CONIUGI UCCISI: SUICIDA UNO DEI 'MOSTRI' DI GORGO - ARTUR LLESHI SI E' IMPICCATO IN CELLA CON UN LENZUOLO
(ANSA) - PADOVA, 20 DIC - La giustizia sommaria che qualcuno
aveva invocato per lui, dopo il feroce duplice delitto di Gorgo
al Monticano, se l'e' data da solo: Artur Lleshi, uno dei due
presunti massacratori dei coniugi Guido e Lucia Pellicciardi,
torturati e uccisi a sprangate per ottenere le chiavi di una
villa che non avevano, si e' suicidato ieri sera nel carcere Due
Palazzi di Padova. Si e' impiccato con un lenzuolo nella cella
dove era rinchiuso da solo, e nella quale aveva gia' tentato due
volte il suicidio, venendo sempre salvato dalle guardie
carcerarie.
La terribile storia scritta da Lleshi e dal suo connazionale
e complice Naim Stafa, un albanese che era uscito dal carcere
con l'indulto, aveva scioccato il Veneto e l'ItaGlia.
Era la notte del 21 agosto scorso quando i due 33enni
albanesi, pregiudicati per reati contro il patrimonio e violenza
sessuale, vecchi compagni dai tempi di una detenzione comune a
Castelvolturno (Napoli), entrarono, ''fatti'' di cocaina, nella
dependance di Villa Durante, a Gorgo al Monticano (Treviso),
della quale i due anziani erano i custodi.
A mandarli a colpo sicuro per una rapina che poteva fruttare
molti soldi era stato, scoprirono le indagini dei carabinieri,
un operaio romeno 20enne residente a Motta di Livenza, che
lavorava nell'azienda dei Durante. Ma Lucia Comin e il marito
Guido Pellicciardi non avevano le chiavi della villa.
I due malviventi li torturarono a lungo, imponendo sevizie
alla donna sotto lo sguardo del marito, e quando capirono che
non avrebbero ottenuto nulla li uccisero a colpi di spranga.
Fu una guardia giurata della stessa stessa agenzia di
vigilanza dove lavorava il figlio dei Pellicciardi, Daniele, a
scoprire il duplice delitto, durante il controllo serale della
villa. Le indagini, mentre dal Veneto partiva l'allarme per
l'emergenza sicurezza nel Paese, presero subito la strada della
criminalita' extracomunitaria. I carabinieri arrivarono dapprima
al 'basista', il ragazzo romeno, e poi a Lleshi e Stafa.
Oltre alla compatibilita' con le macchie di sangue trovate
nella casa del delitto, in possesso dei due furono trovati la
tessera bancomat rubata a Lucia Comin e una sbarra di ferro del
tutto compatibile con l'arma dell'omicidio. Quando i carabinieri
di arrestarono, il 4 settembre, c'era la convinzione negli
investigatori che la coppia di albanesi avesse deciso di
eliminare anche il complice romeno.
L'ondata di paura e di sdegno per il duplice delitto di Gorgo
porto' all'attenzione del Governo il problema della sicurezza
nel Nordest. Pochi giorni dopo il delitto il ministero degli
Interni invio' nel trevigiano un rinforzo di una cinquantina di
poliziotti che pero', una volta risolto il caso, rientrarono,
fra le proteste delle autorita' della Regione e dei sindaci
della provincia della Marca.
Ora la drammatica fine di Lleshi sembra chiudere in parte
questo capitolo. L'avvocato difensore dell'albanese, Fabio Crea,
ha reso noto fra l'altro che l'albanese aveva maturato un
''profondo pentimento'' per il delitto di cui era macchiato,
arrivando a chiedere perdono, con due lettere dal carcere, al
figlio dei coniugi Pellicciardi. Lettere pero' mai giunte a
destinazione perche' Lleshi era sottoposto alla censura della
corrispondenza.(ANSA).
Fonte: http://www.vivamafarka.com/forum/index.php/topic,15986.0.html
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