





Saccà chiama Berlusconi. Dopo un minuto speso in adulazioni gli comunica difficoltà in seno al C.d.a. Rai perchè Lega e AN si sarebbero vendute per un piatto di lenticchie. Poi Berlusconi chiede a Saccà di garantire alla "soldatessa" di Bossi (???) che per quanto riguarda il Film sulla Lega Lombarda è tutto a posto. Infine gli raccomanda due show-girl, tra cui Evelina Manna. Le sorti artistiche di quest'ultima farebbero parte di una delle trattative imbastite da Berlusconi con senatori del centro-sinistra per far cadere Prodi.


Pronto Silvio, sono Saccà
Il testo e l’audio della conversazione tra il manager Rai e il Cavaliere: “Lei è amato nel paese, glielo dico senza piangeria”. Dai giochi in azienda, alla fissa di Bossi per il Barbarossa fino alle scritture per le attrici: “Sto cercando di avere la maggioranza in Senato”
VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull'utenza avente il numero XXX XXXXXXX in uso a Saccà Agostino, come da decreto del 05.06.2007 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli a firma del Dott. Dr. Vincenzo PISCITELLI
Data: 21/06/2007
Ora: 18:40:09 Durata: 0:07:17
S.S. = Segretaria Saccà
S. = Saccà
S.P. = Segretaria Presidente
P. = Presidente
S: Pronto.
S.S.: Direttore, glielo passano.
S: Si,.. pronto.
S.P.: Si Direttore, le passo il Presidente.
S: Si, grazie.
P: Agostino!
S: Presidente! Buonasera ..come sta ... Presidente...
P: Si sopravvive...
S: Eh .. vabbè, ma alla grande, voglio dire, anche se tra difficoltà, cioè io ... lei è sempre più amato nel paese ...
P: Politicamente sul piano zero ...
S: Si.
P: ... Socialmente, mi scambiano ... mi hanno scambiato per il papa..
S: Appunto dico, lei è amato proprio nel paese, guardi glielo dico senza nessuna piangeria ...
P: Sono fatto... oggetto di attenzione di cui sono indegno ...
S: Eh .. ma è stupendo, perchè c'era un bisogno ... c'è un vuoto ... che .. che lei copre anche emotivamente ... cioè vuol dire ... per cui la gente .. proprio ... è cosi ... lo registriamo...
P: E' una cosa imbarazzante ..
S: Ma è bellissima, però
P: Vabbè .. allora?
S: Presidente io la disturbo per questo, per una cosa fondamentale, volevo dirle alcune cose della Rai importanti in questo momento, perchè abbiamo faticato tanto per conservare la maggioranza .. eh, la maggioranza cinque è importante anche in questo passaggio, riusciamo a conservarla per un anno dopo la ... ma è strategica questa cosa, ma se la stanno giocando in una maniera .. stupida ... proprio, cioè ... quindi, volevo.. lei già lo sa ... perchè le avevo... volevo darle questo allarme, perchè, allora, se abbiamo la maggioranza in consiglio, e quindi abbiamo una forte importanza, questa maggioranza non la smonta più nessuno ormai dopo la decisione...
P: si, ... non capisco Urbani che fa lo stronzo, no?!
S: Mah! Allora ... Urbani, io non .. non lo so .. penso che in questi giorni sono stati più i nostri alleati ... che hanno un pò .. no! ... lui forse ha fatto un errore su Minoli ...e l'altra volta ... eh .. però sono stati un pò .. AN e anche la Lega, che per un piatto di lenticchie hanno spaccato la maggioranza ... dopo quindici giorni, in cui la maggioranza era uscita saldissima dalle aule giudiziarie, cioè quello che non è riuscito con specie ...
P: Mamma mia, vabbè, adesso io ho dovuto ... interessarmi di questa cosa....
S: Gli è riuscito con Speciale .. gli è riuscito forse con quello della Polizia ...
P: .. adesso li richiamo .. a ..(parola incomprensibile) ...
S: Li richiami lei all'ordine .. Presidente ...
P: Daccordo.
S: .. perchè abbiamo una grande vittoria .. qui in azienda stavamo riprendendo ...anche con Sensi ... Ingiro (fonetico) ..
P: vabbè .. va bè .. adesso vediamo, vediamo un pò. Senti, io ... poi avevo bisogno di vederti ..
S: Si.
P: perchè c'è Bossi che mi sta facendo una testa tanto ..
S: si .. si ..
P: .. con questo cavolo di .. fiction .. di Barbarossa ..
S: Barbarossa è a posto per quello che riguarda .. per quello che riguarda Rai fiction, cioè in qualunque momento ...
P: allora mi fai una cortesia ...
S: si
P: puoi chiamare la loro soldatessa che hanno dentro il consiglio ..
S: si.
P: .. dicendogli testualmente che io t'ho chiamato ...
S: vabbene, vabbene ..
P: ...che tu mi hai dato garanzia che è a posto ..
S: si, si è tutto a posto ..
P: .. chiamala, perchè ieri sera ..
S: la chiamo subito Presidente ...
P: ... a cena con lei e con Bossi, Bossi mi ha detto, ma insomma .. di qui di là ... dice ... Ecco, se tu potevi fare sta roba ...mi faresti una cortesia.
S: allora diciamola tutta ... diciamola tutta Presidente .. cosi lei la sa tutta, intanto il signor regista ha fatto un errore madornale perchè un mese fa ... ha dato .. e loro lo sanno .. ha dato un'intervista alla Padania, dicendo che aveva parlato con Bossi e che era tutto... io, ero riuscito a rimetterla in moto la cosa, che era tutto a posto perchè aveva parlato col Senatur .. bla, bla, bla ... il giorno dopo il corriere scrive ...
http://espresso.repubblica.it/dettag...-Sacca/1917587
(20 dicembre 2007)




Consiglio di sentire direttamente l'audio, solo con il testo non si apprezza la finezza politica di berlusca.
http://espresso.repubblica.it/multim...71644?flv=true
Cosiglio anche la lettura di questo articolo di Grasso.
il colloquio tra il leader di forza italia e il responsabile di rai fiction
Presidente e Direttore
Una telefonata da film
Saccà sembra un caratterista del cinema anni '50. E il Cavaliere: mi hanno scambiato per il Papa
La telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà è un piccolo capolavoro di antropologia culturale, il capitolo mancante del «Testimone auricolare» di Elias Canetti, un dialogo surreale degno di Totò e Peppino o una scena rubata da «Le vite degli altri», il bellissimo film sull'«età del sospetto».
Si fatica a credere che sia autentica, impossibile che non ci sia dietro la mano sapiente di Age & Scarpelli, o anche dei fratelli Vanzina.
Chi chiama per primo è Agostino Saccà, il potente capo della fiction Rai. Vuole lanciare un allarme, avvertire il presidente che alcuni membri del Cda della Rai, quelli della Casa delle Libertà, non si comportano come dovrebbero. Saccà sembra un caratterista del cinema italiano degli anni 50. Prima di fare la spia esagera negli elogi: «Lei è sempre più amato nel paese... guardi glielo dico senza nessuna piangeria (piaggeria forse, ma anche piangeria è vocabolo stupendo)... c'è un vuoto... che lei copre anche emotivamente». La spalla deve fare proprio questa parte, giusto perché il primo attore abbozzi. Così a Berlusconi viene servita su un piatto d'argento la battuta: «Socialmente, mi scambiano... mi hanno scambiato per il Papa». Mancano solo gli applausi. La telefonata segue questo andamento: inizia dai massimi sistemi (il Cda della Rai) e finisce con le girls. In realtà le girls sono sempre presenti e a poco a poco si rivela come l'elemento determinate dell'«operazione libertaggio»: le frasi, i silenzi, le descrizioni, le allusioni compongono un album di fisionomie auditive, il ritratto tragicomico e inconfondibile di questo nostro inguaribile Paese. Totò e Peppino. Per le rispettive segretarie, l'uno è Presidente e l'altro Direttore. Ma dal tono della telefonata i ruoli si precisano meglio. Berlusconi è il Capo e da del tu al sottoposto. Saccà invece si attiene a un deferente, fantozziano lei: «Presidente io la disturbo per questo, per una cosa fondamentale, volevo dirle alcune cose della Rai importanti... Li richiami lei all'ordine ». Il capo prende nota e ogni tanto, stancamente, chiede favori. Epiteti. Quando ci vogliono ci vogliono. Giuliano Urbani «fa lo stronzo» e «fa altre cazzate», la Lega cede «per un piatto di lenticchie», Giovanna Bianchi Clerici, membro del Cda in quota Lega, è «la soldatessa».
Lo splendore retorico, però, è il climax nei confronti del regista Renzo Martinelli, accusato da Saccà di aver rilasciato un'intervista inopportuna: «Il regista è Martinelli, che è un bravo regista, però è uno stupido, un ingenuo, un cretino proprio... ». Servito di barba e capelli. La cultura. Berlusconi chiede un favore a Saccà. Che si giri questa benedetta fiction sul Barbarossa. È appena stato a cena con Umberto Bossi che gli ha fatto una «testa tanta». È qui che Saccà taccia d'ingenuità Martinelli per aver svelato il mistero: la Lega pretende la fiction. Saccà si abbandona a una piccola lezione di storia, non prima però di cadere in contraddizione. Berlusconi gli ha appena chiesto un favore ma lui, imperterrito, ribadisce «non è vero (cosa scrivono i giornali), lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente...». Berlusconi, più onesto e spiritoso: «Io qualche volta di donne... e ti chiedo... per sollevare il morale del capo». Ma ecco la potente sintesi culturale per cui bisogna comunque girare la fiction. Saccà: «Perché Barbarossa è Barbarossa, perché Legnano è Legnano, perché i Comuni a Milano hanno segnato la civiltà dell'Occidente... voglio dire...». Berlusconi (sfinito): «D'accordo...». L'operazione libertaggio. Visto che Saccà ha chiamato, e che poi in settimana devono vedersi, Berlusconi ne approfitta per piazzare due signorine, Elena Russo ed Evelina Manna, «dilaniato dalle pretese di coso». Coso non ha un nome ma nella sceneggiata funziona benissimo. Per la signorina Russo le cose non devono essere andate tanto bene ma il fido Saccà promette e tranquillizza: «C'è un progetto interessante... adesso io la chiamo». Per la signorina Manna le cose sono un po' più complicate (intanto i due non hanno il suo numero di telefono e Berlusconi consiglia di cercarlo su Internet, geniale!), oscillano tra i meandri di una vita politica regolata sulle astuzie di Talleyrand e le grandi manovre in stile «Giovannona coscia lunga». Insomma, c'è qualcuno della maggioranza cui sta a cuore questa Manna del cielo in cambio di un trasloco politico (il Capo: «Io sto cercando... di aver la maggioranza in Senato... e questa Evelina Manna può essere... perché mi è stata richiesta da qualcuno... con cui sto trattando»). Saccà capisce al volo: «Presidente... a questo proposito, quando ci vediamo, io gli posso dire qualcosa che riguarda la Calabria... interessante». La manovra in codice si chiama «operazione libertaggio», qualcosa a metà fra la libertà e il libertinaggio. Ma dove si trovano due sceneggiatori così bravi? P.S. Dopo essere stato tirato in ballo dalle intercettazioni fra Luciano Moggi e Aldo Biscardi, mi tocca ora l'onore di essere oggetto delle chiacchiere fra Berlusconi e Saccà (e mi pare anche di intravedere qualche analogia). La mia opinione da semplice critico era la seguente: la fiction della Rai è modesta perché non segue una linea editoriale ma cerca di accontentare tutti. Non ho mai detto che Saccà fa quello che gli dice Berlusconi, ma ho scritto: «Non oso immaginare le telefonate che in questi anni Agostino Saccà ha ricevuto da politici, dal consiglio d'amministrazione, da vari potentati». Ma certo una telefonata così non potevo proprio immaginarla.
Aldo Grasso
21 dicembre 2007
http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml