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pietro
Ieri i mercati europei hanno bruciato oltre 440 miliardi di euro di capitalizzazione
Sospesa dalle contrattazioni a Shangai la Bank of China, travolta dalla crisi dei subprime
Borse, martedì nero quanto il lunedì
Tokyo -5,65%, Hong Kong -8,77%
In terreno decisamente negativo tutte le aperture del Vecchio Continente
ROMA - Dopo il lunedì nero che ha portato i mercati europei a bruciare oltre 440 miliardi di euro di capitalizzazione, è cominciata una giornata analoga per le Borse. Gli indici asiatici anche stamane sono in caduta libera per il timore di una recessione negli Stati Uniti, il più grande mercato del mondo per esportazioni dall'Asia. A Hong Kong l'indice guida Hang
Seng ha chiuso in ribasso dell'8,74% a 21.737,80 punti, dopo il calo del 5,5% già registrato nella vigilia. Secondo gli operatori le due sedute sono le peggiori del decennio. Tokyo ha chiuso a -5,65%. Chiusura in forte ribasso infatti per la Borsa di Shanghai, che ha perso il 7,22% a 4.914,43 punti. In picchiata anche Seoul, Jakarta, Kuala Lumpur, Mumbai, Singapore. Apertura con il segno meno per tutte le Borse europee. Intanto si aspetta col fiato sospeso la riapertura di Wall Street rimasta chiusa ieri per il Martin Luther King Day.
A Taiwan pioggia di ordini in vendita che rappresentano per l'indice guida dell'isola il calo più pesante da quattro anni. Il Taiex ha perso il 6,5% chiudendo a quota 7.581,96. Solo sei azioni delle 670 quotate sono riuscite ad entrare agli scambi.
A Shanghai la Bank of China è stata sospesa dalle contrattazioni dopo il diffondersi di indiscrezioni, secondo cui l'istituto di emissione cinese si appresterebe a una drastica riduzione del valore nominale dei propri asset, in conseguenza della crisi legata al crollo dei mutui 'subprime' americani.
In apertura, dopo i primi scambi, Parigi perdeva il 2,7%, Zurigo il 3,6%, Madrid l'1,3%, Londra il 2,8 e Francoforte il 4. Apertura in forte ribasso anche per Piazza Affari: Mibtel -3,65%, S&PMib -5,13%, Midex -4,09% e All Stars -3,80%. "Congelato" il titolo Alitalia.
La crisi delle Borse, secondo gli osservatori, è una clamorosa affermazione di sfiducia nel piano per la ripresa economica presentato venerdì scorso dal presidente George W.Bush, che prevede investimenti per 140 miliardi di dollari.
Osamu Tamanda, un operatore giapponese, ha sostenuto che solo "una decisione del governo americano di immittere fondi pubblici per risolvere il problema dei mutui", potrebbe portare ad una ripresa del mercato.
(22 gennaio 2008)