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MARIOK
Vendola, un futuro da leader?
Vendola, un futuro da leader? di Mario Lavia e Rudy Francesco Calvo - Categorie: Articoli
Se rivince in Puglia conterà parecchio a Roma. Se perde, fallisce anche SeL
Se vince, arriverà la definitiva consacrazione e un futuro assicurato da leader nazionale di tutta la sinistra che non è Pd. Se perde invece, ecco qualcosa di più di un semplice ridimensionamento delle sue ambizioni: ci sarà la “morte” politica, sua e del suo partito, Sinistra e libertà. La politica, e non è una novità, è fatta di elezioni in cui ci si gioca tutto, o dentro o fuori, o re o servo. Ma questa semplice regola pratica oggi è ancora più valida per Nichi Vendola.
Il pupillo di Bertinotti infatti questo fine settimana non può sbagliare.
Una vittoria infatti significherebbe il definitivo salto dal piano locale a quello nazionale. Già cinque anni fa Vendola ha dimostrato di poter battere sia la sinistra riformista (allora Ds e Margherita assieme), sia il centrodestra. Allora però c’erano tutte le condizioni favorevoli: il vento di sinistra che si traduce in cappotto elettorale (12 a 2 per la sinistra), il forte traino di Rifondazione comunista, la novità del suo personaggio.
Stavolta invece Vendola può ridere solo per la frammentazione a destra, perché deve fare i conti con le grane giudiziarie della sua vecchia giunta, con i malumori fisiologici dopo cinque anni di governo e con un clima nazionale che è molto lontano da quello del 2005. Se anche stavolta riesce nell’impresa, dopo aver ribattuto il dem Boccia, si guadagnerà sul campo i gradi da leader nazionale. Destinato a riunire tutta la sinistra che non si riconosce nel Pd, come testimonia il feeling nato con l’erede di Di Pietro, Luigi De Magistris.
Una debacle sarebbe invece un vero e proprio fallimento. Suo personale, perché perderebbe l’aurea di invincibile che si è conquistato e dovrebbe dire addio a sogni di gloria nella politica che conta, quella che si fa a Roma. Ma anche del suo progetto- partito, Sinistra e libertà, perché dietro di lui attualmente c’è il vuoto, quello di una serie di ex (ex Verdi, ex Ds, ex Rifondazione, ex Pdci) che faticano a esprimere una visione che possa sostituire il sogno vendoliano.
Mario Lavia e Rudy Francesco Calvo
Fonte: Europa