Ricevo da Giandomenico Casalino alcune puntualizzazioni, che estendo a tutti voi, chiedendovi, cortesemente, di attuare medesima opera di diffusione.
Romanità e mondo etrusco. Osservazioni necessarie
Nel mio libro Res publica res populi. Studi sulla tradizione giuridico-religiosa-romana (Forlì, 2004) ho esposto, in guisa abbastanza sintetica (pagg. 152-153), alcune delle ragioni poste a base del discorso che vado svolgendo nei miei scritti intorno alla “natura” della civilizzazione etrusca in relazione alla cultura e spiritualità romane. Quelle ragioni, che mi limito a riferire, supportandole di adeguata bibliografia, ho indicato essere di specie tanto storico-culturale quanto giuridico-istituzionale che storico-religiosa, in una parola appaiono e sono ragioni scientificamente fondate, secondo gli studi anche recentissimi in detta materia. Tali studi, anche se chi li conduce ciò lo ignora, non fanno che coincidere e “provare”, su altri piani di conoscenza e da differenti punti di vista, nel loro complesso, sia le geniali intuizioni su cui si fonda l’ermeneutica del Bachofen (che qualche sprovveduto in fregola di revisionismi modernisti, vorrebbe essere “superato”: come se si trattasse di un “articolo” di moda…!) ché l’enorme ed organico discorso che Evola ha sviluppato partendo da quelle intuizioni e non solo… Intuizioni del primo e discorso del secondo, ma anche di altri tra cui lo stesso Hegel, che sul punto hanno peraltro per illustri precursori la gran parte degli autori classici… (vedi da ultimo sulla trufhv – mollezza dei costumi etruschi – I. Ramelli, Cultura e religione etrusca nel mondo romano, Alessandria, 2003, pagg. 14-48).
Orbene, a queste mie precisazioni, che ritengo pacifiche ed incontestabili, anche per quanto concerne la visione del mondo che si manifesta nella scultura come nella pittura, nello stile architettonico come in quello urbanistico, sia della cultura etrusca che di quella romana, evidenziando – a chi ha occhi per vedere e mente per discernere – tali dimensioni dello spirito, la estraneità nonché la differenza radicale esistente tra i due mondi; NESSUNO ha mai risposto entrando nel merito e discutendo la quaestio (ammesso che sia tale…) a mezzo di “allegata et probata”, nonostante, nelle predette pagine, abbia io invitato chi ne fosse “convinto” eventualmente a tentare di farlo…
Al contrario si è perseverato nel muovere o bonari “rimproveri” o scandalizzate “accuse” a chi scrive, perché avrebbe osato argomentare in tale modo; senza mai spiegare le “ragioni”, se mai ve ne possano essere, per cui non doveva essere fatto…
Mentre attendo ancora e pazientemente che su tale argomento si risponda punto per punto ADEGUATAMENTE E NEL MERITO, alle problematiche sollevate sia in quelle pagine che in tutti gli altri miei libri, ritengo che, in difetto di tali necessarie e dovute argomentazioni a contrario, tutti coloro – amici e non – che, per le più svariate ragioni (che allo stato restano comunque sconosciute) non condividono le idee da me difese, debbano compiacersi di tacere, astenendosi dal muovere generiche ed insulse “critiche” o vane e pretestuose “accuse”, tutte e sempre rigorosamente immotivate.
Tali osservazioni non hanno (e come potrebbero averne!) alcun carattere polemico, ma sono solo delle osservazioni necessarie da parte di chi giudica, comunque, molto ma molto più rilevante ed essenziale, quale autentico servizio dell’Idea del Mondo nella quale si riconosce, proseguire negli studi e nelle ricerche a cui il “proprio” Demone lo ha destinato, nella Via agli Dei che Esso ha scelto, accompagnandosi alla profonda convinzione che «i cani abbaiano e la carovana passa…».
Giandomenico Casalino




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