Però pensateci: un patto d'apparato tra PD e FI. Il capo del PD, il rampante Veltroni, si ciuccia la presidenza, però, il Silvio mette a guardia il fido Letta. L'interno va a chi non ha la presidenza: ci si mette un forzista di alto rango e scarsa personalità, in modo che porti avanti il Silvio-pensiero. Agli esteri, invece, il PD decide di lanciare il "giovane" per fargli fare le ossa in vista del suo roseo futuro. Difesa e Giustizia, uno a testa, meritano gente fidata ma di basso profilo: devono fare quello che serve senza far casino e senza rompere le balle ai manovratori.
Per dare un segno di "alto profilo e serietà", mettono il povero Monti all'economia, che accetta per spirito di servizio, ma che da solo di certo non può fare nulla. La Logga e la Turco sono i migliori candidati per usare sanità e pubblica istruzione come arene di clientelarismo e per contenere i costi di questi due settori, inutili orpelli di uno stato assistenziale ottocentesco.
Di Pietro avrà il contentino per essere entrato nel PD. Bianco, invece, essendo uomo privo di idee e di spina dorsale sarà fortemente voluto dal Silvio, che non può mettere un uomo suo (sarebbe troppo grossolano), ma può così ottenere ciò che vuole senza problemi. Infine, Bondi sarà ripagato del suo grande impegno, mentre la Brambilla farà il suo ingresso nelle stanze della politica, prima di essere poi lanciata definitivamente.





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