Dini, Prodi e i sette punti capitali
In una lettera al ’Corriere della Sera’ il leader dei liberaldemocratici Lamberto Dini, firmata anche dal senatore Natale D’Amico, articola in sette punti le sue richieste al governo. E premette: "Il presidente del Consiglio manifesta un ottimismo basato su una valutazione dell’attuale stato dell’economia e della qualità del nostro vivere civile del tutto distorta. Capita a chi è incaricato di alte funzioni politiche di perdere la precisa cognizione della realtà.
In questi casi richiamarlo a un fattivo realismo è un preciso dovere civico’.
1) "Una decisa azione per la riduzione della spesa pubblica" ad esempio tagliando "il 5% dei lavoratori pubblici".
2) "Il ridimensionamento delle persone che vivono di politica" ad esempio con abolizione delle province.
3) "Una riduzione fiscale per i contribuenti, secondo un percorso graduale ma annunciato in partenza".
4) "La rinuncia alle centinaia di programmi inconcludenti nei quali vengono disperse le risorse europee dei fondi strutturali, che lasciano il Meridione nella penosa situazione in cui si trova".
5) "Realizzazione del sistema nazionale di valutazione dei risultati scolastici, per legare ogni incremento reale delle retribuzioni degli insegnanti a livello e dinamica della preparazione scolastica degli allievi".
6) "Riduzione da 45 a 15 giorni della sospensione feriale dei termini processuali" contro i ritardi della giustizia.
7) "Ridimensionamento del ruolo della politica nella gestione della sanità pubblica".
Tratto da agoranotizie.net




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