Nel mio sogno mi sono svegliata a bordo di un veliero, un'antica nave oneraria per il trasporto delle merci fra Europa ed America del Sud.
Del viaggio ricordo il beccheggio, le grandi onde oceaniche, la costa delle Canarie con le ricche cappelle devozionali a mezza costa; l'uso di fare merenda a metà pomeriggio, con un'elegante mescolanza d'usi inglesi e spagnoli.
Il profumo inebriante del mare, i colori meravigliosi del cielo infinito, e le stellate, misteriose e per questo affascinanti per i miei occhi di dama cortese.
Un viaggio pacifico, dalla casa paterna alla casa maritale.
D'improvviso cambia scena.
Anno Domini 2007: su di una spiaggia viene ritrovata una bottiglia databile alla fine del diciassettesimo secolo dell'era cristiana.
La bottiglia, chiusa con tappo e ceralacca rossa, contiene pagine calligrafiche; il racconto di un viaggio, fatto da un agronomo olandese a bordo di una nave oneraria, alla scoperta di essenze da importare e coltivare.
Dalla lettura del testo l'idea di una sceneggiatura, e di un film americano, in costume, senza contenuti violenti eppure avventuroso, descrittivo, storico e poetico.
Protagonisti il medico di bordo - studioso come quello di "Master and commander"- e l'olandese.
Nel sogno immagino di essermi ritrovata sul set del film.
Colpo di scena.
Sogno di svegliarmi a bordo della nave oneraria; abiti secenteschi, non di scena. Vera compagnia d'epoca, vera colazione; vera passeggiata sul ponte, guardando il vero equipaggio impegnato a far prendere il vento alle vele.
Stiamo tornando in Europa: appena salpati da Santa Cruz de Tenerife, osservo il passeggero olandese affidare divertito alle onde un messaggio, arrotolato e chiuso in una bottiglia sigillata con ceralacca rossa.
Allarmata guardo se all'orizzonte compaiono pirati o corsari, o segni di tempeste imminenti; mi chiedo se immagini forse un possibile naufragio in questo nostro calmo mare benevolo, e prevedendo il destino cerchi di affidare un testamento alle onde.
Ma in silenzio i nostri occhi s'incontrano; comprendo che per gioia di vivere ha scritto il suo racconto, e felici ci sorridiamo.
E' un sogno simbolico, politico, beneaugurale.
Spero l'abbiate capito, e se qualcuno volesse ricavarne un film, si ricordi dell'autrice e di Politicaonline...
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