Sabato 19 Gennaio è apparsa sui quotidiani locali la notizia secondo la quale una ventina di extracomunitari di religione islamica chiedeva, incoraggiati da Rifondazione Comunista ed altri esponenti di sinistra, al Sindaco di Calolziocorte di avere un locale di proprietà comunale per pregare e riunirsi periodicamente. Deciso e immediato il no di Luca Caremi, Assessore alla sicurezza e al commercio del comune lecchese, nonchè dirigente provinciale di La Destra. Netta anche l'opposizione di Gioventù Italiana. Riportiamo di seguito il comunicato stampa inviato ai media.
“Per l’ennesima volta l’estrema sinistra si dimostra demagogica e qualunquista” è quanto afferma Alberto Pedrone , coordinatore regionale di Gioventù Italiana, movimento giovanile di La Destra. “ è sconcertante osservare come chi vorrebbe amministrare la nostra comunità, è miope di fronte ai reali problemi che l’assegnazione di un locale di proprietà comunale alla comunità islamica, potrebbe causare. Sono felice di osservare come il nostro sindaco sia orientato al no, ancora di più mi rassicura vedere l’assessore Caremi opporsi in maniera decisa.
È ora di affrontare la realtà e analizzarla per quella che è. Il no dei giovani di La Destra, non è dettato da xenofobia o intolleranza religiosa. È un fatto che dietro ad ogni Moschea, vive e pulsa un centro culturale islamico. È un fatto che spesso è volentieri i centri culturali islamici diventino l’habitat in cui si annida e prende forza il fondamentalismo e il fanatismo. È troppo semplice nascondersi dietro ad un altruismo peloso dettato da interessi politici. Il problema è reale ed è studiato anche da politologi musulmani contemporanei: le comunità islamiche presenti in Europa sono spesso e volentieri soggette ad un processo di “reislamizzazione” che trova origine nella loro collocazione in un ambiente circostante differente per cultura e tradizione. Questo gap porta ad una radicalizzazione dei principi religiosi, fenomeno paradossalmente spesso estraneo alle società di origine. Partendo dal sacrosanto principio che devono essere coloro che sono ospitati ad adattasi all’ambiente circostante che li accoglie e non il contrario, finchè non vi saranno idonei strumenti atti al controllo di tali comunità, quali ad esempio l’obbligo per l’imam di predicare in italiano, richieste come quelle presentate nei giorni scorsi saranno inaccettabili.
Prendiamo atto infine, a malincuore ma non sorpresi, che l’estrema sinistra è sempre in prima linea nel difendere i diritti di libertà religiosa, salvo quando si tratta di permettere al Papa di parlare alla Sapienza di Roma, nonostante egli sia il massimo esponente della religione praticata dalla maggioranza degli italiani”.
http://www.gioventuitaliana-lecco.it/dblog/
Posizione dell'assessore de La Destra a Calolziocorte Luca Caremi





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