Lo straniero
Lo straniero in casa mia,può esser sincero e cortese,ma non parla il mio linguaggio:io non riesco a coglierne il pensiero.Vedo il suo volto, e gli occhi, e la bocca,ma non lo spirito che vi sta dietro.
Gli uomini del mio stesso seme,possono comportarsi bene o male, male loro bugie son le stesse che si aspettan da me- le bugie alle quali sono bene avvezzi.E non abbiamo bisogno di interpretiquando dobbiamo fare mercato.
Lo straniero in casa mia- che egli sia buono o malvagio -io non so dire quali forze lo dominano,quali motivi scuotono il suo umore,né quando mai gli dei della sua terrariprenderanno possesso del suo sangue.
Gli uomini del mio stesso semepotranno anche esser perversi, ma,almeno, sentono quel che sento io,e vedono quello che vedo anche io.Eper male ch'io pensi di loro e dei loro simili,è la stessa cosa che loro pensan dwi miei.
Questa era l'idea di mio padre,e questa è anche la mia:che le stesse spighe stian tutte in un solo covone,e la stessa uva finisca tutta in un unico tino,prima che ai nostri figli alleghino i dentiun più amaro pane ed un più amaro vino.
Rudyard Kipling




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