meno male che ci sei tu che sei così aperto di mente...che presunzione che hai...
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Però all' avvento della famosa quinta banda, quando berlusconi apportò più canali televisivi tutti facevano la corsa a montarla sull' antenna per vedere canale 5 e italia 1.......
e la gente era contenta di avere una televisione più vasta e variegata....
e penso proprio che tu sei uno di quelli che l'ha montata per primo o tuo padre per te........
adesso di colpo berlusconi è il demone delle televisioni, nessuno però elenca le fatiche e l' ostruzionismo che ha dovuto subire dai comunisti della rai di allora......
e nessuno elogia l' innegabile il contributo che ha apportato all' azienda italia, dando da lavorare a qualche migliaio di dipendenti..........
ma finitela con sto conflitto d' interessi quando il vero colossale conflitto
d' interesse è quello delle coop rosse ammazza imprenditori..........
Leggiti questo e vedi chi è prodi oggi impastato tra le poltrone di banche bolognesi, inserito in affari d' imprenditoria edilizia e socio del giornale repubblica, ma leggiti come si è procurato i soldi:
Ciò che rode è l' insabbiatura vergognosa che la magistratura ha compiuto a danno degli italiani sui più grandi scandali della repubblica italiana mai chiariti e processati a dovere, ricordandoti che la prima legge ad personam
l' hanno "consumata" quelli di sinistra per svincolarsi da una morsa assai difficile degli scandali sopratcitati, la legge sull' abuso di ufficio, dove guardacaso prodi era accusato e tenuto a rispondere come responsabile principale insieme ai suoi amici del quartierino, vedi d' alema, fassino e compagnia bella.
Un invito che ti faccio volentieri è quello di leggere un libro assai interessante dal titolo: Corruzione ad Alta Velocità -
Viaggio nel governo invisibile
Di F. Imposimato, G. Pisauro, S. Provvisionato;
Edizioni Koinè - prima uscita Novembre 1999
http://i4.tinypic.com/72qztac.jpg
per la cronaca Imposimato fu il giudice che condusse le indagini sullo scandalo TAV dove sparirono 140 mila miliardi delle vecchie lire e provò la responsabilità piena di prodi, ma nel giro di pochissimo tempo fu relegato ad un ufficietto di provincia ma che vide alcuni colleghi salire di carica, guardacaso coloro che archiviarono il processo con un colpo di spugna.
Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere "Corruzione ad Alta Velocità - Viaggio nel Governo invisibile".
Ma è un'occasione per guardare in faccia la realtà.
"Lo scandalo del TAV è l'emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l'alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche…."
É questo, in sostanza, l'approdo del viaggio costituito dal libro. É il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori , una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni '90 della storia italiana. É lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l'Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici "di rango" di questi anni 2000.
Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell'indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.
Un assaggio assai interessante del libro in questione:
La tav e gli scheletri nell’armadio di Prodi (censurati dalla stampa)
(18 marzo 2007)
Uno dei luoghi comuni su cui poggia il sostegno - pur non entusiasta - all'attuale governo è che un eventuale ritorno di Berlusconi getterebbe il paese nella catastrofe. E questa convinzione si basa a sua volta sulla contrapposizione tra un Prodi, democristiano moderato, ma "presentabile" e in qualche modo sensibile alla difesa degli interessi collettivi e un Berlusconi impresentabile in quanto portatore di interessi in proprio e disposto a perseguirli anche a costo di violare qualsiasi regola di legge e di moralità. Una tesi a cui si sovrappone una sottintesa rivalutazione del politico di professione, portatore di tutti i mali della politica, ma in compenso serio e competente e legato in qualche modo a un'idea di rispetto della legge, contro il parvenu, l'imprenditore fattosi da sé, che, proprio in forza di questa sua origine sarebbe guidato nelle sue azioni solo ed esclusivamente dal proprio interesse materiale.
Un'analisi un po' più seria dei fatti e dei personaggi del capitalismo italiano dimostra che questo schema è una semplificazione per nulla disinteressata della realtà. Consigliamo a chi volesse farsene un'idea la lettura di un volumetto del '99 (Koinè Nuove Edizioni), "Corruzione ad alta velocità", scritto a sei mani da ferdinando Imposimato, Ds, magistrato e membro della Commissione Antimafia negli anni '90, insieme a un avvocato e un giornalista del Tg5. Le tesi raccolte in questo libello sono rigorosamente documentate e d'altra parte non risulta che mai siano state smentite dai diretti interessati, a partire dallo stesso Prodi.
Nel 1992 Lorenzo Necci, amministratore delle F.S. crea due authorities: il comitato dei nodi e delle aree metropolitane e il garante dell'alta velocità. Garante viene nominato Romano Prodi, mentre del comitato fanno parte tra gli altri Susanna Agnelli e l'architetto genovese Renzo Piano. A tre mesi da questa delibera, contestata peraltro dai revisori dei conti delle F.S., Necci affida a Nomisma una consulenza su "l'analisi economica dell'impatto teritoriale". Nomisma è un vecchio baraccone democristiano di cui Prodi nell'81 è uno dei soci fondatori. Nel momento in cui la società riceve la consulenza Prodi è presidente del suo comitato scientifico e contemporaneamente Garante dell'alta velocità. E anche consulente della Goldman Sachs, all'epoca azionista in alcune società coivolte nell'alta velocità. Del resto qualche anno prima, quando Prodi era stato per la prima volta a capo dell'Iri, insieme alla moglie possedeva il 50% delle azioni dell'Ase, una società di consulenze con giri d'affari miliardari (ne esmineremo tra poco la funzione) e la "sua" Iri affidava consulenze alla "sua" Nomisma. Come si nota il conflitto d'interessi alberga non solo ad Arcore ma anche in quel di Bologna! La consulenza di Nomisma alle F.S. produsse 39 volumi contenenti affermazioni come: "La velocità è molto apprezzata perché consente di risprmiare tempo" oppure "L'elemento discriminante tra le poltrone contrapposte e quelle tutte orientate nella stessa direzione di marcia è che la prima disposizione tende a favorire la socializzazione, le seconde aiutano la privacy".
Dopo che Prodi viene nominato per la seconda volta Presidente dell'Iri si dimette dalla carica di Garante (ma non da Nomisma né dall'Ase) e tuttavia torna a occuparsi di Alta Velocità in quanto l'Iri è general contractor e quindi responsabile dell'affidamento dei cantieri ai vari consorzi di società. Nei cantieri si verificano infiltrazioni di società in odor di camorra e una serie di attentati al tritolo e denunce da parte di dirigenti delle stesse F.S. cominciano ad attirare gli sguardi sospettosi di qualche magistrato, tra cui lo stesso Imposimato, membro della Commissione Antimafia. Tra le società sospette c'è l'Icla, finita nel mirino della Commissione sulla distrazione dei fondi per la ricostruzione dell'Irpinia, presieduta da Oscar Lugi Scalfaro. Una società di cui lo Sco del Ministero degli Interni scrive in un rapporto "che già all'epoca aveva evidenziato strane connessioni con esponenti del crimine organizzato e, comunque, era notoriamente considerata di proprietà dell'ex ministro Paolo Cirino Pomicino". Dalle risultanze delle audizioni in commissione antimafia risulta che la piena garanzia affinché l'Icla potesse lavorare sulla tratta ad alta velocità Roma-Napoli fu data proprio dall'Iri presieduto da Prodi, che firmò personalmente alcuni degli atti.
Nel '96, dopo la vittoria del centrosinistra alle elezioni, Imposimato decide di andare a parlare col Presidente del Consiglio delle vicende dell'alta velocità in Campania, vicende in cui il suo intervento gli era costato una minaccia di morte da parte della camorra. "Entrammo accolti da un Prodi in grande forma. Ci salutò con cordialità e con quella giovialità che tira fuori solo nei momenti migliori. Al colloquio era presente anche quello che è stato a lungo l'uomo ombra di Prodi, il suo consigliere Arturo Parisi. Ma appena cominciai a parlare, per incanto, quel clima di affabilità e cortesia cambiò rapidamente. Mentre parlavo, mentre gli illustravo i risultati dell'indagine dell'Antimafia sull'alta velocità, che La Cera confermava, mentre gli spiegavo nel dettaglio la portata del marcio che si nascondeva dietro quegli affari, lo vedevo rabbiuarsi. Parisi annuiva, Prodi no. Più il tempo passava e più assistevo a una scena a cui non volevo credere: sprofondato nella sua poltrona, rosso come un peperone, Prodi mi guardava e taceva. (...) Stavo per terminare la mia esposizione in quell'atmosfera gelida quando si sentì bussare e nella stanza entrò Beniamino Andreatta, all'epoca ministro della Difesa. 'Scusate se disturbo - disse Andreatta - Romano avrei bisogno di parlarti, magari dopo..' Prodi sembrò scuotersi all'improvviso, come da un torpore. Mi sembrò che cogliesse quell'interruzione come un'ancora di salvezza. Si alzò di scatto e si precipitò verso Andreatta, afferrandogli la mano e invitandolo a entrare. Della stranezza della situazione si accorse anche il suo ministro che ci gettò uno sguardo tra il perplesso e l'interrogativo. Prodi si rivolse a noi solo per congedarci in tutta fretta, aggiungendo un furtivo ringraziamento per la visita. Non una parola di commento a quanto gli avevo riferito. Non un accenno". Una descrizione che combacia perfettamente con gli atteggiamenti del nostro in queste situazioni. Avrebbe potuto rispondere a Imposiamto che si trattava di questioni urbanistiche di competenza degli enti locali campani!
Il 22 gennaio del '96 la GdF intercetta una telefonata tra il faccendiere Pacini-Battaglia, personaggio centrale di Tangentopoli e un altro protagonista di queste vicende, Emo Danesi.
D: "Sembra che questa Iannini proprio abbia detto 'eh, lì vogliono salvaguardare Prodi perché hanno dato a Nomisma un miliardo e sei', roba del genere."
PB: "Tre miliardi e otto"
D: "Lei sa uno e sei".
PB: risata.
Nello stesso anno la Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per Prodi e altri cinque mebri del Cda dell'Iri, tra cui Mario Draghi, per abuso d'ufficio in merito alla privatizzazione della Cirio-Bertolli-De Rica. Prodi e gli altri indagati avrebbero appoggiato la società Fisve (tra i cui soci figura Cragnotti) consentendole di acquistare il gruppo alimentare senza che la Fisve avesse le credenziali per procedere a tale acquisto e a condizioni di assoluto favore per l'acquirente. In particolare Prodi risultava essere stato dal '90 al '93 advisory director del gruppo Unilever, che tramite la Fisve aveva gestito la trattativa in quanto interessata a rilevare il ramo olio (Bertolli) del gruppo in vendita. Goldman Sachs era naturalmente advisor dell'operazione. Il Daily Telegraph, autore di un indagine successiva sul caso, accusò Prodi e la miglie Flavia di aver ricevuto diversi miliardi, tramite la Ase, proprio da Unilever e Goldman Sachs e proprio negli anni della privatizzazione del gruppo Cirio-Bertolli-De Rica. La Pm Geremia, che nel frattempo ha allargato la sua indagine alla vicenda Nomisma-Alta Velocità, viene fatta a segno di minacce telefoniche e trova nella sua cassetta delle lettere una busta contenente una sua foto e un coltellino. Il Procuratore Capo di Roma, che alla Geremia aveva affidato l'inchiesta, viene messo sotto pressione per la sua frequentazione di Renato Squillante, il famoso magistrato al soldo di Berlusconi e che all'epoca peraltro era un referente istituzionale di Coiro, in quanto responsabile del Gip alle dipendenze dello stesso. Coiro è costretto a lasciare la Procura di Roma, con la minaccia di un'indagine discipinare dal parte del ministero della Giustizia (affidato in quei mesi all'amico di Prodi G.M. Flick). La sentenza nei confronti dei cinque imputati è favorevolissima: assoluzione con formula piena. La sentenza avrebbe dovuto essere depositata entro il 23 gennaio del '98. Invece viene depositata il 9 febbraio, cioè due giorni dopo che la Geremia è stata trasferita a Cagliari. Col risultato che lei non può impugnarla.
Ovviamente ogni ricostruzione può essere di parte e anche Imposimato può essere stato spinto da oscuri propositi a scrivere il suo volumetto. Ma il vero problema è: come mai la stampa, gli opinionisti, la satira italiana, tanto attenti alle malefatte di Berlusconi, mai e poi mai hanno messo queste vicende sotto la loro lente d'ingrandimento? Viene da pensare che se fosse andata diversamente e anche soltanto un decimo dell'interesse speso nei confronti del leader della destra fosse stato dedicato all'attuale Presidente del Consiglio, bene allora forse oggi il teorema per cui la lotta Prodi-Berlusconi è un'immagine dello scontro manicheo tra bene e male sarebbe un po' meno radicato nella testa degli italiani. Oppure semplicemente capiremmo cosa c'è dietro a uno dei dodici punti del Prodi2, quella sulla Tav appunto!
16/03/2007
Marco Veruggio
Non mi pare proprio, ma se mi posti qualche fonte possiamo controllare, non sarà difficile dimostrarlo per te, no ?
Se mi elenchi i nomi di tali tasse e gli importi oppure il link a qualche normativa, giornale insomma qualsiasi cosa che non sia la tua sola fantasia, grazie
Per alcuni beni questo è tristemente vero, per altri no grazie alle liberalizzazioni. Quali proposte hai per far scendere il prezzo del petrolio (tenendo bene a mente che il tuo precedente governo le alzò le tasse sui carburanti)
Questa è una certezza che ti proviene da quali dati ? La Bossi-Fini secondo te funzionava ? Parliamo pure di che cosa sarebbe meglio fare, non limitiamoci agli slogan
Gli stipendi sono bassi ma non vedo come un governo possa aumentarli per decreto (a meno che tu non ti riferisca a quelli dei dipendenti statali, cosa di cui dubito); l'età pensionabile non è la più alta anzi mi pare che sia ad oggi la più bassa e questo deve cambiare. Prima che ti dai la zappa sui piedi ti ricordo che l'età è stata innalzata dal tuo governo, sia pure col trucchetto di posporre l'inizio al governo successivo...
Più che scioperi mi pare che siano state serrate, e c'è una bella differenza.
Ma che cosa minchia vai dicendo, ringrazia Prodi che ti ha anche dato la possibilità di rinegoziare il mutuo cancellando le spese di chiusura. Si vede che parli senza avere un mutuo da pagare
Su questo sono curioso di sentire che cosa hai da dire, se vuoi possiamo postare tutte le frasi carine del nano pelato riguardo ai magistrati "antropologicamente diversi dal resto della razza umana"
Quando arriveremo alla fine del mandato elettorale si tireranno le somme e vedremo quanto e come è stato fatto
Lo scandalo rifiuti in Campania è il risultato di anni di incertezze nella gestione dell'ordine pubblico e spero che questo governo possa riuscire a rimediare. Non mi ricordo decisioni particolarmente ficcanti in materia da parte del precedente governo, quello dei buffoni. Magari puoi suggerirmene un paio, oppure fare qualche proposta sul futuro. Siam qua che aspettiamo
Questione complessa che andrebbe analizzata in dettaglio scomponendo i vari fattori che eventualmente possono concorrere al processo inflattivo. Almeno l'economia non è più in recessione, che ne dici ?
Talmente vaga ed indifendibile che l'unica maniera di rispondere è: BUMMMM
Questo governo ha dovuto persino pagare i puffi arretrati del nano che aveva aperto i cantieri senza aver messo a bilancio le risorse per pagare i cantieri
Ma almeno adesso ha smesso di crescere. Te lo ricordi quanto il vostro fiscalista continuava a dire che bisognava abolire i parametri per poter aumentare ancora di più il debito
quale maggioranza, quella inesistente di allora dove al senato ha vinto il centrodestra, o quella di oggi dove dalle statistiche il governo prodi oggi è appoggiato solo dal 20% degli italiani.......
tutto il resto che manca fa parte dei pentiti di quel voto, tu probabilmente sei una mosca bianca delle 20 su cento italiani........
Fenris, odio dover essere proprio io a darti la ferale notizia, purtroppo qualcuno deve farlo.
Se non voti Prodi, voti perluscona. Non ci sono altre vie in questo sistema elettorale.
Anche a me piacerebbe votare per qualcuno che non sia ne Prodi ne perluscone ma per ora non si può.
Riguardo al fatto di fare "specchio" il punto che io voglio sottolineare è un altro: non elenco quello che non ha fatto perluscona per dire che allora non lo fa neppure Prodi pari e patta.
Ho elencato quello che non ha fatto per delineare la differenza tra "desideri" e "azioni".
Io pretendo che chi dice una cosa poi provi a farla, forse Prodi non ci sta riuscendo... Quello che è certo è che perluscona non ci ha neanche provato.
E questo la dice lunga sulla credibilità per il futuro, almeno a me
Berlusconi non è diventato ora il demone delle televisioni. Lo è diventato quando si è messo a fare politica, cosa senza precedenti in un paese democratico.
Per favore, non cercare di intortarmi, non attacca.
Mi spiace dirlo, ma scrivi come se tu fossi a libro paga di Silvio.....