



Difatti. Io credo si stia facendo tanto rumore per nulla. Il "dogma" non è una cosa che salta fuori dal cilindro improvvisamente, ma una verità che, al momento in cui è promulgata come dogma, è già creduta pacificamente da tutta la comunità cristiana. Ad esempio, le rivelazioni private, anche se non appartengono al "deposito della fede" della Chiesa, formano una buona parte della più genuina fede popolare (se la Madonna ha detto a Fatima, che è riconosciuta dalla Chiesa: "Yo soy la Inmaculada Concepciòn", di questa frase non è che propriamente me ne infischio).
Il cristianesimo non è una "religione del libro" e il cristiano non è uno che "adora la Bibbia" (anche se, in senso letterale, la adora nel senso che la bacia, ad orem) ci sono anche il Magistero e la Tradizione.
Se si tagliano di netto la tradizione e il magistero diventiamo tutti Testimoni di Geova, che vanno ad estrapolare una singola frase dai testi sacri facendo passare per eretico anche Gesù Cristo.
Insomma, non è che abbiamo a che fare con un Cielo "cieco e sordo".


“Le due forme del Verbo abbreviato e dilatato sono inseparabili. Il Libro dunque rimane, ma nello stesso tempo passa tutt’intero in Gesù e per il credente la sua meditazione consiste nel contemplare questo passaggio. Mani e Maometto hanno scritto dei libri. Gesù, invece, non ha scritto niente; Mosè e gli altri profeti «hanno scritto di lui». Il rapporto tra il Libro e la sua Persona è dunque l’opposto del rapporto che si osserva altrove. Così la Legge evangelica non è affatto una «lex scripta» (legge scritta). Il cristianesimo, propriamente parlando, non è affatto una «religione del Libro»: è la religione della Parola – ma non unicamente né principalmente della Parola sotto la sua forma scritta. Esso è la religione del Verbo, «non di un verbo scritto e muto, ma di un Verbo incarnato e vivo». La Parola di Dio adesso è qui tra di noi, «in maniera tale che la si vede e la si tocca»: Parola «viva ed efficace», unica e personale, che unifica e sublima tutte le parole che le rendono testimonianza. Il cristianesimo non è «la religione biblica»: è la religione di Gesù Cristo.”
da Henri de Lubac, Esegesi medievale. I quattro sensi della Scrittura (vol. III, Jaca Book, Milano 1996)


Spero sia questo quello che cercavi.
891 <<Di questa infallibilità é il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli, che conferma nella fede i suoi fratelli, proclama con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale... L'infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale, quando questi esercita il supremo Magistero col successore di Pietro>> soprattutto in un Concilio Ecumenico. Quando la Chiesa,mediante il suo Magistero supremo, propone qualche cosa <<da credere come rivelato da Dio>> e come insegnamento di Cristo, <<a tali definizioni si deve aderire con l'ossecquio della fede>>. Tale infallibilità abbraccia l'intero deposito della Rivelazione divina.
(dal Catechismo della Chiesa Cattolica)
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NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !


Ho scritto prima che non trovavo abbastanza esaustiva la spiegazione del Catechismo, e mi copi-incolli il Catechismo?
Qui c'è scritto cos'è l'infallibilità papale, ma non c'è la risposta alla domanda che avevo fatto io, ossia: su quale base nello specifico è stato stabilito che il Papa, quando parla ex cathedra, è infallibile?


adesso ho capito cosa chiedi, quanto estrapolato dal catechismo viene dal Concilio Vaticano II, che ha ripreso la Tradizione ed il Magistero della Chiesa.
Riferimenti puoi trovarli,come riportato alle note nel catechismo:
(Lunem Gentium, 25; cf Concilio Vaticano I)
(Dei Verbum, 10)
(Lunem Gentium, 25)
Pertanto ha detto bene Lotari:
Il cristianesimo non è una "religione del libro" e il cristiano non è uno che "adora la Bibbia" (anche se, in senso letterale, la adora nel senso che la bacia, ad orem) ci sono anche il Magistero e la Tradizione.
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Se dobbiamo ragionare a versetti come i musulmani, allora è il passo ove Cristo dice a Pietro:
Matteo 16,19 "A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai [=vieterai] sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai [=scioglierai] sulla terra sarà sciolto nei cieli".