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Risultati da 1 a 10 di 19
  1. #1
    DonCamillo
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    Question Islam: Pasolini come la Fallaci?

    di Antonio SOCCI
    Pasolini come la Fallaci: la minaccia islamica sulle nostre radici cristiane
    tratto da: 30.10.2006.
    Un curioso precedente... Che ci pone una domanda: perché il nostro popolo ha completamente perduto la sua memoria storica? Perché sembra aver tagliato completamente le sue radici? Com'è possibile cancellare secoli di vita, di fede, di dolore dei nostri padri ?
    Pier Paolo Pasolini come Oriana Fallaci? Anzi, di più: Pasolini come un precursore della Fallaci? Non è una provocazione, come parrà alla cultura ufficiale e a quella di sinistra che hanno realizzato per anni una curiosa rimozione. Infatti, proprio lo scrittore e regista friulano (uno dei simboli della Sinistra intellettuale e cinematografica) è l'autore dell'unica (che io sappia) opera teatrale che racconti la tragedia delle popolazioni italiane per secoli massacrate da scorribande musulmane o ridotte in schiavitù, straziate e minacciate di invasione. I musulmani (nelle loro diverse componenti: arabi, turchi e altro ancora) da quattordici secoli tentano di invadere con gli eserciti l'Europa. Sono arrivati fino ai Pirenei (a Occidente), fino a Vienna (a Oriente) ) e in Sicilia (al Sud), divorandosi Bisanzio e i Balcani (e la Spagna che hanno dominato per quattrocento anni). Per secoli le coste italiane sono state teatro delle razzie islamiche. Non solo la Puglia, ma perfino Roma. Il Friuli poi, terra di confine, ha subito specialmente nel XV secolo atrocità e devastazioni che sono rimaste nella memoria popolare e nella storia.
    Pasolini scrive un dramma teatrale di fortissimo impatto emotivo, "I Turcs tal Friul" (I turchi in Friuli), nel 1944, nei mesi dell'occupazione nazista che ricorda ai friulani l'orrore vissuto 500 anni prima. E anche questa equiparazione, che diventerà tipicamente fallaciana, fra oppressione nazista e oppressione musulmana, dovrebbe far rabbrividire la sinistra politically correct. Così come la conseguente analogia operata da Pasolini fra la Resistenza all'occupante nazista e la Resistenza all'invasore islamico.
    Ma curiosamente a Sinistra sembra non si sia colto questo "fallacismo" ante-litteram di Pasolini. Lo dimostrano vari episodi. Ecco il più curioso. Proprio nei mesi in cui più infuriava la polemica pacifista e progressista contro la Fallaci, nel 2004, è uscito un disco - pubblicizzato nei siti internet della sinistra più vetero - intitolato "Partigiani! Zuf de Zur" con una copertina che in bianco e nero propone un'immagine della Resistenza. Il disco è addirittura introdotto dal parlato di un vecchio partigiano, Giovanni Paddan, commissario politico della Divisione Garibaldi-Natisone. La raccolta contiene vari canti partigiani, ospita una canzone di Ivan Della Mea tratta dalla lettera di un ragazzo ebreo chiuso in un lager nazista, la voce dell'artista ebreo Moni Ovadia che esegue l'inno della resistenza del ghetto di Vilna e infine Giovanna Marini che interpreta "Madonuta", un testo di Pier Paolo Pasolini tratto appunto da "I Turcs tal Friul".
    Il disco si conclude con una poesia di Ivan Della Mea "Contro tutte le guerre senza se e senza ma". Poesia ultrapacifista che suona assai strana fra tutti quegli inni alla resistenza armata e al combattimento. Evidentemente - questa è la filosofia del disco e della Sinistra - l'unica guerra giusta è stata quella al nazismo. E il testo di Pasolini è stato assimilato ai canti partigiani perché considerato solo una metafora della guerra partigiana.
    Sennonché l'oppressione islamica non fu affatto una metafora, fu sanguinaria, storicamente devastante e di una efferatezza che non ha eguali.
    I turchi occupavano la Bosnia dal 1389 e la Slovenia dal 1415. Le loro bande facevano continue razzie in Friuli per saccheggiare le campagne e catturare contadini da vendere come schiavi. Il 31 ottobre 1477 inizia l'invasione dell'esercito turco. Nei paesi fanno strage di uomini, vecchi e bambini, catturando come schiavi ragazzi e donne. Il 28 settembre 1499 poi 30 mila soldati comandati da Iskander Beg dilagano sulla pianura fra Isonzo e Tagliamento (ma spingendosi fino a Treviso), saccheggiando, stuprando e incendiando città e villaggi. La povera gente contadina fugge nei boschi, ma molti vengono catturati e deportati e circa 25 mila saranno gli uccisi. "Il 4 ottobre" scrive Archimede Bontempi "satura di bottino e di schiavi, l'armata ottomana si accinge a ripassare il Tagliamento, ma il fiume è in piena e non tutti i prigionieri stanno sulle zattere. Iskander Beg ne fa sgozzare più di mille sul greto del fiume". L'armata poi "travolge la disperata resistenza dei friulani guidati da Simone Nusso, di San Daniele, che finisce impalato".
    Non a caso verrà proprio da questa insanguinata terra friulana il grande Marco d'Aviano - frate cappuccino recentemente portato agli onori degli altari dalla Chiesa - che dette vita alla resistenza cristiana, durante l'assedio di Vienna del 1683. Grazie alla vittoria di Vienna l'Europa fu salva e il protagonista dell'impresa fu Marco d'Aviano. "Senza di lui oggi le italiane, e non solo loro, porterebbero il burqa" dice Renzo Martinelli, regista del film "Il mercante di pietre", che un Gianfranco Fini conformista e superficiale ha condannato come "becera propaganda" antislamica.
    Le indicibili atrocità degli invasori turchi, le migliaia di vittime e di italiani deportati come schiavi, l'incubo lungo alcuni secoli vissuto dalle nostre popolazioni dal Nord fino al Sud, sembra siano state del tutto cancellate dalla nostra memoria collettiva. Anzi, oggi che l'Unione europea (e per prima l'Italia) sta spalancando le porte alla Turchia (70 milioni di musulmani), si pretende di "censurare" non solo le atrocità del lontano passato, ma pure quelle recentissime come il genocidio degli armeni (che i turchi non tollerano venga loro rinfacciato). Nel sito dell'ambasciata turca in Italia si può leggere una surreale conferenza dell'ambasciatore turco in Italia che, l'8 maggio 2003, a Istanbul, racconta la squisita ospitalità ricevuta a Otranto dove nel 1480 i turchi tagliarono la testa agli 800 superstiti maschi dell'assedio. L'ambasciatore prendeva parte come "ospite d'onore" alle cerimonie per i 520 anni di quell'evento e non si è sprecato in parole di condanna, né in scuse. Poi è stato invitato anche in Friuli perché, spiega eufemisticamente, "i nostri avi erano passati anche da questi luoghi".
    Per la verità hanno lasciato un ricordo orrido, ma l'ambasciatore dice trionfalmente che "l'amicizia fra i turchi e gli italiani ha sempre vinto" e condanna coloro che "si sono specializzati a trarre inimicizia dalla storia".
    Ce l'aveva forse con la Fallaci. Naturalmente è meglio non trarre inimicizia dalla storia, purché però la storia non sia censurata e il giudizio sul male compiuto sia chiaro. Così non sembra oggi visto che la Turchia continua a censurare i crimini del passato e il suo premier Erdogan - dopo la conferenza del papa a Ratisbona - è stato il più arrogante nel pretendere le "scuse" del Pontefice, reo di aver citato il Paleologo che ricordava le atrocità delle invasioni musulmane.
    L'ambasciatore turco in quella conferenza citò anche l'opera di Pasolini, ma solo en passant. Invece proprio quel testo darebbe un prezioso aiuto al recupero della nostra memoria di popolo. Perché - come scrisse Enzo Siciliano - mette in scena, sul modello della tragedia greca, un' "epica contadina, istintivamente cristiana" ed è un "elogio della solidarietà comunitaria".
    Insomma dà voce forte e commovente alle antiche radici cristiane del nostro popolo. Le uniche a resistere. "Cristo, pietà del nostro Paese". Questo è il grido iniziale dell'opera pasoliana. Il popolo semplice e buono della campagna friulana sente la chiesa come la sua casa e il suo cuore. E sarà la preghiera alla fine che salverà il villaggio di Casarsa, propiziando il miracolo di un uragano che allontana i barbari sanguinari.

    http://www.storialibera.it/epoca_med...ci%20cristiane

  2. #2
    Nessun vincitore crede al caso
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    di Antonio SOCCI
    Pasolini come la Fallaci: la minaccia islamica sulle nostre radici cristiane
    tratto da: 30.10.2006.
    Un curioso precedente... Che ci pone una domanda: perché il nostro popolo ha completamente perduto la sua memoria storica? Perché sembra aver tagliato completamente le sue radici? Com'è possibile cancellare secoli di vita, di fede, di dolore dei nostri padri ?
    Pier Paolo Pasolini come Oriana Fallaci? Anzi, di più: Pasolini come un precursore della Fallaci? Non è una provocazione, come parrà alla cultura ufficiale e a quella di sinistra che hanno realizzato per anni una curiosa rimozione. Infatti, proprio lo scrittore e regista friulano (uno dei simboli della Sinistra intellettuale e cinematografica) è l'autore dell'unica (che io sappia) opera teatrale che racconti la tragedia delle popolazioni italiane per secoli massacrate da scorribande musulmane o ridotte in schiavitù, straziate e minacciate di invasione. I musulmani (nelle loro diverse componenti: arabi, turchi e altro ancora) da quattordici secoli tentano di invadere con gli eserciti l'Europa. Sono arrivati fino ai Pirenei (a Occidente), fino a Vienna (a Oriente) ) e in Sicilia (al Sud), divorandosi Bisanzio e i Balcani (e la Spagna che hanno dominato per quattrocento anni). Per secoli le coste italiane sono state teatro delle razzie islamiche. Non solo la Puglia, ma perfino Roma. Il Friuli poi, terra di confine, ha subito specialmente nel XV secolo atrocità e devastazioni che sono rimaste nella memoria popolare e nella storia.
    Pasolini scrive un dramma teatrale di fortissimo impatto emotivo, "I Turcs tal Friul" (I turchi in Friuli), nel 1944, nei mesi dell'occupazione nazista che ricorda ai friulani l'orrore vissuto 500 anni prima. E anche questa equiparazione, che diventerà tipicamente fallaciana, fra oppressione nazista e oppressione musulmana, dovrebbe far rabbrividire la sinistra politically correct. Così come la conseguente analogia operata da Pasolini fra la Resistenza all'occupante nazista e la Resistenza all'invasore islamico.
    Ma curiosamente a Sinistra sembra non si sia colto questo "fallacismo" ante-litteram di Pasolini. Lo dimostrano vari episodi. Ecco il più curioso. Proprio nei mesi in cui più infuriava la polemica pacifista e progressista contro la Fallaci, nel 2004, è uscito un disco - pubblicizzato nei siti internet della sinistra più vetero - intitolato "Partigiani! Zuf de Zur" con una copertina che in bianco e nero propone un'immagine della Resistenza. Il disco è addirittura introdotto dal parlato di un vecchio partigiano, Giovanni Paddan, commissario politico della Divisione Garibaldi-Natisone. La raccolta contiene vari canti partigiani, ospita una canzone di Ivan Della Mea tratta dalla lettera di un ragazzo ebreo chiuso in un lager nazista, la voce dell'artista ebreo Moni Ovadia che esegue l'inno della resistenza del ghetto di Vilna e infine Giovanna Marini che interpreta "Madonuta", un testo di Pier Paolo Pasolini tratto appunto da "I Turcs tal Friul".
    Il disco si conclude con una poesia di Ivan Della Mea "Contro tutte le guerre senza se e senza ma". Poesia ultrapacifista che suona assai strana fra tutti quegli inni alla resistenza armata e al combattimento. Evidentemente - questa è la filosofia del disco e della Sinistra - l'unica guerra giusta è stata quella al nazismo. E il testo di Pasolini è stato assimilato ai canti partigiani perché considerato solo una metafora della guerra partigiana.
    Sennonché l'oppressione islamica non fu affatto una metafora, fu sanguinaria, storicamente devastante e di una efferatezza che non ha eguali.
    I turchi occupavano la Bosnia dal 1389 e la Slovenia dal 1415. Le loro bande facevano continue razzie in Friuli per saccheggiare le campagne e catturare contadini da vendere come schiavi. Il 31 ottobre 1477 inizia l'invasione dell'esercito turco. Nei paesi fanno strage di uomini, vecchi e bambini, catturando come schiavi ragazzi e donne. Il 28 settembre 1499 poi 30 mila soldati comandati da Iskander Beg dilagano sulla pianura fra Isonzo e Tagliamento (ma spingendosi fino a Treviso), saccheggiando, stuprando e incendiando città e villaggi. La povera gente contadina fugge nei boschi, ma molti vengono catturati e deportati e circa 25 mila saranno gli uccisi. "Il 4 ottobre" scrive Archimede Bontempi "satura di bottino e di schiavi, l'armata ottomana si accinge a ripassare il Tagliamento, ma il fiume è in piena e non tutti i prigionieri stanno sulle zattere. Iskander Beg ne fa sgozzare più di mille sul greto del fiume". L'armata poi "travolge la disperata resistenza dei friulani guidati da Simone Nusso, di San Daniele, che finisce impalato".
    Non a caso verrà proprio da questa insanguinata terra friulana il grande Marco d'Aviano - frate cappuccino recentemente portato agli onori degli altari dalla Chiesa - che dette vita alla resistenza cristiana, durante l'assedio di Vienna del 1683. Grazie alla vittoria di Vienna l'Europa fu salva e il protagonista dell'impresa fu Marco d'Aviano. "Senza di lui oggi le italiane, e non solo loro, porterebbero il burqa" dice Renzo Martinelli, regista del film "Il mercante di pietre", che un Gianfranco Fini conformista e superficiale ha condannato come "becera propaganda" antislamica.
    Le indicibili atrocità degli invasori turchi, le migliaia di vittime e di italiani deportati come schiavi, l'incubo lungo alcuni secoli vissuto dalle nostre popolazioni dal Nord fino al Sud, sembra siano state del tutto cancellate dalla nostra memoria collettiva. Anzi, oggi che l'Unione europea (e per prima l'Italia) sta spalancando le porte alla Turchia (70 milioni di musulmani), si pretende di "censurare" non solo le atrocità del lontano passato, ma pure quelle recentissime come il genocidio degli armeni (che i turchi non tollerano venga loro rinfacciato). Nel sito dell'ambasciata turca in Italia si può leggere una surreale conferenza dell'ambasciatore turco in Italia che, l'8 maggio 2003, a Istanbul, racconta la squisita ospitalità ricevuta a Otranto dove nel 1480 i turchi tagliarono la testa agli 800 superstiti maschi dell'assedio. L'ambasciatore prendeva parte come "ospite d'onore" alle cerimonie per i 520 anni di quell'evento e non si è sprecato in parole di condanna, né in scuse. Poi è stato invitato anche in Friuli perché, spiega eufemisticamente, "i nostri avi erano passati anche da questi luoghi".
    Per la verità hanno lasciato un ricordo orrido, ma l'ambasciatore dice trionfalmente che "l'amicizia fra i turchi e gli italiani ha sempre vinto" e condanna coloro che "si sono specializzati a trarre inimicizia dalla storia".
    Ce l'aveva forse con la Fallaci. Naturalmente è meglio non trarre inimicizia dalla storia, purché però la storia non sia censurata e il giudizio sul male compiuto sia chiaro. Così non sembra oggi visto che la Turchia continua a censurare i crimini del passato e il suo premier Erdogan - dopo la conferenza del papa a Ratisbona - è stato il più arrogante nel pretendere le "scuse" del Pontefice, reo di aver citato il Paleologo che ricordava le atrocità delle invasioni musulmane.
    L'ambasciatore turco in quella conferenza citò anche l'opera di Pasolini, ma solo en passant. Invece proprio quel testo darebbe un prezioso aiuto al recupero della nostra memoria di popolo. Perché - come scrisse Enzo Siciliano - mette in scena, sul modello della tragedia greca, un' "epica contadina, istintivamente cristiana" ed è un "elogio della solidarietà comunitaria".
    Insomma dà voce forte e commovente alle antiche radici cristiane del nostro popolo. Le uniche a resistere. "Cristo, pietà del nostro Paese". Questo è il grido iniziale dell'opera pasoliana. Il popolo semplice e buono della campagna friulana sente la chiesa come la sua casa e il suo cuore. E sarà la preghiera alla fine che salverà il villaggio di Casarsa, propiziando il miracolo di un uragano che allontana i barbari sanguinari.

    http://www.storialibera.it/epoca_med...ci%20cristiane


    Articolo ridicolo.
    D'altronde, visto l'autore...

  3. #3
    DonCamillo
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Articolo ridicolo.
    D'altronde, visto l'autore...

    E in 4 minuti l'hai letto tutto?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    E in 4 minuti l'hai letto tutto?
    Essendo stato scritto in tempi non sospetti, il paragone pasolini-fallaci può giusto suscitare un sorriso caritatevole

  5. #5
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    antonio socci

  6. #6
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    Forse Pasolini e la Fallaci , pur essendo di sinistra , erano capaci di avere pensieri ed opinioni proprie , non imposte dal conformismo e dalla paranaia ideologica . Forse avevano una visione molto più ampia e profonda di quella di Nicolò per cui potevano analalizzare certi fenomeni e denunciare conseguenze e pericoli per la società occidentale -

  7. #7
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    "Dai Socci fai la spada nella roccia" esortava tempo fa un arcangelo annunciatore su Rai Tre.

    Le radici cristiane.....
    Magnatevele le radici capre.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Forse Pasolini e la Fallaci , pur essendo di sinistra , erano capaci di avere pensieri ed opinioni proprie , non imposte dal conformismo e dalla paranaia ideologica . Forse avevano una visione molto più ampia e profonda di quella di Nicolò per cui potevano analalizzare certi fenomeni e denunciare conseguenze e pericoli per la società occidentale -

    Non dire cazzate qualunquiste come tuo solito.
    Non ve la tirate da lberi pensatori quando siete degli ignoranti qualunquisti che siccome sentono le stesse cagate qualunquiste da gente che si autodefinisce "intellettuale" o "giornalista" o "opinionista" o "storico" allora si sentono investiti della possibilità di reiterare e riproporre le stesse superficialità.

    Vuoi avere una opinione libera? Studia su testi di gente seria.
    Vuoi avere chiaro quali siano le mistificazioni dietro la retorica delle "radici giudaico-cristiane"? Allora leggi Losurdo dopo aver fatto un corso di sociologia (non serve quella marxista, basta quella borghese) partendo da Weber.
    Vuoi parlare di Pasolini? Allora leggilo.
    Vuoi parlare di Islam? Allora leggiti i saggi di Gilles Kepel e non la paccottiglia da quienta o sesta ristampa della Fallaci o di Magdi Allam o della Nierenstein.
    Basta con questa merda spacciata per controcultura libera e libertaria.

    A luta continua

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Non dire cazzate qualunquiste come tuo solito.
    Non ve la tirate da lberi pensatori quando siete degli ignoranti qualunquisti che siccome sentono le stesse cagate qualunquiste da gente che si autodefinisce "intellettuale" o "giornalista" o "opinionista" o "storico" allora si sentono investiti della possibilità di reiterare e riproporre le stesse superficialità.

    Vuoi avere una opinione libera? Studia su testi di gente seria.
    Vuoi avere chiaro quali siano le mistificazioni dietro la retorica delle "radici giudaico-cristiane"? Allora leggi Losurdo dopo aver fatto un corso di sociologia (non serve quella marxista, basta quella borghese) partendo da Weber.
    Vuoi parlare di Pasolini? Allora leggilo.
    Vuoi parlare di Islam? Allora leggiti i saggi di Gilles Kepel e non la paccottiglia da quienta o sesta ristampa della Fallaci o di Magdi Allam o della Nierenstein.
    Basta con questa merda spacciata per controcultura libera e libertaria.

    A luta continua

    Mi spiace per te ma non ho bisogno di leggere Gilles Kepel per sapere cosa è l'Islam . Ci sono stato dentro per decenni . E se vuoi te lo spiego bene
    E in quanto alle " radici giudaico - cristiane " non mi sono fermato a Losurdo , ma sono partito dai testi gnostici , dai vangeli apocrifi , ecc.

    Qui non si tratta di fare sfoggio di conoscenze vere o presunte e nemmeno di parlare di cose che non hanno niente a che vedere con l'argomento della discussione . Ho semplicemente detto che Pasolini e la Fallaci hanno colto come altri e prima di altri e a dispetto di altri che l'Islam non è compatibile con la nostra cultura improntata sulla libertà e sul diritto .

    Vorrei ricordarti che S. Rusdie ( che probabilmente sul tema ha qualche competenza e conoscenza superiore alla tua e a Kepel , così come sicuramente lo ha M. Allam ) ha scritto recentemente : " Mi sono sbagliato ma con l'Islam è in atto uno scontro di civiltà " Ti invito a leggerlo , è istruttivo. Forse ti eviterebbe anche di fare il sapientone

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Mi spiace per te ma non ho bisogno di leggere Gilles Kepel per sapere cosa è l'Islam . Ci sono stato dentro per decenni . E se vuoi te lo spiego bene
    E in quanto alle " radici giudaico - cristiane " non mi sono fermato a Losurdo , ma sono partito dai testi gnostici , dai vangeli apocrifi , ecc.

    Qui non si tratta di fare sfoggio di conoscenze vere o presunte e nemmeno di parlare di cose che non hanno niente a che vedere con l'argomento della discussione . Ho semplicemente detto che Pasolini e la Fallaci hanno colto come altri e prima di altri e a dispetto di altri che l'Islam non è compatibile con la nostra cultura improntata sulla libertà e sul diritto .

    Vorrei ricordarti che S. Rusdie ( che probabilmente sul tema ha qualche competenza e conoscenza superiore alla tua e a Kepel , così come sicuramente lo ha M. Allam ) ha scritto recentemente : " Mi sono sbagliato ma con l'Islam è in atto uno scontro di civiltà " Ti invito a leggerlo , è istruttivo. Forse ti eviterebbe anche di fare il sapientone

    Lo vedi che sei un qualunquista?
    I testi gnostici? E a che ti servono di preciso? A vedere il nesso tra cultura neoplatonica e cristianesimo? E ti servivano i testi gnostici quando basta costatare che i vangeli e moltissimi testi teologici sono pervenuti a noi in greco? E i vangeli apocrifi? Stesso discorso. Mo perchè avrai letto il vangelo di Tommaso o quello di Filippo allora hai scoperto cosa?
    Le radici giudaico-cristiane dell'Europa e poi l'Olocausto l'ha causato una nazione europea supportata da un altra nazione europea, gli ebrei vivevano nei ghetti e i preti andavano in segreto a rapire i neonati dei giudei per battezzarli forzosamente senza dimenticare che tutto l'antiebraismo europeo ben prima del sionismo (per cui vaffanculo anche alla cagata di equiparazione politica e sociologica tra antisionismo ed antiebraismo di Napolitano) ha radici francesi, inglesi prima ancora che tedesche.
    Dall'altra parte abbiamo mille anni di dominio arabo in Spagna, i normanni in Sicilia (che in quel periodo era la zona del mediterraneo più avanzata socialmente e culturalmente), utilizziamo la matematica importata dai matematici arabi e tutta la cultura filosofica medievale è impregnata del neoaristotelismo dei filosofi arabi. E tutto questo detto in maniera ultrasuperficiale e appena accennata chiaramente.
    Ma di che cazzo di radici volete parlare.
    Rushdie (si scrive così intanto) è uno scrittore anglo-indiano, ne sa un cazzo lui. E Magdi Allam? Ma quali titoli avrebbe Magdi Allam? Che ha fatto Magdi Allam nella sua vita a parte studi nella media in Egitto? Tu lo sai che il signor Allam quando è arrivato in Italia con la valigia di cartone si andava raccomandando come un disperato a Hamza Piccardo? Lo sai chi sia Hamza Piccardo?
    Che devo leggere di Rushdie, i versi satanici? Un romanzo dovrebbe spiegarmi l'Islam?
    Invece Gilles Kepel (che tu non sai nemmeno chi sia chiaramente) è direttore di ricerca al CNRS e responsabile del programma di dottorato sul mondo musulmano all'Istitut d'etudes politiques de Paris.
    Ma di che cazzo mi vuoi parlare.

 

 
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