UN CERTO PENSIERO CONTEMPORANEO
“Alcune nature sono fatte per peccare, altre nature sono fatte per essere salvate comunque, che pecchino o non pecchino […] Ogni discorso volto a giustificare Dio per il male nel mondo è condannato all’insensatezza, proprio perché Dio non può più essere ritenuto innocente […] Dio è proprio autore della mia anima, che è un’anima destinata a peccare”.
Tratto dall’intervista a Massimo Cacciari intitolata "Il libero arbitrio", avvenuta giovedì 8 aprile 1993 e pubblicata sul sito internet www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=51.
(La citazione è stata tratta due anni fa da questo sito. Nel frattempo potrebbe essere stata spostata o annullata).
SECONDO I SANTI PADRI
Considerare che Dio è la sorgente del male significa negarne la bontà. Dionigi Areopagita scrive: "Ma il male non deriva da Dio, poiché o Dio non è buono o non fa cose buone e non produce il bene. E se non può qualche volta soltanto fare cose buone e qualche altra no e non tutte; infatti, in ciò soffrirebbe cambiamento e alterazione e proprio riguardo alla cosa che di tutte è la più divina, cioè la casualità". (Sui nomi divini, IV, 21).
Negare la bontà di Dio significa negare Dio stesso poiché Dio è bontà. San Basilio pone così allo stesso piano sia l'ateo sia colui che considera Dio quale autore dei mali:
"E' insensato, veramente privo di spirito e di riflessione, colui che afferma l'inesistenza di Dio. Gli assomiglia molto e non ha nulla da invidiargli in fatto di follia, colui che afferma che Dio è responsabile dei mali. Li pongo allo stesso livello di peccati dal momento che entrambi negano ugualmente il Buono. Il primo dice che questo Essere non esiste assolutamente, il secondo decreta che non è buono. In effetti se Egli è responsabile dei mali è evidentemente non buono. Così da entrambe le parti vi è negazione di Dio". (Dio non è l'autore dei mali, 2).




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