere con Al-Qaeda che di contro è apertamente ostile al movimento di resistenza islamico. Esiste la possibilità di un radicamento in Europa di gruppi islamisti, come sta peraltro già avvenendo con Hizb ut-Tahrir, ma niente ci autorizza a credere che la loro influenza possa diventare maggioritaria presso le comunità allogene di fede islamica. In assoluto non si può confondere il problema dell'immigrazione, reale e pressante, con fantasie su impossibili invasioni islamiche.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Keraunos Visualizza Messaggio
    A Gaza non vige la sharia, ed i gruppi islamici che hai citato non sono coordinati tra loro. Hamas ha più volte dichiarato non ha nulla a che vedere con Al-Qaeda che di contro è apertamente ostile al movimento di resistenza islamico. Esiste la possibilità di un radicamento in Europa di gruppi islamisti, come sta peraltro già avvenendo con Hizb ut-Tahrir, ma niente ci autorizza a credere che la loro influenza possa diventare maggioritaria presso le comunità allogene di fede islamica. In assoluto non si può confondere il problema dell'immigrazione, reale e pressante, con fantasie su impossibili invasioni islamiche.
    Al-Zawahiri ha dato il suo appoggio ad Hamas contro Abu Mazen, informati prima di parlare con tanta sicurezza, a Gaza le donne col "burqa" non poco spesso inneggiano a Bin Laden, e il fallimento dell'Europa nel riuscire a laicizzare e integrare nel proprio tessuto sociale le comunità di allogeni mussulmani che invece si sono ghettizzati (l'Islam stesso proibisce di mischiarsi con gli "infedeli") e sono stati tranquillamente raccolti dalle organizzazioni come i Fratelli mussulmani (se non peggio) che li hanno educati all'anti-europeismo, che è espoloso per esempio nelle banlieus parigine e che cova odio palese come nel Londonistan, è sotto gli occhi di tutti.
    Potremmo a limite concordare che un Islam spirituale, europeo, moderato, e quindi circoscritto ai convertiti europei alle confraternite del Sufismo, potrebbe essere pure tollerabile, ma che si debbano lasciare agire indisturbate le organizzazioni islamiche wahhabite che costriscono moschee e hanno in progetto di annientarci demograficamente utilizzando gli immigrati del terzomondo raggruppati dall'odio che covano verso la Civiltà Europea speriamo converrai è fuori discussione.

    carlomartello

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Al-Zawahiri ha dato il suo appoggio ad Hamas contro Abu Mazen, informati prima di parlare con tanta sicurezza, a Gaza le donne col "burqa" non poco spesso inneggiano a Bin Laden,
    Hamas ha pubblicamente negato ogni rapporto di natura ideologica e politica con Al Qaeda

    M.O.: Haniyeh, Hamas non ha rapporti con al Qaeda

    Hamas non ha “alcuna relazione con al-Qaeda” e chi afferma il contrario “dice bugie per guadagnare consensi agli occhi degli occidentali”.
    Così il leader del movimento di resistenza islamico Ismail Haniyeh ha risposto in un’intervista al Tg1 alle accuse che Hamas, con il colpo di mano nella Striscia di Gaza contro Fatah, ha aperto le porte del territorio agli uomini di Osama bin Laden. Un’accusa mossa ieri dal presidente dell’Anp e leader di Fatah, Abu Mazen. “La filosofia (di Hamas) è completamente differente dalla loro”, ha affermato, “Noi limitiamo la nostra lotta all’occupazione israeliana della terra palestinese, mai oltre questi confini. Al-Zawahiri (il numero due di al Qaeda, ndr) ha sempre criticato Hamas e i suoi capi: ma queste critiche non ci preoccupano”.
    L’ex premier del governo di unità nazionale palestinese ha poi puntato il dito contro Abu Mazen: “Poi c’è qualcun altro che per motivi politici e per guadagnare consensi agli occhi degli occidentali dice bugie e afferma che c’è un rapporto tra Hamas e al Qaeda. Noi siamo sinceri come palestinesi, come arabi e come islamici: questo rapporto non esiste”. Il leader di Hamas, esautorato da Abu Mazen che ha costituito un governo d’emergenza in Cisgiordania, risponde anche all’appello fatto dal presidente del Consiglio Romano Prodi per la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit, nelle mani di tre gruppi estremisti palestinesi dal 25 giugno scorso: “Noi siamo a favore della liberazione di Sha lit attraverso uno scambio di prigionieri”.


    fonte http://news.kataweb.it/item/330647/m...i-con-al-qaeda
    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    e il fallimento dell'Europa nel riuscire a laicizzare e integrare nel proprio tessuto sociale le comunità di allogeni mussulmani che invece si sono ghettizzati (l'Islam stesso proibisce di mischiarsi con gli "infedeli") e sono stati tranquillamente raccolti dalle organizzazioni come i Fratelli mussulmani (se non peggio) che li hanno educati all'anti-europeismo, che è espoloso per esempio nelle banlieus parigine e che cova odio palese come nel Londonistan, è sotto gli occhi di tutti.
    Il fallimento dell'integrazione deve essere imputato non tanto all'interferenza dei gruppi islamisti nel processo di integrazione, ma alla mancata volontà o all'incapacità degli immigrati di integrarsi in una società europea. Il fenomeno delle formazione delle banlieue e delle continue rivolte indica che gli immigrati extraeuropei hanno assunto ormai nelle società che li hanno accolti un ruolo analogo a quello delle comunità nere ed ispaniche negli Stati Uniti. La loro incapacità di integrarsi ad alcun livello li ha spinti ai margini della società, ed ha acuito il loro risentimento nei confronti degli europei, sentimento questo che è uno dei motivi che li ha spinti a migrare nei paesi del cui benessere ritengono di essere creditori. La possibilità dell'innesto dell'islamismo in questo risentimento non è da trascurare, ma neppure da sopravvalutare, anche perchè non in tutti i paesi l'immigrazione islamica è maggioritaria.

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Potremmo a limite concordare che un Islam spirituale, europeo, moderato, e quindi circoscritto ai convertiti europei alle confraternite del Sufismo, potrebbe essere pure tollerabile, ma che si debbano lasciare agire indisturbate le organizzazioni islamiche wahhabite che costriscono moschee e hanno in progetto di annientarci demograficamente utilizzando gli immigrati del terzomondo raggruppati dall'odio che covano verso la Civiltà Europea speriamo converrai è fuori discussione.

    carlomartello
    Mi trovo d'accordo nel preferire l'islam delle confraternite sufi, storicamente presenti sia in Bosnia che in Albania, al fondamentalismo, e spero che sia il primo a prevalere nei paesi europei di religione islamica, a pieno diritto parte dell'Europa.

 

 
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