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  1. #1
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    Uno spiraglio per Malpensa
    "Alitalia, addio graduale"
    Rodolfo Sala
    La promessa del governo. Formigoni: non ci basta
    Assicurati anche gli ammortizzatori sociali per Sea.
    Il Pd: Moratti e Bonomi vengano a riferire in consiglio comunale domani Pesci in faccia tra Formigoni e Padoa Schioppa al tavolo Milano convocato ieri a Palazzo Chigi sul caso Malpensa. Ma alla fine del lungo incontro tra governo e istituzioni locali - con il premier Prodi molto più disponibile ad accogliere buona parte delle richieste dei lombardi - si apre uno spiraglio. Il segnale arriva dalla Camera, e per bocca dello stesso ministro dell´Economia: «Il governo si adopererà per favorire una transizione graduale verso un nuovo assetto dei voli di Malpensa». Vuol dire che l´esecutivo si impegna a premere su Air France con l´obiettivo di diluire nel tempo il trasferimento a Fiumicino delle rotte Alitalia. «Un piccolissimo passo in avanti, ma assolutamente insufficiente», commenta a caldo Roberto Formigoni, che continua invece a ritenere indispensabile una «moratoria». In altre parole: per tre anni Air France dovrebbe garantire a Malpensa tutti i voli di Alitalia sulle tratte internazionali, compresi ovviamente quelli per i quali è già stato annunciato lo spostamento sullo scalo romano.
    Sulla base di questa novità, che lo stesso governatore considera frutto di una lavata di capo da parte di Prodi al suo ministro, il Tavolo Milano tornerà a riunirsi a breve, forse già la prossima settimana. Certo che ieri sono volati gli stracci. C´era mezzo governo (con il presidente del Consiglio e Padoa Schioppa, il sottosegretario Enrico Letta e i ministri Di Pietro, Pollastrini, Bianchi, Santagata), e dall´altra parte il presidente della Regione, quello della Provincia Filippo Penati e il sindaco Letizia Moratti. Formigoni ha posto subito il tema della moratoria, ricordando che quando Air France acquisì la Klm, garantì per cinque anni il mantenimento dei voli della compagnia olandese. Padoa Schioppa ha risposto picche, e il tavolo ha rischiato di saltare. Anche se tutti - non solo Penati, ma anche Formigoni e la Moratti - hanno dato atto a Prodi di parlare un linguaggio diverso dal suo ministro.
    In effetti il premier in apertura di riunione ha fatto capire che le richieste bipartisan dei lombardi potevano essere accolte sulla base di quattro punti: «La centralità di Malpensa per il sistema-Paese, le opportunità che deriveranno dalla liberalizzazione del traffico aereo, l´impegno del governo sul completamento delle infrastrutture previste, la considerazione sull´impiego di ammortizzatori sociali che eventualmente dovessero rendersi necessari». Il secondo, in particolare, viene ritenuto indispensabile per dare un futuro allo scalo lombardo, dove grazie alla liberalizzazione potrebbero insediarsi, e occupare gli slot inutilizzati da Alitalia, altre compagnie aeree, italiane o estere. Ma è un passaggio che deve necessariamente seguire quello della «gradualità» nell´abbandono dei voli invocata ieri al tavolo Milano e alla fine, con fatica, accolta dal governo.
    «Incontro positivo - è il commento di Letizia Moratti - ma adesso aspettiamo il governo alla prova dei fatti; il problema è Alitalia, non Malpensa, e l´esecutivo deve avviare un´azione conseguente e porre lo scalo lombardo in grado di rivestire il ruolo di hub per il Paese, con una graduale liberalizzazione del mercato». La dichiarazione di Padoa-Schioppa alla Camera fa tirare un respiro di sollievo a Penati: «Il governo ha accolto le richieste di Comune, Provincia e Regione per una transizione graduale verso un nuovo assetto dei voli da Malpensa, al Tavolo Milano abbiamo tutti sottolineato che questo era un punto centrale per il rilancio». Alla fine anche Formigoni può dirsi soddisfatto, e non solo perché il ministro Di Pietro lo ha sostenuto: «Per la prima volta abbiamo parlato chiaramente, prendiamo atto degli impegni assunti da Prodi». E il ravvedimento di Padoa-Schioppa? «Abbiamo fatto la voce grossa, a qualcosa è servito, anche se non basta». In Comune il Pd chiede al sindaco di riferire domani in Consiglio gli esiti dell´incontro, e anche che il presidente della Sea Giuseppe Bonomi venga ascoltato la settimana prossima in commissione Trasporti. (16 gennaio 2008)
    http://espresso.repubblica.it/dettag...aduale/1969307
    La strada può essere quella giusta.

    Mi chiedo però se questo non poteva essere discusso mesi fa invece di fare tanto rumore. La politica spesso è chiusa, solo per strategie di partito, alla discussione ed al confronto.

  2. #2
    passepartout
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    Ottimo!
    Invece di usare tasse per coprire i buchi di Alitalia adesso le useremo per tappare i buchi di MXP

  3. #3
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    Ottimo!
    Invece di usare tasse per coprire i buchi di Alitalia adesso le useremo per tappare i buchi di MXP
    COMUNICATO STAMPA
    di Franco GIUFFRIDA – Segretario Regionale CGIL Lombardia

    di Nino CORTORILLO – Segretario Generale Filt CGIL Lombardia



    LE 10 MENZOGNE CHE CIRCOLANO su ALITALIA, MALPENSA e LINATE



    1) Alitalia è in crisi dall’apertura di Malpensa?

    Falso, Alitalia, purtroppo, fatto salvo qualche bilancio in positivo dovuto a vendite di immobili o operazioni finanziarie, chiude il bilancio in passivo dagli inizi degli anni ’90, ben prima dell’apertura di Malpensa che avvenne nel 1998.

    Nel 1996 veniva presentato un Piano Industriale ‘96/2000 con il seguente scritto “Senza interventi decisivi ….. Alitalia è destinata a non sopravvivere al 1996 ”.

    PERDITA IN MILIONI DI EURO

    1994
    - 192
    2002
    + 93 (dati da 567 mln di proventi straordinari)

    1995
    - 47
    2003
    - 520

    1996
    - 625
    2004
    - 858

    1997/1998/1999
    aumenti di capitale per 516 e 680 mln di euro che coprono le perdite e determinano l’ultimo dividendo di Alitalia
    2005
    - 167

    2000
    - 256
    2006
    - 625

    2001
    - 907






    2) Malpensa è stata aperta per una decisione politica e contrastata dal centrosinistra?

    Falso, perché il progetto di Malpensa 2000, e prima ancora della Grande Malpensa, risale almeno agli anni ’80 ed è stato attuato negli anni ’90 con i governi locali guidati dalla DC e quelli nazionali di diverso orientamento (Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi). Fu una decisione sia locale che nazionale che europea tant’è che fu l’unico progetto che finanziò un’opera in Italia, e l’unico che riguardava un aeroporto, tra i 14 finanziati in Europa.

    Quando si progettò Malpensa la Lega Nord nemmeno esisteva.

    3) Malpensa è un progetto industriale fallito?

    Falso, poiché il sistema aeroportuale di Milano/Lombardia ha visto crescere i dati di traffico passeggeri dal 1998 (Malpensa + Linate + Bergamo) da circa 17,5 milioni a 36,2 e nelle merci da 256.000 a 586.000 tonnellate.

    L’anno in corso prevede un incremento a Linate del 2%, a Malpensa del 10%, a Bergamo dell’11%.

    Si tratta, se confrontati con analoghi sistemi aeroportuali, degli indici di aumento più rilevanti realizzati in Europa. È evidente che, senza Malpensa, non vi sarebbero state le condizioni e l’infrastruttura adeguata allo sviluppo.

    La stessa occupazione realizzata in questi anni, ancorché spesso precaria, verrà messa a forte rischio. I nostri calcoli prudenziali ci indicano una perdita di posti di lavoro per oltre 2000 lavoratori di Malpensa.

    4) Malpensa è una cattedrale nel deserto?

    Falso. E’ un altro luogo comune, oltretutto contraddittorio con chi sostiene che Malpensa ha avuto un impatto devastante nel territorio. In realtà Malpensa è incompleta e richiederebbe l’ultimazione delle opere previste e necessarie sia stradali che ferroviarie, a partire dal collegamento con la stazione centrale di Milano e con la rete dell’alta velocità. La regione Lombardia, il suo Presidente Formigoni, invece di volersi sostituire a SEA o Alitalia o ad altri, bene avrebbe fatto a completare opere rimaste invece ferme al 1998.

    5) Malpensa è la causa dei dissesti di Alitalia?

    Falso. Se l’area economico-finanziaria più importante del Paese è causa dei problemi di Alitalia, non si comprende perché, nel 1998, tutte le compagnie aeree europee si siano prima battute contro lo spostamento dei voli da Linate ed abbiano poi aumentato del 500% i collegamenti dal Nord Italia verso gli hub europei.

    La fascia dei passeggeri business, che è pari al 25 % del totale, determina circa il 70% dei ricavi delle compagnie aeree di bandiera. La struttura economica, geografica, industriale, finanziaria, di reddito del nostro Paese concentra nel Nord Italia il mercato più ricco e in sviluppo del trasporto aereo.

    6) Linate è il concorrente di Malpensa?

    Falso, perché Linate e Malpensa fanno parte di un unico sistema aeroportuale, così come avviene a Parigi o Londra con 6 aeroporti. Si tratterebbe di modificare la composizione dell’attuale traffico e non la sua redistribuzione quantitativa.

    Lo stesso dato negativo della presenza di molti aeroporti a breve distanza l’uno dall’altro diverrà nel medio periodo un’importante occasione di sviluppo. Si tratta quindi di coordinare e specializzare gli aeroporti esistenti.

    7) Si sostiene che da Linate partirebbero molti passeggeri verso gli hub europei, penalizzando l’utilizzo di Malpensa.

    Falso, perché su circa 10 milioni di passeggeri a Linate i transiti verso gli hub europei con prosecuzione sono circa 400.000, pari al 4%, mentre da Malpensa sono circa 900.000, e a Fiumicino sono più che a Linate.

    Se invece evidenziamo il numero di voli verso gli hub europei verifichiamo che oltre il 50% sono in aeroporti diversi da Linate, Malpensa e Fiumicino e concentrati negli altri aeroporti del nord Italia.

    Se ad esempio sommiamo i voli per Francoforte e Monaco (effettuati da o per conto di Lufthansa) verifichiamo che nel nord Italia i voli sono circa 400 a settimana, ma di questi solo 28 partono da Linate (tutti esclusivamente con destinazione Francoforte).

    8) Alitalia sposta i suoi voli internazionali da Malpensa perché operano in perdita?

    È un elemento di cui Alitalia non fornisce né dati attendibili né confronti con altre realtà né analisi dei costi. I coefficienti di occupazione dei posti sui voli intercontinentali spostati da Malpensa sono sempre superiori al 70% sino a punte oltre il 90% .

    La domanda è, quindi, perché con un coefficiente di riempimento del 70% altre compagnie generano utili e Alitalia con il 90% perde?

    Forse incidono i costi di struttura in quanto, a distanza di 15 anni (è almeno dal 1992 che si sa dell’apertura di Malpensa), Alitalia non ha né insediato una base di armamento, né realizzato le nuove assunzioni laddove servivano, né tanto meno orientato la propria struttura di vendita alle esigenze di un mercato fortemente competitivo.

    9) Se se ne va Alitalia da Malpensa o fallisce tanto meglio?

    Falso. Solo una propaganda politica, priva di qualunque seria analisi può sostenere questa tesi. Da anni, e anche in queste ore, Formigoni ed altri annunciano importanti accordi con compagnie aeree straniere che sostituirebbero Alitalia. Non sono ancora emersi i fantomatici gruppi privati in grado di far nascere mitiche compagnie del Nord.

    Alitalia, che ancora oggi genera circa il 45% del traffico di Linate e Malpensa è, nel medio periodo, insostituibile. Il trasferimento dei suoi voli ucciderebbe l’hub per un lungo periodo e non sarebbe certo lo sviluppo dei voli low cost o charter a compensare questa perdita.

    10) Il Piano Industriale “o di sopravvivenza” presentato da Alitalia è l’unica chance per evitare il fallimento?

    Falso, perché di Piani Industriali e ricapitalizzazione è piena la storia di Alitalia degli ultimi 15 anni.

    Il nuovo Piano concentra l’effetto della crisi della compagnia su Malpensa, dando l’illusione che questa decisione risolverà i problemi di Alitalia. In realtà i nodi strutturali all’origine della crisi di Alitalia restano immutati e irrisolti.

    E’ - di fatto - la rinuncia a competere laddove il mercato del trasporto aereo si sviluppa.



    Cell. Giuffrida 3356989053

    Cell. Cortorillo 3933375244



    Milano, 6 settembre 2007
    http://www.cgil.lombardia.it/puntofo...tipo=1&ID=2129
    Leggi ed informati.

  4. #4
    passepartout
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Leggi ed informati.
    Leggi e informati tu: MXP è stata frutto di un decisione politica che nulla ha a che fare con i bisogni di chi viaggia
    Se Formigoni fa accordi con altre compagnie allora perchè dovremmo rimetterci altri soldi?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da passepartout Visualizza Messaggio
    Leggi e informati tu: MXP è stata frutto di un decisione politica che nulla ha a che fare con i bisogni di chi viaggia
    Se Formigoni fa accordi con altre compagnie allora perchè dovremmo rimetterci altri soldi?
    Non hai nemmeno letto il testo che ti ho postato.

    I soldi ce li rimette lo stato se manda in malora Malpensa.

    Che liberizzi gli slot permettendo ad altre compagnie di entrare ed avrà solo da guadagnarci.

  6. #6
    passepartout
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Non hai nemmeno letto il testo che ti ho postato.

    I soldi ce li rimette lo stato se manda in malora Malpensa.

    Che liberizzi gli slot permettendo ad altre compagnie di entrare ed avrà solo da guadagnarci.
    Proprio perchè ho letto che si capisce che MXP è stata decisa dalla politica (dalla DC come dice l'articolo e da altre forze politice)

    Lo stato non ci rimette nulla ci rimettiamo noi e ci abbiamo già rimesso un infinità di denaro per costruire una cattedrale nel deserto

    Formigoni privatizzi SEA piuttosto

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da passepartout Visualizza Messaggio
    Proprio perchè ho letto che si capisce che MXP è stata decisa dalla politica (dalla DC come dice l'articolo e da altre forze politice)

    Lo stato non ci rimette nulla ci rimettiamo noi e ci abbiamo già rimesso un infinità di denaro per costruire una cattedrale nel deserto
    Una cattedrale che muove 18 milioni di passeggieri e 500.000 tonnellate di merci in un anno.

    Per non parlare dei collegamenti con la MI-TO pronti con marzo 2008 ed il passante che porterà direttamente in stazione centrale di Milano pronto per la prima metà del 2009.

    Ora smettila con gli slogan che ti hanno insegnato ed affronta i fatti.

  8. #8
    passepartout
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Una cattedrale che muove 18 milioni di passeggieri e 500.000 tonnellate di merci in un anno.

    Per non parlare dei collegamenti con la MI-TO pronti con marzo 2008 ed il passante che porterà direttamente in stazione centrale di Milano pronto per la prima metà del 2009.

    Ora smettila con gli slogan che ti hanno insegnato ed affronta i fatti.

    Se non è una cattedrale del deserto allora perchè Formigoni vuole gli aiuti a spese del contribuente?

  9. #9
    email non funzionante
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    Pessima decisione, alla faccia del libero mercato. Spero Air France non acetti e si ritorni alle condizioni originarie di mercato.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da passepartout Visualizza Messaggio
    Se non è una cattedrale del deserto allora perchè Formigoni vuole gli aiuti a spese del contribuente?
    Sostituire gradualmente i voli invece che ammazzare Malpensa che danno porta al contribuente?

 

 
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