





Ragion per cui la riflessione su chi siamo e da dove proveniamo va fatta.
E dovremo distinguere ciò che ha sempre rappresentato la buona materia prima del nostro tradizionale sviluppo e ciò che è sempre stato estraneo ad esso.
E trarne le conseguenze.


Io credo che nell'identità di una nazione l'aspetto biologico e naturale sia complementare a quello spirituale e alla condivisione di una medesima tradizione e di una medesima lingua.
Oggi si utilizza il termine "identitario" perchè oggi come oggi, come giustamente hanno rilevato Alvise (Beppe Tritoni) e Lupo, le identità sono in crisi a causa, questo secondo me non so se alvise e lupo condividono, del pensiero unico mescolazionista e multirazzialista di matrice progressista ed è giusto difenderle.
Ovviamente, non si deve trattare solo di una mera difesa dello "status quo". Se si facesse una mera battaglia in difesa dello status quo forse si riuscirebbe a mantenere una certa integrità dal punto vista esclusivamente biologico, non spirituale, anche perchè quel lato lì è andato a puttane da parecchio tempo.
Già sarebbe una gran cosa vista la situazione attuale, ma la miglior difesa è l'attacco.
Alla difesa dell'integrità etnica dovrebbe corrispondere anche una battaglia in favore della rinascita spirituale e morale del nostro popolo.
Del resto, in una bozza della costituzione della RSI stava scritto che la nazione era un organismo politico ed economico nel quale compiutamente si realizza la stirpe dal punto di vista etico, spirituale, culturale, civile, religioso, giuridico e linguistico.


Vorrei far notare che, visto che si parla di identità 'dinamica' e non 'statica', l'identità in sé è sì dinamica a livello 'di sangue', ma mentre in altri tempi lo poteva essere tranquillamente, poiché le migrazioni avvenivano in un ambiente più o meno ristretto e si contaminavano vicendevolmente i popoli vicini geograficamente e più o meno anche etnicamente, adesso ci ritroviamo in casa le razze più disparate, distanti geograficamente ed etnicamente, che con noi non c'entrano una mazza.
Quindi meglio il mantenimento dello status quo piuttosto che il 'dinamismo'.


Difendiamo questo momento perchè è qui che siamo nati nel tempo
Difendiamo questa terra perchè è qui che siamo nati nello spazio
Ognuno difende quel che può raggiungere, per non disperdere le proprie forze al punto di renderle inutili.
La working class di Detroit invece è lontana, non posso nemmeno essere sicuro di sapere al 100% quali siano i loro bisogni o aspirazioni. E anche sapendolo non pretenderei di prendere decisioni per loro.
Si può confrontare col nostro concetto di socializzazione: vogliamo distribuire la proprietà per esempio di una fabbrica, ma non delocalizzarla, la proprietà non passa a uno stato astratto, ma resta a chi materialmente sta nella fabbrica stessa.
Allo stesso modo per noi il potere di decidere politicamente deve rimanere localizzato.
Così l'avvocato di RC è abbastanza vicino da poterci condividere il potere decisionale localizzato, l'operaio di Detroit no, può starmi simpatico, ma non intendo invadere il suo spazio.



