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  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    Sono stato in Puglia a Settembre e mi ha molto impressionato ...
    mi è piaciuta molto e mi è sembrata nettamente migliore a come
    me la ricordavo circa un decennio fa.

    Non voglio dire che sia tutto merito di Nicky Vendola ma perdio
    tanto male non avrà fatto se i risultati sono quelli che ho visto.
    Nel Gargano devastato dagli incendi ci sei stato ?

  2. #32
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    nceneritori La paralisi campana e l’impianto ecologico veneto
    Rifiuti, se Napoli copiasse Venezia
    In laguna realizzato un grande impianto modello, al Sud è sempre emergenza

    Riuscirà Babbo Natale a raggiungere tutti i bambini facendosi largo con la slitta tra montagne di spazzatura? Ecco il dubbio di tanti piccoli napoletani. I quali, oltre al gran freddo che il buon Gesù ha mandato loro a rendere meno fetida l’aria, avrebbero diritto ad avere in dono un po’ meno di ipocrisia. Cosa ci hanno raccontato, per anni e anni? Che il pattume partenopeo, ammucchiato senza uno straccio di raccolta differenziata così com’è («tale quale», in gergo) non può essere trattato, ripulito, riciclato, trasformato in combustibile e bruciato.

    Falso. Succede già. A Venezia. Dove lo stesso tipo di immondizia viene smaltito senza problemi dal più grande impianto europeo di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) che manda in discarica solo il 6% di quello che arriva coi camion e le chiatte. E dov’è l’inceneritore? Dov’è questo mostro orrendo le cui fiamme fanno inorridire i campani che da anni, dipingendosi già avvolti dai fumi neri della morte, si ribellano all’idea di ospitarne qualcuno? A tre chilometri dalle bancarelle del mercato di Marghera. A cinque da Mestre. A otto dal campanile di San Marco. Senza che nessuno, neppure il gruppuscolo ambientalista più duro e puro e amante delle farfalle, abbia mai fatto una manifestazione, un corteo, una marcetta, un cartellone di protesta. Prova provata, se ancora ce ne fosse bisogno, che sotto il Vesuvio sono troppi a giocare sporco.

    Pare una clinica, l’impianto in riva alla laguna, ai margini di Marghera. La bolzanina «Ladurner» l’ha costruito (dal primo scavo nel terreno al fissaggio degli interruttori elettrici) in dodici mesi. Contro i millenni necessari, non per l’indolenza delle persone quanto per la rete di veti e ricatti, nella sventurata Campania che, stando ai dati Apat, rappresenta da sola il 43% del territorio italiano inquinato dallo smaltimento scriteriato, o addirittura criminale, della «munnezza». Impianto pulito. Silenzioso. Efficiente. Apparentemente quasi deserto. «Quanti dipendenti? Meno di un centinaio. Al Cdr, su tutto il ciclo, 28 persone», spiega Fiorenzo Garda, dell’azienda altoatesina. Sei in meno di quanti bivaccano al call-center napoletano del Pan (Protezione ambiente e natura) dove, stando al rapporto della commissione parlamentare, ogni centralinista riceve mediamente una telefonata a testa alla settimana.

    Ventotto persone che, scivolando tra capannoni, rampe e officine, ricevono ogni giorno i rifiuti urbani di Venezia (comprese Mestre, Marghera, le isole), Chioggia e larga parte della Riviera del Brenta per un totale di 300mila persone. Meglio: per un totale equivalente a una popolazione di 300mila abitanti. La Serenissima è infatti una città speciale per almeno due motivi. Il primo è che, scesa nei decenni a 50mila residenti, accoglie ogni anno quasi 20 milioni di turisti (meglio: 20 milioni di presenze giornaliere, per una media di circa 55mila abitanti supplementari al giorno con punte di 150mila) ai quali è praticamente impossibile imporre la raccolta differenziata. Il secondo è che un conto è portar via la campana della carta e del vetro coi camion in terraferma (dove la «differenziata» sta mediamente al 45%) e un altro con le barche nei canali.

    Risultato: le «scoasse» veneziane sono uguali alla «munnezza» napoletana. Con più nero di seppia e meno pummarola, ma uguali. E infatti, caricate sulle barche a da lì trasbordate su enormi chiatte alle spalle della Giudecca, quando arrivano alle banchine di Marghera potrebbero essere perfettamente confuse con quelle che vengono scaricate dai camion nelle fosse dantesche degli impianti partenopei. È lì che i destini si dividono.

    I rifiuti campani, in attesa dei termovalorizzatori (quello di Acerra che doveva essere acceso a ottobre, dopo 14 anni dalla prima dichiarazione di emergenza, è bloccato dall’inchiesta dei giudici e i lavori per quello di Santa Maria La Fossa devono ancora cominciare) vengono imballati alla meno peggio e ammassati in gigantesche piramidi su terreni comprati a prezzi sempre più folli, con misteriosi rincari anche del 500% in dodici ore. Piramidi che ormai stoccano sette milioni di tonnellate di «ecoballe» (che «eco» non sono) le quali potrebbero, se allineate, coprire la distanza che c’è da Parigi a New York. Una situazione esplosiva. Che costringe da anni i commissari via via nominati a recuperare nuove discariche (l’ultima è a Serre, a 102 chilometri dal capoluogo campano e per farla hanno buttato giù centinaia di querce) o a riaprirne di chiuse sfidando la collera degli abitanti. Collera spesso accesa dalla camorra, che vede a rischio i suoi affari. Che si nutrono proprio dell’emergenza campana. Costata fino ad oggi almeno un miliardo e duecento milioni di euro. I rifiuti veneziani no, quelli i soldi, agli azionisti pubblici, li fanno guadagnare. Dice Gianni Teardo, responsabile tecnico degli impianti, che quest’anno il complesso di Marghera, costato 95 milioni di euro (un dodicesimo dei soldi spesi in Campania) va in attivo. Spiegare come la spazzatura venga «bollita» per una settimana in enormi cassoni («biocelle »), asciugata, sminuzzata, passata al setaccio per separare quello che può essere riciclato tra i metalli, la plastica o la carta, sarebbe lungo. Basti sapere che, mettendo insieme questo lavoro con quello a monte della raccolta differenziata e poi una seconda e una terza operazione di filtraggio, l’impianto veneziano si vanta di mandare in discarica nell’entroterra di Chioggia solo il 6% del pattume trattato. Che dovrebbe essere ridotto entro un paio di anni al 3%. «Anche se puntiamo a ridurlo ancora, fino ad azzerare il ricorso alla discarica ».

    Ferri, plastiche e carta vengono venduti sul mercato. La metà del Cdr prodotto e compattato in «brichette » simili a corti bastoncini è ceduto all’Enel che lo brucia al posto del carbone per fare energia. Tutto ciò che può essere usato allo scopo diventa «compost» per fecondare i terreni troppo sfruttati e in fase di desertificazione. E quel che resta, infine, viene bruciato.

    Direte: oddio, vicino a Venezia! Esatto: in faccia a Venezia. Senza una protesta. Sotto il controllo dell’Arpav. Con un rapporto giornaliero sui fumi emessi. E sapete cosa salta fuori, a vedere i dati certificati dalle autorità sanitarie? Che un inceneritore di ultima generazione come quello veneziano, tra filtri e controfiltri, sta molto al di sotto dei limiti fissati, che sono da cinque a quindici volte più rigidi rispetto a quelli delle centrali termoelettriche o dei cementifici. Ma c’è di più. Fatti i conti, quel camino che smaltisce ciò che resta dei rifiuti di 300mila abitanti butta nell’aria ogni ora circa 60mila milligrammi di polveri. Pari a quanti ne escono, stando alle tabelle Ue, dai tubi di scappamento di quindici automobili di tipo Euro2. Per non dire di quelle più vecchie, che inquinano infinitamente di più. Direte: e se queste polveri fossero più aggressive? Massì, esageriamo: ogni camino come quello di Marghera inquina come una cinquantina di auto Euro2. E sapete quante ce ne sono, in Campania, di auto così o più vecchie e inquinanti? Oltre 2 milioni e 200mila. Pari a 44mila inceneritori come quello di Marghera.

    Gian Antonio Stella


    http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml
    Interessante, si sa per caso come hanno risolto il problema delle ceneri? Quest'ultimo argomento è infatti l'unico ultimo problema che questo tipo di impianti pone.

  3. #33
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50 Visualizza Messaggio
    Volendo , se avessimo una classe politica un poco più decente , i problemi si potrebbero risolvere.
    Qui si parla dell'impianto di Marghera.
    Giovedì scorso , leggevo su "Nova" , l'inserto del Sole 24 ore sull'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica , di un impianto modulare per il trattamento dei rifiuti , che è stato installato a titolo sperimentale nel comune di Capo d'Orlando (Messina).
    Mi dispiace non poter riportare l'articolo , cercherò di riassumerlo.
    Il modulo , di natura meccanica e fisica , tratta 50 tonnellate al giorno di rifiuti totali , diconsi totali , cioè totalmente non differenziati , dentro cioè c'è tutto , umido , secco , e perfino vetro , cioè non si usano neanche le campane.
    L'impianto , mutuando processi in uso nell'industria mineraria per l"arricchimento" del minerale base , tritura in maniera infinitesima il tutto , fino a particelle inferiori al decimo di millimetro , praticamente della consistenza del talco....
    Successivamente questa polvere subisce un processo di differenziazione fisica , basata sul peso specifico , che separa vetro , metalli , e persino plastiche contenenti cloro da plstiche che non ne hanno...
    Il tutto va poi al rutilizzo , o alla combustione.
    Il modulo da 50 tonnellate può servire le esigenze di 30.000 abitanti , e richiede pochissimo spazio.
    Alla fine il costo di smaltimento è inferiore della metà a quello della discarica o dell'inceneritore , o della raccolta differenziata....
    Tutto bene direte voi ?
    Si spera di si , però non si deve mai dimenticare che siamo nel paese dove l'ultima parola ce l'hanno i verdi , i quali non hanno a cuore l'interesse per il problema e la sua soluzione o l'ambientalismo , ma solo la strumentalizzazione dell'ambientalismo stesso a fini anticapitalisti....
    Vedrete che troveanno qualcosa anche contro questo impianto innovativo...
    In itaglia il pessimismo è d'obbligo , visto i politici che ci troviamo......
    Dal punto di vista economico è conveniente? I costi di manutenzione come sono?

  4. #34
    Ha da venì Baffone
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    Citazione Originariamente Scritto da BALDEAGLE Visualizza Messaggio
    Nel Gargano devastato dagli incendi ci sei stato ?

    No, ho fatto il Salento, Lecce, Otranto, Leuca, poi su fino a Brindisi,
    Fasano, Bari ... Lecce è un gioiello che non sfigurerebbe con le migliori
    città del nord ... ho lasciato la macchina a giro senza troppi problemi
    ( nel '96, a Monopoli, dovevo blindarla in garage ), strade migliori,
    gente mentalmente più aperta ( amichevoli i Pugliesi sono sempre
    stati ), belle spiagge, pulite, ecc ... ecc ...
    Non mi posso davvero lamentare di niente ... sarò anche stato fortunato
    ma facendo un confronto col '96 ...

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Alex il Rosso Visualizza Messaggio
    Dal punto di vista economico è conveniente? I costi di manutenzione come sono?
    Ho recuperato l'articolo ( Nòva , supplemento scientifico del Sole 24 ore di giovedì 20/12/07 , pagina 5).

    Titolo : THOR non fa alcuna differenza.
    Riassumo.
    THOR è l'acronimo di "Total HOuse waste Recicling" ;
    Il processo è stato creato dal ISMN (Istituto di studi sui materiali nanostrutturati ) del CNR di MOntelibretti (Roma).
    La struttura trasforma ogni giorno 50 tonellate di spszzatura , ed è in grado di digerire tutto , evitando la raccolta differenziata.
    THOR viene alimentato con lo stesso combustibile che produce , e si può considerare un impianto mobile utilizzabile nelle situazioni di emergenza , dove è necessario trattare rifiuti velocemente senza scorie e senza occupare molto spazio.
    Anche i costi sono contenuti : un impianto da 4 tonnellate / ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e necessita di un investimento medio di 2 milioni di euro.
    Anche le spese di gestione sono contenute.
    Un impianto in grado di smaltire 20.000 tonellate di rifiuti l'anno , comporta una spesa di 40 euro a tonnellata , di fronte ai 100 euro /ton. richiesti dalle discariche e i 250 euro /ton dell'inceneritore.
    Un'area urbana composta di 30.000 abitanti produce 50 tonnellate al giorno di rifiuti ....THOR è in grado di trasformare questi sacchi di immondizia in 30 tonn. di combustibile , 3 tonn. di vetro , 2 di metalli ferrosi e non ferrosi e 1 di inerti , compresa la frazione ricca di cloro , che viene separata per non inquinare l'aria......
    Per rendersi conto del livello di efficienza raggiunto , i ricercatori sostengono che il mulino THOR digerisce anche le famose traversine di legno dei treni intrise di sostanze tossiche , senza inquinare l'ambiente.
    Non c'è stoccaggio , con relativi odori e percolato , dato che i sacchi vengono immediatamente triturati......
    .............................
    Questo è quanto , in effetti non si parla di manutenzione , che deve essere chiaramente elevata , visto l'elevato attrito.
    Penso però che quando si citano quei costi , in essi ci sia anche la "quota di manutenzione.."
    Saluti.

  6. #36
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    nceneritori La paralisi campana e l’impianto ecologico veneto
    Rifiuti, se Napoli copiasse Venezia
    In laguna realizzato un grande impianto modello, al Sud è sempre emergenza

    Riuscirà Babbo Natale a raggiungere tutti i bambini facendosi largo con la slitta tra montagne di spazzatura? Ecco il dubbio di tanti piccoli napoletani. I quali, oltre al gran freddo che il buon Gesù ha mandato loro a rendere meno fetida l’aria, avrebbero diritto ad avere in dono un po’ meno di ipocrisia. Cosa ci hanno raccontato, per anni e anni? Che il pattume partenopeo, ammucchiato senza uno straccio di raccolta differenziata così com’è («tale quale», in gergo) non può essere trattato, ripulito, riciclato, trasformato in combustibile e bruciato.

    Falso. Succede già. A Venezia. Dove lo stesso tipo di immondizia viene smaltito senza problemi dal più grande impianto europeo di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) che manda in discarica solo il 6% di quello che arriva coi camion e le chiatte. E dov’è l’inceneritore? Dov’è questo mostro orrendo le cui fiamme fanno inorridire i campani che da anni, dipingendosi già avvolti dai fumi neri della morte, si ribellano all’idea di ospitarne qualcuno? A tre chilometri dalle bancarelle del mercato di Marghera. A cinque da Mestre. A otto dal campanile di San Marco. Senza che nessuno, neppure il gruppuscolo ambientalista più duro e puro e amante delle farfalle, abbia mai fatto una manifestazione, un corteo, una marcetta, un cartellone di protesta. Prova provata, se ancora ce ne fosse bisogno, che sotto il Vesuvio sono troppi a giocare sporco.

    Pare una clinica, l’impianto in riva alla laguna, ai margini di Marghera. La bolzanina «Ladurner» l’ha costruito (dal primo scavo nel terreno al fissaggio degli interruttori elettrici) in dodici mesi. Contro i millenni necessari, non per l’indolenza delle persone quanto per la rete di veti e ricatti, nella sventurata Campania che, stando ai dati Apat, rappresenta da sola il 43% del territorio italiano inquinato dallo smaltimento scriteriato, o addirittura criminale, della «munnezza». Impianto pulito. Silenzioso. Efficiente. Apparentemente quasi deserto. «Quanti dipendenti? Meno di un centinaio. Al Cdr, su tutto il ciclo, 28 persone», spiega Fiorenzo Garda, dell’azienda altoatesina. Sei in meno di quanti bivaccano al call-center napoletano del Pan (Protezione ambiente e natura) dove, stando al rapporto della commissione parlamentare, ogni centralinista riceve mediamente una telefonata a testa alla settimana.

    Ventotto persone che, scivolando tra capannoni, rampe e officine, ricevono ogni giorno i rifiuti urbani di Venezia (comprese Mestre, Marghera, le isole), Chioggia e larga parte della Riviera del Brenta per un totale di 300mila persone. Meglio: per un totale equivalente a una popolazione di 300mila abitanti. La Serenissima è infatti una città speciale per almeno due motivi. Il primo è che, scesa nei decenni a 50mila residenti, accoglie ogni anno quasi 20 milioni di turisti (meglio: 20 milioni di presenze giornaliere, per una media di circa 55mila abitanti supplementari al giorno con punte di 150mila) ai quali è praticamente impossibile imporre la raccolta differenziata. Il secondo è che un conto è portar via la campana della carta e del vetro coi camion in terraferma (dove la «differenziata» sta mediamente al 45%) e un altro con le barche nei canali.

    Risultato: le «scoasse» veneziane sono uguali alla «munnezza» napoletana. Con più nero di seppia e meno pummarola, ma uguali. E infatti, caricate sulle barche a da lì trasbordate su enormi chiatte alle spalle della Giudecca, quando arrivano alle banchine di Marghera potrebbero essere perfettamente confuse con quelle che vengono scaricate dai camion nelle fosse dantesche degli impianti partenopei. È lì che i destini si dividono.

    I rifiuti campani, in attesa dei termovalorizzatori (quello di Acerra che doveva essere acceso a ottobre, dopo 14 anni dalla prima dichiarazione di emergenza, è bloccato dall’inchiesta dei giudici e i lavori per quello di Santa Maria La Fossa devono ancora cominciare) vengono imballati alla meno peggio e ammassati in gigantesche piramidi su terreni comprati a prezzi sempre più folli, con misteriosi rincari anche del 500% in dodici ore. Piramidi che ormai stoccano sette milioni di tonnellate di «ecoballe» (che «eco» non sono) le quali potrebbero, se allineate, coprire la distanza che c’è da Parigi a New York. Una situazione esplosiva. Che costringe da anni i commissari via via nominati a recuperare nuove discariche (l’ultima è a Serre, a 102 chilometri dal capoluogo campano e per farla hanno buttato giù centinaia di querce) o a riaprirne di chiuse sfidando la collera degli abitanti. Collera spesso accesa dalla camorra, che vede a rischio i suoi affari. Che si nutrono proprio dell’emergenza campana. Costata fino ad oggi almeno un miliardo e duecento milioni di euro. I rifiuti veneziani no, quelli i soldi, agli azionisti pubblici, li fanno guadagnare. Dice Gianni Teardo, responsabile tecnico degli impianti, che quest’anno il complesso di Marghera, costato 95 milioni di euro (un dodicesimo dei soldi spesi in Campania) va in attivo. Spiegare come la spazzatura venga «bollita» per una settimana in enormi cassoni («biocelle »), asciugata, sminuzzata, passata al setaccio per separare quello che può essere riciclato tra i metalli, la plastica o la carta, sarebbe lungo. Basti sapere che, mettendo insieme questo lavoro con quello a monte della raccolta differenziata e poi una seconda e una terza operazione di filtraggio, l’impianto veneziano si vanta di mandare in discarica nell’entroterra di Chioggia solo il 6% del pattume trattato. Che dovrebbe essere ridotto entro un paio di anni al 3%. «Anche se puntiamo a ridurlo ancora, fino ad azzerare il ricorso alla discarica ».

    Ferri, plastiche e carta vengono venduti sul mercato. La metà del Cdr prodotto e compattato in «brichette » simili a corti bastoncini è ceduto all’Enel che lo brucia al posto del carbone per fare energia. Tutto ciò che può essere usato allo scopo diventa «compost» per fecondare i terreni troppo sfruttati e in fase di desertificazione. E quel che resta, infine, viene bruciato.

    Direte: oddio, vicino a Venezia! Esatto: in faccia a Venezia. Senza una protesta. Sotto il controllo dell’Arpav. Con un rapporto giornaliero sui fumi emessi. E sapete cosa salta fuori, a vedere i dati certificati dalle autorità sanitarie? Che un inceneritore di ultima generazione come quello veneziano, tra filtri e controfiltri, sta molto al di sotto dei limiti fissati, che sono da cinque a quindici volte più rigidi rispetto a quelli delle centrali termoelettriche o dei cementifici. Ma c’è di più. Fatti i conti, quel camino che smaltisce ciò che resta dei rifiuti di 300mila abitanti butta nell’aria ogni ora circa 60mila milligrammi di polveri. Pari a quanti ne escono, stando alle tabelle Ue, dai tubi di scappamento di quindici automobili di tipo Euro2. Per non dire di quelle più vecchie, che inquinano infinitamente di più. Direte: e se queste polveri fossero più aggressive? Massì, esageriamo: ogni camino come quello di Marghera inquina come una cinquantina di auto Euro2. E sapete quante ce ne sono, in Campania, di auto così o più vecchie e inquinanti? Oltre 2 milioni e 200mila. Pari a 44mila inceneritori come quello di Marghera.

    Gian Antonio Stella


    http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml


    qualcuno informi sior Bassolino e compagnia cantante

  7. #37
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    Anche dalle mie parti, a Peccioli (PI) c' un termivalorizzatore, che dà lavoro, non genera cattivi odori, produce energia elettrica e ha trasformato un paesaccio di morti di fame in gran signori e nessuno si lamenta. il barbatrucco? Realizzare un impianto in maniera seria puntando alla sicurezza e all'efficienza, coinvolgere la popolazione rendendola azionista dell'impresa di smaltimento, creare ammortizzatori ambientali quali un parco, una piscina, un impianto sportivo e 11 Km di piste ciclabili in mezzo al verde... E ora produce anche materiale inerte per costruzione, mentre i napoletani affogano nella loro stessa merda.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    La colpa non è dei Campani . E ' di Bassolino e del sindaco di Napoli .
    La colpa è unicamente della camorra e delle realtà ad essa collusa: magistratura, politica, ecclesiastici, commercianti, imprenditori.
    Dare la colpa unicamente a questo o quel politico è una visione stupida e inutilmente faziosa. Sono sicuro che stante al governo regionale la destra non sarebbe cambiato nulla.
    Non dimentichiamo infatti che in campania la monnezza è commissariata da 20 anni. Ne sono passati di governi nazionali e nessuno ha fatto un cazzo.
    Ciò non di meno le colpe di chi è al governo regionale sono doppie, perchè doppiamente responsabile, rispetto a chi sta semplicemente all'opposizione.

    E per chi vive onestamente a Napoli e vede la monnezza per le strade tutti i giorni dell'anno... beh, purtroppo non potete immaginarlo voialtri

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    No, ho fatto il Salento, Lecce, Otranto, Leuca, poi su fino a Brindisi,
    Fasano, Bari ... Lecce è un gioiello che non sfigurerebbe con le migliori
    città del nord ... ho lasciato la macchina a giro senza troppi problemi
    ( nel '96, a Monopoli, dovevo blindarla in garage ), strade migliori,
    gente mentalmente più aperta ( amichevoli i Pugliesi sono sempre
    stati ), belle spiagge, pulite, ecc ... ecc ...
    Non mi posso davvero lamentare di niente ... sarò anche stato fortunato
    ma facendo un confronto col '96 ...
    Cmq Guarda che prima di Vendola in Puglia c'è stato anche Fitto, che molte cose per la mia amata terra le ha fatte.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da il Federale Visualizza Messaggio
    i Campani e i napoletani hanno votato Bassolino.
    Se lo tengano; significa che se lo meritano.
    Campania non significa esclusivamente Napoli, vatti a vedere i dati diffusi da Legambiente sulla realtà salernitana. In merito a riciclaggio, i salernitani non hanno niente da copiare o invidiare ai veneti. Hai mai notato che quando si parla di emergenza rifiuti in Campania non inquadrano mai o citato comuni salernitani ? Il Sindaco di Salerno De Luca ed il Presidente della Provincia di Salerno Villani sono sempre stati ai ferri corti con i dirigenti regionali per diversità di vedute sul modo di gestire certe situazioni in Campania.
    Per quanto riguarda il voto a Bassolino quasi il 70% degli aventi diritto al voto, in Campania, sono napoletani è chiaro che vince sempre quell'ominide di Bassolino. La responsabilità potrebbe essere ai vertici istituzionali, ad iniziare dal Presidente della Repubblica, che non mettono alla corda Bassolino per sbatterlo fuori per incapacità: morale, professionale ecc.

 

 
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    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 31-03-08, 20:14
  4. chi è che comanda?
    Di stuart mill nel forum Politica Estera
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 21-10-06, 12:45
  5. Risposte: 0
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