Dopo lunga malattia il mio amato nonno materno è tornato alla Casa del Padre.
Sapete, a modo suo era un buon conservatore, pur non intendendosi di politica e di altri sofismi. Nella sua vita ha lavorato moltissimo: raggiunta la licenza elementare, come molti suoi coetanei ha aiutato i genitori nei campi, si è dato da fare con le sue giovani braccia. Ma sono state le mani il suo vero talento: mani d'oro, mani di sapientissimo falegname ed intagliatore. Con onestà ed estrema caparbietà, è riuscito, in tempi difficili, a costruire dal nulla una piccola fabbrica, a dare lavoro ad alcuni operai, a mantenere una famiglia sempre più larga.
Ah, il nonno: sempre paziente, gentile, rispettoso, premuroso e attento. Un uomo buono, un semplice di spirito.
Pur non riconoscendoci più, ci salutava, ci ringraziava, sottovoce ma con un piccolo sorriso. Sapeva che eravamo lì ad aiutarlo, ad assisterlo.
E poi, nonostante la mente quasi del tutto annullata dalla malattia crudele, riusciva ancora a farsi il segno della Croce, a recitare le preghiere, il Padre Nostro, l'Ave Maria...ormai indelebilmente impresse nella memoria,
indistruttibili, invincibili dal male.
Non vi racconto altro, non è mia intenzione tediarvi con piccoli ricordi e frammenti sparsi di una vita che non c'è più. Sappiate solo che per me ha rappresentato un modello di sobrietà, di attaccamento al dovere, di umiltà.
Sono triste e addolorato, le lacrime scendono copiose sul mio viso, ma ho la piena consapevolezza che ora il mio caro nonno mi veglia dal Cielo, assieme a coloro che ci hanno già da tempo lasciati.
Addio, nonno. Spero di rivederti ancora, quando sarà l'ora.
Riposa in pace e così sia.




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