













Il nazionalismo tedesco non è il solo responsabile delle sciagure del 20° secolo , di cui l'abbandono dell'ex Prussia Orientale è stato solo uno dei tanti trgici episodi.
La causa principale furono gli stati nazionli e la loro logica , bellica ed imperialista.
Fra gli stati nazionali , penso che il modello sia la Francia , che è stato senz'altro il primo (guerra dei trent'anni , cardinale Mazzarino).
E' da lì che è cominciato tutto.
La fine della guerra dei trent'anni infatti ha lasciato in Europa un solo vincitore : la Francia di Luigi 14..
E tanti sconfitti , in primo luogo gli stati Germanici , che fra l'altro si videro annettere uno dei loro , l'Alsazia e la Lorena , alla corona francese.
Tutto quello che è successo dopo , non è stata altro che una catena continua di guerre fra la germania e La Francia , con varie alleanze...dalle guerre Napoleoniche , alla guerra franco Prissiana del 1870 , alla prima e alla seconda guerra mondiale...
Alla fine di tutto si sono accorti che non aveva vinto nessuno , ecco allora l'idea della CE..
E' lì il futuro dell'Europa , e penso anche della enclave di Kaliningrad.....






Medvedev parte dal Nord
di Mauro De Bonis
A poco più di un mese dalle elezioni presidenziali russe Dmitrij Medvedev, il delfino designato a succedere all’uscente presidente Putin, apre la sua campagna elettorale con un viaggio di due giorni in altrettanti punti strategici nel nord della Federazione. E ribadisce: la Russia tornerà ad essere una potenza navale.
Medvedev sceglie con cura le due prime tappe del suo tour elettorale che si concluderà, quasi certamente, nelle stanze del Cremlino. Mete lontane dal cuore moscovita del potere russo, ma vicine alla direzione che la politica estera ed interna della Federazione ha intrapreso sotto la guida del presidente Putin. Si tratta di Kaliningrad, la piccola enclave russa stretta tra la Polonia e la Lituania, avamposto europeo di straordinario valore strategico per Mosca. Ma soprattutto di Murmansk, il gelido porto artico che affaccia sul mar di Barents.
Un viaggio - coperto interamente dai maggiori canali televisivi nazionali - per ribadire l’importanza che Mosca attribuisce ai suoi territori settentrionali per proseguire sulla strada di un ritorno del paese a contare nel mondo sia in termini politici che economici.
Le mire russe su gran parte del Mar Glaciale Artico e sui suoi fondali zeppi di vitali risorse energetiche sono note a tutti. Mosca ci crede fermamente (il titolo di Eroe della Russia affibbiato da Putin a tutti i membri della spedizione che qualche mese fa piantò il tricolore federativo sotto il Polo Nord ne è la prova), e ritiene che per difendere i suoi diritti in quelle acque - e non solo - avrà bisogno di tornare a contare anche in mezzo alle onde, restaurando quel potere navale e marittimo naufragato con il crollo dell’Unione Sovietica.
“E’ assolutamente necessario riportare in auge la nostra Marina”, ha infatti dichiarato Medvedev, durante la visita a bordo di un motopeschereccio ancorato a Murmansk, rispondendo alle lamentele del capitano del bastimento sulle continue ispezioni della marina norvegese alla sua e alle altre navi da pesca russe che incrociano nella zona. Ispezioni e controlli che Mosca considera una vera e propria dimostrazione di forza da parte delle autorità di Oslo. Con le quali restano aperte sia l’antica disputa territoriale sui circa 155mila kmq nel Mar di Barents, sia la nuova pretesa russa di considerare parte dell’Artico come proprio territorio perché legato alla piattaforma siberiana attraverso la dorsale Lomonosov.
Una presenza massiccia di navi militari russe nelle gelide acque artiche consentirebbe di evitare queste provocazioni. E di ricevere quel rispetto che - come ricorda Medvedev - veniva invece accordato alla marina sovietica. “Non devono avere paura di noi – spiega il candidato numero uno nella corsa al Cremlino – ma devono rispettarci”. Con i soviet al potere, conferma il capitano del peschereccio, i pescatori si sentivano molto più sicuri perché una nave da guerra con falce e martello poteva accorrere in loro aiuto in ogni momento.
Ma ci vorrà del tempo affinché la Russia possa agevolmente supportare i propri pescherecci del nord. E questo perché le navi che servono alla scopo “ancora non esistono”, chiarisce Medvedev. Ed alcune di quelle che ci sono, sono state spedite nel Mediterraneo per dimostrare che la Marina russa ha intenzione di tornare a contare in acque e scenari
internazionali.http://limes.espresso.repubblica.it/...al-nord/?p=442