L'ennesima rapina, finita nel sangue, stavolta si è svolta nel quartiere Pilastro di Viterbo.
Un rapinatore, armato di pistola è entrato nell'Ufficio di formazione aziendale Tecom, uccidendone il titolare Signor Paternollo, al termine di una colluttazione e riportando ferite che ne hanno consentito, successivamente l'identificazione e l'arresto nel centro cittadino.
Il rapinatore, con numerosi precedenti penali, era uscito di carcere grazie al famigerato indulto ed aveva trovato lavoro presso l'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Viterbo.
Nuova Destra Sociale, si domanda come lavori tale assessorato, poichè i servizi sociali presuppongono una conoscenza approfondita da parte di operatori ad hoc delle persone che vi si rivolgono.
Appare quindi incredibile che un ex detenuto, evidentemente pericoloso, non sia stato vagliato ed esaminato prima di essere "reintegrato" nella società.
Nuova Destra Sociale, invita quindi il Sindaco Gabbianelli ad aprire rapidamente un'inchiesta interna alla sua amministrazione, alfine di stabilire se vi è stata superficialità nella catena di controllo, e, se nel caso, a non tacerlo all'opinione pubblica in nome di una sana e giusta trasparenza.
Inoltre, visto che il rapinatore era stato condannato per una rapina a Grosseto, e visto anche, che, più o meno negli stessi giorni del tragico episodio di Viterbo si è verificata una rapina a Massa Marittima (GR) conclusasi con la morte di un vigilante di scorta ad un furgone portavalori, Nuova Destra Sociale, chiede all'Arma dei Carabinieri ed alle altre forze dell'ordine di indagare più a fondo sull'eventualità di una organizzazione criminale transregionale che operi a cavallo tra Lazio e Toscana, alfine di prevenire ulteriori lutti.
Nuova Destra Sociale, esprime quindi solidarietà ai familiari del Signor Paternollo e del Vigilante ucciso a Massa Marittima, annotando con amarezza, come in Italia non vi sia certezza della pena.
Sarebbe auspicabile, per NDS, anzichè ricorrere allo strumento dell'indulto per "risolvere" il problema della capienza carceraria, cominciare a mettere mano alla riforma del Codice penale, magari cominciando dall'abolizione della Legge Gozzini, nonchè alla costruzione di nuove carceri, o, in alternativa la ristrutturazione di quelle dismesse.
Chissà se il Ministro della Giustizia Mastella, che tanto si è adoperato per arrivare all'induulto, sente nella sua coscienza il peso dei lutti che tale sua decisione ha provocato.
Noi ci auguriamo di sì, poichè se così fosse, sicuramente la prossima volta ci penserebbe due volte prima di emanare una legge così sciagurata.
In realtà probabilmente no, poichè i politici, purtroppo, oggi, appaiono interessati ad altre riforme, quale ad esempio quella della legge elettorale, il problema è che di tale legge ai Cittadini comuni importa ben poco se non vi è sicurezza e si è uccisi sul luogo di lavoro, probabilmente per pochi spiccioli, visto che in un centro di formazione non crediamo si potessero trovare grosse somme.
Cari politici, che girate con le scorte, basta pensare a voi stessi ed alle vostre lussuose poltrone, pensate alla sicurezza dei Cittadini che la scorta non sanno nemmeno cos'è!
Angelo Aquilani Segretario Regionale del Lazio di Nuova Destra Sociale




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