Senza cane il Natale l'ho passato senza bestemmiare![]()


Senza cane il Natale l'ho passato senza bestemmiare![]()


cenato il 24 cn una parte di parentado e pranzato il 25 coll'altra
oggi
digestione
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come sempre..
nei giorni di festa (ovvero nei giorni in cui non lavoro..scuole chiuse) mi faccio un bel viaggio e torno nella cittadina in cui sono cresciuto come studioso e come comunista (e come tante altre cose...).
Francamente queste giornate le passo stravaccato sulla poltrona a sfogliare, con immensa goduria, i libri della mia gioventù, vecchie cose..godendomi la cucina di mia madre (chi vive solo potrà capire).
le mie giornate: camminate vicino al mare e chiuso in casa a leggere..
pochi vecchi compagni (qui nella mia vechcia cittadina ho molti nemici..preferisco uscire poco)..
ho ripreso Croce e Gentile
, lo storicismo italiano, de Sanctis..
poi PAvese..
i vecchi tomi delle opere scelte di lenin che ho lasciato qui..mi furono donate da una cara persona..
le divorai a 16 anni..
un natale di ricordi e di riposo
questo ho fatto io


Mattinata iniziata a pecoroni sul pavimento della sala a togliere quasi la metà delle mattonelle saltate nottetempo per il fenomeno dell'espansione dell'aria con risultato che ho lo sterrato in sala ora e un bel pò di ferite sulle mani e una idea della mattinata di natale non propriamente canonica.
Quindi superpranzo collassone con parenti annato avanti fino alle quattro. In serata girone infernale di poker con amici con perdita consistente all'ultima mano causata da bucio di culo di uno che si presenta con colore di cuori mentre avevo un tris d'assi che mi aveva fatto sognare mentre si beveva grappa e un inedito "amaro del finanziere" targato 1982 di provenienza ignota.
Serata finita alle tre di notte a leggere un libro sulla storia politica dell'ETA.
Tra i regali ricevuti una felpa con cappuccio molto rude boy della squadra di rugby di alcuni compagni romani che conosco "All Reds", una valigetta molto professionale da lavoro e la classica 50 euro.
26 dicembre di decompressione.


Il ventiquattro è stato un inferno: orario di lavoro: 06.30-14.00/16.00-20.30 rientro in mezzo alla nebbia sulle colline brumose del mio paese. Doccia, chiacchere con la mia compagna, collassati entrambi a letto.
Venticinque: Sveglia alle cinque e trenta, entrambi al lavoro fino alle tredici. Rientro a casa, doccia, vestiti della festa. Pranzo dagli suoceri con cognati e nipoti, le bambine sono col padre a Milano. Pranzo fantastico: antipasti con affettati, carne all'albese; primo: ravioli al plin fatti in casa (chi è piemontese capisce.) bagna caouda con verdura da intingere, bollito con bagnet, bunèt, mun per dolce. Scambio di doni, pausa digestiva. La sera a sentire la ragazza di un caro amico e compagno che canta in una corale, poi cazzeggio a casa loro bevendo barolo chinato, ascoltando Shostakovich su un'incisione originale Melodia e cazzeggiando di politica e quant'altro. Oggi, non paghi, pulizie di casa e finalmente relax. Letture (Tolstoj e Pavese) e Forum. Saluti.


Da 2 anni il Natale lo trascorro per forza maggiore lontana da casa e da tutti i miei cari.


Il 24-25 classico pranzo con i parenti e poi via con gli amici fino alle 5 del mattino.


famiglia ormai dispersa per motivi di conversione all'evengelismo, all'ateismo più radicale, migrazioni in australia, ritorni in sardegna o puglia. quindi solo un normale pranzo "domenicale" col nucleo stretto e mia nona....
però poi c'è l'amore, forse


In parte lavorando, visto che il portatile si e' sfasciato.Rietnrato il 24 da Mosca (proveniente da Togliatti), a letto prima del solito.25 mattina lavorato fino all 10.30 (orario della dipartita del portatile), pranzo banale con la famiglia, regali al nipotino).Ricordero' cmq questo 25 dicembre: alle ore 15.00 il megacapo mi ha chiamato facendomi gli auguri non per il natale, ma per la promozione che scatta con il nuovo anno.
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