Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23
Risultati da 21 a 24 di 24
  1. #21
    Io lo sono ma lui no
    Data Registrazione
    15 Mar 2003
    Località
    Brasile
    Messaggi
    2,015
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Los Roques, mistero ancora fitto. La Farnesina: "Elementi importanti"


    La delegazione ha terminato la sua missione. Ma il mistero resta fitto. Era il 4 gennaio quando il piccolo bimotore è precipitato nei mari azzurri e turchese dell'arcipelago di Los Roques davanti a Caracas con quattordici passeggeri tra cui otto italiani. Ma da allora non è stato trovato più nulla, nè un pezzo di metallo, nè una poltroncina dell'aereo nè un bagaglio. Solo il corpo del copilota (Osmel Avila, il 12 gennaio, alla deriva al largo della costa dello Stato di Falcon). Tutto il resto missing, scomparso, come se il mare avesse inghiottito tutto. Ma il mare, in quel relativamente ristretto specchio d'acqua tra le isole e la terra ferma, non risulta essere un vorticoso crocevia di correnti e gorghi marini. Un mistero, quindi. A cui la speciale delegazione dell'Unità di crisi della Farnesina non ha saputo dare risposta.

    Il vice capo dell'Unità di crisi e responsabile della delegazione, Maurizio Canfora, ha detto all'Ansa che il comportamento degli organismi locali che si stanno occupando di chiarire il caso "ci sembra adeguato agli standard internazionali per questo tipo di situazioni e soddisfacente".

    Tutto il materiale raccolto, ha aggiunto, sarà elaborato e messo a disposizione privatamente dei familiari delle vittime, per cercare di rispondere agli interrogativi e alle inquietudini che ancora persistono. I dubbi e i misteri, appunto. Canfora ha assicurato di aver raccolto "elementi importanti" che dovranno comunque essere valutati dalle autorità italiane e dagli esperti dell'Aeronautica militare e della Protezione civile che formano parte della delegazione.

    I membri della delegazione hanno avuto l'opportunità di partecipare ad una simulazione della traiettoria di caduta dell'aereo in difficoltà, visitare le torri di controllo degli aeroporti di Los Roques e di Maiquetia e realizzare prove tecniche sulla probabile rotta del velivolo. E' stato anche possibile verificare tutto il lavoro di ricerca svolto dal momento dell'incidente dai differenti organismi venezuelani coinvolti, fra cui l'Istituto nazionale dell'aeronautica civile (Inac), la Guardia costiera e la procura della repubblica, con il pm incaricato, Josè Gregorio Morales.

    Il responsabile della Protezione civile venezuelana ha per parte sua assicurato che i lavori di scandaglio del fondo marino vicino al punto presumibile di impatto continueranno nelle prossime settimane, fino a raggiungere con il sonar a scansione laterale una profondità di 1.500 metri, se necessario con l'aiuto di una impresa specializzata italiana.

    Fonte: La Repubblica

  2. #22
    Io lo sono ma lui no
    Data Registrazione
    15 Mar 2003
    Località
    Brasile
    Messaggi
    2,015
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vivo in mare cinque giorni: mistero fitto a Los Roques

    OTTO ITALIANI sono scomparsi nel nulla, così come non si trova neppure una traccia del piccolo aereo da turismo che li stava trasportando, il 4 gennaio, all’arcipelago di Los Roques, un paradiso di isolette nel mar dei Caraibi.

    Più di un mese dopo, in una città del Venezuela, un militare che non potrebbe dire quello che sa, svela qualcosa di agghiacciante: il copilota, unico ritrovato senza vita sulla costa dello stato di Falcòn, a 157 miglia di distanza dal punto del presunto inabissamento dell’aereo, è rimasto vivo in acqua per almeno cinque giorni.

    IL SUO CORPO è bianco, gonfio, il volto e i muscoli delle braccia scarnificati dai pesci. Il petto è liscio e senza ferite, mentre la relazione della Direzione nazionale di Protezione civile e amministrazione di disastri di Caracas relaziona al governo italiano: "Il copilota Osmel Afredo Avila Otamendi di 37 anni è morto per lacerazione del cuore e polifratture della cassa toracica, probabilmente per il colpo ricevuto durante la caduta dell’aereo".

    A QUESTO punto la ricostruzione dell’incidente ricomincia da quelle parole svelate all’amico capitano dal medico legale di Punto Fijo, dove hanno subito portato il cadavere dell’uomo prima della seconda autopsia nella capitale Caracas: "Per me, è morto da un paio di giorni, forse tre". Il corpo era stato avvistato una prima volta da barche di pescatori l’11 gennaio (sei giorni dopo il disastro), rivisto flottare in acqua la notte del 12 e recuperato soltanto il 13 mattina, sulla lunga spiaggia bianca deserta di Adìcora. Il giubbotto arancione di salvataggio della Transaven è stato ritrovato a 400 metri di distanza.

    È il giovane capitano che ha ancora un forte legame con l’Italia, come molti figli di emigranti in Venezuela, a ipotizzare cosa può essere successo: "Indossava solo le mutande perché in caso di ammaraggio ci si deve spogliare per essere più leggeri in acqua". Perché non è stato visto durante le ricerche dai numerosi aerei, elicotteri e barche? "Chissà. Le correnti in questa zona sono molto forti, le onde alte anche 15 metri e la luce stroboscopica sul giubbotto di salvataggio era rotta". E la sete? "Di notte piove quasi sempre ai Caraibi".

    IL MILITARE ritiene che il Transaven Let 410 modello Yc2081 con gli otto italiani a bordo (due amiche bolognesi, la famiglia trevigiana con due bambini e una coppia romana in viaggio di nozze), due svizzeri, il pilota e due venezuelani, sia posato in fondo al mare, a circa 1000 metri di profondità, più o meno nel punto dove è stato lanciato l’sos dal pilota alle 9,38 di quel tragico venerdì: "Sono a 3000 piedi di quota, i motori sono entrambi spenti, tento l’ammaraggio". Tre minuti a disposizione in discesa rapida, a 30 chilometri dalla costa di Los Roques. Poche decine di metri e avrebbe superato la barriera corallina dove l’acqua è più bassa.

    IL COPILOTA era l’unico a poter aprire la porta accanto a lui (che probabilmente era anche l’unica di tutto l’aereo da turismo venezuelano su cui grava un’indagine), forse il solo in pieno panico a essersi slacciato la cintura di sicurezza per mettersi in salvo. Ma mentre la ricostruzione ufficiale ipotizza che il copilota sia "uscito dall’aereo già morto per i colpi subiti durante l’impatto", quella non ufficiale presume che l’uomo si sia gettato spontaneamente in mare nei 3 minuti che l’aereo ha impiegato a toccare l’acqua. Il portellone si deve essere a quel punto richiuso, lasciando tutti gli altri intrappolati dentro.

    IL CAPITANO figlio di italiani spera ancora: sa che quella spiaggia della Penisola Paraguaina è l’approdo di corpi e relitti di aerei e navi affondati. Dice che aspetterà lì Annalisa, Stefano, Sofia, Emma, Rita, Bruna, Paolo e Fabiola.

    Fonte: Bruna Bianchi (Quotidiano Net)

  3. #23
    Io lo sono ma lui no
    Data Registrazione
    15 Mar 2003
    Località
    Brasile
    Messaggi
    2,015
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ministero Affari Esteri sull'incidente di Los Roques, in Venezuela

    "Si è tenuto ieri presso il ministero degli Affari Esteri un incontro con i familiari dei cittadini italiani coinvolti nell’incidente aereo avvenuto a Los Roques lo scorso 4 gennaio. Alla riunione era presente anche il presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), professor Bruno Franchi, e gli esperti accreditati presso le autorità venezuelane ai sensi della normativa internazionale, rientrati in giornata dal Venezuela.

    Scopo della riunione è stato quello di informare i familiari tutti sui risultati della missione di verifica tecnica e di acquisizione di elementi specifici svoltasi in Venezuela sotto la guida dell’Unità di crisi della Farnesina e composta da esperti dell’Aeronautica militare e della Guardia costiera della Protezione civile e dello Stato Maggiore della Marina.

    In primo luogo, è stato fatto stato della massima collaborazione e della costante assistenza assicurata da parte delle Autorità venezuelane alla delegazione italiana, che ha potuto incontrare, oltre a numerosi operatori e responsabili tecnici, il capo della protezione civile venezuelana, generale Antonio Rivero e il procuratore incaricato dell’inchiesta, José Gregorio Morales. Le autorità venezuelane hanno fornito risposte a tutte le richieste di informazioni formulate dalla delegazione italiana, ed hanno altresì organizzato una nuova simulazione di volo sull’arcipelago di Los Roques, nel corso della quale è stata anche fisicamente mostrata agli esperti italiani l’area delle ricerche.
    In particolare, gli accertamenti effettuati in Venezuela hanno consentito di precisare i punti che seguono.

    Circostanze tecniche

    • Non vi sono tracciati radar che permettano di determinare in maniera certa l’ultima posizione dell’aereo prima del tentato ammaraggio. Il sistema radar dell’aeroporto di Maiquetia (aeroporto di Caracas) era in grado di seguire la traccia dell’aereo solo entro le 35 miglia nautiche. Il 4 gennaio, non essendo stata completata la riconversione del vecchio apparato verso un nuovo sistema, non è stata effettuata alcuna registrazione del tracciato. Inoltre la torre di controllo dell’aeroporto di Gran Roque non dispone di sistema radar, né di altri meccanismi in grado di registrare elettronicamente la posizione e la distanza dei velivoli in avvicinamento. Non esiste, infine, una registrazione vocale delle comunicazioni radio intercorse con la torre di Gran Roque, ma solo un rapporto scritto delle conversazioni fra velivoli e controllori di volo.
    • Le Autorità venezuelane non hanno pertanto potuto localizzare sulla base di elementi certi il punto di presunto impatto dell’aereo in mare. Esse hanno delimitato l’area delle ricerche (circa 200 kmq) sulla base delle coordinate fornite dall’equipaggio nell’ultima comunicazione via radio, al momento dell’emergenza (16 miglia nautiche da Los Roques), nonché da una simulazione della traiettoria presumibilmente seguita dall’aereo e della distanza percorsa in base alla velocità ed all’altitudine (3000 piedi) cui si trovava, sempre secondo quanto dichiarato, a voce, dall’equipaggio, nell’ultima comunicazione radio.

    Ricerche

    • La Protezione civile venezuelana ha avviato le attività di soccorso e le ricerche immediatamente dopo la ricezione dell’allarme da parte del pilota. Sono stati utilizzati i mezzi marittimi ed aerei a disposizione sia nell’arcipelago di Los Roques che della Guardia costiera e della Marina militare venezuelana.
    • Terminate le ricerche di superficie il 15 gennaio (estese alla zona limitrofa alla penisola del Paraguanà dopo il ritrovamento del corpo del co-pilota), le Autorità venezuelane hanno continuato le ricerche di profondità. Oltre a cercare di localizzare il segnale emesso dalla scatola nera, è stata portata a termine l’opera di scandaglio dell’area fino ad una profondità di 200 metri.
    • Le Autorità venezuelane hanno assicurato alla delegazione italiana che è loro intenzione continuare le ricerche nell’area del presunto impatto, dotandosi dei mezzi per la prosecuzione dell’attività a profondità più elevate, fino a oltre i 1000 metri.
    • I tecnici italiani hanno confermato l’estrema difficoltà delle operazioni in corso, riconducibili in particolare all’impossibilità di delimitare il punto preciso dell’impatto e alla morfologia del fondale. Non si esclude pertanto che i tempi delle ricerche possano protrarsi a lungo.

    Verifiche specifiche

    • La delegazione ha potuto chiarire con le Autorità venezuelane che nessun cellulare a bordo ha funzionato dopo l’orario dell’incidente, come confermato dall’esame dei tabulati telefonici dei cellulari venezuelani forniti alla delegazione dalle autorità locali. Due cellulari (uno del pilota, l’altro di una passeggera venezuelana) sono stati accesi al momento dell’emergenza ed hanno agganciato la 'Cella' corrispondente al ripetitore presente sull’isola di Gran Roque, ma non hanno potuto comunicare con l’esterno.
    • La verifica in merito ai cellulari italiani spetta invece alla Procura della Repubblica, cui alcuni familiari si sono già rivolti.
    • La delegazione ha infine potuto chiarire, in un colloquio con il coordinatore nazionale di patologia forense Boris Bossio e con il medico legale Morelia Quintana (che ha eseguito l’autopsia sul corpo del co-pilota rinvenuto il 12 gennaio scorso), che il co-pilota è deceduto a seguito di un severo trauma toracico, con conseguente lacerazione cardiaca. E’ quindi possibile escludere che egli sia rimasto in vita dopo l’impatto dell’aereo sul mare, o per giorni successivi al 4 gennaio. La data del decesso corrisponde infatti a quella dell’incidente.

    Conclusioni e seguiti

    • Da quanto appurato con il contributo dei tecnici italiani inviati a Caracas, risulta che le autorità venezuelane hanno impiegato tutti i mezzi a disposizione per le attività di soccorso e di ricerca che sono state estese ad una vasta area e protratte oltre i normali tempi previsti, ricorrendo anche a mezzi aerei di altri Paesi limitrofi.
    • Tutti gli elementi obiettivi e fattuali a disposizione, ed in particolare l’autopsia sul corpo del copilota, inducono a confermare l’ipotesi dell’incidente aereo. La Procura venezuelana non ha tuttavia escluso altre ipotesi, aprendo un fascicolo, a carico di ignoti, per sequestro. Non sono comunque emersi elementi a supporto di tale tesi.
    • Il ministero degli Affari Esteri, tramite l’Unità di crisi e l’ambasciata a Caracas, continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione fornendo ai familiari ogni ulteriore elemento sugli sviluppi delle ricerche e vigilando affinché l’inchiesta svolta dalle Autorità venezuelane, con la partecipazione di esperti italiani dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), faccia piena luce sulla dinamica dell’incidente.
    • Il ministero degli Esteri esprime sincera gratitudine al governo venezuelano per la collaborazione prestata, per l’impegno finora profuso e per la determinazione a completare le ricerche".

    Fonte: Avionews / Ministero degli Affari Esteri

  4. #24
    Io lo sono ma lui no
    Data Registrazione
    15 Mar 2003
    Località
    Brasile
    Messaggi
    2,015
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caracas Los Roques solo andata

    Sembrano esserci poche speranze di ritrovare a breve termine l'aereo scomparso tra Caracas a Los Roques, il 4 gennaio scorso. Debora Napoli, la sorella di una delle 8 vittime italiane scomparse nell'incidente non si da però per vinta. "Stiamo per costituirci in associazione, il prossimo venerdì 7 marzo, per poter intervenire direttamente in territorio Venezuelano". Le ipotesi paventate fino a questo momento sono state anche in direzione di un dirottamento da parte di gruppi eversivi presenti nei caraibi. Pasquale Ferrara, portavoce della Farnesina e presente nella delegazione tornata pochi giorni fa da Caracas dichiara che "il Generale Ribero, capo della protezione Civile Venezuelana, ha fatto un resoconto dettagliatissimo sugli eventi"… "Ci sono poche probabilità che dell'equipaggio si possa essere salvato qualcuno, le ricerche da parte delle autorità di Caracas sono state meticolose e continueranno di certo". A quanto pare è lo stesso presidente Chavez, a garantire al ministro degli esteri Massimo D'Alema un continuo impegno in direzione del ritrovamento dell'aereo e dei suoi passeggeri. Un protocollo di intesa tra la protezione civile italiana e quella venezuelana è un altro degli elementi che confermano la continua collaborazione tra i due stati.
    Quello che resta alle famiglie è la speranza che qualcosa possa essere andata diversamente. L'Ipotesi di una sorta di rapimento, pare ormai improbabile visti anche i tempi. Di una serie di incidenti avvenuti in questi anni in quella tratta, si è molto discusso. È sempre Debora a raccontare del ritrovamento, nel 1997, di un corpo in balia delle onde. Un uomo ucciso con un colpo alla tempia fino a quel momento considerato scomparso dopo un incidente aereo. Dal canto loro, le autorità italiane, stanno cercando di accelerare i tempi per dichiarare la "morte presunta" delle vittime dell'incidente, in modo da consentire l'apertura di una "successione mortis causa" e consentire quindi i passaggi burocratici necessari alla richiesta di un risarcimento. La compagnia aerea in questione, la Transaven, che fa la tratta da Caracas a Los Roques, non è nuova ad incidenti. Dopo quest'ultimo, forse per problemi di cattiva pubblicità, ha deciso di cambiare nuovamente nome, tornando all'originario Chapyair. Nell'attesa che il mar dei caraibi restituisca i corpi ai familiari, resta l'amarezza di non riuscire a sapere cosa sia realmente accaduto su quel volo.

    Fonte: Luigi Politano (Rivist@)

 

 
Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23

Discussioni Simili

  1. Video dell'aereo precipitato. RIP
    Di Oli nel forum Fondoscala
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 23-08-08, 10:30
  2. Precipitato in mare un F-16 del 37º Stormo dell'AMI
    Di Zarco nel forum Tecnologia militare
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-02-08, 14:11
  3. Peru aereo precipitato
    Di I-DAP nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 24-08-05, 13:43
  4. El Salvador: Atterra In Emergenza Aereo Venezuelano
    Di plewis nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 17-08-05, 12:51
  5. Aereo di passaggeri é precipitato in Uzbekistan
    Di Zarco nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 14-01-04, 16:37

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito