Senza tessere e senza congressi ma con tante primarie.
Ecco chi sta preparando la costituente del Pdl
Roma. Anche il Cav., in attesa che Walter si dia una mossa, si è attrezzato: vuole un partito che sia davvero “del popolo”, senza tessere e senza congresso, ma fondato sulla democrazia partecipativa dal basso.
Tredici commissioni, guidate dai giovani in ascesa nel partito, hanno avuto incarico di preparare la Costituente del Pdl.
Silvio Berlusconi vuole le primarie su tutto, dal leader nazionale fino ai singoli coordinatori cittadini. E ha mandato i suoi negli Stati Uniti a osservare come fanno gli americani. Una rivoluzione culturale e anagrafica. Alla testa delle commissioni i quarantenni del partito: da Raffaele Fitto a Giuseppe Cossiga e Angelino Alfano. E’ la guardia rossa del Cav., è senza tessere ed è tutta per le primarie.
Poche e chiare regole per la costituzione del Partito del popolo della Libertà: primarie, niente tessere, niente congressi, poca burocrazia, poche chiacchiere e molta democrazia diretta.
Queste le indicazioni che Silvio Berlusconi ha rivolto a un gruppo di quarantenni che adesso stanno studiando l’America e dovranno entro l’epifania garantire la nascita del nuovo soggetto politico. Secondo molti è l’alba della seconda rivoluzione comunicativa di Silvio Berlusconi.
Nel ’94 l’immagine di un partito deburocratizzato, leaderistico e vicino alla gente l’aveva offerta scegliendo di parlare da solo, da un podio, rifiutando la formula classica che prescriveva nelle assemblee la presenza del politburo acquartierato in gradinate alle spalle del segretario.
Forza Italia non era la Dc né tantomeno il Pci, ma una cosa affatto nuova.
Adesso, forgiato con il simbolico annuncio del predellino, l’immaginario berlusconiano prende forma nell’idea semantica di popolo: il Cav. scende tra la gente, stringe mani e si offre al contatto fisico.
Un’immagine che il leader del Pdl vuole sostanziare attraverso il nuovo partito.
Un soggetto che nelle sue intenzioni corrisponda al principio di democrazia partecipativa dal basso: primarie aperte, niente tessere, nessun congresso.
Al contrario una classe dirigente che tragga forza e legittimazione dal consenso popolare, dalle associazioni, dalle lobby, dai cittadini elettori.
Più tra il popolo, più dal popolo.
Berlusconi non vuole arrivare alla costituente del suo partito senza aver pianificato ogni cosa, nei dettagli.
“Si vuole evitare l’effetto Pd – dice l’onorevole Giuseppe Cossiga, che per il nuovo partito studia il modello delle primarie americane – Non avevano stabilito regole chiare – incalza –per questo adesso rischiano di fare il congresso che Veltroni non vorrebbe”.
Così una decina di commissioni, coordinate da un gruppo di quarantenni con esperienza istituzionale e legittimazione elettorale, saranno incaricate d’immaginarsi ingegneristicamente l’aspetto della nuova creatura seguendo l’indicazione precisa del Cav.
Una delle idee al vaglio è quella di lanciare, contestualmente alle primarie, un “registration day”. Proprio come negli Stati Uniti gli elettori possono registrarsi (non iscriversi) e dichiarare di essere sostenitori.
“Si vota sul modello del partito senza tessere –dice l’onorevole Angelino Alfano, un’altro dei quarantenni in ascesa scelti da Berlusconi – .E’ un’idea che ci piace molto”. Ogni incarico dovrà essere elettivo: dal leader nazionale sino al coordinatore cittadino secondo lo schema delle primarie all’americana, aperte a tutti, non esclusive agli iscritti. Un partito “rete”, come ha detto Berlusconi qualche settimana fa, inclusivo dei fermenti vivi nella società, i Circoli e le associazioni, ma anche le organizzazioni politiche non necessariamente legate alla galassia Forza Italia.
“Senza tessere significa questo – spiegano – Se nel Pd Marco Pannella non ha potuto partecipare alle primarie, da noi potrebbe”.
Una meccanica assolumente nuova basata su un’interpretazione radicale, molto americana, della democrazia partecipativa.
Secondo Alfano “Berlusconi ha tratto il dado salendo su quel predellino a Piazza san Babila: adesso lo schema lo vuole applicare a tutti i livelli”.
Così Cossiga spiega che per studiare il sistema delle primarie è anche andato negli Stati Uniti a “guardare” dice. “Si tratta di adattare il modello americano all’Italia, si può fare – spiega – Di grande ispirazione è stato il saggio sulle primarie americane di Damiano Anselmi – rivela – un giovane studioso che andrebbe pubblicato anche in Italia”. E proprio sui giovani dirigenti, sui quarantenni, il Cav. pare abbia puntato tutto.
Raffaele Fitto, Maria Stella Gelmini, Maurizio Lupi, Guido Crosetto, Giuseppe Cossiga e Angelino Alfano, che coordina il tavolo che pianificherà l’assemblea costituente.
Un gruppo omogeneo per età e curriculum, individuato perché sostenuto da esperienza istituzionale e consenso popolare nel territorio. Nell’ambiente si parla di “tavolo dei quarantenni”.
Se il Cav. li ha ufficialmente incaricati di gestire la transizione da FI al Pdl, li ha anche incoraggiati a fare gruppo.
Una classe dirigente senza tessere.
www.ilfoglio.it del 22 dic 07
saluti




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