La caratteristica principale degli ultimi anni è proprio il sostituirsi come "educatore" fin dai primi anni dell'infanzia da parte del televisore, che a causa sia dei genitori sia del poco tempo a loro dedicato diventa la "primaria" fonte non solo di "divertissement" ma anche (e sopratutto) di "metodologia della conoscenza".
Il risultato diretto è un abitudine al "bombardamento di informazioni" con una differenza sostanziale rispetto al passato. Ovvero la "frammentarietà" e la mancanza di approfondimento logico. Unita ad una sorta di assuefazione al "rapporto segnale/rumore".
Questo ha una diretta conseguenza anche nel rendimento scolastico, credimi, e anche nell'incapacità di seguire una sequenzialità (nonche' approfondimento) "tipica" del libro rispetto al mezzo televisivo nonche' multimediale.
E questo è il punto di partenza.
Ora facciamo un salto indietro e sulla base dell'esperienza storica possiamo prendere un caso.
Come penso ricorderai, (semplicemente come esempio storico) come Hitler riusci seriamente a convincere i tedeschi che una delle ragioni principali del disastro germanico del primo dopoguerra fosse da ricercare nell'etnia ebraica. Una tesi semplicemente insostenibile sotto qualsivoglia aspetto, sia scientifico che logico, e nemmeno cosi' tanto alla "portata" dell'esperienza personale.
Una qualsivoglia persona dotata di minimo senso critico avrebbe preso un libro, o letto qualcosa, o semplicemente osservato la realtà ed avrebbe dovuto ridere a crepapelle di una tesi del genere. Non è successo.
Questo ci dovrebbe far comprendere che i mezzi di informazione e di propaganda di massa hanno delle capacità notevolissime di influenza nella formazione del pensiero indipendentemente da quanto questo possa essere nè logico nè scientifico.
E siamo al secondo passo.
A questo punto possiamo provare a fare una sintesi.
Il problema "regime" non puo' essere interpretato con le chiavi classiche novecentesche, ma su un piano decisamente piu' sottile, in cui esiste un mezzo veicolante, nominalmente pluralista ma effettivamente monopolista sotto l'aspetto fondamentale della rappresentazione sia delle istituzioni, sia del loro comportamento..
Sull'esperienza reale, potrei dirti che se è chiaramente un "input" specifico anch'esso, vorrei farti notare che a parte che la politica di per se' stessa è attualmente praticamente "assente" anche dalla stessa "nozione" di causa-effetto che ha sulla realtà, ovvero viene vista come totalmente estranea al divenire degli avvenimenti se non in senso confuso (e populista) di rifiuto globale della stessa, che il punto di riferimento su qualunque malessere (e questo a causa anche e sopratutto della televisione è diventato individuale e mai sociale, o meglio riconducibile a fattori influenzati dalla politica.
Ne deriva una fondamentale discrepanza tra la "parola" politica e la realtà, il che porta inesorabilmente ad appoggiare quasiasi tentativo di "demolire" strutture che anche se solo in termini di "percezione" siano delle barriere ai vari "decisionismi" finti o presunti del premier e della sua cricca (o dei successori se vuoi).
Vedi sopra, e anche il problema che "non ci sarebbero" è fuorviante, sia il regime mussoliniano sia quello nazista lasciarono dei "paraventi".Per fare una breve parentesi sul capitolo regime, insisto che seppure il predominio televisivo berlusconiano sia evidente, le alternative esistono anche solo premendo il tasto corrispettivo a Rai Tre, o a La7 o cos'altro per loro. In un vero regime non ci sarebbero neppure.
Verissimo, ma il non comprendere il "come nasce" questo fenomeno è proprio dimostrativo di come esso non solo sia subdolo, ma sopratutto fuorviante.Per quanto riguarda le candidature come espressione del mondo mediatico, non e' poi cosi' frequente, ne' un fenomeno nuovo (Cicciolina in parlamento?) ne' esclusivo dell'Italia ne', infine, necessario indice di mediocrita' (ricordo che Regan ad esempio era un attore).
La paventata crisi della democrazia con astensionismo e rivolta delle masse bruscamente risvegliate infine ha radici molto piu' lunghe degli ultimi vent'anni, ed e' causata piu' che altro da un manifesto disprezzo da sempre mostrato dai nostri politici di fronte al mandato elettorale ricevuto, e al loro invece trasformarsi, dopo le elezioni, da mendicanti di voti a satrapi intoccabili e liberi da qualunque tipo di giudizio popolare.
Fino alle successive elezioni, dove ricomincia il mendicare.
![]()





Rispondi Citando
