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Discussione: Le Poste, ad esempio.

  1. #21
    Non si fitta ai terroni.
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    Non sono razzista. Il razzismo è un crimine, e il crimine è roba da negri.
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    ART, vattene, non è posto per te questo. Le poste non hanno mai funzionato, salvo peggiorare negli ultimi mesi. La riorganizzazione fallite delle poste è la dimostrazione che l'Italia non è riformabile.

    Jotsecondo, la tua moderazione è fonte di irritazione per me. L'unica cosa che non possiamo più permettere è che i gli sporchi terroni continuino ad occupare posti nella pubblica amministrazione, vessando, con la loro inefficienza, ignavia e inerzia, tutti gli altri.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da NoNickName Visualizza Messaggio
    ART, vattene, non è posto per te questo. Le poste non hanno mai funzionato, salvo peggiorare negli ultimi mesi. La riorganizzazione fallite delle poste è la dimostrazione che l'Italia non è riformabile.

    Jotsecondo, la tua moderazione è fonte di irritazione per me. L'unica cosa che non possiamo più permettere è che i gli sporchi terroni continuino ad occupare posti nella pubblica amministrazione, vessando, con la loro inefficienza, ignavia e inerzia, tutti gli altri.
    Hai ragione sono troppo moderato. Ma mi devi permettere che, per senso di responsabilità, mi preoccupi, anche se con tono goliardico, per quando l’italia verrà divisa per impedire il crollo economico del sistema.

    Non sarebbe giusto pensare che il Sud si arrangi. Si dovrà pensare di trovare qualcuno che si impegni almeno parzialmente a mantenerlo.
    Non mantenerlo in modo galattico come abbiamo fatto noi finora, ma che sia alleato economicamente con qualcuno, che almeno gli tolga la spazzatura.

    Dovrà presumibilmente integrarsi in una area economica del Nordafrica.

    Però se il livello culturale-economico del Sud è quello attuale, certamente i popoli del Nordafrica potrebbero avere delle remore. Ho paura che non accetteranno di unirsi economicamente ad uno stato come è nelle condizioni attuali.

    Riguardo al problema di una grande città dove la posta è in mano ad una cultura meridionale, invece di lamentarsi, occorrerebbe essere contenti che ogni tanto arrivi qualcosa nelle buche delle lettere.
    Ogni lettera arrivata è un miracolo.

    Ecco perché come Draghi, presidente della banca d’italia, molti cittadini del Nord sono preoccupati.
    E’ pazzia credere di calare il debito pubblico e calare le tasse in queste condizioni.

    Il nostro modello di crollo economico dovrebbe essere quello argentino.
    Se invece vogliamo crollare in altro modo, si dovrà fare un nuovo governo che dovrà stabilire, dopo ampio dibattito, quale sistema si preferisce per andare a rotoli.

  3. #23
    Non si fitta ai terroni.
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    per quando l’italia verrà divisa per impedire il crollo economico del sistema.


    E come la fai la rivoluzione senza crollo economico?

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Non sarebbe giusto pensare che il Sud si arrangi.


    Perchè?

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Si dovrà pensare di trovare qualcuno che si impegni almeno parzialmente a mantenerlo..


    No.

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Non mantenerlo in modo galattico come abbiamo fatto noi finora, ma che sia alleato economicamente con qualcuno, che almeno gli tolga la spazzatura.


    Non è un problema che mi riguarda.

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Dovrà presumibilmente integrarsi in una area economica del Nordafrica.


    Facciano quel ca..o che vogliono.

    Il resto del tuo messaggio è irrilevante.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da NoNickName Visualizza Messaggio
    [/color][/font]

    E come la fai la rivoluzione senza crollo economico?

    [/color][/font]

    Perchè?

    [/color][/font]

    No.

    [/color][/font]

    Non è un problema che mi riguarda.

    [/color][/font]

    Facciano quel ca..o che vogliono.

    Il resto del tuo messaggio è irrilevante.



    Non arrabbiarti.
    Volevo solamente dire sotto un celato metodo ironiche delle sacrosante verità
    Quando parlo di crollo economico del sistema, volevo indicare che trasformando la nostra economia in tracollo argentino, il sistema che crolla è quello Europeo. L’Europa non è così forte da permettersi che un giorno i Bot o similari italiani diventino carta straccia come l’Argentina. Devono correre prima.

    Noi indipendentisti non faremo mai la rivoluzione, ma dobbiamo essere preparati nel momento che i cittadini gireranno per le strade con i manici delle scope alla ricerca dei politici di qualsiasi gruppo siano.

    Non credo bisogna lasciare il Sud che si arrangi, bisogna che, chi ne è capace, cerchi di accasarlo con l’Africa in una qualche unione.
    Ossia bisogna stabilire senza ombra di dubbio che l’Africa è l’unica possibilità di identificazione del nostro Sud.
    Perchè non possiamo permetterci di avere attaccato una polveriera creato dalla mentalità di un popolo che si crede europeo ed invece si comporta come un normale stato di terzo mondo.

    A meno che vogliamo imparare da chi è più in gamba di noi, Israele ha fatto un muro.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Shaytan Visualizza Messaggio
    Ti parla uno di quei tanti "precari" vorrei vedere te ad imparare zone sconosciute in poco tempo per non parlare di indirizzi sbagliati sulle bollette, lettere senza civico come se ognuno sapesse vita morte e miracoli della zona..
    I problemi non sono i precari, ma il personale dei centri di smistamento.
    Tanto sindacato e poca voglia di lavorare.

  6. #26
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    Predefinito I soldi per le mega pubblicità negli stadi però non mancano al Gruppo Poste Italiote

    La situazione più grave a Milano: ferme 200 tonnellate di corrispondenza
    Tra le cause il progetto di riorganizzazione, gli scioperi e la mancanza di mezzi


    Le Poste nel caos: milioni di lettere
    ferme nei depositi, distribuzione in tilt


    di PAOLO BERIZZI

    http://www.repubblica.it/2008/01/sez...oste-caos.html

    MILANO - Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti. Lettere e cartoline in agonia da ormai due mesi. Ma anche corrispondenza pregiata, raccomandate, atti giudiziari, cumuli di "prioritaria" ancora da spedire. Uffici postali e centri di smistamento ingolfati; molti addirittura al collasso. I benevoli dicono che le poste italiane hanno il fiato corto. I malevoli che stanno scoppiando. Sullo stato di salute, forse, la verità sta nel mezzo. Nei tempi difficili che, complici una serie di fattori - primo fra tutti, sostengono i sindacati, gli effetti della riorganizzazione del servizio di recapito avviata da Poste italiane - stanno rendendo la vita amara ai 43 mila portalettere distribuiti nel nostro Paese.

    La crisi delle consegne si è acutizzata a novembre del 2007. E sta allungando le sue "criticità" in tutta Italia. Da Nord a Sud, in particolare tra dicembre e gennaio, i tempi di recapito si sono diluiti fino a diventare, in alcune zone, imbarazzanti. I disagi maggiori hanno colpito la Lombardia, soprattutto Milano e provincia con un tappo di 200 tonnellate di corrispondenza arretrata. Qui, quattro giorni fa, l'amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha inviato una task force di ispettori per verificare cosa sta accadendo e perché. Ma Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Campania non se la passano tanto meglio.

    "Sono disagi che hanno riguardato in particolare Milano - dice Sarmi - e li stiamo risolvendo. La nuova impostazione del servizio di recapito è basata su un progetto all'avanguardia che stiamo calando su tutto il territorio. In alcune zone si sono creati dei piccoli problemi, è vero, ma di qui a poco tutto rientrerà nella normalità".

    Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, la vede un po' diversamente: "Il progetto di riorganizzazione ha rotto il vecchio sistema ma, purtroppo, non è ancora decollato. Chiederemo all'azienda di rivederlo, di aggiustare gli errori che porta con sé, altrimenti la posta non riesce più a recapitare in condizioni normali". (Cisl intanto ha annunciato un altro mese di sciopero degli straordinari, dal 28 gennaio al 26 febbraio, che segue la protesta durata dal 13 dicembre al 12 gennaio).

    In sostanza, il nuovo sistema - che pure i sindacati confederali avevano sottoscritto il 15 settembre del 2006 - prevede tre tipi di servizi: quello classico detto "universale", che resta nelle mani del portalettere ordinario. Quello "dedicato", con postini muniti di furgoni che servono i "grandi utenti" (società, aziende, studi professionali, grossi condomìni); e quello "speciale" per servizi aggiuntivi tipo la consegna di atti giudiziari o di oggetti di pregio. Diversificando e implementando il servizio di recapito, e dunque ritenendolo più snello e efficiente, Poste italiane ha stabilito di poter tagliare 4000 zone di recapito (oggi sono 42 mila). In più ha ridistribuito le forze in campo: centinaia di portalettere anziani (10-12 anni di servizio) sono stati messi agli sportelli e sostituiti con nuovi assunti a tempo determinato e con anche una robusta infornata di "ricorsisti".

    Tutto questo, secondo i lavoratori, ha portato a un travaso di personale e di esperienza. E a un caos generale: con mancanza di mezzi e strutture idonee a far partire il nuovo sistema di consegna. Così molte zone sono rimaste scoperte. Dai paesi dell'hinterland di Milano, Torino e Palermo, al caso di Armeno, piccolo comune montano in provincia di Novara: 2.200 abitanti e un solo postino. Che si è ammalato.

    Risultato: quattro giorni senza posta. Realtà diffuse, come le centinaia di cittadini che a dicembre e gennaio si sono trovate il telefono, la luce e il gas tagliati perché "morosi" nel pagamento di bollette arrivate in ritardo o non ancora arrivate. E' accaduto a Boltiere, nella bergamasca. Le Procure di Bergamo e Legnano, di fronte a decine di denunce, indagano addirittura per interruzione di servizio pubblico.

    (22 gennaio 2008)

  7. #27
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    Predefinito lo schifo chiamato itaglia

    Poste in tilt, 200 tonnellate di arretrati
    E gli utenti preparano la class action


    http://milano.repubblica.it/dettagli...action/1414968

    Ecco le immagini che documentano la paralisi del centro: montagne di buste e stampe accumulate nei sotterranei

    Video 1

    Video 2

    Quintali di plichi abbandonati. Cassette stracolme e giacenti. Pile di ceste piene di stampe e lettere. Carrelli zeppi di posta dappertutto e scatoloni divelti, con il contenuto sversato per terra. Al primo piano, a piano terra e persino nei sotterranei, ingolfati di merce quando, per legge, dovrebbero restare sgombri. È il centro meccanizzato postale di Milano Roserio, uno dei tre punti di smistamento della Lombardia (con Peschiera Borromeo e Brescia). Leggi l'articolo e guarda i video

    Lettere che non arrivano, biglietti di auguri mai giunti a destinazione, bollette e fatture mai recapitate al cliente. Il caos di Roserio testimonia la situazione delle poste in lombardia, dove oltre 200 tonnellate di corrispondenza giacciono negli uffici postali e nei centri di lavorazione e smistamento. Posta ferma. Bloccata. Chi si è visto tagliare telefono, gas e luce. Chi è costretto a pagare more inattese gonfiatesi nei mesi. Chi va di persona a ritirare la corrispondenza negli uffici postali.

    Per Poste Italiane le cause della paralisi sono tre: il rodaggio della riorganizzazione del servizio di recapito; l´aumento della posta a dicembre del 2007 e l´avvio del nuovo modello di recapito sull´area Milano-Bovisa. In più, dicono, bisogna aggiungere lo sciopero degli straordinari dei portalettere e due giorni di neve.

    Giovanni Testa, sindaco di Boltiere, un paese in provincia di Bergamo, ha scritto alla Telecom, all´Enel e all´Italcogim: «Prorogate le bollette, i miei cittadini sono inadempienti, ma è colpa dei ritardi delle Poste". In tutta la regione gli utenti infuriati tempestano di telefonate gli uffici postali e il numero verde delle poste italiane (803160). Presentano denunce al Codacons. A Monza e in Brianza è pronta a partire una "class action" contro Poste Italiane. E le procure di Bergamo e Legnano, di fronte ai disagi messi nero su bianco dalla gente, indagano addirittura per interruzione di pubblico servizio.

    Intanto Poste Italiane corre ai ripari inviando una ventina di ispettori interni e addetti alla qualità per verificare che cosa sta succedendo negli uffici postali, nei centri meccanizzati e di smistamento della Lombardia.

  8. #28
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    Predefinito gruppo poste itagliane, trenitaglia, itaglia.it, alitaglia... una parola una garanzia

    Il postino suona sempre più tardi

    Fallita la nuova
    organizzazione dell’Azienda
    A Bergamo indagine per
    interruzione di servizio


    ALESSANDRO BARBERA

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...9483girata.asp

    Ghisalba, cinquemila anime a Sud di Bergamo, è conosciuta per la gara delle balle di fieno, una corsa con partenza ed arrivo davanti all’oratorio. Ma a Ghisalba ci vorrebbe la gara delle lettere: nonostante i venti chilometri dalla città, da almeno due anni bollette e raccomandate arrivano a singhiozzo. Esasperato, il sindaco è ricorso alla magistratura e il pubblico ministero di Bergamo ha aperto un fascicolo contro ignoti per interruzione di pubblico servizio. Dalle Poste rispondono piccati: macché interruzione, anzi. «Poiché uno dei due postini è in maternità, abbiamo provveduto ad assumerne un altro». Il caso di Ghisalba è estremo ma non isolato: soprattutto nelle ultime settimane, disfunzioni così nella consegna della corrispondenza si contano in abbondanza. E la situazione rischia di peggiorare se, come promettono i sindacati, a febbraio ci sarà il temuto «sciopero degli straordinari». L’azienda chiama in causa i sindacati, ma è d’accordo su un punto: il modello organizzativo che ha diviso il servizio postale in tre va rivisto. Ora le parti si sono sedute al tavolo per discuterne, ma nel frattempo la macchina arranca.

    Il sindaco di Legnano, pochi chilometri da Milano, lo ha denunciato pubblicamente: «Ricevo gente che mi chiede perché non arrivano le bollette. Ne ho parlato con il responsabile d’area di Poste, ma non vedo miglioramenti», si lamentava ieri. Sabato scorso alla Bovisa, periferia Nord di Milano, i postini hanno consegnato posta di metà novembre. In tutto l’hinterland milanese la consegna è in affanno: a Rho, Monza, Cologno Monzese. Stessa cosa accade nella cintura torinese e nel Piemonte: la macchina arranca a Biella, Novara, Arona, Borgomanero, Mondovì. Per smistare l’arretrato, nell’hangar delle Poste all’aeroporto di Linate vengono pagate decine di straordinari. E in effetti, grazie anche all’assunzione di decine di portalettere con contratti a tre mesi (ma senza mezzi, e costretti a girare in autobus), negli ultimi giorni il ritardo è stato in parte colmato. Che però il servizio di recapito postale sia in cronica difficoltà, e non solo al nord, lo ammettono sia alla Cisl - il sindacato-azienda delle Poste - sia ai vertici. L’ultimo caso è scoppiato a causa delle bollette Enel: un disservizio di Postel, la controllata del gruppo che le stampa, ha costretto l’azienda a differire al 6 febbraio la scadenza di un milione di fatture di dicembre. Con l’eccezione di alcune Regioni (Lazio, Sicilia, Trentino, Umbria) è accaduto dappertutto, a macchia di leopardo: dalla Val D’Aosta alla Calabria. I sindacati raccontano anche che alcuni grandi clienti, soprattutto nella distribuzione commerciale, avrebbero minacciato la rescissione dei contratti di consegna delle pubblicità. Alcuni di loro denunciano il 10-15% di corrispondenza non consegnata.

    Perché tutto questo? Sul banco degli imputati c’è il nuovo modello organizzativo. Da settembre 2006 - dopo il recepimento delle direttiva europea di liberalizzazione del settore - il servizio postale è diviso in tre: universale, grandi utenti, consegne speciali. Cono Fusca, responsabile Cisl della Lombardia, accusa l’azienda di «non aver mai studiato a fondo le reali esigenze del sistema». L’azienda attacca i sindacati, rei di «non aver mai permesso l’entrata a regime del nuovo modello». Quel che è accaduto fra novembre e dicembre, soprattutto in Piemonte e Lombardia, gli offre argomenti: una serie di «scioperi degli straordinari», quando non veri e propri scioperi bianchi, hanno fatto accumulare la corrispondenza.

    Intanto il rapporto sulla qualità del servizio postale che l’Izi predispone due volte l’anno per il ministero delle Comunicazioni continua a registrare risultati al di sotto degli standard previsti dalla convenzione con lo Stato: in azienda si vocifera che i risultati del primo semestre 2007, già poco brillanti, nel secondo saranno peggiori. E che il ministero delle Comunicazioni a quel punto imporrà la multa prevista dalla nuova convenzione: un milione e mezzo di euro. Dieci volte in più di quanto prevedeva la vecchia, briciole rispetto agli utili che arriveranno dal bilancio 2007 dell’azienda: alcune stime parlano di 800-900 milioni di euro. Perché mentre il servizio postale va in malora, fra Bancoposta e il nuovo servizio di telefonia cellulare i conti di Poste vanno a gonfie vele.

  9. #29
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    In altri tempi, una ventina d'anni fa, avrei detto:
    " Mandate gli Alpini a risolvere l'emergenza Poste "
    ma ora, pensando ai ' nuovi Alpini ' di questi ultimi due decenni
    non possiamo più sperare in niente di buono.
    Il mancato recapito della posta può paralizzare il paese.
    Pensate solo alle assicurazioni e ai certificati.
    Staremo a vedere.
    Ministro dell'Interno DOVE SEI???????
    328 milioni di dollari ci costa la Presidenza,
    ben QUATTRO volte Buckingham Palace.
    Si, i risultati si vedono.

  10. #30
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    Cosa dobbiamo dire di fronte ad un tale sfacelo.

    Di fronte agli inecebili e documentatissimi ( come al solito) di Bèrghem si può solamente alzare le braccia la cielo.

    Il problema non è che la situazione va male, ma il problema è che non vi è più soluzione.

    Tutto quello che succede potrebbe essere il frutto del caso, però non vorrei che qualcuno ha nel suo intimo il disegno di fare le prove di come uno stato passi, per necessità, da una situazione pseudo democratica ad una situazione alquanto autoritaria.

    Si devono togliere questo dal cervello, perché un tale tipo di trasformazione del modo di governare, dovrebbe passare attraverso un contraccolpo sull’euro (mancanza di fiducia nel sistema economico democratico).
    E questo i proprietari delle banche non lo possono permettere.

    Se i cittadini corrono a tesaurizzare le banconote verdi o tendono a disfarsi delle banconote dell’euro italiane molti sommi e venerabili poteri incominciano ad avere dei problemi.
    Attenzione che il panico è una situazione che privilegia il dilagare.

    Purtroppo devono passare nell’unico valico che è rappresentato nel dividere le due economie.

    Se vogliono salvare qualcosa, molti sono disposti ad aiutare a fare la Padania.

 

 
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