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  1. #31
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Piuttosto, vai a dire due paroline agli Ossoriani, che per anni hanno gratuitamente messo i bastoni fra le ruote al MRE e che a Napoli hanno persino un Assessore nella Giunta Comunale.

    Ci spiegasse qualcuno di loro quale posizione hanno tenuto su questa faccenda e perché non stanno prendendo le distanze dal loro Sindaco e dal loro Presidente Regionale.

    E per dirla come Fedro, la favola è per coloro che vogliono riunificare la diaspora.

  2. #32
    1° Agosto 1537
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    Ma gli ossoriani con il MRE non hanno niente a che fare, che mi frega degli ossoriani.
    Io sto semplicemente chiedendo che la Sbarbati emetta un semplice comunicato in cui richieda le dimissioni nell' ordine di:
    1) Bassolino
    2) Pecoraro
    3) Jervolino.
    Stop.
    Perchè la sinistra repubblicana non può avere neppure questo sussulto di dignità morale, riconoscendo eventualmente i suoi errori se (e sottolineo se, nella misura in cui mi rifiuto di credere alle malizie di Lucio) ha fatto eleggere il suo Presidente con i voti di gente come Bassolino & Company?

  3. #33
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Io non sono affatto malizioso. Se hai capito questo hai capito male.
    Io sono contrario a posizioni starnazzanti (e chiedenti dimissioni varie) in un momento in cui chi ha senso di responsabilità parla poco e non cerca i contrasti.

    E soprattutto non vedo affatto un motivo per assumere posizioni di distinguo rispetto al resto dell'Unione, anzi al contrario.

    I giudizi sulle persone si tengano a mente per i momenti più opportuni.

    Quanto agli Elettori che hanno eletto alla Camera il nostro Presidente, ricordiamoci che sono persone che hanno fatto una croce sul simbolo dell'Ulivo. Altro che Company.

  4. #34
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    La Sinistra repubblicana impari a mordersi la lingua quando c'è da tacere e a scorciarsi le maniche quando c'è da sostenere solidalmente la politica nazionale.

  5. #35
    1° Agosto 1537
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    I giudizi sulle persone si tengano a mente per i momenti più opportuni.
    Allora,
    Scajola, che era ministro di destra, disse una parolaccia, noi gridammo e ottenemmo le sue immediate dimissioni.
    Calderoli, che era ministro di destra, mostrò una maglietta deficiente, noi girdammo e ottenemmo le sue immediate dimissioni.
    Bassolino, Jervolino e Pecoraro- che sono di sinistra- hanno devastato una delle più popolose e importanti regioni d' Italia, noi taciamo e teniamo a mente per i momenti più opportuni, perchè ci devono riportare i voti necessari a vincere la destra...
    Proprio non ci siamo, con questa logica destra/sinistra diamo il nostro piccolo contributo a mandare a picco l' Italia.

  6. #36
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    MA COME SPERAVAMO DI RISOLVERE SE GLI ADDETTI AI LAVORI CONVENIVA NON FAR NULLA?


    «Il vice di Bassolino guadagnava un milione»
    http://www.corriere.it/
    Rifiuti, requisitoria del pm. La Procura: con cifre così alte, più durava l'emergenza più si lucrava

    La crisi potrebbe ulteriormente acuirsi a causa del blocco dell'impianto di cdr di Giugliano


    Il subcommissario Raffaele Vanoli percepiva oltre un milioni di euro ogni anno
    NAPOLI — L'emergenza rifiuti è stata l'occasione per far guadagnare cifre «inimmaginabili » a chi lavorava negli anni scorsi al commissariato straordinario, dove durante la gestione Bassolino i subcommissari hanno ricevuto compensi pari anche a novantacinquemila euro al mese e non c'era quindi alcun interesse a risolvere la situazione. È questo uno dei punti centrali della requisitoria dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo durante l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio del governatore della Campania Bassolino, dei vertici di Impregilo e di alcuni ex rappresentanti del commissariato.

    I pm hanno citato i casi più eclatanti: il subcommissario Vanoli percepiva un milione e cinquantamila euro all'anno, i subcommissari Paolucci e Facchi, compensi tra gli ottocento e i novecentomila euro. La stessa situazione si sarebbe verificata anche quando commissario era il prefetto Corrado Catenacci, che in una intercettazione telefonica allegata agli atti del procedimento e citata dai pm, si lamentava con l'interlocutore, perché il suo stipendio era di cinquemila euro mensili, mentre due tecnici della struttura commissariale intascavano cifre pari a un miliardo di lire all'anno.

    Con compensi così alti, sostiene la Procura, è chiaro che «più durava l'emergenza più si guadagnava», e quindi la gestione commissariale non avrebbe avuto affatto interesse a superare la crisi. Di qui le molte inadempienze che oggi sono contestate agli imputati — soprattutto non aver messo a norma gli impianti cdr che producono un materiale inutilizzabile come combustibile nel futuro inceneritore di Acerra e in qualunque altro inceneritore — e di cui, secondo i pm, Bassolino era a conoscenza perché il suo ruolo di commissario era un ruolo «amministrativo e non politico» e aveva quindi «giuridicamente l'obbligo di controllare».

    L'emergenza che oggi affligge la Campania nasce, sostiene la Procura, anche da quella cattiva gestione commissariale che consentì all'Impregilo di far finire in discarica non il 14 per cento dei rifiuti prodotti, così come prevedeva il piano, ma il 49 per cento, intasando gli impianti e creando quella che i pm chiamano «fame di discariche» con la quale deve fare i conti oggi il commissario De Gennaro mentre cerca di portare la regione fuori dalla crisi.

    Una crisi che rischia di costare all'Italia pesanti sanzioni dall'Ue (appena avviata una nuova procedura di infrazione per le troppe discariche abusive in tutto il Paese) e che potrebbe ulteriormente acuirsi a causa del blocco dell'impianto di cdr di Giugliano, che ha i depositi pieni e ieri ha dovuto sospendere la lavorazione dei rifiuti.

    Fulvio Bufi
    06 febbraio 2008 CORRIERE DELLA SERAhttp://www.corriere.it/
    Ciceruacchio

  7. #37
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    Predefinito ecco i nomi

    Italia patria di santi , navigatori, poeti, e sopratutto tanti, tanti scrittori.... ma pochissimi lettori, la gran parte degli illustri commentatori ripete quei pochi fatti che si sentono in TV, e soprattutto commenta i commenti.
    Per fortuna c' è gente come travaglio e gomez o in questo caso i giornilisti dell' espresso che ha lo stomaco di leggersi le carte e allora spuntano fuori i nomi non solo dei tanti reggicoda dell' inqualificabile Bassolino ( che il dio crepitus se lo porti con sè) , ma anche di tanti appartenenti a partiti che si indignano peggio di catone il censore.
    Buon divertimento

    http://voglioscendere.go.ilcannocchi...logdoc=1777558

    L'Espresso, 7 febbraio 2007

    Gli appalti. La scelta delle aree per le discariche. Le aziende di smaltimento. Persino le assunzioni al Commissariato. Nella regione il business dei rifiuti scatena gli interessi di tutte le forze politiche.

    Da una parte i nomi e cognomi dei dipendenti, dall'altra quelli dei loro sponsor politici. Ecco, se si vuole capire che cosa è davvero accaduto in Campania dove, dall'11 febbraio del 1994, esiste un Commissariato per l'emergenza rifiuti che ha speso quasi 2 miliardi di euro senza riuscire a centrare nessuno degli obiettivi imposti, si può benissimo partire da qui. Da questo lungo elenco di nomi preparato in via ufficiosa nel 2004 dalla direzione del personale nelle settimane in cui, dopo le dimissioni di Antonio Bassolino, il Commissariato veniva scorporato in tre diverse sezioni: rifiuti, acque e bonifica.
    Leggendo la lista, di cui L'espresso è riuscito a ottenere una copia, diventano, riga dopo riga, chiare le responsabilità di un'intera classe politica: non solo dei bassoliniani del Partito democratico che governano la regione, ma anche dell'opposizione di centrodestra che all'ombra del Vesuvio ha partecipato e partecipa con passione all'immondo banchetto della spazzatura.

    Sì perché qui la monnezza, un business che tra appalti e stipendi, fattura un milione di euro al giorno, è un affare di tutti. I politici, prima ancora che la camorra, ci guadagnano non solo in termini di consenso elettorale, imponendo assunzioni nei 18 diversi consorzi di raccolta, tutti rigorosamente lottizzati, ma anche indicando le aree di imprenditori amici dove potrebbero essere aperte discariche e centri di stoccaggio, gestendo pompe di benzina convenzionate con le aziende dei rifiuti, improvvisandosi trasportatori e soprattutto creando decine e decine di aziende a capitale misto pubblico-privato dove piazzare amici, compagni di partito e parenti.

    Anche per questo il Commissariato, dove pure nel corso degli anni hanno lavorato giorno e notte molti tecnici di assoluto valore, si è a poco a poco trasformato in carrozzone dove arrivava, 'comandato' da altre amministrazioni pubbliche, personale ansioso di intascare le 70 ore di straordinario mensili garantite a ciascun dipendente. Così, mentre il nuovo commissario Gianni De Gennaro va affannosamente a caccia di terreni dove riversare almeno una parte delle oltre 300 mila tonnellate di rifiuti che ancora intasano gli angoli delle strade della regione, la lista segreta dei vecchi dipendenti del Commissariato diventa adesso una fotografia impietosa di quanto è accaduto. Un'istantanea della Casta che comanda in Campania.

    Scorrendo l'elenco, le sorprese non mancano: a segnalare i 'comandati' non erano solo i Ds, la Margherita, l'Udeur. Ci davano dentro pure Forza Italia e Alleanza nazionale. Negli uffici del Commissariato erano per esempio di casa Antonio e Flavio Martuscello, i due dioscuri azzurri del napoletano, rispettivamente deputato ed ex sottosegretario all'Ambiente il primo, consigliere regionale più votato d'Italia, il secondo. I Martuscello avevano sponsorizzato sei diversi nomi. Altri due erano invece stati proposti dal consigliere regionale azzurro Giuseppe Sagliocco, il quale, dopo aver inviato tecnici di suo fiducia al Commissariato, tre anni fa non si è trovato in imbarazzo a capeggiare, assieme a un bel gruppo di parlamentari del centrodestra, le proteste della popolazione che chiedeva il blocco dell'unica discarica ancora disponibile quella di Parco Saurino 2, a Santa Maria La Fossa. Una segnalazione era poi arrivata tramite Francesco Bianco, fino a due anni fa in Regione nelle fila del partito di Berlusconi, e ora capogruppo in Comune per l'Udeur.

    Lì Bianco si è ritrovato accanto ai professionisti delle nomine: gli iscritti del partito di Clemente Mastella (nell'elenco compare pure una sua sponsorizzazione diretta) che al Commissariato piazzavano personale per intervento del segretario regionale Antonio Fantini, di Pasquale Giuditta, un deputato sposato con la sorella di lady Mastella, dell'ex assessore regionale all'Ambiente Ugo De Flaviis poi cacciato dal Campanile ("Pago per le nomine non fatte", disse De Flaviis) e dell'ex sottosegretario all'Agricoltura nel governo D'Alema, Nello Di Nardo, dal 2006 cordinatore nazionale degli eletti dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Ancora più folta ovviamente è la pattuglia dei raccomandati dal Partito democratico (Ds e Margherita). A parte i nomi che recano vicino la dicitura 'Presidenza' (leggi Bassolino), dietro ai quali si celano non solo tecnici considerati di area di centrosinistra, ma anche raccomandati dal centrodestra (tra i dipendenti c'è per esempio la nipote di un consigliere regionale di Alleanza nazionale), nella colonna degli sponsor appare il nome del ministro dell'Innovazione Luigi Nicolais, del sindaco di Ercolano (politicamente uomo di Nicolais), Nino Daniele, del leader dei rutelliani in Campania, Antonio Villari e dell'ex subcommissario ai rifiuti ed ex assessore al Comune, Massimo Paulucci. Non è tutto. La lista prosegue citando spesso il capogruppo dei Ds in Regione, Antonio Amato, il fedelissimo di De Mita Antonio Valiante, l'assessore comunale Giorgio Nugnes e Andrea Losco, oggi eurodeputato rutelliano, ma un tempo commissario ai rifiuti e presidente di Regione, dopo l'esponente di An, Antonio Rastrelli (i nomi degli uomini di Rastrelli vengono indicati nell'elenco con la dicitura '99').

    Adesso con i rifiuti di nuovo per le strade, il clima di consociativismo politico che ha reso possibile l'ennesima emergenza non sfugge ai campani, che scendono in piazza per protestare. E a farne le spese sono un po' tutti. Chi tenta di bloccare la polizia e i funzionari di De Gennaro ormai non fa più differenze di colore di casacca. Ne sa qualcosa Pietro Diodato, consigliere regionale di An e membro della commissione Ambiente, celebre a Napoli per una serie di denunce contro gli sprechi della giunta comunale di Rosa Russo Iervolino. Diodato con la spazzatura ci è cresciuto. I suoi nonni fino a vent'anni fa trasportavano con i loro camion la monnezza nella discarica privata di Pianura, quella che De Gennaro avrebbe voluto riaprire e che invece ospiterà solo un sito di stoccaggio per ecoballe. Oggi Diodato nel quartiere dove è nato e cresciuto ci può mettere piede solo a suo rischio e pericolo. Ai primi di febbraio la folla inferocita ha bruciato un grande distributore di benzina a forma di camion da poco aperto da sua nipote e la sua sede elettorale. Agli abitanti, che inizialmente si muovevano in massa assieme a ultras del Napoli e gruppi di figli di camorristi in motorino, non era andata giù un'intervista in cui Diodato si mostrava possibilista sull'utilizzo della discarica e soprattuto un emendamento da lui presentato in occasione della discussione della legge regionale sui rifiuti. Cosa proponeva Diodato? Semplicemente che i capannoni vicini alla discarica potessero essere utilizzati per ospitare impianti per la separazione della spazzatura. "La mia intenzione era solo quella di creare dei nuovi posti di lavoro", assicura il consigliere di An. Ma per i manifestanti il fatto che sulla strada diretta ai capannoni, dove ci sono già altri distributori, i famigliari di Diodato avessero aperto una pompa proprio della marca di carburanti con cui è convenzionata l'azienda comunale della nettezza urbana, era diventata la prova di come anche lui sulla monnezza ci volesse marciare. Diodato, ovviamente nega, ma intanto si trova a fare i conti con il nemico in casa.

    Il vero leader della protesta di Pianura è infatti il consigliere comunale Marco Nonno, un fascista di altri tempi che sull'auto tiene appiccicato un adesivo che avverte: 'Balilla a bordo'. Suo fratello è stato condannato a 14 anni di carcere per aver sprangato a morte, sul finire degli anni '70, un ambientalista, lui però è fatto di altra pasta e anche se adesso è nei guai per aver tentato di vendere via Internet una vecchia mitragliatrice da guerra, respinge le accuse di chi lo segnala come uno dei fomentatori degli scontri: "Non ho pagato nessuno dei manifestanti e soprattuto non ho fatto affari loschi. Con quelli che hanno costruito intorno alla discarica non ho niente da vedere". Una precisazione d'obbligo, visto che tra i primi nemici della discarica, oltre che gli abitanti, ci sono gli imprenditori legati alla camorra che hanno edificato palazzine abusive il cui valore crollerebbe se qui arrivassero i rifiuti.

    In Campania del resto funziona così. Pensi alla monnezza e spunta il politico. Anche quello che non ti aspetti. Persino Paolo Russo, il parlamentare di Forza Italia che insieme al senatore di Rifondazione Tommaso Sodano nella passata legislatura fece luce su molti degli affari sporchi legati alla gestione del business ambientale, ha vicino a lui chi fa soldi con la spazzatura. Il fratello del suo assistente parlamentare compare nella compagine societaria di tre aziende interessate nella gestione del ciclo dei rifiuti. Mentre la Ecocampania, specializzata in raccolta, faceva capo al segretario provinciale dell'Udeur di Caserta, Nicola Ferraro, poi arrestato dalla Procura di Santa Maria Capua a Vetere. Sempre di rifiuti, tramite quattro società al quale è stata tolta la certificazione antimafia per condizionamenti da parte del clan dei Casalesi, si occupa anche il fratello di Nicola Marrazzo, consigliere regionale e segretario provinciale di Napoli dell'Italia dei Valori.

    Ma è andando a Caserta che il continuo conflitto d'interessi, o meglio gli interessi che intrecciano il business ambientale con la politica, diventano ancora più evidenti. Qui, secondo i pm antimafia, la facevano da padrone aziende di smaltimento dei fratelli Orsi, due imprenditori legatissimi al presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi, e al deputato di Forza Italia Nicola Cosentino, un ex socialdemocratico più volte candidato dagli azzurri nonostante la parentela acquisita con il boss Peppe Russo, detto ''o Padrino'. Gli Orsi erano in costante contatto con il segretario particolare di Landolfi, ora arrestato, ma visto che si trattava di gente dai forti ideali, quando al governo c'era finita la sinistra si erano iscritti ai Ds per intercessione del consigliere regionale Angelo Brancaccio. Poi anche Brancaccio è finito in manette. E una volta scarcerato, l'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, lo ha voluto con sé come vice segretario regionale dell'Udeur. Il riciclaggio, almeno a livello politico, in Campania, nonostante tutto funziona.

    Hanno collaborato Mario Fabbroni, Claudio Pappaianni e Raffaele Sardo

  8. #38
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    Ma lucrezio,
    la tua lenzuolata tende a coprire la semplice domanda per cui era nato 'sto thread, ossia perchè come sinistra repubblicana abbiamo preteso (e ottenuto) le dimissioni di Scajola per una parolaccia e di Calderoli per una maglietta, mentre sulle nefandezze di Bassolino, Russo-Jervola e Pecoraro siamo stati (tranne un po' il sottoscritto) zitti zitti, buoni buoni, allineati e coperti, ridimensionandone, sminuendone e, in fondo in fondo, difendendone l' operato? E adesso te ne vieni fuori con la classica chiamata di correo, "siamo tutti assassini", "uno, nessuno e centomila"?
    Così come non una sola parola di solidarietà alla Forleo e a De Magistris che indagavano su Fassino, D' Alema, Prodi e Mastella, mentre le fanfare per il pool di "Mani Pulite"...
    E' questo doppiopesismo che l' opinione pubblica ha ormai sgamato, intuendo che qui si tratta soltanto di una guerra tribale, Bassolino, Russo-Jervola e Pecoraro ce li teniamo comunque e a prescindere perchè sono dei "nostri", gli altri li massacriamo perchè sono dei "loro"...

  9. #39
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    caro filippo,
    non so tu , io certo non mi arrogo il merito di aver provocato le dimissioni di calderoli o scajola. Li ho sicuramente criticati, e certo l' espressione "reggicoda dell' inqualificabile Bassolino ( che il dio crepitus se lo porti con sè)" non è proprio di supporto
    C'è poi l' interesse dei supporters della criminalità fiscale espressa dal CD di attribuire tutta la responsabilità dello scandalo dei rifiuti al CS, ingnorando le complicità (ricordata dall' espresso nella "lenzuolata" che a nome di autonomia repubblicana hai dimostrato di non gradire) o l' azione da teppaglia che impedisce ora la soluzione del problema , capitanata sempre da esponenti di CD. Anche in questo caso a nome di autonomia repubblicana dimostrasti di non gradire l' osservazione .
    Non ti stupire se ne traggo le mie conclusioni

  10. #40
    1° Agosto 1537
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    caro filippo, dimostrasti di non gradire l' osservazione
    No, no, gradii, nel senso che la lenzuolata espressa è l' ennesima riprova della validità della teoria del "gioco degli specchi" destra/sinistra elaborata- come ormai tu ben dovresti sapere frequentando 'sto forum- dal Maestro di Conegliano Veneto.
    Tuttavia continuo a maravigliarmi che tu non chieda insieme a me le dimissioni di Bassolino e della Russo-Jervola (che attualmente ricoprono gli incarichi di governo locale), come a suo tempo facemmo con Scajola, Calderoli e- prima ancora- Craxi.

 

 
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