
Originariamente Scritto da
guidulli
(ASCA) - Roma, 20 dic - Piano piano, nel dibattito sulla riforma elettorale che vede l'accesa contrapposizione tra sostenitori del modello tedesco puro e quelli che tifano per la variante spagnola, ritorna a farsi strada l'idea francese. Negli ultimi giorni qualche accenno era stato fatto, ma solo nei termini di un doppio turno ispirato al sistema elettorale in vigore per l'elezione del sindaco nei comuni sopra i 15 mila abitanti. Nelle ultime ore invece - forse grazie a qualche cenacolo o salotto frequentato da 'gente che conta' - l'interesse non sarebbe rivolto solo ad un doppio turno, ma anche al sistema francese in quanto tale. L'idea che sta seducendo piu' parti (politiche ed economico-imprenditoriali) e' quella di non limitarsi allo strumento elettorale ma di
'prendere' l'intero pacchetto francese con i suoi aspetti istituzionali, naturalmente da adattare alla realta' italiana. L'obiettivo sarebbe quello di un semipresidenzialismo attenuato, comunque in grado pero' di garantire l'esistenza di ''due motori'': quello del governo guidato da un primo ministro e quello presidenziale che oltre a rappresentare e garantire l'unita' della Nazione si fa promotore e sollecitatore del governo del Paese, rimanendo pero' in un ambito istituzionale non essendo lui il capo dell'esecutivo (come invece avviene oltralpe). L'idea - ancora in fase di abbozzo - e' di perfezionare il modello francese evitando le frizioni politiche di ''coabitazioni'' politicamente diverse, che in Francia sono ormai consolidate nella cultura istituzionale e civile, ma che da noi potrebbero essere fonte di contrasti paralizzanti non solo istituzionali, ma anche personali. Ecco dunque l'idea di recuperare alcune linee portanti del progetto che era stato messo a punto nella ormai mitica Bicamerale, ma mitigando i poteri del presidente che non sarebbe piu' il dominus della scena politica e istituzionale, ma un grande garante con poteri veri e attivi. Lo strumento, secondo alcune ipotesi ancora tutte allo studio, sarebbe quello di ''dinamicizzare'' entro certi limiti i poteri gia' previsti in Costituzione per il nostro presidente della Repubblica, fino ad oggi previsti e letti in ''senso statico'', rappresentativo e quasi burocratico. La formula ''attenuata'' di semipresidenzialismo o dei due motori (in cui il secondo entra in funzione per aiutare o spingere il primo quando funziona poco o male) permetterebbe anche di salvaguardare il ruolo del parlamento che non verrebbe schiacciato, come oggettivamente avviene in Francia, rimanendo titolare del rapporto politico di fiducia e titolare delle grandi leggi di indirizzo. Per ora e' solo un'ipotesi di pochi attori (politici, istituzionali, imprenditoria e costituzionalisti) ma nei prossimi giorni la riflessione sul sistema francese dovrebbe uscire allo scoperto per coinvolgere anche l'opinione pubblica.
Forse ci siamo?
