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Risultati da 21 a 30 di 395

Discussione: Case chiuse

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Libero arbitrio, caro mio. Libero arbitrio.

    Sarebbe bello se ognuno di noi potesse fare quel cacchio che gli/le pare. Ma siamo poi sicuri di assumercene le responsabilità?

    Se sì, magnamoci anche un funghetto prima di entrare in ufficio.
    E allora tu obbligheresti tutti a seguire una certa etica? Io sto ponendo il problema sul piano pratico, non sto pensando a come sarebbe bello il mondo se tutto fosse così e cosà...

  2. #22
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    Oh io me ne vo a letto, buonanotte, o buona mattina...

  3. #23
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    Un contributo dalle compagne di FalceMartello che tocca tutti i temi fin qui emersi.








    Prostituzione: il falso progressismo di Livia Turco Scritto da Elisabetta Rossi, Laura Ponte
    Questo Ordine del giorno è stato presentato per la discussione dalle compagne della sinistra del Prc di Udine alla Conferenza provinciale delle donne comuniste tenutasi nel mese di luglio.
    La conferenza delle donne comuniste di Udine esprime la più decisa opposizione alle proposte recentemente formulate dal Ministro per la solidarietà sociale Livia Turco in materia di prostituzione. Tali proposte, verniciate di ambiguo progressismo, non fanno altro che riproporre alcune delle convinzioni più reazionarie che la destra in Italia ha alimentato a partire dall’approvazione della legge Merlin.
    La filosofia che sta alla base di tali proposte presuppone in termini astratti, la possibilità di una prostituzione esercitata liberamente e all’interno di un quadro normativo che ne escluda il carattere degradante. La Turco inoltre si dice convinta che una prostituzione sottratta all’illegalità liberi coloro che la esercitano dai meccanismi dello sfruttamento: il Ministro d’altra parte si limita a considerare il problema prostituzione come una questione di ordine pubblico e di conseguenza aspira ad eliminare ogni genere di disturbo presunto arrecato alla sicurezza dei cittadini, senza porsi come obiettivo quello di eliminare una piaga sociale che tormenta innanzitutto coloro che la prostituzione sono costrette a praticarla.
    Per queste ragioni intendiamo contrastare il progetto che evidentemente le attuali forze di governo pensano di realizzare, un progetto che, se normativizzato, condurrà direttamente ad un modello che già conosciamo: in Olanda infatti la compravendita del sesso è legale, e ciò ha comportato la proliferazione dei quartieri "a luci rosse" che ha reso l’umiliazione della prostituzione un affare colossale. In quel contesto non solo le prostitute non sono state emancipate dal degrado, ma sono costrette dalle leggi del mercato ad essere catalogate in base ai servizi che garantiscono e a proporre offerte speciali per "conquistarsi" i clienti.
    In base a queste considerazioni le donne comuniste invitano tutto il partito a mobilitarsi e ad affermare che:
    - La prostituzione rappresenta l’esempio più drammatico della degradazione nella quale spesso affondano i rapporti fra soggetti solo apparentemente liberi all’interno della società capitalistica;
    - La disumanità di tale pratica, che riduce ad un meschino accordo commerciale il più naturale dei rapporti fra esseri umani, chiarisce in forma esplicita la mercificazione generale che domina nelle società di mercato;
    - È inaccettabile la legalizzazione in qualsiasi forma di tale pratica così come è impensabile una sua accettazione sociale, merito indiscutibile della legge Merlin è stato quello di sradicare la convinzione, presente all’interno della società, della naturalità della prostituzione;
    - Non si deve perciò rinunciare alla prospettiva di abolire una forma così devastante di sessualità, nella convinzione, per noi irrinunciabile, che tali pratiche degradanti scompariranno definitivamente solo con l’abolizione della società divisa in classi, la quale è fondata sulla sottrazione sistematica della dignità per lavoratrici e lavoratori costretti a vendersi regolarmente e abitualmente per garantirsi la sopravvivenza.
    Come misure transitorie, capaci di aiutare le donne ad uscire dalla prostituzione, la forma più brutalizzante di schiavitù, e a garantirsi condizioni di esistenza che consentano loro di lottare liberamente contro ogni forma di sfruttamento, le donne comuniste propongono al partito di lottare per questi diritti:
    - concessione di permessi di soggiorno a tutte le immigrate e gli immigrati senza condizione alcune;
    - salario minimo garantito a tutte le disoccupate e i disoccupati, per sottrarli ai ricatti della criminalità;
    - elaborazione di programmi seri di edilizia popolare per garantire la casa a prezzo politico a tutti;
    - istruzione e formazione professionale gratuite, assieme a corsi di italiano, per tutte le immigrate e gli immigrati che arrivano in Italia, oltre all’immediato riconoscimento del loro titolo di studio;
    - depenalizzazione completa del reato di adescamento;
    - moltiplicazione dei presidi sanitari sul territorio e degli sportelli assistenziali e informativi per donne in difficoltà, gestiti dallo Stato e controllati dalle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori;
    - costituzione all’interno delle organizzazioni sindacali, di gruppi di lavoro che seguano le problematiche connesse alla prostituzione, che sottraggano le prostitute dalla criminalità, che le difendano dalle aggressioni e dalle persecuzioni, e che favoriscano il loro inserimento nel mondo del lavoro.

    http://www.marxismo.net/content/view/672/155/




  4. #24
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    Cosa ne pensano, invece, le dirette interessate


    Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute (CDCP) è una associazione no profit fondata da prostitute e non nel 1982; nel 2004 il Comitato ha ottenuto l'iscrizione nell'anagrafe regionale delle ONLUS. L'obiettivo principale dell'associazione è dare aiuto alle persone prostitute.
    Il Comitato svolge attività culturali per orientare scelte di politiche sociali finalizzate al miglioramento della condizione di chi si prostituisce, per suscitare un dibattito per la sensibilizzazione della società in generale volta al rispetto della dignità e dei diritti delle/dei sex workers, per interventi formativi per l'empowerment delle donne prostitute e migliorarne la qualità di vita.
    In questi anni il Comitato si è posto come interlocutore per quelle forze politiche che vogliono la modifica della legge sulla prostituzione ponendo come linea di principio i seguenti punti: depenalizzazione della prostituzione, il divieto di controlli sanitari obbligatori e di schedature di qualunque tipo, la lotta allo sfruttamento e al traffico delle persone obbligate ai servizi sessuali. Ottenere il riconoscimento e la protezione dei diritti civili per le lavoratrici sessuali chiedendo la modifica di quegli aspetti delle leggi che ne ostacolano la completa inclusione sociale.
    Le rappresentanti del Comitato dal 1986 si sono attivate in Campagne di informazione sull'AIDS e di riduzione del danno rivolte al mondo della prostituzione. Dal 1995 hanno avviato attività di aiuto alle persone trafficate, promovendone l'emancipazione.

    L'iscrizione al Comitato è aperta a tutti coloro che ne condividono i fini statutari.

    http://www.lucciole.org/chi-siamo/co...rostitute.html

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    Siete contro la riapertura?

    Sì, ci manca solo la istituzionalizzazione culturale oltre che legale della prostituzione con conseguente ghettizzazione e poi stamo davvero a cazzo dritto!!

  6. #26
    Dio e Po***o
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Sì, ci manca solo la istituzionalizzazione culturale oltre che legale della prostituzione con conseguente ghettizzazione e poi stamo davvero a cazzo dritto!!
    bravo ..bravo...
    puoi candidarti come buonista dell'anno !

  7. #27
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    importante è vincere, non partecipare
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    se una donna (o un uomo) vogliono vendere il proprio corpo lo facciano pure senza arrecare disturbo e pagando le tasse.
    Diverso il discorso per chi viene csotretto.

  8. #28
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    Problema scottante da affrontare in modo razionale e senza incrostazioni ideologiche.

    Sono favorevole alla riapertura delle case chiuse perchè : è intollerabile che delle donne vivano una condizione di sfruttamento senza limiti, è intollerabile che esercitino il loro mestiere (dettato dalla necessità sia ben chiaro!) sulle strade, tra mille pericoli, al soldo di papponi mafiosi e con il costante rischio di prendersi malattie veneree o l'HIV.

    E' però vero che andrebbe anche combattuta l'ideologia consumista della mercificazione dei rapporti umani e sessuali. Mai,a mio avviso, si riuscirà a cancellare la piaga della prostituzione ma ,almeno, sarebbe opportuno affrontare il tema sopra esposto: nelle scuole in primis e con la diffusione di differenti modelli culturali, modelli quindi distanti da quello del puttaniere-consumatore tanto in voga nella nostra società mediatico-capitalistica

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    bravo ..bravo...
    puoi candidarti come buonista dell'anno !

    Che burlone che sei!!! Che c'è smanacciarti il mandingo con i film di Tinto Brass non ti da più soddisfazione?

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Masherov Visualizza Messaggio
    se una donna (o un uomo) vogliono vendere il proprio corpo lo facciano pure senza arrecare disturbo e pagando le tasse.
    Diverso il discorso per chi viene csotretto.

    Ma per carità! La relativizzazione della persona umana come merce è alla base della sostituzione attuale dell'ente naturale umano con l'ente mercantile. La prostituzione non è altro che una sublimazione della cosa.
    E il fatto che sia il mestiere più antico del mondo non vuol dire assolutamente nulla.
    Non capisco dove sia la differenza quando a fare il pappone non sarebbe più la criminalità ma lo stato. Il processo di accumulazione impreditoriale capitalista rimarrebbe comunque lo stesso.
    E qui i fasci col fazzolettone del cazzo che tanto stanno a sbandierarla con i casini lo fanno non perchè siano contro la criminalità e lo sfruttamento (che allora dovremmo stare a approfondire chi a Roma ad esempio c'ha una bella fetta dello spaccio di coca e verrebbe fuori una bella sorpresona) ma perchè vedere le prostitute per strada è una roba brutta per i loro teneri cuori, che poi Dio Patria e Famiglia piangono.

 

 
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